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Per pasqua, per sempre.

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Non c'è alcun altro nome sotto il cielo noto agli uomini per cui possiamo essere salvati.
Non c'è altro modo che tramite la via della Croce… se ci fosse stato un altro modo di salvezza Gesù non sarebbe morto sulla croce.
La notte in cui fu tradito, la notte prima di morire, si inginocchiò nell'Orto di Getsemani e disse: "Se possibile, che questa coppa passi oltre...".
Che cosa intendeva?
Diceva: "Oh Dio, se è possibile salvare l'umanità in un altro modo, se possono trovare un'altra via verso il cielo, se c'è un altro modo, risparmiami la croce".
Ma la risposta scesa dal cielo fu: "Non c'è altra via…".

Le sofferenze divine

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Gesù vero uomo.  Per Pasqua si assistono a delle rappresentazioni della crocifissione di Gesù: viventi o con crocifissi di cartone.
Dalla finzione alla realtà, faremo un approfondimento sulle sofferenze di Gesù.
C’è chi pensa che le sofferenze fisiche e morali di Gesù non sono state tanto importanti come quelle spirituali con l'essersi caricato di tutti i peccati del mondo.
L’incarnazione di Gesù però, oltre a quest’ultimo principale obiettivo, era anche quello di immedesimarsi nelle sofferenze e debolezze umane e di esperimentarle in prima persona.

La Pasqua

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L'istituzione della Pasqua. Iddio aveva già promesso di dare ad Abramo, ed alla sua progenie, il paese di Canaan in possesso perpetuo (Genesi 17:8) e dopo aver riconfermato questo patto a Mosè (Esodo 6:2-4), scelto da Dio come liberatore e guida del popolo ebraico, evidenzia l'importanza dell'esodo dall'Egitto con l'istituzione di un rito perpetuo, la Pasqua, che servirà a ricordare per sempre tale evento.

La crocifissione

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Cenni storici sulla crocifissione.
Gli antichi testi letterari dicono poco intorno alla pena di morte per crocifissione. Ci sono, però, dei riferimenti storici dai quali è possibile dedurre che essa era largamente praticata nel mondo latino di 2.000 anni fa, e anche prima.  Anche se non è certo che furono i Persiani ad inventare la crocifissione, da alcuni riferimenti nelle opere di Erodoto e Tucidide si può rilevare che essi, certamente, la praticavano su vasta scala.
Una delle migliori fonti di informazione riguardo questo tipo di condanna è l'iscrizione di Bisutun, nei pressi di Kermanshah, nell'Iran Occidentale.

Gesù, il Re dei re

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Una descrizione sugli ultimi momenti cruciali passati da Gesù Cristo per il completamento della sua opera per la nostra Salvezza.  Il governatore romano davanti al Re dei re.  Pilato è stupito e molto perplesso: fino allora, i Giudei si erano fatti i difensori dei loro concittadini che gli comparivano davanti, ma oggi avviene il contrario; egli è convinto dell'innocenza dell'incolpato ed essi esigono la sua condanna a morte!
Pilato non nasconde loro il suo profondo disprezzo: "Prendetelo voi", dice, "e crocifiggetelo; perché io non trovo in lui alcuna colpa" (Giovanni 19:6).

I due Barabba

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Il nome Barabba.
Barabba era, secondo tre dei quattro Vangeli canonici, un ribelle e/o assassino ebreo, detenuto dai Romani a Gerusalemme negli stessi giorni della Passione di Gesù. Il nome Barabban, tramandato dalla maggior parte dei manoscritti in greco dei Vangeli, era in aramaico un patronimico composto da Bar (figlio) e Abbâ (padre) in Aramaico: בר-אבא (Bar-abbâ), "figlio del padre".
La parola Abbâ si ripete tre volte nel Nuovo Testamento (Marco 14:36; Romani 8:15; Galati 4:6).
Alcuni dei più antichi manoscritti presentano la forma bar rabba(n), "figlio del (nostro) maestro".
In pochi manoscritti in greco ed in siriaco del Vangelo di Matteo il patronimico, preceduto dal nome Iesoûs, è stato tradotto nella versione inglese con Jesus bar-Abba, "figlio del Padre", nella versione italiana e' stato cancellato Iesoûs ed è rimasto solo Barabba.

Gesù nel Getsemani

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L'agonia di Gesù.
Noi sappiamo che Gesù è stato l'unica persona della storia a nascere senza peccato, a vivere senza peccato ed a morire senza peccato.
Stando così le cose, come mai ha mostrato tanta angoscia, sofferenza e timore nel giardino del Getsemani? Ci sono pochi episodi nella storia umana più drammatici di ciò che accadde in quel piccolo giardino durante le ultime ore di Gesù sulla terra.
Potrebbe essere d'aiuto immaginare di trovarci lì e cercar di comprendere la schiacciante emozione che Egli ha dovuto provare.

Chi ha ucciso Gesù?

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La morte di Gesù è attuale come non mai.
Una cosa è chiara: l'esistenza, la morte sulla croce e la risurrezione di Gesù sono ancor oggi di massima attualità, dopo duemila anni.  Questo dato di fatto innalza il Signore molto al di sopra di qualsiasi altra figura storica.
Alcuni attribuiscono ai Giudei la colpa della morte di Gesù e li rendono responsabili di essa, come se si trattasse di un normale crimine.

Elezione di Dio

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DIO non è egualitario; Egli ha dei favoriti. Ora, premesso che il termine egualitario, inteso come aggettivo, significa “Che si ispira all'egualitarismo” e, come sostantivo, “Seguace dell'egualitarismo”, cioè di una concezione politica che preconizza una società in cui tutti godano di una eguale parte delle ricchezze, affermare genericamente che Iddio non è egualitario credo che non basti perché qualcuno potrebbe pensare che Egli passi sopra la giustizia per fare ciò che crede, e questo non è esatto.

Essere cristiani

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"Cristiano" è un termine coniato dai Romani dell'Asia, dopo la morte di Cristo, per dare un nome alla gente della "Via", cioè a coloro che seguivano gli insegnamenti di Gesù; un ebreo completamente sconosciuto al popolo di Roma. Allora i Romani non erano un popolo monoteista ma politeista, adorava, cioè, molti dei.
Quante volte ti avranno chiesto: "Ma tu credi in Dio? Quale fede professi?".

Paure di oggi

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"...Tu non temere, perché io sono con te; non ti smarrire, perché io sono il tuo Dio; io ti fortifico, ti soccorro e ti sostengo con la destra della mia giustizia" (Isaia 41:10).
Questo passo della Bibbia è bellissimo; sentiamo, attraverso queste parole, la presenza amorevole del Signore, il suo incoraggiamento, la sua forza.
Nonostante ciò, spesso siamo presi dalla paura, dallo sconforto, e ci lasciamo avvolgere da questo sentimento che riesce ad annullare la nostra volontà di confidare in Dio.
Siamo sempre più confusi; vuoi per gli accadimenti del mondo, vuoi per la nostra vita quotidiana sempre più faticosa.
Abbiamo paura: questa è la parola giusta.

Lo straccio sporco

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Non ricordo dove mi trovavo quando, meditando sulle cose del Signore, una visione si è affacciata alla mia mente.
Ero all'interno di una grande chiesa vuota e osservavo gli oggetti che erano in essa: un altare, vicino ad esso un bellissimo candeliere d'oro che portava sulla sommità un grosso cero acceso, delle balaustre, un pulpito e dei banchi di legno lucidissimo ed in fondo, vicino alla porta, una sedia sulla quale giaceva uno straccio impolverato.
Se avessi potuto identificarmi con una di quelle cose, avrei voluto essere quel candeliere!

Il nostro compito

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Ancora ci meravigliamo? 
E si! Ancora ci sono avvenimenti che riescono a stupirci!
Eppure, dalle parole della Bibbia niente dovrebbe coglierci di sorpresa, niente dovrebbe suscitare il nostro stupore.
Ogni evento è stato scritto, ogni orrore preannunciato, ogni scandalo conosciuto in anticipo; ma davanti a determinate ingiustizie o accadimenti dolorosi restiamo sempre senza fiato.
Il nostro sbigottimento è sincero, l'indignazione aumenta, e il nostro è un grido che non riusciamo a trattenere, che ci porta ad ergerci in favore di chi subisce, di chi soccombe.

Gesù vuole dimorare nel nostro cuore

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C'è qualcuno che bussa alla porta del nostro cuore, ha portato un dono per noi: l'amore.
Non ci costringe ad accettarlo, non chiede nulla in cambio, siamo liberi di farlo entrare nel nostro cuore... solo perché lo vogliamo; non per obbedienza imposta.
Non viene da Onnipotente, ma è venuto sulla terra per farsi uomo tra gli uomini, povero fra i poveri, perseguitato tra i perseguitati, con un messaggio d'amore: "Ama il prossimo tuo come te stesso".
Apriamogli il nostro cuore, ma non perché abbiamo tanta paura dell'ignoto e del futuro, o perché cerchiamo rifugio in una fede, o nella rassicurante piattezza del credo, con i marmorei dogmatici canoni religiosi; ma perché l'amore del prossimo esclude ogni male.

La storia dei tre alberi

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C’erano una volta tre alberi, che crescevano l’uno accanto all'altro nel bosco.
Erano amici. E come quasi tutti gli amici, anche loro chiacchieravano tanto.
E come quasi tutti gli amici, anche loro erano molto diversi, nonostante crescessero nello stesso posto e fossero tutti all'incirca della stessa altezza.
Il primo albero amava la bellezza, il secondo albero amava l’avventura e il terzo albero amava Dio.

Un giorno, gli alberi parlavano di ciò che sarebbero voluti diventare da grandi.
«Quando sarò grande, vorrei essere un baule intagliato, di quelli dove si conservano i tesori, pieno di gioielli scintillanti», disse il primo albero.

Trovare tempo

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Confiniamo il Signore solo per la Domenica, forse...
O addirittura solo per le feste...
Però ci piace averlo intorno quando ci sono malattie, o disgrazie...
E naturalmente durante i funerali...
Ma non abbiamo tempo per Lui durante il resto della nostra vita, mentre stiamo lavorando, mentre stiamo studiando, mentre ci stiamo divertendo...

Crediamo che queste cose sono alla base della nostra vita, mentre Dio crediamo che non lo sia...
E non ci rendiamo conto che non potremmo fare neanche la più minima di queste cose senza il volere di Dio; siamo tutti convinti che è per volontà nostra che facciamo queste cose!

Gesù dice: "Se ti vergognerai di me, io mi vergognerò di te, davanti al Padre mio".
Un uomo racconta:
"Mi inginocchiai... ma non a lungo... Avevo troppo da fare, e dovevo fare in fretta: andare a lavoro, passare prima a pagare le bollette, etc., etc..
Così mi inginocchiai e dissi una preghiera veloce, e altrettanto velocemente mi rialzai.
Dentro di me mi sentivo a …

A chi rassomigliamo?

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Un venditore ambulante di Bibbie e di libri cristiani, di nome Davide, allevato in Birmania, arriva per la prima volta in una piccola città, di cui peraltro conosce la lingua parlata.
È giorno di mercato.
Sulla piazza offre dei Vangeli e si mette a leggerne qualche riga a quelli che vi si trovano.
In breve tempo si forma un piccolo gruppo e tutti ascoltano con stupore Davide che parla di GesùCristo.

All'improvviso un contadino lo interrompe, premuroso e sorridente: «Conosco quell'uomo di cui parla quel libro, abita nel mio villaggio; vieni, te lo mostrerò».
Interessato, Davide decide di seguirlo.
Arrivato al villaggio, nota una capanna diversa da tutte le altre: non c’è immondizia nei dintorni, al posto del fango calpestato ci sono delle piante verdi.
«E’ qui», gli dice la sua guida.

L’uomo che si presenta alla porta è diverso, anche lui: il suo viso è sereno e benevolo; invita il suo visitatore a bere il te e la conversazione prende inizio.
Quando viene a sapere che Davide v…

Giovanni 3:16

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Era inverno.
Una notte fredda, nevicava e il vento sferzava il viso.
Tra le case della grande città un piccolo strillone stava cercando un riparo dove trascorrere la notte.
Nel suo vagare incontrò un poliziotto e gli chiese: “Conosci un posto dove posso andare per la notte? Fa troppo freddo per restare all'aperto”.
Il poliziotto ci pensò su e rispose: “Segui la strada e troverai una casa con la porta verde; bussa e quando ti apriranno dì semplicemente: Giovanni 3:16”.

Il ragazzino dopo aver trovato facilmente la porta, bussò.
Una donna aprì e rimase a fissarlo con sguardo interrogativo.
Senza saperne il significato, lo strillone ripeté ciò che il poliziotto gli aveva suggerito: “Mi hanno detto che lei può aiutarmi se io dico: Giovanni 3:16”.
La donna gli sorrise e lo fece entrare in casa.

Per prima cosa gli fu preparato un bagno caldo; mentre si lavava pensava: “Non so cosa Giovanni 3:16 significhi, ma può riscaldare un ragazzo come me!".
Quando uscì dal bagno vide che i suo…

Vita nuova

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Guardavo con dispiacere la mia piantina di bonsai, comprata mesi fa e adesso morta, mi piaceva molto e per questo non mi decidevo a buttarla, a farle il funerale.
La tenevo quindi, così... morta.
Ogni tanto la guardavo, la spostavo, dicevo: "Non si può mai sapere...", nonostante tutti mi dicevano che sono piante delicate e che, se non si sanno curare, una volta morte sono morte.
Ebbene, stamattina ho visto che ha alcune foglioline verdi.
Sono molto contenta, non solo perché è tornata vivere, ma perché quella mia fiducia nel "non si sa mai" è una realtà che posso toccare con mano.

Così è per noi, come credenti, che siamo nel Signore.
Il mio bonsai e stato per un periodo nel riposo e poi si è risvegliato...
E' stupendo vedere tornare in vita qualcosa, o qualcuno, che sembrava essere morto.
Passiamo periodi dove sembra che la nostra vita cristiana perda le foglie e va sempre decadendo, un sacco di avversità si sovrappongono e vorremmo non viverle, ma con Dio tutt…

Il viaggio della vita

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Il viaggio della vita è difficile, duro.
Ricordiamo l'uragano Katrina negli Stati Uniti, il devastante tsunami nell'Asia Meridionale, gli ultimi terremoti in Italia... che hanno costretto centinaia dì migliaia di persone a fuggire via dalle proprie case, spesso scappando con nient'altro che i vestiti che avevano addosso.
A volte la sua durezza ci piomba addosso all'improvviso e senza avvertimento; a volte è nostra compagna per gran parte dell’esistenza.
La vita ha la sua parte di gioie e felicità, sappiamo pure che il suo sentiero è spesso molto accidentato.
Siamo assaliti dalle tentazioni, delusi dalle persone, indeboliti dalle malattie e dal tempo, sopraffatti dal male e dalle ingiustizie.

Sì, la vita è difficile... ma Dio è buono, e il Cielo è qualcosa di reale!
Una delle grandi verità della Bibbia è che non eravamo destinati solo per questo mondo.
La morte non è la fine della vita; è solo la via per l'eternità.
Noi siamo destinati a vivere per sempre, e la mor…