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L’apocalisse potrebbe diventare realtà sotto i nostri occhi.

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Da una storia vera

Nel grembo di una donna incinta si trovavano due bebè.  Uno di loro chiese all'altro: Tu credi nella vita dopo il parto?  L'altro: Certo! Qualcosa deve pur esserci dopo il parto; forse siamo qui per prepararci per quello che saremo più tardi.  Sciocchezze! Non c’è una vita dopo il parto. E come sarebbe poi quella vita?  Non lo so, ma sicuramente... ci sarà più luce che qua; magari cammineremo con le nostre gambe e ci ciberemo dalla nostra piccola bocca.  Ma è assurdo! Camminare è impossibile! E mangiare dalla bocca? Ridicolo!  Il cordone ombelicale è la via d’alimentazione …  Ti dico una cosa: la vita dopo il parto è da escludere: il cordone ombelicale è troppo corto.  Invece io credo che debba esserci qualcosa, e forse sarà diverso da quello cui siamo abituati ad avere qui. Però nessuno è tornato dall'aldilà, dopo il parto.  Il parto è la fine della vita e, in fin dei conti, la vita non è altro che un’angosciante esistenza nel buio che ci porta al nulla.  Beh, io non so es

Vaccini contro il Coronavirus con l'utilizzo di cellule di feti abortiti

In un momento di sviluppo accelerato dei vaccini Covid-19, è importante essere ben informati su come questi vaccini sono progettati,  poi prodotti e testati .  Il discernimento etico è necessario in particolare sul potenziale utilizzo, in qualsiasi fase del processo, di linee cellulari da feti abortiti.  L' Institute Charlotte Lozier USA propone, sulla base di un'analisi di letteratura scientifica rigorosa e risultati di studi clinici, un'indagine accurata delle aziende farmaceutiche che utilizzano o non utilizzano linee eticamente controverse.  Il suo scopo è quello di consentire al lettore di fare scelte informate riguardo ai vaccini contro il Coronavirus. Ricordiamo innanzitutto in cosa consiste una linea cellulare fetale: questo si ottiene prelevando una cellula da un feto (in questo caso, un abortito) e moltiplicando questa cellula in più cellule identiche. Queste cellule possono essere coltivate e moltiplicate per decenni, creando "linee cellulari", spesso u

Fare sul serio con Gesù

Conoscere Gesù veramente. Per conoscere Gesù con desiderio sincero dobbiamo dedicarci alla lettura quotidiana della Parola di Dio, dovrebbe essere come un cibarci quotidianamente. Questo è il primo e considerevole comportamento che dobbiamo applicare, perché la Parola di Dio è potente da guarirci e ristabilirci nella Sua via ogni volta che ci scoraggiamo o sbagliamo. Molti di noi, prima di incontrare Gesù, facevamo delle grandi ricerche nei vari insegnamenti teologici, orientali e filosofici, che il mondo elargisce a coloro che nella loro semplicità ricercano le cose di Dio. Anche Internet con le sue grandi pagine informative "stipula dei contratti" ingannevoli, i quali portano confusione e niente altro. Internet dovrebbe essere usato con intelligenza ed equilibrio, principalmente come usavamo le nostre vecchie enciclopedie cartacee per ricercare il significato dei termini e, quindi, come accrescimento nella conoscenza culturale e come centro di utilità e servizi vari, invece

Decisioni fatali

Nella Parola di Dio, spesso, il termine originale tradotto “tenebra” sta a significare un’ignoranza negletta e volontaria sulle cose di Dio.  Questa caratteristica la notiamo nella descrizione dell’episodio della liberazione dell’indemoniato Gadareno, riportato nei  Vangeli di Marco 5:1-17 e Luca 8:26-39 , mentre Matteo 8:28-34 riporta due indemoniati . Nei passi di Matteo e di Marco, vi è riportato che, dopo la liberazione operata da Gesù , gli abitanti del luogo lo “pregarono”, perché se ne andasse da lì; in Luca è riportato che le persone del luogo chiesero a Gesù che si allontanasse "perché avevano paura". In tutti e tre i passi viene descritto che Gesù asseconda la loro volontà (il Signore non forza nessuno). Quelle persone hanno costatato con i loro occhi un fatto miracoloso, che solo Dio poteva fare. Infatti avevano provato con tutti i loro mezzi di riportare la serenità in quella zona e non vi erano riusciti. Sono rimasti meravigliati quando Gesù ha liberato quei

L'origine e la scomparsa dello straniero

Nelle prime pagine della storia dell’umanità, la Bibbia ci rivela che non esisteva assolutamente il concetto di “straniero”.  Leggiamo infatti che tutta la terra parlava la stessa lingua e usava le stesse parole ( Genesi 11:1 ). Allora perché le cose sono cambiate? A causa della cattiveria degli uomini! Essi dissero: “ Venite, costruiamoci una città e una torre la cui cima giunga fino al cielo; acquistiamoci fama, affinché non siamo dispersi sulla faccia di tutta la terra ” ( Genesi 11:4 ). L’uomo, nel suo orgoglio, vuole sempre “salire” e gestire tutte le situazioni al posto di Dio. Di conseguenza, Dio, conoscendo il reale intendo degli uomini, ha dovuto intervenire confondendo il loro linguaggio. Così si dispersero su tutta l’estensione della Terra ( Genesi 11:7-8 ). I sentimenti dello “straniero” li ha dovuti sperimentare anche il figlio di Dio Gesù Cristo, infatti, egli si identificò perfettamente anche con questo problema umano: venne in casa sua, e i suoi non lo ricevettero ( Gio

Dannosa presunzione

Una caratteristica che si manifesta nella persona che rifiuta Dio è quella di rifugiarsi nell'autosufficienza.  Nella nostra epoca moderna, questa caratteristica si evidenzia nel concetto espresso dalla frase: “ Credi in te stesso ”; e ancora: “ Yes, we can! (Ce la facciamo!) ”. La Bibbia invece dice: “ Poiché se alcuno si stima esser qualcosa pur non essendo nulla, egli inganna se stesso ” ( Galati 6:3 ). Un uomo avviluppato in se stesso forma un involucro molto piccolo. Dio non ci ha creati in modo da essere autosufficienti, ma con la necessità di relazionarci con Lui e con gli altri.  La cosa più ragionevole da fare è quella si essere sempre dipendenti da Dio, che ci affidiamo alle Sue braccia eterne. Il re Davide pregava dicendo: “ Poiché a te sono volti gli occhi miei, oh Signore, in te mi rifugio ” ( Salmo 141:8 ). Quando, come credenti, diciamo: “ Io posso ogni cosa… “, dobbiamo sempre aggiungervi le parole dell’Apostolo Paolo: “ …in Colui che mi fortifica ” ( Filippesi 4: