Santo sicuro

Una processione cattolica romana dietro una statuta.
Che fatica essere santi!
Per l’iter burocratico e l’enorme costo di denaro pubblico, fare qualcuno “santo subito” è improbabile, per i comuni mortali impossibile.
Infatti in primis, si dovrà appurare l’eroismo della virtù del candidato e, da come dichiara la Bibbia, che siamo tutti peccatori, sarà un pò difficile.
Infatti, la causa di Pio di Pietrelcina è durata più di 30 anni, con una spesa di bolle, notai, avvocati e giudici di circa 5 miliardi di vecchie lire.
Poi il vescovo nominerà un Postulatore, che preparerà il “Supplex Libellus”, ossia la richiesta motivata della fama di santità, che dovrà essere accolta dalla Conferenza Episcopale.

Al via, si dovranno trovare dei testimoni attendibili e istituire la commissione dei “Censori Teologici”, che dovranno esaminare tutti gli scritti editi dal candidato, per appurare che non vi sia nulla contro la dottrina romana (chi la pensa diversamente dal romanesimo, se lo può scordare di diventare santo).
Solo allora si potrà richiedere il “Nulla Osta” alla Congregazione delle Cause dei Santi di Roma.
Poi, finalmente, si costituirà il Tribunale, composto da un delegato vescovile, un promotore di giustizia ed un notaio.

Nello stesso tempo si formerà la “Commissione Storica”, composta da tre valenti professori per esaminare scritti e personalità del “futuro” santo (intanto saranno passati un bel pò di anni, ad eccezione di qualche raccomandato).
Da qui si arriverà alla “beatificazione”, il riconoscimento formale da parte della “Chiesa” della sicura ascensione in Paradiso del candidato e la conseguente capacità di intercedere in favore dei propri devoti (come fanno a capire ciò, non ci è dato di sapere); ma ancora non può rientrare formalmente tra i santi.
Infatti, dopo molti anni si arriverà alla “canonizzazione”, cioè la dichiarazione ufficiale della santità del candidato, che solo il Papa potrà fare.
In tutto questo, per salire agli onori degli altari e concludere positivamente una causa, occorrono dei miracoli ad opera del candidato, che è il sigillo definitivo delle sue eroiche virtù.
Ciò in rispetto alla semplice “beatificazione”, il Papa ne permetterà la venerazione, come “santo” nella chiesa universale romana.
In definitiva, quel qual cosa di semplice dell’opera di Dio, l’hanno fatta diventare molto complicata, con un’infinità di cose da fare e da non fare.

Cosa dice la Parola di Dio in merito?
Più che “SANTO SUBITO” religiosamente, per potere entrare in paradiso, è indispensabile essere “SANTO SICURO” spiritualmente, che non è per meriti religiosi e personali, ma per la GRAZIA di DIO.
Giustamente l’apostolo Paolo dirà: “Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio... ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù” (Romani 3:23-24).
E ancora, l’apostolo fa equivalere le opere religiose ad un debito, ma la fede alla giustizia, cioè un peccatore giustificato, salvato e santificato da Gesù: “Ora a chi opera, il salario non è messo in conto come grazia, ma come debito; mentre a chi non opera ma crede in Colui (Gesù) che giustifica l'empio, la sua fede è messa in conto come giustizia” (Romani 4:4-5).
E ancora dirà: “Ma se è per grazia, non è più per opere; altrimenti, la grazia non è più grazia” (Romani 11:6); cioè, se la santificazione si ottiene gratuitamente, non è più per pagamento di meriti umani, altrimenti non è più gratuita.
Dov'è dunque il vanto?”, ancora dirà, “Esso è escluso! Per quale legge? Delle opere? No, ma per la legge della fede; poiché riteniamo che l'uomo è giustificato mediante la fede, senza le opere della legge” (Romani 3:27-28).
Chi ha orecchi per udire oda”, disse molte volte Gesù (Matteo 11:15).

Purtroppo la gente al tempo dell'Antico Testamento agiva come segue: “...Ma essi rifiutarono di fare attenzione, opposero una spalla ribelle, e si tapparono gli orecchi per non udire” (Zaccaria 7:11).
Lo stesso fecero all’inizio del Nuovo Testamento biblico, infatti, mentre Stefano annunziava le cose grandi di Dio: “...essi, gettando grida altissime, si turarono gli orecchi e si avventarono tutti insieme sopra di lui; e, cacciatolo fuori dalla città, lo lapidarono” (Atti 7:57-58).
La profezia riguardante il nostro tempo non è da meno: “Infatti, verrà il tempo che non sopporteranno più la sana dottrina, ma, per prurito di udire, si cercheranno maestri in gran numero secondo le proprie voglie, e distoglieranno le orecchie dalla verità e si volgeranno alle favole” (2 Timoteo4:3-4).
Il ladrone in croce, chiamato erroneamente “buon”, poiché tutti i ladroni e gli assassini non hanno nulla di buono (e come sopra detto, siamo tutti peccatori), nell’arco di una crocifissione, diventò santo e nello stesso giorno si ritrovò in Paradiso.
Gesù voleva dire anche all’altro ladrone: “Io ti dico in verità che oggi tu sarai con me in Paradiso” (Luca 23:43); ma non glielo disse, non perché era più peccatore, ma perché non aveva creduto; non aveva creduto alla sufficienza del sacrificio di Gesù, per la salvezza e santificazione di ogni peccatore.
Anche tu quindi se credi, oggi stesso, potrai essere santo subito e sicuro.

La parola “santo”, nella Bibbia, attribuita al Padre, a Gesù, allo Spirito Santo e ai credenti, la si trova per ben 333 volte, e in nessuna parte vi è associato un iter burocratico di qualsiasi tipo, tanto meno come quello adottato dalla chiesa cattolica romana.
Il termine "santo" significa puro e separato, cioè (riferendosi ad un credente) purificato, salvato da Gesù e messo a parte per il Cielo; un miracolo divino che si ottiene da vivi, da morti è troppo tardi.
L’apostolo Pietro stesso, per ispirazione divina, istruisce la Chiesa: "...che non si può ricevere la santità con cose corruttibili, con argento, oro, o con vari vani modi tradizionali, ma solo con il prezioso sangue di Cristo, come quello di un agnello senza difetto, né macchia, già designato prima della creazione del mondo, e che è stato manifestato negli ultimi tempi per voi.
Per mezzo di Lui credete in Dio che Lo ha risuscitato dai morti e Gli ha dato gloria, affinché la vostra fede e la vostra speranza siano in Dio
" (non in qualche sedicente santo), (1 Pietro 1:18-21).
Varie sette e religioni presentano una sorta di élite di uomini super speciali.
Fra i “Testimoni di Giove” (o "di Genova" per come li chiamano diversi, non certo testimoni di Dio), ne hanno 144.000, gli unici degni del Cielo, mentre tutti gli altri, chi a possedere la terra o chi ad essere distrutti.
Nel cattolicesimo romano vi sono speciali defunti eletti a mediatori per tutte le categorie lavorative, e protettori di ogni paese, città e nazione; oramai il numero supera di molto i 365 giorni del calendario.
Nel mondo Indù, vi sono i Guru, una specie di santoni da venerare etc..

Ma Dio annuncia chiaramente nella Sua Parola, la Bibbia, per bocca dell’apostolo Pietro: “Allora Pietro, cominciando a parlare, disse: In verità comprendo che Dio non ha riguardi personali (altri traducono: Dio non fa preferenze di persone - Iddio non ha riguardo alla qualità delle persone - Dio non usa alcuna parzialità); ma che in qualunque nazione chi lo teme e opera giustamente gli è gradito.
Questa è la parola ch'egli ha diretta ai figli d'Israele, portando il lieto messaggio di pace
(o evangelizzando) per mezzo di Gesù Cristo che Egli è il Signore di tutti” (Atti 10:34-36).
Umanamente, se ci confrontiamo uomini con uomini, vi sono i migliori e i peggiori, ma se tutti noi ci confrontiamo col Dio "tre volte santo", siamo tutti cattivi e peccatori da condannare.
Ma, per il sacrificio unico e sufficiente di Gesù, tutti coloro che crederanno ciò, saranno salvati e diverranno santi subito e sicuri.
Questa è la sola prerogativa indispensabile per potere entrare nel luogo santo di Dio, il Cielo.
Nella Parola di Dio non viene mai insegnato che un uomo possa fare santo un altro uomo, o di uomini particolarmente santi da venerare, ma che ogni credente è santo solo ed unicamente per l’eroicità e le virtù di Gesù, per come anche tutti i credenti della città di Filippi vengono menzionati (Filippesi 1:1).

Non vi fate imbrogliare!
Noi dal canto nostro insieme all’apostolo Paolo: “pieghiamo le ginocchia davanti al Padre, dal quale ogni famiglia nei cieli e sulla terra prende nome, affinché egli vi dia, secondo le ricchezze della sua gloria, di essere potentemente fortificati, mediante lo Spirito suo, nell'uomo interiore, e faccia sì che Cristo abiti per mezzo della fede nei vostri cuori, perché, radicati e fondati nell'amore, siate resi capaci di abbracciare con tutti i santi quale sia la larghezza, la lunghezza, l'altezza e la profondità dell'amore di Cristo e di conoscere questo amore che sorpassa ogni conoscenza, affinché siate ricolmi di tutta la pienezza di Dio” (Efesini 3:14-19).
Quel giorno non conterà chi è stato fatto santo a Roma, ma se tu sei santo, perché hai creduto e vissuto in Cristo.

Una meditazione di Nicola Andrea Scorsone.

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