La nave

Una nave nella tempesta
È sera, l’oceano è in tempesta.
Una nave, la Rosa Mary, con a bordo 76 persone, all’improvviso viene squarciata da una tremenda esplosione.
Il fuoco si sviluppa mentre l’acqua comincia a penetrare nella stiva.
L’affondamento è inevitabile, è solo questione di pochi minuti.
Immediatamente viene lanciato l’allarme alle navi vicine per soccorrere i poveri passeggeri colti alla sprovvista.
Una nave, la Christ Church, si trova proprio nelle vicinanze.
La nave dispone di 24 scialuppe di salvataggio e di un equipaggio di 64 uomini.
Il comandante della Christ Church dirama gli ordini necessari per effettuare l’operazione di salvataggio.
E così, uno degli ufficiali, John Brock, senza perdere un attimo, si avvia precipitosamente verso il ponte di coperta, nella sala riunioni, dove in quel momento gran parte dell’equipaggio insieme ai passeggeri sono riuniti  per una funzione religiosa.

Brock entra nella sala e si rivolge subito ai presenti informandoli dell’ordine perentorio del comandante di mobilitarsi immediatamente per dar luogo all’operazione di salvataggio.
Intanto fuori la pioggia, il vento e il mare mosso non accennano a calmarsi.
L’ufficiale incaricato della funzione religiosa, Wolf, per nulla preoccupato della sorte dei naufraghi, gli si oppone.
Mio caro ufficiale Brock – gli dice – lascia che ti dica una cosa: questa sera non ci sarà nessuna operazione di salvataggio. 
È da pazzi uscire fuori con le scialuppe con un tempo così. 
È un rischio troppo alto. Il mare ci inghiottirebbe in pochi minuti. 
Vuoi davvero che ci ammazziamo tutti? Aspettiamo che il tempo si calmi un po’ e poi si vedrà”.

Ma… signore, se aspettiamo che il tempo migliora, quei poveretti moriranno tutti!” – esclama Brock.
Che muoiano tutti – ribatte Wolf – meglio morire loro che noi”.
 “Ma, signore, - dice Brock – in fondo, lo scopo di questa nave è…”.
Wolf lo interrompe prima che finisce la frase:  “Lo conosco perfettamente lo scopo di questa nave! Lo scopo principale di avere una nave come questa è quello di proteggerci dall’esterno. Non ti è chiaro?”.
No, signore!”– risponde Brock, e si avvia verso l’uscita seguito da quei pochi che intendono partecipare all’operazione di salvataggio.
Insieme si presentano all’ufficiale Burlow, incaricato di coordinare la discesa delle scialuppe in mare.

Cosa?” – prorompe l’ufficiale quando li vede arrivare in un numero così esiguo – “Venite solo in 6 persone? E dove sono tutti gli  altri? Abbiamo 24 scialuppe pronte per l’uso e ognuna di esse ha bisogno di due uomini. 
Come possiamo soccorrere 76 persone con solo 3 scialuppe? 
Ma cosa stanno facendo tutti gli altri membri dell’equipaggio?”.
Io li ho chiamati – risponde Brock – e ho riferito l’ordine del comandante, ma loro hanno preferito restare comodi, aspettando la loro funzione religiosa”.
Quei pochi marinai che si erano resi disponibili, scesero coraggiosamente con le scialuppe in mare, ma solo pochi naufraghi furono salvati.

Questa è la trama di un breve ma altamente significativo film cristiano.
La nave che affonda nel mare in tempesta simboleggia la realtà di questo mondo dove il rischio, il pericolo e la morte sono sempre in agguato, e ogni individuo può, in qualsiasi momento, trovarsi tra la vita e la morte, e scivolare in un abisso senza uscita, l’inferno, se non è pronto per incontrarsi con Dio.
Ma ecco la Christ Church, la nave della salvezza, che simboleggia la Chiesa di Cristo, la cui missione è quella di salvare i naufraghi, cioè i perduti di questo mondo.

Nel racconto che abbiamo descritto prima, l’equipaggio e i passeggeri della Christ Church erano stati avvisati che dovevano andare fuori a salvare i naufraghi, ma essi preferirono stare al sicuro e godersi la loro funzione religiosa.
Gesù disse ai suoi discepoli: “Andate per il mondo e predicate l’Evangelo ad ogni creatura”.
Ma come possiamo andare per il mondo a predicare l’Evangelo se Cristo non governa la nostra vita?
Saremo come quelli che pensarono che con quel mare in tempesta la cosa migliore da fare era restare al sicuro in coperta anche se lo scopo per cui quella nave era stata costruita era quello di andare salvare i naufraghi.

Questo racconto mette in evidenza che nel mondo esistono sostanzialmente tre diverse categorie di persone:
A) I naufraghi, cioè, i perduti, che se non vengono prontamente raggiunti e trasformati dalla Parola di Dio, verranno inghiottiti dal mare tempestoso (l’inferno);
B) Quelli che dovrebbero andare a salvare i naufraghi ma preferiscono restare nella loro posizione, senza rischiare nulla;
C) Coloro che hanno capito a quale responsabilità li chiama il Signore e si dispongono ad ubbidire.

Caro lettore, a quale di queste categorie appartieni? 
Sei sulla nave che ha lo scopo di andare a salvare i perduti nel mare di questo mondo, oppure sei tu stesso un perduto, viaggiando su un’altra nave che prima o poi incontrerà la tempesta e affonderà?

Scritto da Amedeo Bruno

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