Pasqua - Anno 2012

Da quel lontano “anno zero” del primo festeggiamento della Pasqua cristiana ne abbiamo fatta di strada, tant'è che siamo già alla 2012ª.
In  verità pero, anche se sono passati 2012 anni, le feste pasquali festeggiate sono molte di più: sin dalla prima, festeggiata con Gesù stesso e nel modo come Lui la istituita, ad oggi, ne saranno passate circa 104364.
Se calcoliamo poi che i primi discepoli spesso la festeggiavano quasi ogni giorno, arriveremo ad un numero ancor più alto.
Il fulcro di questa festività è il ricordare la morte e la resurrezione di Gesù per la salvezza di un’umanità perduta.

Gesù insegnò ai suoi discepoli di mantenere vivo questo ricordo in adorazione e ringraziamento, prendendo il pane e il vino, rappresentazioni del Suo corpo straziato sulla croce e del sangue versato.
“Mentre mangiavano, Gesù prese del pane e, dopo aver detto la benedizione, lo ruppe e lo diede ai suoi discepoli dicendo: «Prendete, mangiate, questo è il mio corpo».
Poi, preso un calice e rese grazie, lo diede loro, dicendo: «Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue, il sangue del patto, il quale è sparso per molti per il perdono dei peccati.
Vi dico che da ora in poi non berrò più di questo frutto della vigna, fino al giorno che lo berrò nuovo con voi nel regno del Padre mio»” (Matteo. 26:26-29).

Nel corso dei secoli, però, mentre Gesù insegno che i credenti dovevano prenderne tutti, si arrivò che il vino lo beve solo il clero e i fedeli prendono solo una rappresentazione del pane, chiamata ostia.
Altri, invece, riservano i simboli del pane e del vino soltanto ad una casta speciale di 144.000 uomini, mentre tutti gli altri se li fanno passare davanti, non prendendone parte.
I gesti così semplici e gli insegnamenti così chiari di Gesù sono purtroppo stati resi tanto irraggiungibili e complicati.

Nel prendere questi simboli, diciamo al Padre con sospiri ineffabili, per mezzo dello Spirito Santo: “Grazie che ci hai salvati dal Giudizio, dalla morte e dall'Inferno per mezzo del sacrificio del Tuo unico Figlio Gesù”.
Pasqua, infatti, vuol dire “Passaggio”: il passaggio dalla morte spirituale alla resurrezione con Gesù.
Se non si è stati realmente salvati, con la conseguente certezza di andare in Paradiso, diventa un rito senza valore.

Un altro bel significato della Pasqua è il seguente: “Poiché ogni volta che mangiate questo pane e bevete da questo calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga” (1Corinzi11:26), cioè l’annuncio dell'imminente ritorno di Gesù, quando, come disse Lui stesso, berremo di nuovo insieme il frutto della vigna nel regno del Padre Suo.
Senza la piena consapevolezza di esserci quel giorno (o, peggio ancora, di non credere al Suo ritorno) tutte i rituali e i festeggiamenti rimangono solo una funzioni senza vita.

Il ladrone in croce, dopo la sua morte, festeggiò la sua prima Pasqua col vivente Salvatore in Paradiso.
Presto a quella Pasqua celeste ed eterna ci saremo pure noi.
E tu, ci sarai?
Questo è il nostro migliore augurio dal cuore.
Buona Pasqua con Gesù!

Una Riflessione di Nicola Scorsone.

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