I danni della Teologia della sostituzione

Una meditazione di Wìllem Glashouwer. 

Che cos'è la Teologia della Sostituzione? 
E perché crea gravi danni al nostro rapporto con Dio?

La Teologia della sostituzione non è solamente una falsa dottrina teologica o filosofica, è un peccato di fronte a Dio, perché trasforma Dio in un bugiardo.
La Teologia della sostituzione ha creato nei secoli un'atmosfera che ha reso possibile l'umiliazione, la negazione e la privazione dell'identità culturale e religiosa per milioni di Ebrei; che ha reso possibile la persecuzione e la conversione forzata al cristianesimo per moltissimi Ebrei; che ha fatto sì che un numero incredibile di Ebrei fossero picchiati, derubati, violentati, massacrati.
E anche oggi, dopo 2000 anni di vergognosa storia della "chiesa", la cristianità è quasi completamente indifferente quando gli Ebrei sono minacciati, persino quando l'estremismo islamico minaccia l'esistenza stessa dello stato di Israele; o, al massimo, la "cristianità" pronuncia quattro parole sul diritto degli Israeliani di vivere in pace nella Terra Promessa e di difendersi dagli attacchi omicidi del nemico.
Ma in realtà sostiene anche i nemici mortali di Israele, alcuni la chiamano "doppia solidarietà".

Un grave errore teologico.
Ma che cos'è la "Teologia della Sostituzione"?
Ronald E. Diprose la definisce come la concezione che "Israele è stato ripudiato da Dio ed è stato sostituito dalla Chiesa nello sviluppo del Suo Piano".
E R. Kendall Soulen afferma inoltre: "La Sostituzione è un problema teologico serio, perché minaccia di rendere l'esistenza del popolo ebraico una questione indifferente al Dio d'Israele".
Hanno entrambi ragione!
La "chiesa" è stata impegnata per secoli a insegnare come essa fosse la "Nuova Israele Spirituale" (invece non troverete questo termine da nessuna parte nella Bibbia), dal momento che la maggioranza dei Giudei aveva rifiutato Gesù.
La chiesa, invece, che aveva detto "sì" a Gesù era allora diventata l'autentico strumento di Dio - dice sempre la chiesa - attraverso la quale Dio stesso insegnava e governava il mondo per mezzo del suo Regno terreno.
E le incredibili e atroci persecuzioni degli Ebrei nella loro diaspora mondiale attraverso molti secoli sembravano proprio suggerire che a Dio non importasse nulla di loro; addirittura si pensava che queste persecuzioni fossero il giudizio di Dio sugli Ebrei, perché erano colpevoli di "deicidio" (che significa omicidio di Dio), come la chiesa chiamava la crocifissione di Gesù.

Una grave offesa a Dio.
Perché questo pensiero non è solamente un concetto teologico errato?
Perché fa di Dio un bugiardo!
Ascoltate ciò che Dio dice nella Bibbia: "Egli si ricorda per sempre del suo patto, della parola da lui data per mille generazioni, del patto che fece con Abramo, del giuramento (come rendere più solenne una promessa?) che fece a Isacco, che confermò a Giacobbe come uno statuto, a Israele come un patto eterno, dicendo: Ti darò il paese di Canaan come vostra eredità" (Salmo 105:8-11).
Cosa significa per sempre? Fino all'arrivo di Gesù Cristo e poi basta, come diceva la Chiesa? No, ovviamente no. Per sempre significa all'infinito. Se Dio potesse a un certo punto cambiare opinione per qualsiasi ragione, come potremmo essere sicuri che un giorno, per qualsiasi ragione, non possa cambiare idea anche su di noi e sulle promesse che ci ha fatto?
Numeri 23:19 dice: "Dio non è un uomo, da poter mentire, ne un figlio d'uomo, da doversi pentire. Quando ha detto una cosa non la farà? O quando ha parlato non manterrà la parola?".
Così la chiesa, raccontando a tutti che Dio ha sostituito gli Ebrei e Israele con essa, dà del bugiardo a Dio.
Ma Dio ha dei patti eterni con il popolo ebraico; sì, più di uno.
Quando l'apostolo Paolo elenca i vantaggi di essere Ebrei, afferma in Romani 9:4-5 "...cioè gli Israeliti, ai quali appartengono l'adozione, la gloria, i patti (plurale), la legislazione (torah), il servizio sacro e le promesse; ai quali appartengono i padri (Lui è il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe) e dai quali proviene, secondo la carne, il Cristo, che è sopra tutte le cose Dio benedetto in eterno. Amen!".
Tutti i patti menzionati nella Bibbia furono fatti con Israele; nessuno di essi è stato fatto con la Chiesa.

Il Nuovo Patto con gli Ebrei.
Ma allora, il Nuovo Patto? Qualcuno potrà chiedere.
Non è stato quel patto stabilito con la Chiesa? No.
La prima volta che sentiamo parlare del nuovo patto è in Geremia 31:31: "Ecco, i giorni vengono, dice il Signore, in cui io farò un nuovo patto con... (chi, la Chiesa? No!), ...con la casa d'Israele e con la casa di Giuda".
Quando allora è stato stabilito questo Nuovo Patto?
Quando Gesù l'Ebreo, seduto con i suoi amici Ebrei intorno a un tavolo, celebrando la ebraicissima festa di Pesach (il Passaggio o Pasqua) ha sollevato il calice e ha detto: "Questo calice è il Nuovo Patto nel mio sangue, che è versato per voi".
Il suo corpo spezzato e il suo sangue versato sono i segni del Nuovo Patto.
Ma di Gentili neppure l'ombra. È un affare tra Ebrei.
Anche l'effusione dello Spirito Santo in Atti 2, il sigillo di questo Nuovo Patto, è principalmente un affare interno agli Ebrei.
Chi erano i presenti in Gerusalemme, la capitale dello stato Ebraico, con il Tempio, il centro della vita religiosa ebraica, che celebravano la ebraicissima festa di Shevouoth (Pentecoste)?
Chi pensate che fossero? Ma Ebrei, naturalmente! E Gentili che erano divenuti Giudei, i cosiddetti proseliti.
Attraverso la conversione (e per i maschi la circoncisione) si può ancora oggi diventare un autentico Ebreo.
Atti 2:11 dice "...tanto Giudei che proseliti... ".
Su circa 120 di essi scese lo Spirito Santo.
Anche in questo caso, di Gentili neppure l'ombra.
Resta ancora un affare esclusivamente Ebraico. 

Innestati sulla radice antica.
Quando noi Gentili entriamo a far parte di questo Nuovo Patto con Dio?
Dobbiamo ancora aspettare fino al capitolo 10 degli Atti: Cornelio il Romano, l'uomo che veniva dall'Italia, e la sua casa.
Pietro predica l'Evangelo e lo Spirito Santo scende su tutti loro, con grande sorpresa dei credenti circoncisi che avevano accompagnato Pietro: "Anche agli stranieri!?...", si meravigliano in Atti 10:44-46. Più tardi Paolo spiega in Romani 11, che noi, come Gentili, siamo stati innestati nella "vecchia radice" (che è Israele).
Attraverso il Nuovo Patto di Dio con Israele, i cui segni sono il corpo spezzato e il sangue versato del nostro Signore, i Gentili possono entrare in questa relazione del Patto INSIEME ad Israele.
È il compimento della parte spirituale del Patto che Dio fece con Abramo per le nazioni Gentili: "...e in te (per mezzo di te) saranno benedette tutte le famiglie della terra" (Genesi 12:3).

Prima del ritorno di Cristo.
Che la chiesa possa essere sufficientemente onesta con se stessa da riconsiderare e abbandonare le sue teologie errate da secoli!
Il nostro Signore arriva presto!
Come possiamo incontrarlo con le mani sporche di sangue Ebreo, il sangue di persecuzioni secolari, rese possibili dall'antisemitismo "cristiano" e da teologie come quella della Sostituzione?
Sono colpe che dobbiamo confessare, e la vera conversione deve dare prova di se stessa con frutti degni di pentimento, come l'amore e la solidarietà incondizionata con il popolo Ebraico e con Israele.
Solo così ci sarà speranza per la chiesa.

Fonte: Uomini Nuovi

Commenti

  1. Sarà che è come ho letto, ma la chiesa con a capo Gesù, al momento non è riconosciuta dal popolo ebraico tutto!... Alcuni hanno accettato Gesù e come è scritto in questo "trattato", i primi a far parte del nuovo patto, furono quasi esclusivamente ebrei; ma che fossero stati 120 come nell'alto solaio oppure 120 mila, cambia di poco... nella sua totalità al momento, Israele non ha ancora riconosciuto Gesù e sta ancora aspettando il Messia promesso quindi, non facciamo confusione... Gesù è a capo della Sua chiesa che al momento non contempla gli ebrei ma è costituita da milioni di cristiani ex Gentili e da alcuni ebrei convertiti a Cristo Gesù.
    - francotecnos@libero.it -

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  2. Lascia perdere, anche tu come i cattolici non hai capito nulla

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  3. Sono d'accordo, però aggiungerò che credo che non ci sia un "nuovo patto" ma invece un patto rinnovato. Credo che i sensi della parola 'nuovo' nelle lingue originali supportono quest'idea.

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