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L’apocalisse potrebbe diventare realtà sotto i nostri occhi.

Dannosa presunzione

Una caratteristica che si manifesta nella persona che rifiuta Dio è quella di rifugiarsi nell'autosufficienza. 

Lettura e preghiera
Nella nostra epoca moderna, questa caratteristica si evidenzia nel concetto espresso dalla frase: “Credi in te stesso”; e ancora: “Yes, we can! (Ce la facciamo!)”.

La Bibbia invece dice: “Poiché se alcuno si stima esser qualcosa pur non essendo nulla, egli inganna se stesso” (Galati 6:3).

Un uomo avviluppato in se stesso forma un involucro molto piccolo.

Dio non ci ha creati in modo da essere autosufficienti, ma con la necessità di relazionarci con Lui e con gli altri. 

La cosa più ragionevole da fare è quella si essere sempre dipendenti da Dio, che ci affidiamo alle Sue braccia eterne.

Il re Davide pregava dicendo: “Poiché a te sono volti gli occhi miei, oh Signore, in te mi rifugio” (Salmo 141:8).

Quando, come credenti, diciamo: “Io posso ogni cosa…“, dobbiamo sempre aggiungervi le parole dell’Apostolo Paolo: “…in Colui che mi fortifica” (Filippesi 4:13).

La Parola di Dio descrive così la persona presuntuosa: “Poiché tu dici: io sono ricco e mi sono arricchito, e non ho bisogno di nulla, e non sai che sei infelice fra tutti, miserabile, povero, cieco e nudo” (Apocalisse 3:17); e ancora: “Poiché è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio; non è in virtù di opere, affinché nessuno si vanti” (Efesini 2:8-9).

Non ci si può salvare sa soli!

In sostanza, nella nostra vita, dove siamo sempre rapportati con Dio, anche quando non ne siamo consapevoli, dobbiamo avere sempre un atteggiamento di umiltà verso di Lui, e una consapevolezza del Suo amore e sostegno. 

Molte persone si vantano delle loro buone virtù, ma la Bibbia dice che le nostre buone opere e la nostra giustizia sono come cenci sporchi agli occhi di Dio.

Non possiamo neanche arrivare al Cielo mediante le nostre buone azioni; abbiamo bisogno di Dio sia per vivere sulla Terra che per andare in Cielo. 

Davanti a Dio non ci sono diverse categorie di persone: santi e infedeli, meritevoli e ribelli, brave persone, persone onorate, persone ingenue e giustificabili, delinquenti, etc.: siamo tutti PECCATORI.

Noi riceviamo la Salvezza ed il perdono dei peccati SOLO per mezzo della Grazia di Dio per i meriti di Gesù Cristo, e solo così possiamo incominciare a fare veramente la volontà di Dio.

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L’apocalisse potrebbe diventare realtà sotto i nostri occhi.

Eventi degli "ultimi tempi".  Nel libro di Apocalisse 6:7-8 si legge una profezia particolare, secondo cui per un quarto della Terra gli uomini moriranno di spada a causa di molte guerre, per fame a causa di grandi carestie, di morte a causa di svariate malattie (peste, AIDS, tumori di vari generi, coronavirus) e a causa delle belve della Terra. Vi è mai capitato di rattristarvi nel vedere in tv certe immagini cruenti, in cui dei teneri cuccioli di foca vengono bastonati crudelmente fino alla morte dai bracconieri per poterne rubare la morbida pelliccia bianca? Ci si sente male nel vedere distese di bianco ghiaccio arrossato dal sangue di questi piccoli esseri indifesi! Per non parlare della catena di montaggio della carne di miliardi di animali messi all'ingrasso, in quelle orribili e strettissime batterie. In un sondaggio condotto in alcune scuole elementari, alla domanda “da dove viene il latte?”, molti bambini hanno risposto: “dal supermercato!”.  Anche la conoscenza

Giona e il ricino

 Una Meditazione di Antonio Strigari.  "Poi Giona uscì dalla città, e si mise a sedere a oriente della città; si fece quivi una capanna, e vi sedette sotto, all'ombra, stando a vedere quello che succederebbe alla città. E Dio, il Signore, per guarirlo dalla sua irritazione, fece crescere un ricino, che montò su di sopra a Giona, per fargli ombra al capo; e Giona provò una grandissima gioia a motivo di quel ricino. Ma l'indomani, allo spuntar dell'alba, Iddio fece venire un verme, il quale attaccò il ricino, ed esso si seccò. E come il sole fu levato, Iddio fece soffiare un vento soffocante d'oriente, e il sole picchiò sul capo di Giona, così ch'egli venne meno, e chiese di morire, dicendo: Meglio è per me morire che vivere" ( Giona 4:5-8 ). RIEPILOGO Dio aveva ordinato al profeta di recarsi a Ninive a predicare la rovina di quella città a causa della sua malvagità ma, come sappiamo, Giona si era diretto invece nella direzione opposta

Da una storia vera

Nel grembo di una donna incinta si trovavano due bebè.  Uno di loro chiese all'altro: Tu credi nella vita dopo il parto?  L'altro: Certo! Qualcosa deve pur esserci dopo il parto; forse siamo qui per prepararci per quello che saremo più tardi.  Sciocchezze! Non c’è una vita dopo il parto. E come sarebbe poi quella vita?  Non lo so, ma sicuramente... ci sarà più luce che qua; magari cammineremo con le nostre gambe e ci ciberemo dalla nostra piccola bocca.  Ma è assurdo! Camminare è impossibile! E mangiare dalla bocca? Ridicolo!  Il cordone ombelicale è la via d’alimentazione …  Ti dico una cosa: la vita dopo il parto è da escludere: il cordone ombelicale è troppo corto.  Invece io credo che debba esserci qualcosa, e forse sarà diverso da quello cui siamo abituati ad avere qui. Però nessuno è tornato dall'aldilà, dopo il parto.  Il parto è la fine della vita e, in fin dei conti, la vita non è altro che un’angosciante esistenza nel buio che ci porta al nulla.  Beh, io non so es