Il Blog di Incontrare Gesù

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Era inverno.
Una notte fredda, nevicava e il vento sferzava il viso.
Tra le case della grande città un piccolo strillone stava cercando un riparo dove trascorrere la notte.
Nel suo vagare incontrò un poliziotto e gli chiese: “Conosci un posto dove posso andare per la notte? Fa troppo freddo per restare all'aperto”.
Il poliziotto ci pensò su e rispose: “Segui la strada e troverai una casa con la porta verde; bussa e quando ti apriranno dì semplicemente: Giovanni 3:16”.

Il ragazzino dopo aver trovato facilmente la porta, bussò.
Una donna aprì e rimase a fissarlo con sguardo interrogativo.
Senza saperne il significato, lo strillone ripeté ciò che il poliziotto gli aveva suggerito: “Mi hanno detto che lei può aiutarmi se io dico: Giovanni 3:16”.
La donna gli sorrise e lo fece entrare in casa.

Per prima cosa gli fu preparato un bagno caldo; mentre si lavava pensava: “Non so cosa Giovanni 3:16 significhi, ma può riscaldare un ragazzo come me!".
Quando uscì dal bagno vide che i suoi vestiti erano stati sostituiti con altri nuovi e andò in cucina, dove lo aspettava un lauto pasto.
La donna non poté nascondere un sorriso quando vide gli occhi del ragazzino: “Vieni, mangia, devi avere fame”.

Mentre il ragazzo mangiava, sazio per la prima volta dopo tanto tempo, pensava: “Non so cosa Giovanni 3:16 significhi, ma può sfamare un ragazzino come me!".
Dopo aver mangiato, la donna lo accompagnò in una stanza con un grande letto e gli disse: “Qui puoi dormire e riposare”.
Poco prima di addormentarsi pensò: “Non so cosa Giovanni 3:16 significhi, ma può dare riposo e serenità a un ragazzino come me!".

La mattina dopo si svegliò a giorno inoltrato, si vestì in fretta e scese in cucina, dove lo aspettava una ricca colazione.
Subito dopo la donna lo fece sedere accanto al caminetto e gli chiese se conosceva il significato di Giovanni 3:16.
Lui scosse il capo, ma era curioso di saperlo.

La donna prese una Bibbia, la aprì nel Vangelo di S.Giovanni al capitolo 3 e lesse il versetto 16: “Dio ha tanto amato il mondo che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in Lui non perisca ma abbia vita eterna”.
“Vedi", continuò la donna, "Dio è come un padre che ci ama e che si occupa di noi, ma c’è qualcosa che ci separa da Lui, tutte le cose che non sono giuste ai suoi occhi, cioè il peccato. 
Dio ha mandato Suo Figlio, che era senza peccato, per noi tutti, così da poterci perdonare. 
Se accettiamo Gesù, riconosciamo quello che ha fatto per noi e crediamo in Lui, possiamo andare a Dio, perché grazie al sacrificio che Gesù ha fatto alla croce, Lui può perdonarci".

Così quella mattina quel ragazzo accettò Gesù vicino al caminetto e pensò: “Adesso so che cosa Giovanni 3:16 significhi, so che può cambiare la vita di un ragazzino come me!”.
Giovanni 3:16 può cambiare anche la tua vita, perché accettare o meno Gesù è la decisione più importante della tua vita.

Un racconto di Nicola Scorsone.
Il sole sta sorgendo su un orfanotrofio di bambini portatori di handicap.
È Natale.
Un piccolo infermo chiede: “Perché festeggiare il Natale se qui tutto va male?”.
Un'altra bambina risponde con voce dolce: “È proprio perché tutto va male che Gesù è venuto sulla terra”.

Ha ragione, possiamo infatti ringraziare Dio che guardando dall'alto del suo santuario, dal Cielo, osservando la terra e ascoltando i gemiti dei prigionieri, dei desolati ha mandato Gesù, il meglio del Cielo per liberare il peggio della Terra, i condannati a morte (Salmi 102:19-20).

Egli lasciò la gloria e miriadi di angeli che lo servivano per venire a nascere in una stalla; visse in povertà, lavorò con le proprie mani, e tuttavia divise la storia; neonato fece tremare un re; bambino mise in imbarazzo gli eruditi; uomo maturo comandò alle forze della natura; aprì gli occhi dei ciechi e risuscitò i morti.

Non compose mai un canto, eppure è stato il soggetto di innumerevoli canti per migliaia di compositori. Nomi di grandi uomini, sono apparsi e poi scomparsi, ma il nome di Gesù, superando i millenni, non è mai stato considerato come qualcosa del passato, ma sempre del presente.
Se togliessimo tutti i nomi più illustri dalla storia dell’umanità, il mondo continuerebbe a girare ugualmente, ma se togliessimo quello di Gesù, non rimarrebbe niente altro che niente.

Il Natale storico della Bibbia è di capitale importanza, perché nasceva il Messia atteso, la speranza dell’umanità, la redenzione, il perdono, la pace, la vita e la salvezza...
La Sua vita, dalla nascita alla resurrezione, ha avuto il Suo culmine all'ascensione, con l’entrata gloriosa nel regno dei Cieli.
Ieri, quando Egli nasceva non era nell'albergo, non era nel palazzo del re, non era in nessuna casa d’Israele.

Non sarà sotto l’albero di nessuno, in nessun presepe come in nessuna cattedrale magnificamente addobbata.
Sarà solo, come sempre nell'umile cuore del credente.
Quel credente, chiunque esso sia: che sente il vuoto del suo cuore, che si sente desolato e prigioniero da una vita senza senso e che sente il bisogno del Salvatore e di essere salvato.

Il valore della nascita di Gesù, a nostro riguardo, si concretizza però nelle parole che ancora oggi Egli ci rivolge: “In verità, in verità vi dico che se uno non è nato di nuovo non può vedere il Regno di Dio” (Giovanni 3:3).
Ecco il culmine della nostra nascita spirituale, del nostro natale: l’entrata nel Suo regno.

Una meditazione di Nicola Scorsone.
Guardavo con dispiacere la mia piantina di bonsai, comprata mesi fa e adesso morta, mi piaceva molto e per questo non mi decidevo a buttarla, a farle il funerale.
La tenevo quindi, così... morta.
Ogni tanto la guardavo, la spostavo, dicevo: "Non si può mai sapere...", nonostante tutti mi dicevano che sono piante delicate e che, se non si sanno curare, una volta morte sono morte.
Ebbene, stamattina ho visto che ha alcune foglioline verdi.
Sono molto contenta, non solo perché è tornata vivere, ma perché quella mia fiducia nel "non si sa mai" è una realtà che posso toccare con mano.

Così è per noi, come credenti, che siamo nel Signore.
Il mio bonsai e stato per un periodo nel riposo e poi si è risvegliato...
E' stupendo vedere tornare in vita qualcosa, o qualcuno, che sembrava essere morto.
Passiamo periodi dove sembra che la nostra vita cristiana perda le foglie e va sempre decadendo, un sacco di avversità si sovrappongono e vorremmo non viverle, ma con Dio tutto ha un senso, se lo vediamo sotto la giusta luce, come Lui vuole, perché Lui è presente in tutti i nostri momenti... se solo ne tenessimo più conto...

Come ci insegna la Parola di Dio, nella vita avremo momenti per ridere e momenti per piangere, non andrà tutto liscio, ma Dio ci libererà e agirà a nostro favore nelle varie situazioni, perché stiamo in comunione con Lui.
Ognuno di noi ha sperimentato l'amore di Dio nella propria vita, per questo dovremmo essere grati, protendendoci con fiducia nel nostro miglioramento (santificazione), infatti a volte, anche con motivazioni valide, abbiamo fatto i nostri sbagli e nonostante questo Lui è stato sempre vicino a noi.
Gesù sarà sempre Colui che ci custodirà, opererà in noi per farci crescere su ogni aspetto della nostra vita, anche con cambiamenti sorprendenti, perché abbiamo detto di sì a Lui con sincerità, e non solo per le benedizioni, allora lo Spirito Santo apporterà miglioramenti in noi, giorno dopo giorno, anno dopo anno.

Quindi se abbiamo qualcuno da perdonare incominciamo a farlo, come ha fatto Dio con noi, e il nostro carico sarà tolto per dare posto alla pace di Dio.
Il cammino con Lui è stupendo e pieno di sorprese, ed è la cosa più bella della vita e che abbia avuto un senso.
Se sino ad ora vi siete sentiti "morti", come la mia piantina, non arrendetevi, perché la Sua Parola che opera in noi ci farà tornare a vivere e a dare parole di vita ad altri che sono ancora nelle tenebre e nella sofferenza senza speranza.

Noi siamo chiamati a dare speranza e anche la nostra vita deve trasmettere ciò, perché Dio è in noi. Vogliamo desiderare di aiutare chi soffre, quelle persone che hanno bisogno di aiuto, Dio vuole questo, non solo con i fratelli, ma anche con tutte le persone che ci circondano.
Se questo ci viene difficile, allora chiediamo al Signore che riscaldi il nostro cuore freddo ed egoista in modo che possa portare frutto per la Sua gloria e poter testimoniare che apparteniamo a Lui.

Una meditazione di Patrizia Eydallin.
Voi che amate Israele non state in silenzio!
Antisemitismo, antisionismo, antigiudaismo, odio contro Israele: sono le diverse facce di un'offensiva contro Israele che sempre più si sta facendo strada nel mondo.
Noi da che parte stiamo?
La Bibbia è molto chiara al riguardo; infatti così parla il Signore degli eserciti: "È per rivendicare la sua gloria che egli mi ha mandato verso le nazioni che hanno fatto di voi la loro preda; perché chi tocca voi, tocca la pupilla dell'occhio suo" (Zaccaria 2:8).

E' con un profondo senso di urgenza che ho sentito il dovere di riprendere quello che ritengo un manifesto universale contro l'antisemitismo.
E' necessaria infatti la massima chiarezza sulla posizione che, in quanto cristiani, dobbiamo avere in accordo alla Parola di Dio, verso Israele.
Anche gli attacchi terroristici ci ricordano l'attualità del passo della Scrittura: "...il nostro combattimento infatti non è contro sangue e carne, ma contro i principati, contro le potenze, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro le forze spirituali della malvagità, che sono nei luoghi celesti" (Efesini 6:12).
Siamo consapevoli che la battaglia è in atto per questo gridiamo, beShem Yeshua, nel Nome di Gesù.

Cristiani per Israele.
L'antisemitismo, l'antisionismo, l'antigiudaismo e l'odio contro Israele stanno crescendo a livello mondiale in modo spaventevole.
Nel Medio Oriente, in Europa, in Francia, in Germania....
Queste non sono altro che espressioni diverse dell'odio eterno contro gli Ebrei.
Le conseguenze sono devastanti e catastrofiche, mettono a repentaglio ciascun Ebreo proprio nella sua esistenza, il popolo ebraico, lo Stato d'Israele e la loro madrepatria.
Nello stesso tempo, distruggono l'umanità intera; sono una minaccia per la pace e un pericolo per la cristianità.

L'Antisemitismo è:

    - dare la colpa agli Ebrei per ogni disastro nel mondo;

    - nutrire pregiudizi contro il popolo ebraico;

    - dare la colpa agli Ebrei per ogni tipo di malvagità;

    - diffamare e insultare verbalmente gli Ebrei;

    - sospettare degli Ebrei per una cospirazione universale massonico- capitalistica;

    - incolpare gli Ebrei di essere dei continui elementi disturbatori e nemici nel del mondo;

    - minimizzare le sofferenze del popolo ebraico durante il periodo nazista o glorificare il nazismo;

    - negare la morte dei sei milioni di Ebrei nell'Olocausto (rifiuto dell'Olocausto);

    - negare agli Ebrei il diritto di vivere, desiderare la loro distruzione, annientare tutto ciò che sia ebraico.

L' Antisemitismo si basa principalmente su stereotipi medievali riguardo agli Ebrei e ha motivazioni razziste.

L'Antisionismo è:

    - rifiutare il ritorno, ordinato divinamente, degli Ebrei alla terra dei loro padri e della loro fede;

    - negare agli Ebrei il diritto di vivere in Israele in libertà, pace e dignità umana;

    - negare allo Stato di Israele il diritto di vivere e di esistere;

    - volere l'esodo degli Ebrei da Israele;

    - desiderare la cancellazione dello Stato di Israele dalla cartina geografica e volere gettare gli Ebrei nel mare.

L' Antisionismo nega agli Ebrei il diritto biblico e storico di tornare alla loro madrepatria (Israele) e di vivere in quella terra con uno Stato sovrano in libertà e dignità.

L'odio contro Israele è:

    - dare la colpa solo a Israele per il conflitto nel Medio Oriente;

    - accusare Israele di nazismo, fascismo, imperialismo e razzismo;

    - giustificare teologicamente l'Intifada (la rivolta dei Palestinesi) come "lotta per la libertà, divinamente ispirata" e glorificarla come "divina intifada" contro il male (Israele);

    - accettare tacitamente il terrore arabo-palestinese contro Israele egli Ebrei di tutto il mondo;

    - negare allo Stato di Israele e al suo governo il diritto fondamentale alI' esistenza;

    - non riconoscere allo Stato di Israele e alla sua capitale, Gerusalemme, di sottostare al diritto internazionale;

    - diffondere deliberatamente mezze verità e informazioni false su Israele e fare propaganda ostile ad Israele attraverso i media (tv, radio, giornali e internet).

Odio contro Israele significa mirare alla diffamazione e alla distruzione dello Stato di Israele e discriminare i sostenitori del mandato ebraico.

L'Antigiudaismo è:

    - accusare gli Ebrei per la morte di Gesù;

    - accusare gli Ebrei di essere "assassini di Dio sul Golgota";

    - tacciare gli Ebrei di essere "maledetti" e "rigettati" da Dio;

    - ritenere le sofferenze del popolo ebraico come "la giusta punizione di Dio";

    - diseredare spiritualmente gli Ebrei e proclamare la Chiesa Cristiana come Nuovo e Vero Israele;

    - interpretare tutte le benedizioni di Dio in riferimento alla Chiesa e tutte le maledizioni in riferimento agli Ebrei;

    - rifiutare il significato del popolo, dello Stato e della Terra di Israele nella storia del mondo e nella storia della salvezza;

    - proclamare che gli Ebrei di oggi non sono più il popolo scelto da Dio ma una nazione proprio come le altre.

L' Antigiudaismo è un peccato originale del Cristianesimo tradizionale, una dichiarazione morale e spirituale del fallimento della Chiesa.

Chiunque è contro gli Ebrei è contro l'Ebreo Gesù di Nazaret.
Salmo 71:13 "...Siano confusi e vengano annientati gli avversari della mia vita (Israele)...";
Isaia 41:11 "...Ecco, tutti quelli che si sono infuriati contro di te saranno svergognati e confusi; quelli che combattono contro di te saranno ridotti a nulla e periranno...";
Genesi 12:3 "...Maledirò chi ti maledirà...".

Queste sono dure parole che si sono già adempiute e continueranno ad adempiersi anche in futuro!
Ogni forma di ostilità contro gli Ebrei deve perciò provocare la nostra protesta forte e determinata.
Noi diciamo no all'antisemitismo, all'antisionismo, all'antigiudaismo e a ogni cosa che mini le fondamenta di Israele!
Anche coloro che restano in silenzio sono colpevoli di essere contro il popolo ebraico e, inoltre, danneggiano se stessi.

Una riflessione di Silvia Baldi Cucchiara.
Il viaggio della vita è difficile, duro.
Ricordiamo l'uragano Katrina negli Stati Uniti, il devastante tsunami nell'Asia Meridionale, gli ultimi terremoti in Italia... che hanno costretto centinaia dì migliaia di persone a fuggire via dalle proprie case, spesso scappando con nient'altro che i vestiti che avevano addosso.
A volte la sua durezza ci piomba addosso all'improvviso e senza avvertimento; a volte è nostra compagna per gran parte dell’esistenza.
La vita ha la sua parte di gioie e felicità, sappiamo pure che il suo sentiero è spesso molto accidentato.
Siamo assaliti dalle tentazioni, delusi dalle persone, indeboliti dalle malattie e dal tempo, sopraffatti dal male e dalle ingiustizie.

Sì, la vita è difficile... ma Dio è buono, e il Cielo è qualcosa di reale!
Una delle grandi verità della Bibbia è che non eravamo destinati solo per questo mondo.
La morte non è la fine della vita; è solo la via per l'eternità.
Noi siamo destinati a vivere per sempre, e la morte è solo un passaggio da questa vita alla prossima.

Ma la domanda non è se ci sia o no vita dopo la morte.
Il vero problema è dove andremo a trascorrere l'eternità: con Dio, in quel luogo di gioia eterna che la Bibbia chiama Paradiso, o separati da Lui in quel luogo di disperazione infinita chiamato Inferno?

Perché la morte non è la fine, così come sembra essere?
Giobbe si lamentava: "L’uomo, nato di donna, vive pochi giorni, ed è sazio d'affanni; spunta come un fiore, poi è reciso; fugge come un'ombra, e non dura... 
Ma l'uomo muore e perde ogni forza; il mortale spira, e dov'è egli?" (Giobbe 14:1-2, 10).
Ma da credente aggiunse: “Ma io so che il mio Redentore vive e che alla fine si alzerà sulla polvere. 
E quando, dopo la mia pelle, sarà distrutto questo corpo, senza la mia carne, vedrò Dio. 
Sì, lo vedrò a me favorevole; lo contempleranno i miei occhi, non quelli d'un altro. 
Il cuore, dal desiderio, mi si consuma!” (Giobbe 19:25-27).

Per il cristiano la morte segna l'inizio di una nuova vita con Dio che durerà per sempre.
Paolo lo ha espresso così: "Le cose che occhio non vide, e che orecchio non udì, e che mai un uomo ha immaginato, sono quelle che Dio ha preparate per coloro che lo amano" (1 Corinzi 2:9-10).

In mezzo alle delusioni e alle sofferenze della vita, il Cielo è la nostra raggiante speranza.
"Per quanto mi riguarda il cielo è solo un mito", mi diceva una persona, "mi piacerebbe pensare che vivremo per sempre, ma una volta morti, è la fine".
Ha ragione lui o la Bibbia?

Una ragione a favore è dovuta dal nostro profondo anelito verso l'infinito.
In pratica ogni religione crede in qualche tipo di vita dopo la morte, e nell'intimo del cuore sentiamo tutti che deve esserci qualcosa dopo questa vita.
Questa vita è incompleta, e noi bramiamo sentirci realizzati.
Da dove proviene questo profondo desiderio?

La Bibbia afferma che l'ha messo Dio dentro di noi: "Egli ha perfino messo nei loro cuori il pensiero dell'eternità" (Ecclesiaste 3:11).
Noi siamo stati fatti per Dio, e bramiamo essere con Lui per sempre.
Possiamo soffocare questo sentimento o convincerci che non è vero, ma il Cielo rimarrà ugualmente reale, anche per le promesse di Dio.

Dal principio alla fine della Bibbia, Dio ci assicura che siamo destinati a vivere con Lui per sempre.
Una bella promessa di quando saremo alla Sua presenza nel Cielo sta scritta in Apocalisse 21:4-8, “Egli asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e non ci sarà più la morte, né cordoglio, né grido, né dolore, perché le cose di prima sono passate...", e "... ogni cosa è compiuta, io sono l'alfa e l'omega, il principio e la fine, a chi ha sete io darò gratuitamente della fonte dell'acqua della vita, chi vince erediterà queste cose, io gli sarò Dio ed egli mi sarà figlio. 
Ma per gli increduli, gli idolatri e tutti i bugiardi, la loro parte sarà nello stagno ardente di fuoco e di zolfo, che è la morte seconda”.

Una meditazione di Nicola Scorsone.
Stanno riemergendo soprattutto in Europa tracce di antisemitismo, un odio mai sopito per tutto ciò che è Ebreo.
Non è un crimine comune: è un attentato contro il popolo di Dio.
Dobbiamo denunciarlo con franchezza nonostante citare i comandamenti di Dio sia diventata un'attività decisamente impopolare.

Tempo fa (2003) l'ex sindaco di New York Giuliani lanciava un allarme al nostro continente, L'Europa, ammonendo di non tollerare e non sottovalutare gli atti di violenza di antisemitismo, e di considerare in modo specifico il pregiudizio anti-ebraico per poterlo combattere alla radice; un fenomeno tutt'altro che normale.
Questo è l'argomento che sottolineava: "Come europei, in modo particolare, perché sul vostro continente pesa la responsabilità del genocidio nazista, non si deve continuare a considerare le aggressioni contro gli Ebrei alla stregua di una qualunque forma di violenza o di vandalismo. 
L'antisemitismo è un fenomeno tutt'altro che normale, e gli europei dovrebbero approvare leggi che prevedono pene più severe per questi crimini. 
Infatti, tutti i sistemi giuridici di qualsiasi paese civile, in Europa, come in America, contemplano sanzioni aggiuntive per i crimini più odiosi".

Il verso della Bibbia: "Non abbandonate la vostra franchezza che ha una grande ricompensa!" (Ebrei 10:35), accompagna il monito di Giuliani.
L'ex sindaco di New York non sentiva il bisogno di avvalorare la sua tesi con versetti biblici, che certamente non avrebbero avuto presa sul pubblico di massa, ma, anzi, avrebbero gettato discredito sull'autore, visto il clima di avversità contro Dio in cui giace il nostro mondo.
Come dire, la nostra stessa coscienza dovrebbe gridarci la vergogna di quegli atti.
Del resto, nella nostra società, fino ad oggi, qual è il sindaco o il consigliere comunale che si azzarderebbe a dire che rubare, uccidere e testimoniare il falso sono crimini verso cui la Bibbia per prima ci mette in guardia? Guai a parlare di Dio!

Paradossalmente e vergognosamente, sapete chi sono i soli che osano nominarlo e infangarne così l'immagine?
Chi sono i soli che con tanta sfacciataggine osano riferirsi a dio come l'ispiratore dei loro crimini?
I terroristi e i kamikaze!
Loro gridano al mondo la menzogna più grossa del secolo.
E noi dobbiamo fare attenzione a dire che le nostre Scritture ci impongono di benedire Israele!?
Ma dobbiamo dirlo sottovoce, se no, qualcuno si offende...
Con questo, lungi da me fare una critica a Giuliani, non mi fraintendete, tali interventi possono suscitare solo apprezzamenti.

Semmai è ai cristiani d'Europa che mi rivolgo.
Dov'è la franchezza che i cristiani della Chiesa primitiva, tra l'altro tutti ebrei, non si stancavano di usare?
"Pregando... anche per me", dice Paolo, "affinché, quando apro la mia bocca mi sia dato di esprimermi con franchezza per far conoscere il mistero dell' Evangelo, per il quale sono ambasciatore in catene, affinché lo possa annunziare con franchezza, come è mio dovere fare" (Efesini 6:19-20).
"Ed ora, Signore, considera le loro minacce e concedi ai tuoi servi di annunziare la tua parola con ogni franchezza, stendendo la tua mano per guarire e perché si compiano segni e prodigi nel nome del tuo santo Figlio Gesù" (Atti 4:29-31).

Ma cosa sta succedendo di così terribile e perverso?
Perché chi professa menzogne può permettersi di farlo liberamente servendosi di tutti i mezzi, con una propaganda ad ampio raggio, che comincia fin dal grembo materno, arruolando nel suo esercito dell'odio migliaia di bambini?
Cosa sta succedendo alla nostra coscienza che non è più in grado di distinguere tra bene e male, giustificando magari quest'ultimo con vaghi riferimenti alla politica internazionale?
Quanto ad episodi di antisemitismo come profanazioni di monumenti in memoria di vittime nei campi di concentramento, scritte antisemite negli stadi, profanazione di tombe ebraiche, atti di violenza nei confronti di bambini e adulti ebrei, solo per citarne alcuni, l'Europa non ha di che dormire sonni tranquilli.

Necessario è distinguere, vigilare e pregare.
"Poi Gesù tornò dai discepoli e li trovò che dormivano, e disse a Pietro: Così non avete potuto vegliare neppure un'ora con me? Vegliate e pregate per non cadere in tentazione; poiché lo spirito è pronto ma la carne è debole" (Matteo 26:40-41).

"AL-TIRA'KI YMKHA'ANI (Non temere, perché io sono con te). 
AL-TISHTA' KI ANI' ELHOEIKHA (Non ti smarrire, perché io sono il tuo Dio)" (Isaia 41:10).

Una meditazione di Silvia Baldi Cucchiara.











Una Poesia di Rosaria Schimmenti

La neve scende bianca e silenziosa,
i bambini guardano con gioia ed hanno un'aria festosa,
con le loro giacche a vento colorate
riempiono le strade tutte imbiancate,
giocando con la neve
e stando insieme in allegria
rendono l'ambiente più festoso che ci sia.












Una Poesia di Patrizia Eydallin

Signore...Desideravo i doni del mondo:mi hai donato le tue grandi benedizioni!

Desideravo avere amici veri...Mi hai donato l'unico VERO AMICO: GESU'

Desideravo avere un padre colmo d'amore: Ti sei rivelato come l'unico vero Padre!!

Desideravo non mi mancasse nulla: Ed ora con Te, ho tutto.

Desideravo non soffrire di solitudine: Con la tua presenza ora, non sono più sola!

Desideravo non avere più paura: Ed hai operato perchè la superassi !

Desideravo non commettere più gli stessi errori: e Tu mi correggi con pazienza e amore, guidandomi!

Desideravo dare un senso alla mia vita: Mi hai donato non solo la Tua vita, con essa, la salvezza eterna!

Desideravo ricevere dagli altri: Ed al contrario...mi hai insegnato a dare!

Desideravo tante e tante cose...Invece..Tu mi hai DONATO TUTTO!!!!

L'unico desiderio che mi è rimasto, è...Amarti, come meriti di essere amato e fare la tua volontà.

Ad ognuno è sufficiente avere Te, per avere tutte le cose!!

Con grande gratitudine... La tua figliuola Patrizia.
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