Il Blog di Incontrare Gesù

Articoli di attualità, esperienze personali e meditazioni su argomenti etici morali, sulla fede cristiana e sulla religione in generale.

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Testimonianze

Sono nata in una famiglia cristiana evangelica, ma come tutti ho dovuto fare anche io la mia personale esperienza di conversione.
La mia famiglia paterna ha nella sua famiglia una sorta di maledizione, per via dei miei antichi avi che perseguitavano i cristiani.
Così la generazione presente si ritrova ancora ad essere attratta più dal male che dal bene.
Ma gloria a Dio, perché io, mio padre, mia zia e mia nonna abbiamo accettato Gesù e ci siamo schierati dalla sua parte.
Ma non è stato tutto facile, perché, sia io che i miei famigliari, siamo stati sempre tormentati dalle forze delle tenebre, per cui ci sono stati dei forti contrasti alla nostra conversione.
All'inizio, sia io che mio padre, avevamo difficoltà persino a glorificare Dio, eravamo contrastati da una forza spirituale avversa.
Questi contrasti si sono protratti anche dopo essere stati battezzati con lo Spirito Santo.
A volte il nostro cuore era freddo e insensibile al timore di Dio al punto di commettere ancora dei peccati.
Ma non c'è un peccatore che Dio non possa salvare completamente... solo che a volte ci vuole tempo e preghiere.
Dio ha sempre amato me e la mia famiglia e, con tanta pazienza, ci ha piantati, coltivati e curati, sino a convincerci pienamente dei peccati e a darci la forza di abbandonarli.
Per esempio, io ascoltavo musica metal, praticavo la divinazione... ero una persona estremamente portata all'autodistruzione, adesso invece sono libera da tutte le cose brutte.
A Dio sia la gloria!

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Nelle ex Repubbliche Sovietiche dell'Asia Centrale i cristiani devono combattere contro due potenti nemici: le leggi oppressive della libertà religiosa ereditate dal comunismo e l'influenza crescente dell'Islam, antica religione di quelle zone.

"La Chiesa è morta"; questa fu la dichiara­tone del Partito Bol­scevico di Vladimir Lenin nel 1923.
I comunisti hanno creato l'Unione Sovietica, un impero formato dalla Russia e da altre 14 nazioni.
Nonostante la loro rivoluzionarne comunista sia stata liquidata nei primi anni '90, l'eredità della guerra del Partito contro la religione continua intatta.

Questo si concretizza soprattutto nelle persecuzioni contro i cristiani, che avvengono in 6 delle 15 ex repubbliche sovietiche: Azerbaigian, Kazakistan, Uzbekistan, Kyrgyzstan, Turkmenistan e Tagikistan.
I cristiani, soprattutto gli evangelici, in quelle nazioni affrontano governi che mantengono la stessa oppressione introdotta sotto l'Unione Sovietica: la mancanza di libertà religiosa.
Alcuni cristiani devono anche combattere contro la prevalente cultura islamica di quelle zone, che le Repubbliche dell'Asia centrale ora indipendenti tendono a favorire.
Ma, nonostante tutto, i credenti perseverano.
Eccone un esempio.

Testimonianze

Una storia vera. 

Nel mese di ottobre del 2009 un uomo musulmano in Egitto ha ucciso sua moglie perché lei
leggeva la Bibbia.
L'ha sepolta egli stesso, nella tomba di famiglia, assieme con le sue figlie: una neonata e una di 8 anni.
Le figlie sono state sepolte vive!
Alla polizia ha riferito che uno zio aveva ucciso le bambine.
Quindici giorni più tardi, è morto un altro membro della famiglia e quando sono andati a seppellirlo, hanno trovato le due bambine ancora vive!
Una riflessione di Rosaria Schimmenti. 

Cristo è morto per noi e chi lo accoglie deve vivere per Lui.
Cristo è morto per me, ed io che lo accolgo devo vivere per Lui.
Non appartengo più a me stesso ma a Cristo: cammino con Lui, respiro con Lui, la solitudine ed il timore sono stati sconfitti, spalancando la finestra della speranza e della vera vita che egli ci ha trasmesso.

Cristo è morto per me ed io vivo per Lui: cammino nella luce,  i problemi e le tenebre di questo mondo non mi fanno più paura, sono fiducioso che dopo la  trasgressione alla Legge di Dio e le conseguenze dolorose subite Lui mi ha perdonato.

Oggi non ho bisogno d’altro se non della luce e dell’amore di Cristo, che mi accompagna nel sentiero di questa vita.
Tutti abbiamo bisogno di accogliere il figlio di Dio.
Anche se si  vive nel  benessere materiale, questo non appagherà mai l’esigenza dell’amore divino che Gesù ci offre.
Ritorna il vuoto e, a sua volta, cerchiamo di colmarlo con altre cose; necessitiamo del vero e puro amore e lo cerchiamo nei nostri simili, i quali, spesse volte ne sono sprovvisti, quello che possiedono è instabile e imperfetto.

Siamo figli di un sol Padre, Santo, Colui che ci ha creati; il nostro essere è plasmato dalla sua legge d'amore, e tutto l’universo obbedisce al suo amore, ma se non siamo in sintonia con la sua legge, rifiutando l’insegnamento del Maestro di vita, Gesù, non conosceremo mai la vera pace duratura e rimaniamo nemici della Vita.
Il Padre celeste e Gesù, venendoci in soccorso, hanno dimostrato, loro stessi, prima, di essere in perfetta armonia con questa legge santa.

Cristo è morto in croce per me, per te e per tutti, mentre eravamo ancora peccatori, rivelandoci quale amore dobbiamo esercitare gli uni verso gli altri per protenderci nella vita eterna.
Se accogliamo Cristo, la  sete di verità e di vita verrà appagata.
Gesù disse alla samaritana assetata d'amore: “L’acqua che io ho disseta in eterno”  (Giovanni 4).
Meditazioni

Una riflessione di Nicola Scorsone. 

Il senso della vita ha sempre interessato l’umanità: “Perché vivo?”; “Perché esiste la vita?”; “A che scopo vivere?”.
M. R. Rinehart, a questo riguardo disse: “Un pò di lavoro, un pò di sonno, un pò d’amore e tutto finisce”.
Voltaire scrisse: “Non viviamo mai, ma siamo sempre in attesa della vita”.
Colton: “L’anima vive come in un carcere e viene liberata solo dalla morte”.
Shakespeare: “La vita è un ombra ambulante”.
Rivarol: “La vita significa riflettere sul passato, lamentarsi del presente e tremare per il  futuro”.
Queste sono solo vuote descrizioni del senso della vita, e sembra che si parli solo di esistere, e non della vera vita.
Gesù arrivò al punto essenziale della questione dicendo: “Io sono… la vita” (Giovanni 14:6).
L’apostolo Paolo riguardo al senso della vita scrisse: “Per me il vivere è Cristo e il morire guadagno” (Filippesi 1:21).
E per te?

Da quel lontano “anno zero” del primo festeggiamento della Pasqua cristiana ne abbiamo fatta di strada, tant'è che siamo già alla 2012ª.
In  verità pero, anche se sono passati 2012 anni, le feste pasquali festeggiate sono molte di più: sin dalla prima, festeggiata con Gesù stesso e nel modo come Lui la istituita, ad oggi, ne saranno passate circa 104364.
Se calcoliamo poi che i primi discepoli spesso la festeggiavano quasi ogni giorno, arriveremo ad un numero ancor più alto.
Il fulcro di questa festività è il ricordare la morte e la resurrezione di Gesù per la salvezza di un’umanità perduta.

Gesù insegnò ai suoi discepoli di mantenere vivo questo ricordo in adorazione e ringraziamento, prendendo il pane e il vino, rappresentazioni del Suo corpo straziato sulla croce e del sangue versato.
“Mentre mangiavano, Gesù prese del pane e, dopo aver detto la benedizione, lo ruppe e lo diede ai suoi discepoli dicendo: «Prendete, mangiate, questo è il mio corpo».
Poi, preso un calice e rese grazie, lo diede loro, dicendo: «Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue, il sangue del patto, il quale è sparso per molti per il perdono dei peccati.
Vi dico che da ora in poi non berrò più di questo frutto della vigna, fino al giorno che lo berrò nuovo con voi nel regno del Padre mio»” (Matteo. 26:26-29).

Una riflessione di Nicola Scorsone. 

Durante la tanto sognata festa di Pasqua, tutto dovrebbe scorrere liscio, con salute, soldi, lavoro, uova colorate, ogni desiderio appagato...
Anche se questo sembra tutto, in realtà è troppo poco, perché Pasqua ha così tanto a che vedere con fede, amore, speranza pura e… con il tuo futuro.
Molti non collegano questo giorno con le parole: Figlio di Dio, croce, risurrezione...
Quando Gesù era in croce, gridò al cielo: “Tutto è compiuto!”.
Questo grido era tutt’altro che un sospiro di chi finalmente aveva superato un grande ostacolo.
In quel momento Gesù sapeva che tutto quello che fino ad allora aveva predicato, annunziato, spiegato, non era stato invano.

Un commento di Nicola Scorsone. 

Si parla de LA PASSIONE DEL MESSIA come di uno dei film più importanti e più belli mai realizzati. Diretto da Mel Gibson, a parte qualche inutile flash extra-biblico di una visionaria e un forzato marianesimo, esso ritrae la crocifissione di Gesù Cristo in maniera realistica.
Nessun film in tempi recenti ha suscitato una così grande reazione del pubblico.
Molti sono emozionati per questo film, altri lo condannano.
Ma perché questo film crea tanta controversia?
Condanna e controversia perché il film presenta LA VERA IMMAGINE DELLA CROCIFISSIONE!

Le odierne immagini del crocifisso raffigurato come un bel giovane, spesse volte biondo e con gli occhi azzurri, con qualche goccia di sangue sparsa qua e là per il corpo, non è corrispondente alla realtà biblica.
La Bibbia invece lo presenta in un modo molto differente, come segue: "... molti, vedendolo, sono rimasti sbigottiti tanto era disfatto il suo sembiante al punto da non sembrare più un uomo, e il suo aspetto al punto da non sembrare più un figlio d’uomo, non aveva forma né da attirare i nostri sguardi, né aspetto tale da piacerci. 
Disprezzato e abbandonato dagli uomini, uomo di dolore, familiare con la sofferenza, pari a colui davanti al quale ciascuno si nasconde la faccia, era spregiato, e noi non ne facemmo stima alcuna. 
Tuttavia erano le nostre malattie che Egli portava, erano i nostri dolori quelli di cui si era caricato; ma noi lo ritenevamo colpito, percosso da Dio e umiliato! 
Egli è stato trafitto a causa delle nostre trasgressioni, stroncato a causa delle nostre iniquità; il castigo, per cui abbiamo pace è caduto su di Lui e mediante le Sue lividure noi siamo stati guariti" (Isaia 52-53).

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