Il Blog di Incontrare Gesù

Articoli di attualità, esperienze personali e meditazioni su argomenti etici morali, sulla fede cristiana e sulla religione in generale.

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POESIE












Una Poesia di Francesca Tavani.

Mi abbracci dolcemente
e mi vuoi consolare
ed io col cuor sorpreso
oggi ti lascio fare.

Mi parli senza emettere
il suono della voce:
"Sono dalla tua parte
per te, ho preso la croce.
Ti amo e ti capisco
ho visto il tuo tormento
ero lì e ti aiutavo
non ho smesso un momento".

Chiudo gli occhi e Ti vedo
la Tua essenza capisco
mi butto sul Tuo cuore
dal dolore guarisco.
"...mentre i cieli e la terra attuali, sono riservati dalla stessa parola per il fuoco, conservati per il giorno del giudizio e della perdizione degli uomini empi..." (2 Pietro 3:7).

Quasi tutte le religioni della terra parlano di un giorno di giudizio in cui l'uomo verrà giudicato secondo le sue opere, per andare in un posto migliore, se le sue opere sono state buone, in un posto spaventoso se non lo sono state.
Anche la Parola di Dio, la Sacra Bibbia, parla di giudizio, come avete letto nel verso introduttivo, dove viene menzionato che i cieli e la terra attuali sono riservati al fuoco, cioè saranno vagliati e purificati, e che per gli uomini empi ci sarà la perdizione.

Per la Parola di Dio, "empi" non vuole intendere solamente quelle persone, di cui abbiamo sicuramente sentito parlare, che commettono crudeltà, ma sono anche coloro che deliberatamente non vogliono obbedire al Creatore.
In Italia, paese dichiarato cristiano, ogni buon cittadino dovrebbe avere un Vangelo in casa (se non altro, per averlo comprato ai figli, per la scuola); e quanti si prendono la briga di andare a leggerlo e consultarlo per vedere cosa Dio dice e vuole?

Nel Vangelo si parla della nascita, vita, ministero e morte del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo, il quale è venuto sulla Terra a morire al posto nostro, per darci vita eterna... se noi ascoltiamo le sue parole e le mettiamo in pratica.
Ma come metteremo in pratica cose che non conosciamo?
Molti prendono la scusa che il Vangelo deve essere interpretato e lo può capire solo chi ha fatto degli studi appropriati; altri non hanno tempo di leggere: gli impegni di lavoro e la società moderna portano via un infinità di tempo.
Ma allora, come ci si può definire cristiani se non si conosce, o non si vuol conoscere quello che sta scritto nella Bibbia, dove si parla appunto del Maestro dal quale deriva il nome di "cristiano"?

Gli empi sono tutte quelle persone che non vogliono accettare Gesù come personale Signore e Salvatore delle loro vite.
Queste possono essere persone normalissime: un vicino di casa, un collega di lavoro, un parente; persone che preferiscono cercare nel marasma delle ideologie attuali quello che solo Dio può dare loro.
Molte di queste persone, quando un vero Cristiano, un figlio di Dio, si avvicina a loro per trasmettere la Buona Notizia della Salvezza in Gesù, non vogliono ascoltare; allora quel messaggio diventa un messaggio di giudizio per loro, perché voltano deliberatamente le spalle al loro Creatore; mentre per coloro che l'ascoltano con semplicità e rispetto diventa un messaggio portatore di Vita eterna.

Il Vangelo parla anche di inferno per gli empi e di paradiso per i credenti.
In questa società, in cui si sentono notizie che fanno paura, e la vita va diventando ogni giorno più difficile, si ha bisogno di una speranza vera e certa.
Questa speranza è contenuta nel Vangelo, leggetelo e vi si apriranno nuovi orizzonti meravigliosi con Dio; accettando Gesù diventate figli di Dio, per aspettare con gioia il suo ritorno, non avendo più paura per il futuro vostro e del Giudizio di Dio.

Una Riflessione di Monica Origano.












Una Poesia di Francesca Tavani.

Brillanti come stelle
schegge di Te, Signore
galleggiano sull'acqua
che si agita nel cuore.

Splendono nella notte
e mi sembrano dire:
"Coraggio,guarda in alto
la notte è sul finire".

La gioia inonda il cuore
e tutto intorno è danza
al Tuo dire, Signore
s'accende la speranza.
Riguardo all'amore per il prossimo, leggiamo in 2 Timoteo cap.3, dove l'Apostolo Paolo dice: "Or sappi questo che negli ultimi giorni verranno tempi difficili; perché gli uomini saranno egoisti, amanti del denaro, vanagloriosi, superbi, bestemmiatori, ribelli ai genitori, ingrati, irreligiosi, insensibili, sleali, calunniatori, intemperanti, spietati, senza amore per il bene, traditori, sconsiderati, orgogliosi, amanti del piacere anziché di Dio, aventi l'apparenza della pietà, mentre ne hanno rinnegato la potenza.
Anche da costoro allontanati..... costoro non possono mai giungere alla conoscenza della verità (seppure l'hanno udita) e non hanno dato buona prova riguardo alla fede; ma essi non andranno più oltre, perché la loro stoltezza sarà manifesta a tutti". 

Nel capitolo precedente parla dei vasi ad onore e di quelli a disonore, dicendo: "
Se uno si conserva puro da tutte quelle cose che lo contaminano, sarà un vaso nobile, santificato, utile al servizio del padrone, preparato PER OGNI OPERA BUONA".
Sono convinta che colui che evita queste cose potrà vincere sulle tentazioni, così potrà fare la volontà del Signore ed amare gli altri, manifestando una vera sensibilità, pronto ad ascoltare, volere con tutto il suo cuore il bene degli altri, vederli stare bene, migliorare e gioire.


Questo sentimento ti renderà felice non perché hai fatto del bene, ma unicamente perché vedi gli altri felici.
Questo era ed è l'amore con il quale operava Gesù, allora ed ancora adesso, e per sempre.
Di questo c'è bisogno anche oggi, ma quando l'uomo guarda solo al suo appagamento, allora è veramente sconfortante leggere come diventa nella corruzione degli ultimi tempi.


Una Riflessione di Patrizia Eydallin.












Una Poesia di Francesca Tavani.

Come un vecchio violino
cui han rotto fili e archetto
il cuore tuo pulsava
lento e triste nel petto.

La polvere, la fuliggine
il tedio disegnava
a triste testimone
del tempo che passava.

Un dì, mano pietosa
sollevò lo strumento:
era proprio distrutto.
"Lo butto" fu il commento.

Ma poi con grande amore
lo pulì e riparò.
Nella notte stellata
il violino suonò.

La dolce melodia
fino al cielo salì.
..Quel violino rinato
la gran grazia capì.
Un uomo di nome George Thomas era il Pastore della Chiesa del suo piccolo paese.
Una Domenica mattina si recò in Chiesa, portando con se una gabbietta arrugginita, la sistemò vicino al pulpito.
I fedeli si chiedevano cosa c'entrasse la gabbietta con la predica del giorno, e attendevano, desiderosi di sapere.

Il Pastore cominciò a parlare: "Ieri stavo passeggiando, quando vidi un ragazzo con questa gabbia.
Nella gabbia c'erano degli uccellini che tremavano per lo spavento.
Fermai il ragazzo e gli chiesi: "Figliolo, cosa devi farci con quegli uccellini?".
E il ragazzo rispose: "Li porto a casa per divertirmi con loro... li stuzzicherò, gli strapperò le piume, vedrò come reagiscono, insomma... così loro grideranno, soffriranno, litigheranno tra loro, e io mi divertirò tantissimo".

Chiesi: "Perché lo fai? Tanto presto o tardi ti stancherai di loro; e a quel punto cosa ne farai?".
E il ragazzo: "Si presto mi stancherò, ma ho dei gatti, e a loro piacciono gli uccelli, li darò a loro".
Rimasi in silenzio per un momento, poi dissi: "Quanto vuoi per questi uccellini?".
Il ragazzo sorpreso mi chiese: "Perché li vuoi, sono uccelli di campo, non cantano e non sono nemmeno belli!".
"'Quanto?", chiesi di nuovo.
Pensando che io fossi pazzo, il ragazzo disse: "10 dollari!".
"Affare fatto!", presi 10 dollari dalla tasca e li misi in mano al ragazzo.
Come un fulmine il ragazzo sparì.
Allora andai un campo, aprii la gabbia e feci volare via gli uccellini".

Dopo aver chiarito il perché di quella gabbia sul pulpito, il Pastore riprese a raccontare: "Un giorno Satana e Gesù stavano conversando.
Satana era appena ritornato dal Giardino di Eden, era borioso e si gonfiava di superbia.
Egli diceva: "Signore, ho appena catturato l'intera umanità, ho usato una trappola che sapevo non avrebbe trovato resistenza, e un'esca che sapevo ottima... e li ho presi tutti!".
"E cosa farai con loro?", chiese Gesù.
Satana rispose: "Mi divertirò con loro! Gli insegnerò come sposarsi e divorziare; come odiare e farsi male a vicenda; come bere, fumare e bestemmiare; gli insegnerò a fabbricare armi da guerra, fucili, bombe e ad ammazzarsi fra di loro... Mi divertirò tantissimo!".

"Ma presto ti stancherai! A quel punto, cosa farai con loro?", chiese Gesù.
"Li ucciderò! E li porterò con me all'Inferno!", esclamò Satana con superbia.
"Quanto vuoi per loro?", chiese allora Gesù.
E Satana rispose: "Ma va, non la vuoi questa gente, loro sono cattivi... Li prenderai e ti odieranno, ti sputeranno addosso, ti bestemmieranno e ti uccideranno... Non puoi certamente volerli!".
"Quanto?", chiese di nuovo Gesù.
Satana sogghignando disse: "Tutto il tuo sangue, tutte le tue lacrime... Insomma la tua vita!".
Gesù disse: "Affare fatto!"... e pagò il prezzo...".

Non è strano come la gente possa scartare Dio e poi disperarsi e chiedersi come mai il mondo sta andando a rotoli?
Non è strano che alcune persone possono dire: "Io credo in Dio!", e ciò nonostante seguire Satana, che, guarda caso, anche lui crede in Dio? (Giacomo 2:19).
Non è strano come tutti gli uomini possano avere più paura dell'opinione che si faranno gli altri uomini, dell'opinione che si farà il Signore di loro?

Una Meditazione di Simona Paciello

POESIE










Una poesia di Melchiorre Briganti.

La notte svanì.
Sorse dal profondo della Terra
il primo celeste chiarore,
mentre le stelle
ancora brillavano nitide
nell’immensità
del tappeto del Firmamento.

E la Natura intorno
cominciò a destarsi,
e una tenue dolcissima simbiosi
tra un timido canto della Creazione
e la Terra smaltata, profumata
e inghirlandata di fiori e di perline
annunciò la venuta
dell’Aurora di bianco vestita.

Le stelle scomparvero lentamente.
I nuovi suoni magici
assunsero dimensioni
sempre più chiare, nitide,
finché il verde scuro
del Trionfo della Natura
forte e incontaminata
si tuffò nei colori luminosi
ormai delineati e decisi
dell’Alba:
la sfera di Sole trionfante!
Un nuovo giorno è sorto!!!

E la Natura,
che aveva già dapprima cominciato
a cantare una dolce melodia
ancora timida e tenue,
celebrò la nascita del Sole
nella sua gloria primordiale!
E’ una nuova Luce senza tramonto,
la notte non scenderà più!
POESIE










Una Poesia di Patrizia Eydallin.

Volare oh oh oh,
nel blù dipinto di blù,
felice che tu sei lì.

Ma felice ancora di più,
che Gesù è in me,
per questo ti ringrazio,
per questo ti adoro.

Ed io volerò,
poichè ho voluto, ti ho accettato nel mio cuore e...
la mia anima redenta,
perdonata è!

La mia gioia sei tu.
Tu hai messo tanta gioia in me.
Tanta la mia riconoscenza in Te.

Cado....mi rialzi.
Piango ...mi consoli.
Rido...ridi con me.

Vedo il tuo aiuto in ogni lato della mia vita,
e.. la pace che nonostante.... regna in me!
Anche questa l'hai messa in me,
dopo che la mia vita ho dato a te!

Su chi posso contare?
In me, no di certo.
In altri? Lo spererei!
Solo in te.

Dandomi amore per gli altri,
perchè ricevo il Tuo.
Gesù..sei grande! Sei buono,
sei amico, sei il mio Amato Salvatore!
Un confronto tra il vero Dio e Allah.

Quale sia la differenza tra AlIah e il Dio della Bibbia ce lo dimostrano anche i comandamenti dell'Islam, così diversi da quelli biblici.
Siccome AlIah ha le caratteristiche di un sovrano despota, senza amore, i suoi comandamenti non vengono osservati per amore, ma per sottomissione servile, ponendo tutto ciò che fa parte della vita sotto la sua illimitata signoria.
Perciò si potrebbe dire che la dottrina di Maometto sulla legge, i suoi comandamenti nel Corano, sono come una barriera che separa l'uomo da AlIah.
Di conseguenza non si può stabilire nessuna relazione affettiva e personale tra l'uomo e AlIah.
La fede in AlIah non è la fede in Dio di cui leggiamo nel catechismo: "..temere, amare e aver fiducia in Dio".

I comandamenti di Allah sono senza il battito del cuore, senza vita e senza amore.
Anche la "Sunna", che letteralmente significa "abitudine" (del profeta Maometto), fa parte dei testi sacri dell'Islam.
Le "tradizioni" ivi contenute pongono le azioni di Maometto quale esempio e misura per i musulmani; anche nelle sue prescrizioni, finalizzate all'osservanza da parte dei fedeli, spicca il volere decisionale di Maometto.
Ciò viene evidenziato dall'affermazione di Maometto: "Quello che il profeta dichiara proibito è uguale a quello che AlIah dichiara tale".
Anche la sura 20 dice: "Obbedite a Dio e al suo Messaggero".
Il musulmano obbedisce alla legge in modo legalistico, alla lettera.
I cinque doveri basilari, pilastri della dottrina islamica, sono:
1) Credere nell'unico Dio, che deve essere nominato più volte quotidianamente nella confessione di fede;
2) Pregare cinque volte al giorno rivolti verso la Mecca;
3) Osservare il digiuno del mese di Ramadan;
4) Se possibile, intraprendere una volta nella vita un pellegrinaggio alla Mecca;
5) Dare l'elemosina.

Una religione legalista.
Se si trascorre il mese di Ramadan tra i musulmani, si può notare che dall'alba al tramonto si digiuna, ma durante la notte si mangia in modo sfrenato.... però si è adempiuta la "legge"!
Questo è solo un esempio per illustrare il fatto che l'Islam è una religione spiccatamente legalista.
Per un musulmano la legge islamica ha dunque una grande importanza.
Tutta la vita personale, familiare, sociale e politica è stretta in una fitta rete di comandamenti e proibizioni indicati nel Corano.
Esso contiene ad esempio regole per i lavaggi rituali, per i matrimoni, per le eredità, per il digiuno nel mese di Ramadan, per il pellegrinaggio alla Mecca, per il comportamento contro il nemico in caso di guerra, per bevande e cibi proibiti quali carne di maiale e alcool.
I "nuovi comandamenti" nel Corano, che dovevano annullare i comandamenti della Bibbia, da Maometto vengono dichiarati "guida" per tutti gli uomini.
Si tratta di prescrizioni legali, di ammonizioni generali, di esortazioni intessute di insegnamenti insignificanti, di discussioni, perfino di minacce e dichiarazioni di guerra contro ebrei, cristiani e idolatri.
Anche se qua e là nelle indicazioni etiche del Corano possiamo trovare reminiscenze della Bibbia, e anche se si parla sempre di "fare il bene", nella loro sostanza esse sono comunque molto diverse dai comandamenti di Dio: pretendono la sottomissione incondizionata dell'uomo.
Non sono i comandamenti del Dio santo che si rivela all'uomo, che sono eterni e sempre validi, come verità trasmessa da Dio.

Le asserzioni del Corano sono in parte modificate e si contraddicono.
Ai comandamenti di Maometto manca in primo luogo la caratteristica dei comandamenti di Dio: l'amore.
Il solo motivo per cui Dio ha dato i Suoi comandamenti è l'amore, affinché gli uomini potessero essere fatti partecipi della vita divina ed essere uniti a Lui.
Le prescrizioni di Maometto non sono dettate dal cuore di un Dio che ama, né sono comandamenti che conducono all'amore verso Dio e verso gli uomini, come fanno i comandamenti della Sacra Scrittura.
Ai comandamenti di Maometto manca il battito del cuore divino; essi sono freddi e "senza anima", così come AlIah è freddo e senza anima; sono solo indicazioni esteriori, come ad esempio il pregare cinque volte al giorno.
Ma davanti a Dio non hanno valore, come invece per AlIah, le preghiere pronunciate solo con le labbra, mentre il cuore è lontano da Lui (Isaia 29:13).
Gesù giudica "spreco di parole" le preghiere che sono solo formule vuote come quelle dei pagani (Matteo 6:7).

Dio guarda sempre all'atteggiamento intimo del nostro cuore.
Se noi nel nostro cuore tolleriamo cattiverie come la gelosia, l'avidità, l'amarezza, il giudizio sul prossimo, Dio che considera peccati tali sentimenti, non può esaudire le nostre preghiere, perché il nostro cuore è impuro.
E Gesù spiega i comandamenti di Dio in maniera più severa: chi giudica il suo fratello oppure gli dice una ingiuria, questi deve subire lo stesso giudizio come un assassino (Matteo 5:21-22).
Nell'Islam bisogna adempiere i comandamenti alla lettera, ma nessuno si preoccupa dei peccati radicati nel cuore, che un giorno faranno maturare frutti cattivi.
Certo, per Maometto, le trasgressioni ai comandamenti hanno come conseguenza delle punizioni, che però possono venire annullate in seguito a "buone azioni", oppure a fatti rituali, come un pellegrinaggio alla Mecca.
Per Allah il peccato palese è un fallimento dovuto alla debolezza dell'uomo, ma il peccato nascosto nel cuore dell'uomo non ha peso.
A questo, invece Gesù dà la massima importanza.
POESIE










Una poesia di Filippo Baglini.

Non dimenticherò quella bambola di pezza
che si muoveva come una bambina
tra le mani legnose e tremanti dell’anziana.

E di quell’anima secca
dondolante come un pendolo
su di una sedia fissa.

Né di quell’aspro odore di disinfettante,
inutile anestetico
per la puzza del male.

Chissà come doveva essere da giovane quell’anziana
dagli occhi azzurri e dai capelli blù,
chissà quale è la sua storia,
ora chiusa in quella scatola increspata di pelle
e inchiodata alla sua croce.

Rassegnata in un angolo
vidi una lacrima
prendere il suo solco,
e in essa cadere a pezzi umidi tutta una vita .

Una parola morta.
Un grido muto.
Un niente.

Ecco cosa ero io
in quella bara umana
di un manicomio.
POESIE










Una poesia di Paolo Fonte.

La fratellanza divenne un meraviglioso anelito umano
dopo che il vil distruttore venne fuori come un uragano.

Sopportare un torto rende il mondo meno contorto
e ci avvicina al dolce Gesù risorto.

Volgo lo sguardo verso il cielo dov'è l’Iddio dell’amore e della luce,
poi ritorno sulla terra e vedo tutto d'un tratto gli uomini divenir fratelli.

Si prendono per mano circuiscono il globo e formano un gran girotondo
e Gesù al centro del mondo.
POESIE









Una poesia di Paolo Fonte.

Fatevi attrarre dalle cose minime e non dalle cose grandi.
Iddio resiste ai superbi ma fa grazia agli umili.
Il ricco si fe povero per arricchire noi, nascendo in un umile stalla a Betlem.

Animati da tali nobili pensieri, diveniamo collaboratori di Dio,
dipingendo il meraviglioso quadro universale dell’umiltà
che è perla di vera beltà.
POESIE












Una poesia di Rosaria Schimmenti.

Alzo lo sguardo verso il cielo e vedo Te oh Dio,
il tuo volto che guarda verso il nostro pianeta,
alla ricerca di uomini giusti e retti di cuore,
per affidare il governo e amministrare i tuoi beni con sapienza.

Alzo lo sguardo verso il cielo,
ed è come se udissi la tua voce che ci esorta alla pace e all’amore,
e ci rende coscienti dello stato in cui ci troviamo.

Ascoltiamo:
"Se siete infelici non rimproveratelo a Me.
Vi ho dato dei comandamenti e non li osservate.
Ho inviato mio Figlio e non lo accogliete.
Egli è la via e non lo seguite.
E’ la verità e voi non ci credete.
E’ il vostro Maestro e non lo ascoltate.
Io sono il vostro Dio e mi ignorate.
Sono il vostro grande amico e non mi amate.

Vi elargii dei beni: talenti e sentimenti,
affinché rendeste frutti buoni.
Siete mie creature ed ho affetto per voi.
Tutto il creato rispecchia la mia legge di amore e di ordine,
anche il vostro organismo è governato da questa legge eterna,
fino a quando continuerete a infrangerla,
ed a essere nemici di voi stessi?

Sono in attesa di incontrare i vostri sguardi,
e poter osservare dei volti sereni,
per aver dato una svolta alla consueta vita,
e deciso di vivere esclusivamente per il bene,
solo in questo modo sarete artefici di una nuova creazione,
che inizia dal vostro cuore,
e si estende al mondo intero,
perché ho costituito, sin dall'inizio,
l’uomo sovrano del creato".












Una poesia di Rosaria Schimmenti. 

Pensieri, pensieri e poi ancora pensieri.
Storia fatta di sangue, sofferenze, tribolazioni.

Attese, attese, attese e, poi morire.
Israele ha sofferto tanto, il mondo ha sofferto e soffre ancora.
Perché Signore! Perché!

Solo Tu possiedi la sapienza, l’amore, l’onniscienza.
Vogliamo chiarezza, chiarezza e poi ancora chiarezza.
Perché Signore! Perché!

Ecco la croce apparire davanti ai miei occhi.
Il Figlio di Dio fatto carne, morto per noi,
è a Lui, e a nessun altro, che dobbiamo mirare.

Riscattati da questo sangue prezioso, accettando l’adozione,
siamo figli di Dio, e camminiamo come tali,
per costruire il Suo Regno dentro di noi e intorno a noi.
Non vi sono altre parole, o altri intermediari.

La fede e in balia delle onde dell’oceano.
Tutta la creazione geme nella sofferenza.

Nel mondo si è oscurata la luce del vangelo di verità,
e si continua a mendicare salute e felicità,
ricorrendo ai santi e a vari mediatori come interlocutori,
mentre Gesù disse:
“Cercate prima il Regno e la Giustizia di Dio e tutte le altre cose vi saranno date...
Se osserverete la mia Parola sarete veramente miei discepoli,
conoscerete la verità e la verità vi renderà liberi”.

Non vi è meta più importante a cui anelare,
ne preghiera più necessaria da realizzare,
se non la seguente:
“Sia santificato il tuo Nome, oh Dio e venga il tuo Regno e sia fatta la tua Volontà anche sulla terra,
come è fatta in Cielo”.


Una poesia di Rosaria Schimmenti.

Non è mai troppo tardi per fermarsi, esaminare il nostro animo,
e chiedersi dove siamo diretti,
senza la bussola che ci è stata donata dal Creatore?

Non è mai troppo tardi per fare una sosta,
ed osservare ogni cosa a partire dal nostro essere e tutto ciò che ci circonda.

Non è mai troppo tardi per abbracciare il Vangelo di vita che Cristo ci offre, realizzare la pace e la serenità,
che hanno origine da una buona coscienza e dalla riconciliazione con Dio.

Gesù è risorto glorioso, perché ha fatto la volontà di Dio, suo Padre.
Noi risorgeremo a vita eterna se ubbidiamo al Figlio,
e facciamo la volontà di Dio il nostro Padre Celeste.

Gesù dopo la risurrezione, disse agli apostoli: “Ascendo al Padre mio e al Padre vostro All’Iddio mio e All’Iddio vostro".

E’ meraviglioso l’invito che ci viene fatto: da peccatori perduti, impuri, infelici, mortali, ci viene offerta l’adozione divina, l’invito a divenire figli di Dio, purificarci e poter vivere in eterno nella gioia.
Stupendo!
Era il tempo di raccolta delle mele.
Eliane chiese ad un gruppetto di noi di uscire per portarle a casa alcuni di questi frutti meravigliosi.
Voleva fare una torta.
Sotto gli alberi raccogliemmo quelle mature e ne riempimmo un cestino.
Un mio amico ne prese una e la guardò.
Era un bel frutto, ma segnato da alcune macchioline.
“Non va bene!” disse e la buttò via.
Il tempo, per noi uomini, è spesso un concetto astratto; a volte lo consideriamo così astratto a tal punto da vivere come se il tempo non esistesse.
Ci comportiamo come esseri eterni (e in realtà lo siamo), ma il problema di questo modo di pensare è che l’uomo si considera eterno su questa terra.

Non così può essere per il cristiano.
Noi cristiani dobbiamo vivere da “extraterrestri”: siamo nel mondo, ma non siamo del mondo; perciò la nostra vita, cioè il nostro tempo su questa terra, lo dobbiamo vedere (e vivere) come un pellegrinaggio, un viaggio verso il Regno dei Cieli, verso una dimensione temporale diversa dalla nostra e di gran lunga migliore, dove... gli orologi non hanno lancette.

Avendoci, Dio, dato tutto il tempo necessario per il nostro ravvedimento, non possiamo ora trascurare la nostra vita, secondo la volontà di Dio, ma dobbiamo prendere coscienza di avere dei doveri spirituali verso Dio, verso la nostra anima e verso chi ci sta attorno.

Spesso facciamo osservazioni in relazione ai tempi passati, alla nostra generazione e alle prospettive per il futuro.
Da un attento esame del susseguirsi degli eventi non possiamo non discernere i segni dei tempi annunciati dalla Parola di Dio (es. in Marco 13), e non possiamo non considerare che le parole pronunciate da Gesù: “Il tempo è compiuto e il Regno di Dio è vicino...”, oggi più che mai, sono di una attualità disarmante.
Non possiamo esimerci dal considerare che, oggi più che mai, è tempo di cercare Dio e prendersi cura delle Sue cose.

Non è raro che, volendo giustificare la nostra inoperosità spirituale, diciamo: “Non ho tempo!”.
In realtà, usiamo male il nostro tempo, e spesso abbiamo tempo per molte cose, ma non per Dio.
Nel vero credente deve allora nascere il bisogno di imparare ad usare il tempo in modo opportuno: la necessità di stabilire delle priorità.
In questo modo possiamo utilizzare al meglio il prezioso dono che Dio ci ha dato: la nostra vita; sapendo che c’è un tempo per ogni cosa (Ecclesiaste 3:1), e soprattutto che di ogni cosa possiamo fare a meno tranne che di Dio, e che quindi deve esserci nella nostra vita un tempo stabilito per Dio.

Come possiamo conciliare tutto questo con le faccende della vita?
Come usare il nostro tempo?
Dando alle varie attività della nostra vita lo spazio strettamente necessario, e non di più, affinché non invadano il campo di Dio, non intralcino il nostro cammino verso il Cielo e non rallentino o, peggio, impediscano la nostra crescita spirituale.

L’unica attività della nostra vita alla quale non possiamo e non dobbiamo relegare limiti di tempo è quella di annunciare Gesù al mondo: Gesù deve essere ed è la priorità del cristiano.
La Bibbia in questo caso ci dice: “...insisti a tempo e fuor di tempo...” (2 Timoteo 4:2).
Per il resto, Dio conosce le nostre necessità e perciò, dandoci un esempio perfetto su come usare il nostro tempo, ci dice: “Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia e tutto il resto vi sarà sopraggiunto” (Matteo 6:33).

Una Riflessione di Emanuele Gambino
Noi conosciamo la potenza delle armi, la potenza del prestigio, la potenza della manipolazione delle opinioni di massa, la potenza della violenza e quella della persuasione occulta.
Oggi, più che mai, siamo manipolati, a volte affascinati da taluni personaggi a tal punto da essere completamente ammaliati dal loro carisma, portandoci a credere ciecamente in tutto quello che dicono o fanno.
In questo tempo, dove l'uomo è sempre più preoccupato per se stesso, è più attento e, a volte, ossessionato dalla vita materiale ed egoista, ci accorgiamo che la carità verso il prossimo sta scomparendo dal cuore dell'uomo e il peccato sta diventando padrone assoluto.

Vogliamo l'autonomia da Dio e non ci accorgiamo che la nostra vita sta diventando priva di umanità e, soprattutto, priva di coscienza, l'unico elemento che ci permette di operare con senso di giustizia e di onestà.
Niente più ci sembra volgare, tutto ci appare onesto; niente disturba la decenza umana, nemmeno la mistificazione dei fatti.
Siamo assediati da notizie futili e i realities televisivi ci danno la proiezione della vita arrivista, un realizzare ad ogni costo notorietà e guadagno facile.

L'immoralità regna sovrana, spingendo l'uomo sempre più verso il peccato (che è allontanamento da Dio), alla ribellione e disubbidienza; e la dove l'uomo vuole essere al centro della propria vita, Dio viene escluso, e così pure il prossimo.
Anche in ambito religioso il concetto del peccato è diventato astratto, la riprensione non è più educativa, anzi è un mezzo che può allontanare da Dio!?

Questo ci dimostra che le speranze, le aspettative sono incentrate unicamente su questa vita; e se le cose stanno in questo modo, vuol dire che il mondo vive nella disperazione, nella tristezza, senza speranza, immerso completamente nella miseria dell'anima.
Così, l'uomo vuole stare al centro della propria vita, e Dio diventa una figura scomoda; giorno dopo giorno è sempre più evidente lo sfascio dell'umanità, e questo ci fa paura, ci fa capire quanto siamo impotenti.

E' difficile essere dei veri credenti in questi tempi, ma è triste vedere quante persone volontariamente continuano a peccare, proprio perché le loro aspettative sono solo per questa vita.
Ma, per quanto ci riguarda, dobbiamo sempre tenere presente che ogni silenzio da parte dei credenti significa vergognarsi dell'Evangelo; e se ognuno di noi ha un compito deve continuare a portarlo avanti, perché siamo persone libere di amare e servire Cristo, nonostante le avversità e le incredulità del mondo.

Una Meditazione di Anna Cipollaro
Giubileo, dall’ebraico yôbêl, vuol dire: “corno di montone”, indicante “remissione e liberazione”; dal latino iubilaeum, letteralmente “gridare di gioia”.
Il Giubileo fu istituito da Dio come anno di gioie e delizie, per onorare e adorare l’Eterno.
Venne ordinato a Mosè circa 3.500 anni fa, prima che il popolo d’Israele venisse introdotto nella terra promessa.
Doveva essere celebrato ogni 50 anni, iniziando nel gran giorno del Yom Kippur (il Giorno dell’espiazione), in cui si immolavano degli agnelli per i peccati degli uomini (figura del sacrificio di Gesù).
Quando il sangue della vittima era versato e l’espiazione del peccato compiuta, il corno, strumento musicale del tempo, vibrava diffondendo il suono per tutto Israele annunziando l’inizio del Giubileo.

Era un anno di completo riposo per la terra, e non come al giorno d'oggi in cui viene spremuta anno dopo anno al non ne posso più, con pesticidi a volontà.
Alla preoccupante domanda dell’uomo: “Che mangeremo? Se non semineremo non raccoglieremo!”; Dio aveva promesso che l’anno precedente avrebbero avuto un raccolto sufficiente per tre anni.
Ma essi non credettero a quelle parole.
Inoltre gli esiliati tornavano nelle loro famiglie, le catene degli schiavi cadevano, i debitori erano liberi, le proprietà perdute erano ritrovate.
Il tempo della benedizione e dell'allegrezza era finalmente giunto per tutti, senza fare lunghi pellegrinaggi in posti particolari o passare per porte speciali (Levitico 25:1-23).

Il Giubileo romano del 2016 è un po’ una copiatura forzata dei vecchi ordinamenti ebraici, come anche le cerimonie, paramenti, incenso, candele ecc...
Il primo fu indetto nel 1300 con la scusa di speciali indulgenze a pagamento, per facilitare l’ingresso in paradiso (la solita e ingannevole “misericordia” religiosa senza vita).
Si volevano aumentare i pellegrinaggi verso Roma, per il grande bisogno di fondi per le continue guerre e lussurie varie.
Inoltre la storia ci racconta che si era nel periodo centrale della “santa” Inquisizione, quando milioni di cristiani, con la scusa delle streghe, vennero bruciati, torturati, trucidati.

Ma il vero Giubileo venne aperto alla Croce, da Gesù, e si concluderà al Suo ritorno imminente.
Non è un periodo di 365 giorni, limitato da regole umane, e saltuario, come la porta che si è aperta a Roma, ma un tempo di salvezza per te e per ogni uomo in ogni luogo.
Tutte le porte “sante” del mondo, e tutte le buone opere di ogni tempo, non possono cancellare un solo peccato, ma “...il sangue di Gesù, Suo Figlio, ci purifica da ogni peccato!” (1 Giovanni 1:7).

Come lo fu per il ladrone in croce circa 2.000 anni fa, ancora oggi, Gesù col dolce suono del corno del Giubileo della grazia ti annunzia: “Io sono la porta (nessun altro/a), se uno entra per me sarà salvato” (Giovanni 10:9).

Una Meditazione di Nicola Scorsone

Non aveva fatto miracoli e non aveva condotto una vita esemplare, ma dopo una preghiera di 4 secondi diventò santo, e nello stesso giorno si ritrovò in Paradiso!
Stiamo parlando del ladrone che era in croce vicino a Gesù (Luca 23:33-43).
Quando Dio fa gli uomini santi (e solo Lui può farlo - Esodo 31:13, 1 Tessalonicesi 5:23), questi lo sono per davvero e dopo pochi secondi.
Quando invece sono gli uomini a fare santi altri uomini, allora servono lunghi processi di 30 anni e 4 miliardi delle vecchie lire (come nel caso di Pio da Pietrelcina).

La parola "santo" vuol dire: “separato”, e nel nostro caso: “separato dal peccato”.
Il Paradiso (o Cielo) è il luogo di Dio, e per Gesù è “la casa di mio Padre” (Giovanni 14), cioè il luogo santissimo del Dio tre volte santo, in cui nessuna cosa impura (contrario di santo) vi può entrare (Efesini 5:5).
Ogni luogo è santo se vi è la presenza del Signore, come il Tabernacolo nel Vecchio Testamento o il posto del pruno ardente dove Mosè dovette togliersi le scarpe; e così oggi, ogni vero credente è santo per la presenza del Signore nel suo cuore.

Quindi non è prerogativa di alcuni, che per l’eroicità delle loro virtù sono elevati agli onori degli altari, ma di ogni vero credente, divenuto tempio dello Spirito Santo solo per l’eroicità del sacrificio di Gesù.
Gesù diceva alla gente “pia” del suo tempo: “...le prostitute entrano prima di voi nel regno di Dio!” (Matteo 21:31).
E così anche le persone come il nostro ladrone, che sono lavate, santificate, giustificate nel nome di Gesù, mediante lo Spirito di Dio (1 Corinzi 6:9-11).

Nei tribunali religiosi per diventare santo, oltre a tante altre cose, bisogna essere morti, ma secondo la Bibbia bisogna diventarlo prima: dopo morto è “troppo tardi” (Ebrei 3:15; Luca 12:13-21).
Un'altra chiara prova di ciò la diede Gesù nel racconto del ricco e Lazzaro (Luca 16:19-31).
Anche l’apostolo Paolo, scrivendo ai vari credenti diceva: “...ai santi che sono a Efeso..., a Roma..." (Efesini 1:1; Romani 1:7).
Quindi tutti i credenti viventi e non, sono santi.

Apprendiamo da una statistica che negli ultimi 20 anni sono stati dichiarati “santi” più persone che negli ultimi 400.
Vuol forse dire che in passato ci sono stati poche persone con questo merito, o che oggi si può superare più
facilmente la burocrazia religiosa?!
Questo semplice dono di Dio è stato trasformato in qualcosa di complicato, mentre anche tu, oggi stesso, se credi veramente in Gesù, puoi essere chiamato santo.

Una Meditazione di Nicola Scorsone
Nel tempo, religioni e sette, con le loro regole sulle cose da fare e le cose da non fare, hanno indicato ognuna le proprie vie per giungere alla salvezza dell'anima.
Con pellegrinaggi a piedi nudi diretti verso porte sante in Roma, pellegrinaggi alla Mecca, non mangiando carne il venerdì o il maiale, accendendo mille candele a infinite statue di Madonne, Buddha, Confucio, Stalin..., non facendo trasfusioni di sangue...
Hanno fatto così della salvezza dell’anima qualcosa di molto complicato e irraggiungibile, tanto che pochi, a parte i tradizionalisti, ci si vogliono dedicare veramente.

Ma ecco l’unico vero modo sicuro indicato dalla Parola di Dio, la Bibbia: “La parola è vicino a te, nella tua bocca e nel tuo cuore: questa è la parola della fede che noi annunziamo; perché, se con la bocca avrai confessato Gesù come Signore e avrai creduto con il cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato; infatti con il cuore si crede per ottenere la giustizia e con la bocca si fa confessione per essere salvati. 
Difatti la Scrittura dice: «Chiunque crede in lui, non sarà deluso»... 
Infatti chiunque avrà invocato il nome del Signore sarà salvato” (Romani 10:8-13).

Questa è l’unica verità che apre le porte del Paradiso, infatti il primo a varcare quella soglia insieme a Gesù fu quel ladrone crocifisso al Suo fianco, che niente fece, niente aveva fatto delle cose sopra menzionate, e niente avrebbe potuto fare per meritarsi tale celestiale beatitudine.
Questi, confessando semplicemente di essere un peccatore giustamente condannato, domandò salvezza a quell'unico che poteva compierla, Gesù.

Come quel ladrone, il Paradiso non lo merita nessuno, il prezzo da pagare è molto alto, dal valore eterno.
Gesù solo, pagando con la vita, al nostro posto, poteva coprire e cancellare l’alto prezzo della giustizia divina.
Fu così che quel ladrone, da circa 2.000 anni, passò dalla croce alla beatitudine del Paradiso, perché:
“...Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori...” (1 Timoteo 1:15).

E tu sei salvato? Hai la salvezza della tua anima?
Tutti quelli che avranno seguito le tradizioni descritte delle varie religioni, denominazioni e sette, alla fine, saranno delusi.
Solo chi crede in Lui, in Gesù, per come sta scritto nella Bibbia, riceve vera salvezza e non sarà deluso. 
Non sprecare gli anni della tua vita per un’insicurezza religiosa, affida la tua anima a Gesù e non rimarrai deluso.

Una Meditazione di Nicola Scorsone
Gli ultimi avvenimenti terribili di terrorismo, di gruppo o solitari, non ci scuotono soltanto profondamente, ma risvegliano anche.
Rimaniamo sconvolti, in primo luogo, dalla brutalità con la quale i terroristi svolgono i loro attacchi micidiali e dal disprezzo di fronte alla vita umana che mostrano quando tolgono la vita a migliaia di persone.
Anche il fatto che agiscono imprevidibilmente e non si sa bene dove vogliono colpire ci colma di paura e terrore.
Ci chiediamo preoccupati: "Come possiamo proteggere noi ed i nostri familiari, se il male si nasconde dappertutto? E come andrà avanti? Che cosa ci porterà il futuro?".

Vediamo che la nostra sicurezza è illusoria.
Le istituzioni umane non possono garantire altro che una protezione limitata, perciò non siamo in grado di tutelare la nostra vita evitando ogni danno.
Anche se assicuriamo i nostri averi con somme alte, non possiamo proteggerci dai ladri e dalle tarme o dalla ruggine.
Quando i discepoli chiesero a Gesù: "Dicci, quando avverranno queste cose e quale sarà il segno della tua venuta, e della fine dell'età presente?"; Egli rispose: "Guardate che nessuno vi seduca...
Voi udrete parlare di guerre e di rumori di guerre; guardate di non turbarvi, infatti bisogna che questo avvenga, perché insorgerà nazione contro nazione; ci saranno carestie e terremoti.
Allora molti si svieranno, si tradiranno e si odieranno a vicenda... poiché l'iniquità aumenterà, l'amore dei più si raffredderà".

Gesù proseguì dicendo: "Perché allora vi sarà una grande tribolazione, quale non v'è stata dal principio del mondo fino ad ora, ne mai più vi sarà.
Subito dopo la tribolazione di quei giorni, il sole si oscurerà, la luna non darà più il suo splendore, le stelle cadranno dal cielo e le potenze dei cieli saranno scrollate.
Allora apparirà in cielo il segno del Figlio dell'uomo; e allora tutte le tribù della terra faranno cordoglio e vedranno il Figlio dell'uomo venire sulle nuvole del cielo con gran potenza e gloria...

Ma quanto a quel giorno e a quell'ora nessuno lo sa; come fu ai giorni di Noè, così sarà alla venuta del Figlio dell'uomo.
Infatti, come nei giorni prima del diluvio si mangiava e si beveva, si prendeva moglie e si andava a marito, fino al giorno in cui Noè entro nell'arca, e la gente non si accorse di nulla, finché venne il diluvio che portò via tutti quanti, così avverrà alla venuta del Figlio dell'uomo" (Matteo cap. 24).

Che cosa dunque possiamo imparare dagli avvenimenti dei giorni nostri?
Il nostro Signore ritorna!
Il momento della Sua apparizione è vicino!
Noi credenti non dobbiamo perderci d'animo.
Non possiamo, come tutti gli altri, vivere nella paura e nell'incertezza del domani; anzi, dobbiamo innalzare i nostri capi e sapere che la nostra Redenzione è vicina.
Dobbiamo anche prestare attenzione di non lasciarci vincolare da nessuna cosa, in questi ultimi tempi, e di non avere la mente e il cuore aggravato dalla paura e dalle ansietà della vita.

Accertiamoci, giorno per giorno, di essere pronti per il nostro incontro con il Signore (il Rapimento).
Cerchiamo di essere pronti ad andare incontro al Signore come le vergini sagge della parabola (Matteo 25:1-13).
Cerchiamo la Sua faccia e gioiamo della Sua presenza spirituale, in modo che possiamo anche gioire alla Sua presenza fisica; confidiamo a Lui ogni cosa e ricerchiamo la Sua gloria, innalzando il Suo nome meraviglioso: ciò rallegrerà il cuore e ci farà affrontare i giorni a venire con serenità.
Maranatha! Il nostro Signore ritorna!
Allora inizierà una nuova epoca!
Così parla il Signore, l'Eterno: "Guai ai profeti stolti, che seguono il loro proprio pinta, e parlano di cose che non hanno vedute!" (Ezechiele 13:3)

Uno dei segni più evidenti che precedono il ritorno di Cristo è il proliferarsi i veggenti; una pratica, questa, assai antica ma molto comune in questo ultimo ventennio.
Da molto tempo i "veggenti", che riferiscono di aver visto la Madonna spuntano un po ovunque.
Le apparizioni mariane hanno creato molti punti di incontro in varie località italiane, trasformandole in luoghi di culto, seguite da milioni di adepti e, di conseguenza, hanno creato un enorme giro di danaro.

Quasi ogni giorno spunta un luogo in cui qualcuno ha visto la Madonna; spes­so la vedono piangere con lacrime di sangue, altre volte non solo appare, ma parla ai prescelti, raccomandando loro di mettere in guardia il mondo dalle varie catastrofi che sono a divenire, altri invece ricevono lettere dalla madonna in un'ora prestabilita...
Ve lo immaginate Gesù a inviare lettere ai suoi figli?

Questo tema, che attrae milioni di per­sone, viene trattato ovunque, e questi "veggenti" trovano spazio in TV, sui network; spesso suggestionando la gente con immagini di nuvole che rap­presentano, secondo la loro visione soggetti­va, la figura della Madonna.
Sta di fatto che, attraverso questa popolarità, acquisiscono un crescente numero di adepti.
Ho potuto constatare che le varie pro­fezie di questi veggenti sono sempre simili tra di loro: terremoti, guerre, martiri...

Gli adepti anche asseriscono che, tramite queste apparizioni, vengono beneficiati poi da miracoli; la Madonna opera in alcuni di loro, guarendoli dalle varie patologie di cui sono affetti.
Ma cos'è che spinge le persone a credere ciecamente in quello che viene loro detto da questi falsi profeti?
Forse, perché la gente ha bisogno di miracoli, e di fronte a certe storie perde il senso della ragione?
E la chiesa?
Forse la chiesa, ormai in difficoltà, non riesce ad arrivare al cuore dell'uomo, per cui, di conseguenza, la figura del "veggente" serve ad arginare questo problema?

Oppure, più semplicemente, l'uomo, non trovando pace con se stesso, cerca qualcuno o qualcosa che possa riempire questa mancanza?
A mio avviso, ciò che risalta in gran parte dell'essere umano è una totale assenza della conoscenza della Parola di Dio, ed è per questo che molti vanno alla ricerca di visioni, di santoni, di maghi...
Quando la Parola di Dio è sconosciuta, si cercano dei palliativi per riempire la propria esistenza.

Se conoscessero la Parola di Dio, non avreb­bero bisogno di fumo, ma avrebbero la certezza nella fede in Cristo.
Se conoscessero la Bibbia, saprebbero che tutto ciò che viene predicato da questi "veggenti" è stato scritto tantissimi anni fa da Colui che ha predicato, profetizzato e operato miracoli, da Colui che ci mette in guardia proprio da questi falsi profeti.

Per capirne l'essenza basta ricordare le parole di Paolo, quando ci mette in guardia dai falsi profeti, esortandoci a esaminare attentamente quello che ci viene predicato e trattenendo ciò che è buono.
Ma questo può avere un senso solo se si conosce la Parola di Dio.

Una meditazione di Anna Cipollaro
Se c’era mai stato un paesaggio sereno, era questo: verdi prati davanti a me guidavano i miei occhi verso la fine della valle coperta da foreste di abeti che si estendevano fino alla metà delle alte montagne.
Il sole del pomeriggio proiettava lunghe ombre che davano un senso di tridimensionalità alla campagna svizzera, e una bellissima spolverata di neve fresca sulle montagne creava contrasto con il blu del cielo.
Il giallo ed il rosso delle foglie degli alberi nella tenue dorata luce autunnale formavano un’immagine perfetta, soprattutto quando era punteggiata di graziosi chalet di legno.
Nella Parola di Dio, viene evidenziato molto il Rinnovamento della mente.
Questo comprende il fatto di non pensare più come prima, cioè quando non eravamo ancora Suoi, senza la salvezza.
Ora abbiamo la Nuova Vita, ma la nostra mente e le nostre abitudini, necessitano di una svolta.
Questo ora è possibile, perché CON Dio tutto si rinnova di giorno in giorno e possiamo avere una mente elastica ai cambiamenti necessari per le svolte che il Signore vuole fare nella nostra vita.

Di certo Lui ci guida, se ci lasciamo guidare dalla Sua Parola, la quale è potente da operare in noi.
Molti di noi hanno paura dei cambiamenti, e la paura è mancanza di fede, ma, vinta questa, iniziamo a vedere le benedizioni di Dio, e non solo quelle materiali.
Così i nostri modi di pensare cambiano, affrontiamo tutto in modo sempre più diverso, più sicuro.
Dal Signore riceviamo anche quella fiducia e quella sicurezza, perché gli diamo possibilità di operare in noi e, visto che nulla è impossibile a Dio, Egli può fare al di la di ciò che pensiamo ed immaginiamo.

A rigor di logica e di buon senso sappiamo che Dio apporta cambiamenti con salti di qualità, ed il nostro spirito (assieme al Suo) ci conferma la strada giusta che Lui vuole che percorriamo.
La nostra sarà solo completa disponibilità per l'opera Sua in noi, dentro di noi, e quindi anche nei cambiamenti di percorso.
Io pensavo erroneamente, tempo addietro, che nulla sarebbe cambiato nel mio modo di pensare, ma Dio mi ha dimostrato il contrario.
La cosa mi piace, perché non vivo più la stagnazione.

Vi incoraggio (a chi non l'avesse ancora fatto) a conformarvi nel parlare secondo il Signore e ad immergervi nelle cose della Sua Parola.
Rifiutiamo categoricamente e con coraggio tutto ciò che il diavolo ci intrufola nella mente e siamo pronti a rispondere di NO a tutte le cose che sono contro la volontà di Dio, e più saremo forti e più si stancherà di avvilirci e di attaccarci.

"Resistete al diavolo ed egli si allontarerà da voi" (Giacomo 4:7).
Il diavolo può solo apportarci qualche confusione momentanea, ma in Cristo siamo più che vincitori. Posso dire, per esperienza personale, che quando, per diversi motivi, si ostacola l'opera di rinnovamento del Signore, e quando si rimandano dei cambiamenti che Lui ci chiede, allora si soffre, ma quando ascoltiamo e ubbidiamo alla Sua voce ci sentiamo felici, impariamo e ci sentiamo più maturi.

Una meditazione di Patrizia Eydallin
Gesù dice: "...e nel pregare non usate troppe parole come fanno i pagani, i quali pensano di essere esauditi per il gran numero delle loro parole" (Matteo 6:7).
Dio gradisce le preghiere spontanee, che descrivono i sentimenti del proprio cuore e non delle preghiere ripetitive, che si imparano a memoria.
Riportiamo una preghiera che descrive un sentimento di arresa, di devozione e di consacrazione; un esempio di una prima preghiera spontanea.

"Signore Gesù, mi abbandono oggi a te con tutto il mio cuore e con tutta la mia anima.
Per favore entra dentro il mio cuore con grande potenza e forza.
Oggi ti voglio dire "Si" con tutto il cuore.
Voglio aprire tutto il mio cuore e invitarti ad entrare dentro di me, affinché tu possa visitare i luoghi segreti del mio cuore.


Desidero che tu sii il Signore di tutta la mia vita.
Io credo in te e ti accolgo come mio Signore e Salvatore.
Voglio con tutte le mie forze realizzare una conversione profonda e fare solo la tua volontà.
Non voglio trattenere niente di mio.

Io mi abbandono completamente a te e ti voglio consegnare: la mia vita, i miei progetti, le mie vedute, la mia salute, la mia famiglia, le mie risorse, il mio lavoro, le mie relazioni e il mio tempo.
Confesso i miei peccati a te: egoismo, infedeltà, ipocrisia, avarizia, uso di cattive parole, mancanza di amore... e, in particolare, di avere trascurato la tua Grazia.
Io rinuncio a queste cose consegnandoli a te, insieme alla mia vita.

Ti porto le mie debolezze, i miei insuccessi, le mie delusioni, le mie emozioni, i miei timori, le mie insicurezze, le mie incertezze, il mio passato, il mio presente e il mio futuro.
Voglio essere tuo nella malattia e nella salute, nella morte e nella vita.
Signore, sono stato, per tutto questo tempo, lontano da te, ma ora voglio stare vicino a te; voglio essere tuo.

Tu hai dato la tua vita per me, adesso voglio dare tutta la mia vita a te.
Dammi il tuo Amore e la tua Grazia, perché questo ormai conta più per me.
Amen".
Le scelte che si fanno, spesso influenzano tutta la vita, come la moglie, la casa, la suocera...
Gli uomini in tutte le loro scelte per le cose materiali, cercano sempre di preferire le cose più belle: la Miss più bella, la macchina più lussuosa, la casa più grande…
Mentre stranamente per le cose spirituali non scelgono affatto, o lasciano che altri scelgono per loro, come un lavaggio di cervello.
Raramente si sceglie la parte migliore: Gesù.

Nei versi biblici di Giovanni da 18:37 a 19:16, troviamo la prima scelta che fecero gli uomini: Barabba, invece di Gesù.
"Non si è liberi di scegliere!?", sentiamo spesso esclamare dalla gente.
Il problema è che le conseguenze delle scelte in campo spirituale non si vedono immediatamente.
Al limite rispondono che all'inferno si starà caldi, non si soffrirà il freddo, si giocherà a carte e vi saranno le donne più belle.

Nel nostro testo, troviamo Pilato che, nelle vesti di giudice, per ben tre volte dichiara l'innocenza di Gesù: "Io non trovo colpa in Lui".
Barabba invece era stato dichiarato colpevole, era un ladro e un omicida.
Ma il popolo lo scelse lo stesso.

Di Gesù sta scritto che andava attorno, attorno facendo del bene, guariva gli ammalati, sfamava i poveri, annunziava la Buona Novella.
Barabba invece, rubava e uccideva, eppure fu scelto al posto del Santo.
Perché questa assurdità?
Perché la luce splende nelle tenebre (Giovanni 1:5).

Alla luce della santità di Dio gli uomini sono riprovati, in compagnia di Barabba invece stanno bene.
Barabba vuol dire: figlio di un padre.
Quindi gli uomini scelsero il figlio di un padre umano al posto del Figlio di Dio.
Il giudice Pilato dopo aver costatato che Gesù era senza colpa, in contraddizione con se stesso e con la giustizia che rappresenta, sceglie di fare flagellare Gesù.

Dopo la flagellazione, la corona di spine, lo scherno, gli schiaffi e gli sputi, Pilato esclama: "Ecco l'uomo!", facendolo condurre fuori.
Forse voleva dire: "É questo l’uomo che dovete scegliere, non Barabba!".
Lì vi erano migliaia di uomini che gridavano: "Crocifiggilo, crocifiggilo!", e anche i soldati romani, uomini forti e armati di tutto punto e Pilato stesso, la più alta autorità.

Gesù veniva curvo, sofferente, con la corona di spine... non sembrava più un uomo.
Eppure lì in mezzo, Pilato sotto l'ispirazione divina, indicò un solo uomo: Gesù.
Se Gesù era l'uomo, gli altri cosa erano?

Il modello di uomo secondo la cultura umana sono gli uomini di grido, di successo, quelli che non perdono mai.
Il modello di uomo secondo Dio invece è Gesù.
Il Suo carattere rispecchia pienamente il frutto dello Spirito Santo: "Amore, gioia, pace..." (Galati 5:22).
I frutti della carne: "Fornicazioni, idolatria, stregonerie.."(Galati 5:19-21) degradano l'uomo; la sua dignità e lo scopo per cui è stato creato si perdono.

Facendo flagellare Gesù, Pilato sperava che alla vista di un uomo sofferente, come in effetti appariva, avrebbe impietosito il popolo e Lo avrebbe scelto.
Ma il popolo, senza pietà, Lo scelse per la croce.

Qual'era la colpa di Gesù?
Si dichiarava essere il Figlio di Dio!
Ma in che consiste questa colpa?
Se dico: "Io sono uno dei figli di Dio", tutto rimane nella normalità.
Ma dire: "Io sono il Figlio di Dio", equivale a dire: "Io sono Dio" (Giovanni 5:18; 10:33).

Ed è chiaro che Pilato, dopo questa affermazione, avesse più paura, ed era ancora più preoccupato che Gesù non gli rivolgeva più la parola.
Gesù aveva parlato e non era stato ascoltato, ma poi arriva il momento in cui non parla più.
Quando Gesù non parla più, la tragedia umana si compie.
La tradizione riferisce che Pilato, esiliato in Gallia, muore suicida.

E qui arriviamo alla seconda scelta degli uomini: dovevano scegliere tra un Re divino e uno umano.
Il re umano e pagano, Cesare, faceva pagare tasse salate al popolo, lo teneva schiavo, rubava le sue cose più belle, alla fine distrusse il suo tempio e lo disperse per il mondo.
Nonostante tutto, scelsero Cesare al posto del Re del Cielo, che portava amore, pace, liberazione e vita eterna.

In questo pezzo di storia terrena del Salvatore troviamo una terza scelta assurda degli uomini.
Negli evangeli ci viene descritto che gli scribi e i farisei con le loro menzogne, convinsero e incitarono la folla a scegliere Barabba: hanno scelto la menzogna invece della verità!
Allora Pilato, volendo soddisfare la folla, liberò Barabba e lavandosi le mani abbandonò Gesù alla loro volontà perché fosse crocifisso, e il popolo disse: "Il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli".

Ancora oggi, dopo 2.000 anni, costatiamo la cruda realtà di questa triste affermazione del popolo ebreo.
Ancora ieri su tutti i Tg del mondo si è visto per terra tanto sangue ebreo.
Alla fine, considerando l'insieme, possiamo dire che il dolore più grande per Gesù, non fu la flagellazione, i chiodi… ma il rifiuto di Lui.

Sappiamo, però, che tutto quanto non gli è sfuggito di mano, poiché Egli è sovrano.
Egli volontariamente si diede per il nostro riscatto, e c'è ancora posto al Calvario per trovare salvezza, gioia e vita eterna.
Scegli Gesù, la vita, e vivi!

Una Meditazione di Nicola Scorsone
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