Il Blog di Incontrare Gesù

Articoli di attualità, esperienze personali e meditazioni su argomenti etici morali, sulla fede cristiana e sulla religione in generale.

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“Amatevi gli uni agli altri come io ho amato voi” (Giovanni 15:12); “Quale merito avrete ad amare chi vi ama?” (Matteo 5:46).
In questi due brevi concetti dell’Evangelo, citati da nostro Signore Gesù Cristo, si racchiude, a tutto tondo, l’essenza e il pensiero della vera Cristianità.
Ma, per quanto questo pensiero possa sembrare semplice e naturale nella logica, con altrettanta difficoltà sembra essere difficile, talvolta impossibile, metterlo nella pratica di tutti i giorni, costruendoli come propria regola nella vita di tutti i giorni.
Neanche il sommo sacrificio costato la vita stessa al Redentore ci fa riflettere sull’importanza dell’amore verso il prossimo.
Ma poi inevitabilmente mi soffermo a delle riflessioni e mi pongo alcune domande, forse anche banali, alle quali non so trovare coscienziose risposte a rigor di logica.
Allora mi chiedo: "Perché si arriva quasi ad idolatrare calciatori stranieri? Perché beviamo con piacere bevande straniere? Perché ci vestiamo con abiti stranieri, come pure viaggiamo con auto straniere?".
E la lista potrebbe durare all’infinito.

Ma se poi incontriamo in strada un comune straniero, senza ne arte ne parte, che si ostina a volerci pulire il tergicristallo per sbarcare il suo triste lunario fuori patria, a quel punto l’amore, l’adorazione, la scelta dello straniero non cade più su di lui.
Gesù attraverso mille modi e maniere ci ha insegnato l’amore, quello vero, l’amore senza doppiezza d’animo, quell’amore disinteressato verso il prossimo, in breve, l’amore autentico, intoccabile.

Vivo in una grande città, dove quotidianamente assisto ad ogni tipo di bassezza del genere umano, come pure agli atti di grande misericordia della poca gente che, con grande dignità raccoglie la propria croce e in molti casi, come il fece il Cireneo nella Via Crucis, quella del SIGNORE GESU’.

Ciò che più mi sconvolge è l’indifferenza della gente verso il prossimo, i ciechi di spirito (e chi scrive è il più cieco tra tutti i ciechi), ma quando si arriverà a capire che soltanto decidendo di rimettere la propria vita nelle mani del SIGNORE possiamo salvare il nostro prossimo e noi stessi, soltanto allora, avremmo fatto tutto il necessario per quel che il Signore ci chiede: affidare le sorti del nostro cammino nella sua direzione; affinché la nostra anima sia pulita dalle zavorre che pesano sulle nostre coscienze.

Una Riflessione di Luca Pinna
«Chi ha potuto disprezzare il giorno delle piccole cose?» (Zaccaria 4:10). 
Quello che ai nostri occhi potrebbe sembrare insignificante, senza importanza, Dio invece ne tiene conto.
Sono le piccole cose, infatti, che determinano la qualità della nostra vita cristiana.

Le "piccole cose" caratterizzano la nostra quotidianità, la normalità della vita, ed è da qui che si devono manifestare tutte quelle virtù spirituali che ci rendono approvati da Dio.
A Dio non serve chiamarci a fare cose straordinarie per valutare la nostra fedeltà, la si evidenzierà proprio dalle "piccole cose"; ecco perché la ricompensa sarà sempre la stessa, come ci dice Gesù in Matteo 25:21-23.

Un esempio è stata la collaborazione di Aaronne e Hur verso Mosè nella battaglia contro Amalec.
La loro presenza inizialmente poteva sembrare di contorno, ma poi si rivelò determinante per la vittoria d'Israele, perché hanno sostenuto le braccia di Mosè, a prova della loro collaborazione nell'intercessione.

Possiamo anche dare il nostro contributo di aiuto spirituale semplicemente con la nostra presenza in circostanze difficili.
Attraverso il semplice sostegno della preghiera possiamo essere di aiuto nell'opera di Dio e nella società.
Anche la nostra semplice e pronta disponibilità a venire incontro ai bisogni degli altri potrebbe rivelarsi qualcosa di più di un piccolo aiuto.

Spesso si pensa che il massimo del servizio cristiano sia quello di stare dietro un pulpito e predicare la Parola; ma abbiamo molti esempi, nel Nuovo Testamento, di servizi apparenti meno importanti che hanno determinato l'avanzamento e la crescita della Chiesa; come quello di Stefano, Filippo, Febe, Tabita e altri ancora.

Vi è anche il "servizio della piccola testimonianza".
La ragazza descritta in 2 Re 5:1-4 ci è di esempio.
Non conosciamo il nome di questa ragazza, eppure la sua testimonianza fu fondamentale, non solo per la guarigione di Naaman, ma anche per la nazione d'Israele.

L'opera di Dio è sempre cresciuta grazie anche al contributo di tante piccole testimonianze.
Anche dietro una piccola testimonianza c'è amore per le anime, fedeltà a Dio, fiducia nella Parola di Dio, etc..

Vi sono anche le "piccole offerte", come quelle del ragazzo dei cinque pani e due pesci (Giovanni 6:9-11), o dell'obolo della vedova (Marco 12:41-44).

L'opera di Dio è sostenuta anche da tante "piccole offerte", che però non sono espressione di superfluo ma di generosità.
Infatti, le offerte, piccole e grandi, che Dio gradisce sono quelle fatte volentieri, con liberalità, con gioia, con zelo e secondo i propri mezzi.

Che Dio ci aiuti ad avere i giusti sentimenti anche nelle piccole cose.

Una Riflessione di Spiridione Strano

Una Poesia di Alfredo Reitano.

Non c'è cuore che non possa incontrarlo.
Il crudele centurione romano si lasciò cadere le armi
e si convertì;
l'imperatore, l'accettò come religione.

Una volta incontrato Gesù non puoi più tornare indietro,
la gioia che si riceve è immensa,
dobbiamo donarla,
dobbiamo dimostrarla.

Anche se siamo pecore fra lupi e le incomprensioni,
gli insuccessi sono tanti, anche se le lacerazioni,
dell'anima, talvolta sono  profonde,
la fede in Gesù ci da la forza di sopportarli;
lo spirito si rimargina;
nulla può farci male.

I martiri andarono incontro ogni supplizio,
non potevano rinnegare ciò che avevano provato,
incontrando Gesù;
la loro gioia era così immensa,
che che nessuna ferita,
per quanto dolorosa,
poteva scalfire la loro fede.

E allora lasciamo cadere le armi,
usciamo dalla trincea,
andiamo incontro al nostro fratello nemico,
abbracciamolo.

Propaghiamo le vibrazioni del nostro cuore,
affinché altri cuori possano toccare,
con mano, l’amore di Gesù.

Non stiamo rinchiusi nei nostri rifugi;
andiamo nelle piazze, nelle case,
nei cuori della gente, negli angoli più sperduti della terra,
anche lì dove c'è uno solo di noi,
portiamo la parola di Gesù.

Povero o ricco,
derelitto o  potente che sia,
tutti abbiamo bisogno di Gesù;
anche nei cuori più aridi può germogliare l'amore di Dio.

Tutti  devono provare questa forte emozione,
non ci sono emozioni più forti!
Pregiudizi, interessi, egoismo, perfidia, menzogna, indifferenza...
saranno sopraffatti.

Ovunque, nessuno si sentirà più solo;
nei momenti più difficili,
nessuno si sentirà più afflitto;
ci sarà Gesù nel nostro cuore,
ci sarà Gesù nel cuore della gente.

Allora, chiunque sarà un fratello accanto a te,
ovunque sarai amato,
tutti quanti gioiremo.

Accogliamo il messaggio di  Gesù,
in fondo, Lui vuole che tutti possano essere felici.
E'  Festa!
Cristo è tra di noi!
Non ci ha mai abbandonati!
Il peccato è una cosa che Dio non può tollerare; chi cammina col Signore odia il peccato, sempre più, in virtù del fatto che, per grazia Sua, abbiamo creduto in lui.
Lo Spirito Santo mette in noi la nuova vita e desideriamo con tutto il cuore non far soffrire il nostro caro Padre, che ha compiuto per noi la grande opera di salvezza tramite Gesù.
Questo tema è degno di essere approfondito, perché è molto importante per la nostra crescita spirituale.

Possiamo non avere la consapevolezza del peccato sino a quando Dio non risveglia la nostra coscienza, toccando il nostro cuore; Lui ci fa partecipe della Sua natura e della Sua vita divina, così che possiamo valutare la differenza tra il peccato e la santità, rendendoci coscienti delle conseguenze del peccato.
Allora nasce in noi un sincero desiderio di ravvedimento e di perdono.
Così incomincia a prendere valore, per noi, la Sua presenza, la lealtà, l'amore, l'ubbidienza..., perché incominciamo a scoprire il Suo cuore a livello spirituale.

Purtroppo oggi, anche negli ambienti religiosi, si parla poco di santità e di santificazione, addirittura alcuni cercano di coprire il peccato, sottovalutandolo.
In molti passi della Bibbia viene menzionato di non perseverare nel peccato, e questo è possibile a chi crede e persevera nella preghiera.

"Se diciamo di non aver peccato, lo facciamo bugiardo (Dio) e la Sua parola non è in noi", 1 Giovanni 1:10;
"Se diciamo di avere comunione con Lui (Dio), e camminiamo nelle tenebre, noi mentiamo e non mettiamo in pratica la verità", 1 Giovanni 1:6;
"Se voi sapete che Egli (Dio) è giusto, sappiate che chiunque pratica la giustizia è nato da lui", 1 Giovanni 2:29;
"... ma chi odia proprio fratello è nelle tenebre, cammina nelle tenebre e non sa dove va, perché le tenebre gli hanno accecato gli occhi", 1 Giovanni 2:11.

Lasciamoci avvolgere da tutta la Parola di Dio, non solo dai comandamenti che più ci fanno comodo, infatti "... tutta la Parola di Dio è utile ad insegnare, a correggere, a convincere, a istruire nella giustizia, affinché l'uomo di Dio sia completo, pienamente fornito per ogni opera buona", 2 Timoteo 3:16-17.
E' buono sapere dove si vuole andare e per quale motivo si intraprende un cammino spirituale, specialmente per quello con Cristo, e nello stesso tempo essere fiduciosi nelle Sue promesse; è buono anche non illuderci, sottovalutando questo aspetto molto importante per l'avanzamento del Regno di Dio nella nostra vita.

Una Meditazione di Patrizia Eydallin

Una Poesia di Alfredo Reitano.

Non c'è cuore che non possa

E' vicino, è nel nostro cuore;
il più delle volte relegato in un infinitesimale angolo nel nostro cuore,
smarrito nei  pensieri del nostro misero essere umano.

Bisogna accostarsi, tenerlo  vicino,
e a volte anche all'improvviso vedrai che, prima o poi,
si sprigionerà tutto l'amore che c'è in lui.

Tutto il vigore, l'energia la forza;
il nostro cuore non basta più a contenere tutto ciò,
lo devi trasmettere.

E' qualcosa più grande di noi,
la gioia è tanta non puoi pretendere o chiedere altro.

Tutti prima o poi devono incontrare Gesù;
allora, il dolore scompare, l'odio, la rabbia svaniscono.

Non bisogna fare grandi sacrifici, o superare prove impossibili;
li fai o li affronti ma non te ne rendi nemmeno conto.

La gioia della fede in Gesù e l'amore verso ogni essere umano,
ci appagano più di ogni altra cosa,
vera energia della vita e dell'anima.

Non sei più su una piccola barca nel mare in tempesta,
hai raggiunto la meta del tuo viaggio.
Certo, il nuovo anno ci proietta nel futuro, ma è indispensabile nel presente fare un bilancio di quelli passati.
Per le cose materiali c'è la naturale tendenza a migliorare: con una cassaforte sempre più grande, una casa più confortevole ecc...
Quanti nuovi anni abbiamo trascorso in questa ottica?
Per le cose spirituali ed eterne invece ci si lascia trascinare e ci si lascia vivere nella routine religiosa, filosofica, atea, o altro; anno dopo anno senza badarci più di tanto.

Un giorno mi trovai a fare dei conti spirituali con due nonnine che tornavano dalla messa.
Domandai loro: "Quando una persona ammalata fa una cura, che risultato si aspetta?".
"Che guarisca!", risposero.
"E se non funziona", replicai.
"Beh!, allora la si cambia con un'altra e la precedente si butta nella spazzatura".
"Voi", ripresi, "spiritualmente per la vostra vita avete fatto tutta la cura che c'era da fare: vi siete battezzate, avete fatto la comunione, la cresima, vi siete sposate religiosamente, avete seguito tutte le messe, il rosario l'avete recitato centinaia di volte ecc... ecc...".

A questo punto mi fermai e domandai: "Quanti anni avete? Da quanti anni fate questa cura?".
Una disse che aveva 75 anni e l'altra 80.
"Allora ditemi", ripresi, "dopo 75 e 80 anni, che certezze avete? Con la vostra malattia (il peccato) a che punto siete? Siete state guarite? Cioè siete state salvate? Avete la Vita eterna? Avete la certezza di andare in Paradiso?".
Ambedue alzarono le spalle in segno d'incertezza.
"Allora", dissi, "questa cura non funziona, è meglio buttarla; che senso ha continuare per altri 80 anni in questa situazione?".

Noi vogliamo ribadire con forza che c'è una soluzione, da 2.000 anni.
Non è una medicina, non è una religione, non è una magia, è una persona e si chiama GESÙ.
Un giorno dei sacerdoti dissero a Gesù: "Perché mangiate e bevete con i peccatori?".
Gesù rispose loro: "Non sono i sani che hanno bisogno del medico, bensì i malati.
Io non sono venuto a chiamare dei giusti, ma dei peccatori a ravvedimento" (Luca 5:30-32).

Un'altra volta, in sintesi, gli dissero: "Noi stiamo benissimo, ci vediamo bene, non siamo ciechi".
Gesù rispose loro: "Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite che ci vedete, il vostro peccato rimane" (Giovanni 9:35-41).
La medicina giusta: "...il sangue di Gesù, Figlio di Dio, ci purifica da ogni peccato" (1 Giovanni 1:7-9).
Continuerai in questo Nuovo Anno a vivere nel tuo stato di perdizione?
O sceglierai oggi il vero Dottore con la vera medicina?

Una Riflessione di Nicola Scorsone
Hai sentito dell’orologio che ha avuto un esaurimento nervoso? 
Un giorno incominciò a pensare a quanto avrebbe dovuto ticchettare durante l’anno successivo. 
Calcolando due ticchettii al secondo, 120 al minuto, 7200 all'ora, 172.800 al giorno e 1.209.600 ogni settimana, l'orologio si rese subito conto che per i 12 mesi successivi avrebbe dovuto ticchettare quasi 63 milioni di volte... 

Più ci pensava e più diveniva ansioso. 
Alla fine la pressione fu troppa e l’orologio ebbe un esaurimento nervoso. 
Allo psichiatra confidò di non avere la forza di ticchettare tanto. 
Il medico chiese: “Ma quanti ticchettii devi fare alla volta?”. 
L’orologio rispose: “Soltanto uno”. 
“Bene, allora fanne uno alla volta e non ti preoccupare di quello seguente”, consigliò il medico, “sono sicuro che te la caverai bene". 
L’orologio fece proprio così... e continuò la sua vita felice e contento.


Anche tu a volte ti trovi di fronte a qualche problema che ti sembra insormontabile? 
Il peso che da tanto tempo stai portando ti appare troppo gravoso? 
Il futuro appare minaccioso? 
Getta il tuo peso sul Signore, chiedigli di aiutarti oggi. 
Come disse Gesù: “Non siate dunque in ansia per il domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. Basta a ciascun giorno il suo affanno” (Matteo 6:34). 
Prendi un ticchettio alla volta! 

Quando ogni preoccupazione viene portata a Dio con fede, non abbiamo più il terreno sul quale fondare le nostre ansietà. 
In questo anno che si sta concludendo, come quello che comincia, forse come l’orologio depresso siamo passati e passeremo attraverso tante prove, ma eccoci ancora qui, vivi! (Lo dimostra il fatto che stai leggendo questo scritto). Una fortuna? 
No, un favore da parte di Dio, che concede ancora del tempo per riconciliarci con Lui.


Chi confida in Gesù ha messo il futuro nelle Sue mani e sa che, qualunque cosa accada, il suo Dio e Padre gli sarà al fianco per incoraggiarlo, aiutarlo, consolarlo... 
Sa che si avvicina sempre di più il momento in cui Gesù ritornerà per prendere tutti i Suoi e portarli alla presenza del Padre, dove la felicità è infinita ed eterna. 
Allora sì, veramente, “il meglio è davanti”.


Per chi non conosce ancora Gesù personalmente, incomincia un nuovo anno di opportunità... per farlo. 
Caro amico, se non hai certezze riguardo l'avvenire, se oggi sei dominato dalla paura, allora ti diciamo: "Vai ora a Gesù". 
Egli vuole trasformare il tuo duolo in gioia e riempire il tuo cuore del Suo amore e della Sua pace.


Una Meditazione di Andrea Scorsone

Una Poesia di Rosaria Schimmenti.

Il Figlio di Dio, Gesù era il cuore del Padre, e ci e stato donato. 
A sua volta il Padre dimorava nel cuore del Figlio,
e ci e stato rivelato.
Sono venuti sulla terra per soccorrerla, illuminarla,
ed indicare il sentiero della vita.

Dio ha donato il suo cuore al mondo: il Figlio,
e noi dobbiamo donare il cuore a Dio,
che è nostro Padre,
affinché si realizzi comunione ed unità,
che è necessaria per sconfiggere ogni sorta di sofferenza e mortalità.

Questa è la verità e la via della vita,
che fa sbocciare i fiori della salute e della sicurezza.

Non vi sarà più il debole, perché è rafforzato.
Non esisterà più l’afflitto, perché è consolato.
Non vi sarà più il malato, perché è sanato.
Ed il miracolo della gioia  della vita  si è realizzato,
perché abbiamo accolto il dono di Dio: Gesù,
nel nostro cuore,
nelle nostre case,
nelle nostre famiglie.
Uniamoci al coro degli angeli e cantiamo:

“GLORIA A DIO NELL'ALTO DEI CIELI”

Perché la sua volontà si compia anche sulla terra,
e tutti gli uomini di buona volontà costruiranno sulle fondamenta di Cristo,
e la pace si propagherà nel mondo intero.
Così sia!
(Apocalisse 21:3-7)
E’ risaputo che Gesù non nacque il 25 dicembre.
Questa data fu scelta dalla Chiesa in Occidente, perché era già una festività pagana.
Il 25 dicembre ricorreva la festa romana Dies Natalis Invicti Solis del compleanno del sole "non conquistato dalle tenebre", che al solstizio invernale iniziava a prolungare la luce del giorno.
Prima del 336 d.C., non potendo estirpare questa festività pagana, la Chiesa di Roma la spiritualizzò come festa della natività "del Sole di giustizia sorto a Betlemme".

Ma allora quando nacque Gesù? Che indicazioni ci dà la Scrittura?
Elisabetta rimane incinta quando il marito Zaccaria, levita del turno di Abija, serviva al Tempio (Luca 1:5-25).
C’erano 24 famiglie di Leviti che servivano a turno nel Tempio, due ogni mese: Abija era nell’ottavo turno (1 Cronache 24:10).
L’anno religioso Ebraico inizia il primo giorno del mese di Nisan (Marzo-Aprile), (Esodo 12:2-6), "il primo dei mesi", il mese della Pesah, la Pasqua (il 15° giorno).
Quindi il turno di Zaccaria discendente della famiglia di Abija era nel mese di Tammuz (Giugno-Luglio), (l’anno civile Ebraico inizia il primo giorno di Tishri (Settembre-Ottobre), con la festa di Rosh Hashanah - Capodanno).

Maria andò a fare visita ad Elisabetta sua parente incinta di sei mesi, mentre lei rimase incinta in quei giorni (Luca 1:26-45), cioè tra la fine del mese di Kislev (Dicembre) e l’inizio del mese di Tevet (Dicembre-Gennaio).
Giovanni il battista, cugino di Gesù, nacque nel mese di Nisan (Marzo-Aprile) mentre Gesù, molto probabilmente, nacque sei mesi dopo, nel mese di Tishri (Settembre-Ottobre).

Poiché Dio non ha stabilito le Feste Ebraiche a caso, ma le ha collegate ad uno specifico evento significativo per la salvezza dell’umanità (la Pasqua = morte e risurrezione di Gesù; la Pentecoste = discesa dello Spirito Santo) è molto probabile che Gesù, essendo nato nel mese di Settembre, sia nato durante la Festa dei Tabernacoli, magari nel settimo e più importante giorno della Festa, chiamato "Hoshana Raba" o "il Grande Osanna" (Salmi 118:25).

Sia nella Bibbia che negli scritti rabbinici la Festa dei Tabernacoli simboleggia i giorni del Messia: "Quel giorno io rialzerò la capanna (tabernacolo, tenda) di Davide che è caduta" (Amos 9:11), vuol dire che la linea regale di Davide sarà ristabilita, che il Messia siederà sul trono di Davide e governerà la Terra con una verga di ferro.
"E la Parola (Gesù Cristo) è divenuta carne ed ha abitato (letteralmente dal greco: "ha abitato come in un tabernacolo" o "ha tabernacolato" o "ha abitato in un rifugio temporaneo") per un tempo fra di noi" (Giovanni 1:14); "Egli (Gesù) è lo splendore della Sua (di Dio) gloria" (Ebrei 1:3).

Nella carne di Gesù la gloria di Dio ha "tabernacolato" tra di noi.
Gesù fu concepito a Dicembre, ma nacque a Settembre; la Parola è diventata carne al momento del suo concepimento non alla sua nascita.
La Chiesa celebra la cosa sbagliata nel momento giusto.
Il 25 Dicembre si festeggia la nascita di Gesù nel tempo in cui invece si dovrebbe festeggiare il suo concepimento, la Parola che diventa carne.

Uno studio di Corrado Maggia
L'arte del vasaio è una delle più antiche del mondo, e i suoi metodi, con il passare del tempo, sono cambiati assai poco.
Il profeta Geremia, come del resto Isaia, ne fanno accenno (Geremia 18:1-4).
Mentre il profeta stava osservando, il vasaio prese un pezzo di argilla bagnata da una zolla che stava al suo fianco, la mise sulla ruota ed iniziò a plasmarla secondo la foggia che aveva in mente.
Mentre la completava, l'argilla prendeva forma sotto le sue mani, alcune parti cadevano per terra ed altre sulla ruota.
Con grande sorpresa di Geremia, il vasaio non gettava via i frammenti di argilla, ma li raccoglieva e li trasformava nuovamente in un altro vaso.
Il concetto di Low Cost (basso costo) è ormai noto alla pubblica opinione. 
Inizialmente fu usato per definire quelle compagnie aeree che, abbattendo tutti i costi superflui e riducendo i servizi, erano in grado di vendere biglietti a prezzi molto bassi.
In seguito, il concetto di Low Cost è stato applicato a una miriade di beni e servizi (dagli alberghi, agli abiti, alle autovetture e perfino a computer e telefonini).
L'idea, vecchia come il mondo, è quella di soddisfare il desiderio del compratore di ottenere il massimo col minimo sforzo.
Come ci insegna la cronaca, non sempre il Low Cost lascia i clienti soddisfatti e non sempre questo business porta profitti.

Nel campo morale e spirituale l'idea di avere senza pagare o di abbassare il prezzo causa molte amarezze e dolori, allontanando le persone dalla Grazia e dalla benedizione di Dio.
Per esempio, l'arresa e, di conseguenza, il servizio a Dio NON può essere Low Cost.
". ..io non offrirò al Signore ciò che è tuo, ne offrirò un olocausto che non mi costi nulla" (1° Cronache 21:24).

A proposito dell'essere Suoi discepoli, Gesù un giorno disse: "Chi di voi, infatti, volendo costruire una torre, non si siede prima a calcolare la spesa per vedere se ha abbastanza per poterla finire?" (Luca 14:28).
Quanta gente oggi pensa di poter dire "Signore, Signore. ..", e poi vivere la propria vita ignorando i costi di una tale dichiarazione?

Essere discepoli di Cristo non è semplicemente una questione di etichetta o di sentimenti; è qualcosa di più concreto, definitivo e totalizzante: "Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, e la moglie, i fratelli, le sorelle e persino la sua propri vita, non può essere mio discepolo; e chi non porta la sua croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo" (Luca 14:26-27).

Qui non si parla di opere meritorie, ne di acquisire un qualche vanto agli occhi di Dio, è qualcosa di diverso; significa sapere che seguire Cristo ha un costo, che non è per nulla "Iow".
Molti cristiani sono disposti a dare a Cristo soltanto briciole del loro tempo, delle loro forze, dei loro desideri e dei loro pensieri; essi dimenticano (talvolta volontariamente) che seguire Gesù significa tagliare certi ponti, rinunziare a certe cose per sempre, apprezzando il valore della chiamata ricevuta.

Ascoltiamo l'Apostolo Paolo: "Ma ciò che per me era un guadagno, l'ho considerato come un danno, a causa di Cristo; anzi, a dire il vero, ritengo che ogni cosa sia un danno di fronte all'eccellenza della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore, per il quale ho rinunciato a tutto. 
Io considero queste cose come tanta spazzatura, alfine di guadagnare Cristo!" (Filippesi 3:7- 8).
Signore aiutaci!

Dovunque siamo e dovunque andremo, nei giorni a venire, non lasciamoci trarre in inganno dalla mentalità del Low Cost nelle cose vere ed eterne della vita.
Siamo saggi!
Impariamo a riconoscere la tentazione e a rifiutare il peccato, perché, altrimenti cedendovi, pagheremo costi altissimi.

Apprezziamo il grande valore del sacrificio di Cristo per goderne, mediante la fede, gli effetti e per odiare il male e il peccato!
Dedichiamoci a Cristo e al Suo servizio, costi quel che costi, non ci rimetteremo mai, perché il nostro Signore è "... ricco verso tutti quelli che lo invocano" (Romani 10:12).

Una Meditazione di Aniello Esposito
Vangelo di Giovanni 3:1-5 
"Se vuoi essere salvata e andare in paradiso devi nascere di nuovo!". 
Questo mi disse mia mamma già "convertita", quando io le dissi che credevo in Dio, ma che, secondo me, ogni religione andava bene a Lui; purché la persona fosse sincera e non facesse del male al prossimo.
Quante volte ho sentito queste frasi anche da altre persone!
Ed esse credono di essere nel giusto!
Le religioni sono ormai tantissime, come sono tantissimi i modi di pensare; l'Ecumenismo è dilagante, perché fa moda il buonismo a tutti i costi, e se non si pensa come la massa si è fanatici!

Voglio farmi (e farvi) una domanda: "Ma Dio cosa ne pensa? Siamo sicuri che il nostro modo di agire e di pensare gli piaccia?".
Volutamente ho inserito in questo mio scritto, più volte, la parola pensare, perché, purtroppo, ci facciamo condizionare da quello che pensano gli altri e ci costruiamo un credo basato solamente sul sentito dire e non su una propria meditazione e ricerca.

Voglio raccontarvi cosa disse Gesù, il Figlio Dio ad un maestro della Legge di allora, che lo aveva interpellato circa i miracoli che lui compiva: "Rabbi noi sappiamo che tu sei un dottore venuto da Dio, perché nessuno può fare questi miracoli che tu fai se Dio non è con Lui". 
Gesù rispose a Nicodemo: "In verità, in verità ti dico se uno non nasce di nuovo non può vedere il regno di Dio". 
Nicodemo meravigliato risponde: "Come può un uomo rinascere quando è già vecchio? Può egli entrare una seconda volta nel grembo di sua madre?". 
Gesù rispose: "In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di acqua e di Spirito non può entrare nel regno di Dio".

Gesù per la seconda volta ha parlato della Nuova Nascita come della cosa più importante per un uomo; spiega ad un uomo istruito nella Legge, un fariseo, cosa si deve fare per ottenere la Salvezza eterna, e ripete due volte "Acqua e Spirito", dove Acqua è la Parola di Dio e Spirito è lo Spirito Santo, e sono le sole "cose" che permettono a colui che crede di entrare nel Regno di Dio ed essere salvato.

Ma cos'è, effettivamente, questa Nuova Nascita, e come si può essere salvati?
Molte persone sulla terra, o in Italia, dicono di leggere i Vangeli e di conoscere Gesù, ma come Nicodemo non riescono a capire questo passo del Vangelo di Giovanni, dando mille spiegazioni, ma nessuna è convincente.
Come quel dottore della Legge, pensano di sapere, ma non riescono a penetrare nella Scrittura, perché per farlo ci vuole l'aiuto dello Spirito Santo, il quale apre il cuore e la mente.

Ma con l'aiuto dello Spirito Santo ci rivolgiamo umilmente a Gesù riconoscendo che siamo peccatori, perciò bisognosi di perdono, di conseguenza crediamo con tutto il nostro cuore che Gesù è il Signore (cioè Dio che salva), e con la nostra bocca facciamo pubblica dichiarazione: questa è la Salvezza.(Romani 10:9).

Dopo aver fatto questo, avremo la testimonianza interiore (naturalmente avvallata dalle Sacre Scritture) che il nostro spirito è stato vivificato direttamente da Dio, e che siamo divenute nuove creature.
Questo è quello che pensa Dio.
Lui vorrebbe che tutti la pensassimo così, come Lui, che lo accettassimo nel nostro cuore per diventare suoi figli.
Vuoi farlo anche tu?

Una Riflessione di Monica Origano

C’è una grande ricerca e una aspettativa solo per i miracoli fisici, anche se alla fine, il corpo andrà sempre alla polvere; nessun interesse, invece, per quello più importante ed eterno: la salvezza dell’anima, che è eterna.
Gesù, e solo Lui, può farlo; fa grazia e guarisce il corpo, ma Egli però è venuto principalmente per salvare l’uomo dal cancro del peccato.
“Io sono venuto” disse Gesù, “ perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza” (Giovanni 10:10); sia quella fisica che quella spirituale ed eterna.
Quanto è il suo costo? Il cielo è gratuito o niente! La vita eterna è gratuita o niente!
A noi non costa nulla, ma Gesù ha pagato duramente il nostro debito in croce, per questo Dio Padre, che ti ha tanto amato da far morire il Suo unico Figlio al posto tuo, fa dichiarare solennemente nella Bibbia: “Come scamperemo noi se trascuriamo una così grande salvezza?” (Ebrei 2:3).
Desidera, cerca, chiedi la salvezza dell’anima, ed Egli non mancherà di benedire anche la tua vita fisica.
La Bibbia si conclude con un bel desiderio di Dio per te: “La grazia del Signore Gesù sia con tutti voi” (Apocalisse 22:21).
Che anche il tuo più grande desiderio sia per Lui.

Una Riflessione di Nicola Scorsone












Una poesia di Rosaria Schimmenti.

Amare la vita, e tutto ciò che è bello.

Arricchire i nostri occhi, alimentare la nostra mente con i doni del creato,
che  rivelano amore e generosità,
e a sua volta ci trasmettono gioia e serenità.

Amare i  fiori,
con la varietà dei colori e i suoi profumi soavi.

Amare il mare con le sue onde spumeggiante,
che ci alimenta dell’ossigeno e dello iodio in ogni istante.

Amare il cielo azzurro e limpido,
che rispecchia la purezza del Creatore,
e  il sole che ci dona luce, vita e calore, arricchendoci  di bellezza e di splendore.

Amare i prati verdi, i ruscelli, i fiumi, i laghi, le montagne e le colline,
che sembrano dirci: noi  viviamo ed esistiamo per rendervi felici.

Amare la varietà delle creature volatili del cielo e tutti  gli animali dei campi,
che con la loro bellezza e i  cuccioli giocherelloni ci rallegrano, trasmettendoci gioia e tenerezza.

E che dire ancora degli altri buoni doni e talenti con cui  Dio ha arricchito l’uomo?
Della buona musica, l’arte, la varietà delle razze, costumi e il dono di procreare?
Le coppie di fidanzati che si amano, si sposano e formano  famiglie?
La bellezza dei  bambini, con i loro sorrisi dolci e genuini che sensibilizzano i nostri cuori?

Questi e altri buoni doni, Dio ci ha donato come alimento di vita,
per incamminarci nel suo sentiero e poter ottenere anche noi un'esistenza infinita.

La personalità e il carattere del Creatore è evidente.
Egli è luce, gioia, bellezza, generosità e amore,
per questo è vitale è immortale.

A noi sue creature, ci ha anche donato un'anima, il Signore,
ci ha donato un cuore, ci ha donato dei sentimenti,
per esprimere la pace e il suo divino amore.

Assimilare la Sua personalità è necessario,
per sconfigge sofferenza e mortalità,
infatti è il primo comandamento datoci da Gesù,
il secondo comandamento è simile: ama il prossimo tuo come te stesso,
che sono doti e qualità del Divino.

Apriamo la finestra del nostro cuore
e lasciamo entrare il sole della bellezza, della gioia,
e dell’amore del nostro Divin Signore.
Da quel lontano primo festeggiamento della Pasqua cristiana ne abbiamo fatta di strada. 
In verità pero, anche se sono passati meno di 2.000 anni dalla morte di Gesù, le feste pasquali festeggiate sono molte di più di 2.000: sin dalla prima, festeggiata con Gesù stesso e nel modo come Lui la istituita, ad oggi, ne saranno passate circa 104.364. Se calcoliamo poi che i primi discepoli spesso la festeggiavano quasi ogni giorno, arriveremo ad un numero ancor più alto.
Il fulcro di questa festività è il ricordare la morte e la resurrezione di Gesù per la salvezza di un’umanità perduta.
Gesù insegnò ai suoi discepoli di mantenere vivo questo ricordo in adorazione e ringraziamento, prendendo il pane e il vino, rappresentazioni del Suo corpo straziato sulla croce e del sangue versato.

“Mentre mangiavano, Gesù prese del pane e, dopo aver detto la benedizione, lo ruppe e lo diede ai suoi discepoli dicendo: «Prendete, mangiate, questo è il mio corpo». Poi, preso un calice e rese grazie, lo diede loro, dicendo: «Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue, il sangue del patto, il quale è sparso per molti per il perdono dei peccati. Vi dico che da ora in poi non berrò più di questo frutto della vigna, fino al giorno che lo berrò nuovo con voi nel regno del Padre mio»” (Matteo 26:26-29).
Nel corso dei secoli però, mentre Gesù insegno che i credenti dovevano prenderne tutti, si arrivò che il vino lo beve solo il clero, e i fedeli prendono solo una specie di pane.
Altri, invece, riservano i simboli del pane e del vino soltanto ad una casta speciale di 144.000 uomini, mentre tutti gli altri se li fanno passare davanti non prendendone parte.

I gesti così semplici e gli insegnamenti così chiari di Gesù sono purtroppo stati resi tanto irraggiungibili e complicati.
Nel prendere questi simboli, diciamo al Padre con sospiri ineffabili per mezzo dello Spirito Santo: “Grazie che ci hai salvati, dal giudizio, dalla morte e dall'inferno, per mezzo del sacrificio del Tuo unico Figlio Gesù”.
Pasqua, infatti, vuol dire “Passaggio”: il passaggio dalla morte spirituale alla resurrezione con Gesù.
Se non si è stati realmente salvati, con la conseguente certezza del Paradiso, diventa un rito senza valore.

Un altro bel significato della Pasqua è il seguente: “Poiché ogni volta che mangiate questo pane e bevete da questo calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga” (1 Corinzi 11:26).
L’annuncio dell'imminente ritorno di Gesù, quando, come disse Lui stesso, berremo di nuovo insieme il frutto della vigna nel regno del Padre Suo.
Senza la piena consapevolezza di esserci quel giorno - o peggio ancora di non credere al Suo ritorno - rimane solo una funzione senza vita.
Il ladrone in croce dopo la sua morte festeggiò la sua prima Pasqua col vivente Salvatore in Paradiso.
Presto a quella Pasqua celeste ed eterna ci saremo pure noi.
Ci sarai anche tu?
Questo è il nostro migliore augurio dal cuore.
Buona Pasqua con Gesù!

Una meditazione di Nicola Scorsone
La passione di nostro Signore Gesù Cristo è un sacrificio prezioso offerto da Dio in nostro favore.
Prima che Gesù desse la vita fisica vi è stato il dono interiore, infine ha dato il suo corpo adempiendo la Legge divina del donarsi per la salvezza del prossimo.
Le sue ultime parole “TUTTO E’ COMPIUTO”, confermano un amore completo da parte di Dio Padre e di Gesù Cristo, in armonia con la legge universale, che ci insegna che ogni essere vivente deve esistere per il bene comune, fino a donarsi.
Ed è stato proprio questo donarsi a manifestare la risurrezione ad una nuova vita immortale.
Cristo non è morto perché continuassimo a peccare, ma perché smettessimo di seguire le nostre vie e seguissimo le Sue, se vogliamo ereditare la vera vita.

La Vita eterna è un dono gratuito di Dio, ma noi dobbiamo "collaborare" con Lui, dobbiamo rispondere al Suo gesto d'amore.
Gesù stesso dice: “Non chiunque mi dice "Signore, Signore" entrerà nel Regno dei cieli, ma chi avrà fatto la volontà del Padre mio che è nei cieli” (Matteo 7:21-23).
La fedeltà alla Legge del Signore porta benedizione, ma è rigida, esige l’amore, l’unione e l’armonia, mentre se la si profana si subiranno serie conseguenze, perché Essa non tollera la trasgressione e si difende eliminando il male (Deuteronomio cap.28).
Dio per primo è stato fedele alla sua legge venendoci in soccorso tramite il Figlio.
E Gesù, a sua volta, l’ha adempiuta, sottomettendosi alla volontà del Padre, fino a donarsi per noi, insegnandoci l’amore e l’unione.

Se non realizziamo questo non usciremo mai dal tunnel della sofferenza e della mortalità.
La Parola di Dio ci dice anche che per l’espiazione delle trasgressioni è richiesto il sangue (Ebrei 9:22); infatti il popolo di Dio per espiare i propri peccati offriva sacrifici di animali.
Con la venuta di Cristo e stata abolita la Vecchia alleanza e si è entrati nella Nuova, tramite il sangue di Cristo.
Questo da inizio alla preparazione della restaurazione di cui hanno parlano tutti i profeti.
Per primo vi è stato il sacrificio del Figlio di Dio, che trae a se, con la risurrezione, il nuovo popolo eletto, che deve regnare in futuro con Lui; e da questo, l’invito a usufruire del sangue di Gesù per il perdono dei peccati e a seguire il suo insegnamento, che è per tutte le genti.

Dal momento che Gesù Cristo ha offerto il suo sangue per redimerci, proponendoci questa Nuova alleanza, viene richiesto da parte nostra una prova di accettazione, confidando in Cristo e accettarlo come nostro Signore, Salvatore e Maestro, seguendo il suo insegnamento; diversamente, il suo sangue non ha valore, confermandoci la condanna di morte eterna per le nostre trasgressioni.
Gesù è venuto anche per radunare i figli di Dio dispersi, ci ha insegnato l’unità con Dio e fra di noi.
Noi siamo stati portati all'esistenza per far parte di un corpo unito; questa verità è una legge eterna che vi è in ogni realtà creata, a partire dal nostro organismo all'atomo, il quale è composto di tante particelle unite, e questo, a sua volta, è unito ad altri formando atri organismi più grandi, e così via.

Questo è il principio della creazione divina: l’Unione.
Quindi affinché ogni cosa si armonizzasse, protendendosi verso la perfezione, il Signore Gesù si è impegnato, e ci ha insegnato, affinché si realizzi questa Unione, la quale fa anche parte delle fondamenta della Legge di Dio, portando armonia, pace e vita, e il tutto, collegato con lo Spirito Santo, che procede da Dio, avendo come risultato vita alla creazione: uomo, piante, animali.

Una Riflessione di Rosaria Schimmenti

Ci poniamo delle domande: "In noi, come nel mondo, Dio è presente o è assente? La Sua pace, il Suo amore, le Sue leggi dimorano in noi? Nelle nostre famiglie? Nelle nostre case? Nelle nostre città?
O stiamo correndo in cerca di benessere, pace e felicità senza la bussola dei Suoi comandamenti? (Proverbi capitolo 3).
Non possiamo risolvere i problemi che ci affliggono se non usiamo la chiara e sicura bussola morale che Dio ci ha fornito tramite la Sua parola.
Il peccato non da mai felicità, la malvagità non da mai felicità, la trasgressione non da mai felicità, perché violiamo la sacra Legge di Dio che governa tutta la creazione; ed essendo noi parte di questa ne siamo coinvolti.

Noi uomini siamo stati creati per vivere nella legalità, nella rettitudine e nel rispetto reciproco, per custodire e far moltiplicare i doni che Dio ci ha elargito.
La prova tangibile del nostro bisogno di bene viene evidenziato nella nostra vita quando abbiamo veri amici e buoni rapporti con il prossimo; siamo più sereni e felici, perché il bene è l'alimento principale di cui abbiamo bisogno, e quindi dobbiamo fare del nostro meglio per realizzarlo, per stare bene con noi e con quelli che ci circondano.
Gesù, riguardo a questo, ha detto: “IO SONO IL PANE DELLA VITA... CHI BEVE L’ACQUA CHE IO GLI DARO’ NON AVRA’ PIU’ SETE”.
Dio, nel corso della storia umana, ha inviato i Suoi profeti, alla fine ha mandato Suo Figlio per istruirci.

Nell'occasione della trasfigurazione di Gesù, il Padre ha parlato direttamente dal Cielo.
Abbiamo dei testimoni a riguardo, i tre Apostoli: Pietro, Giacomo e Giovanni.
Questi sono stati invitati da Gesù a salire con lui sul monte, e lì apparvero Mosè ed Elia, i quali parlarono con il Signore, essendo avvolti da una luce incandescente; e udirono una voce dal Cielo che diceva: “QUESTO E’ IL MIO FIGLIO DILETTO, ASCOLTATELO!” (Luca 9:35).
E' una questione di vita o di morte per noi ascoltare e fare nostro l’insegnamento del Figlio di Dio.
Gesù ci ha indicato la Via percorrendola Lui per primo; adempiendo la Legge d'amore ha superato la morte, perché ha vinto il male con il bene; risorgendo immortale ci ha indicato il sentiero da seguire per poter ottenere anche noi la Vita eterna.

Come vediamo, non si tratta di appartenere ad una religione senza vivere il Vangelo!
La vita, che Dio ci offre in Cristo, o si accetta, o si rifiuta, non vi sono vie di mezzo.
Per chi ama il bene questa è una Buona notizia che procura gioia, pace è felicità.
Il soccorso e l’amore di Dio, quando viene accettato, ci apre la porta a una nuova vita da figli di Dio anche qui sulla terra.
Gli Apostoli e altri fedeli sono morti da martiri per difendere questa verità e trasmetterla a noi, hanno preferito morire che rinunciare alla Vita eterna donata dal Messia.

Una Riflessione di Rosaria Schimmenti

Carissimo,
può darsi che tu non mi conosca, però io ti conosco bene:
so quando ti siedi e quando ti alzi;
io intendo il tuo pensiero da lontano.
Tutto ciò che fai è da me conosciuto,
perfino i capelli del tuo capo sono tutti contati, perché sei stato creato a mia immagine.
La tua vita è nascosta in me, tu vivi e ti muovi in me.
Io ti ho procreato, non sei nato per sbaglio.
Io ti ho formato nel ventre di tua madre,
e quando sei nato io ti ho dato un caldo benvenuto!

Non sono lontano da te;
non sono arrabbiato con te,
io sono l'Amore perfetto e desidero grandemente colmarti del mio immenso amore,
semplicemente perché sono tuo Padre e tu sei mio figlio.
Io ti dono molto più di quello che può darti un padre terrestre, perché io sono Padre perfetto.
Tutte le cose buone e perfette vengono dalla mia mano.

Io ti do ciò di cui hai bisogno.
Il mio piano per il tuo futuro è sempre pieno di speranza, perché ti amo di un amore eterno.
Lo sai che ti penso sempre?
Spesso canto un canto di gioia per te,
non mi fermo mai di cercare il tuo bene,
perché sei il mio tesoro prezioso.
Desidero anche rendere forte la tua fede,
mostrandoti cose ancora più grandi e meravigliose.

Se mi cerchi con tutto il tuo cuore, mi troverai.
Rallegrati in me e io esaudirò i desideri del tuo cuore,
anzi farò molto di più di quello che tu pensi e desideri!
Sono anche il Padre della consolazione e quando ti senti abbattuto,
io sono vicino a te per incoraggiarti.
Come un pastore porta la sua pecora in braccio, così io ti stringo al mio cuore.

Asciugherò tutte le tue lacrime e porterò via tutte le sofferenze e i dolori che hai subito nella tua vita.
Io sono tuo Padre e ti amo così tanto quanto amo mio Figlio, Gesù Cristo.
Guarda a lui e vedrai il mio amore per te; egli è l'immagine perfetta ed esatta di me.
Egli è venuto per mostrarti che io sono benevolo verso di te e non sono contro di te.
Non guardo più ai tuoi peccati, perché Gesù morì per perdonarti e liberarti.

Adesso tu ed io possiamo vivere insieme!
La morte di mio Figlio Gesù è stata la massima espressione del mio amore per te,
ho rinunciato a tutto ciò che mi era più caro per te.
Se accetti mio Figlio Gesù nel tuo cuore, e ti impegni a realizzare la mia volontà sulla terra,
un giorno faremo una grande festa in Cielo, tutti insieme.

A presto,
tuo Padre, Dio Onnipotente.
Tutti i cittadini di Sodoma e di Gomorra, vecchi e giovani, andarono a bussare a casa di Lot, chiedendo di avere relazione sessuale con i suoi ospiti (Genesi 19:4-8).
Lì, allora, era normale fare una richiesta del genere!
Immaginatevi qualcuno che viene a bussarvi e vi chieda di poter avere rapporti sessuali con un vostro ospite, immediatamente chiedereste l’intervento dei Carabinieri o della Polizia; ma a Sodoma era legale, tanto che Lot offrì le sue figliuole in cambio, pur di salvare gli ospiti.

Nell’esercizio del nostro mandato di evangelizzazione si riscontrano spesso persone che si sono avvicinate a noi con situazioni familiari precarie, a volte promiscue, senza esserci mai stato nessun cenno di autocritica o ravvedimento.
La chiesa ufficiale, apertamente è contraria al divorzio, ma prevede un’escamotage: l’annullamento tramite il ricorso alla Sacra Rota.
Un mio amico, ha avuto annullato il matrimonio dopo undici anni, con un figlio di dieci anni, per potersi risposare in Chiesa Cattolica con l’amante vent’anni più piccola di lui.
Occhio di popolo? O pretendere di portare la benedizione di Dio nella propria vita?

Qualche anno fa hanno fondato in Olanda il partito dei pedofili; in Italia sono stati eletti a governare regioni e comuni omosessuali e transessuali.
In Italia è legale eleggere qualcuno dal sesso indefinibile; sarà tra poco possibile legalizzare anche il comportamento dei pedofili, per adeguarci agli altri Paesi europei?
Quel bussare all’uscio di Lot fu l’ultimo atto che si compì prima della distruzione di Sodoma!
La pretesa dei pedofili di legalizzare un abominio sarà la goccia che farà traboccare il vaso?

Dobbiamo convertirci, vergognandoci dei nostri peccati e invitare Dio a farci fare la Sua volontà, prendendo la nostra croce e seguirlo, o preferite chiedere a Dio la benedizione dei vostri peccati, invitandolo ad avallare le vostre vie malvagie e a seguirvi?
Tra la confusione tipica degli ultimi tempi, peggiore dell’ateismo c’è il sincretismo religioso e lo spirito di religiosità che fa buone tutte le cose, presenta un dio comune a tutti, accomodante, i cui comandamenti sono stati relativizzati dal modernismo dei tempi, un'evoluzione in cui dio si è anch’egli evoluto adeguandosi ai costumi degli uomini.

Proprio così: ”...dottori secondo le loro proprie voglie” (2ª Timoteo 4:3).
Predichiamo la croce, annunciamo il vero Dio; verranno tempi difficili, dove non si potrà apertamente evangelizzare; l’apostasia è gia arrivata; chi ha occhi da vedere e orecchie da udire prenda posizione: Gesù è alle porte.

Una Riflessione di Nicolò Sardo
Ogni anno speriamo sempre in un cambiamento al meglio, principalmente per la salute, poi nell’economia, poi una bella vincita al totip o titap, non farebbe male.
Teresa spera in un bel principe azzurro; Gianni in un buon posto di lavoro... basta trovare l’onorevole giusto!
Chi non ha un sogno da realizzare!?
Si continuerà a protestare contro le guerre con nuove marce per la pace, ma nella storia dell’umanità, ad iniziare dal signor Caino, fino ai signori della guerra di oggi, non è cambiato nulla.
Si protesterà contro tutti i forum e i G8 di questo mondo per gridare: “La terra non è in vendita!!!”.
Ci si batterà per salvare i fagioli da mostruose manipolazioni genetiche, dal rischio di farli diventare topi di fogna; giù le zampe anche dalle nostre patate, tutto D.O.C.

Si faranno scioperi per il buco nell’ozono e nelle nostre tasche per il caro vita.
Tutte le maggioranze e le opposizioni del mondo faranno finalmente a gara per garantire il loro prossimo, o continueranno a mordersi e divorarsi gli uni gli altri, fino a consumarsi!? (Galati 5:14-15).
Chi resterà e chi sarà trapassato? Tu, io!?
“Anno nuovo, vita nuova!”, ma qual è il significato di questo slogan?
In linea di massima, per tutto l’anno, credo, significhi: “Prima di tutto io, il mio benessere! Questa è casa mia e qui comando io, guai a chi la tocca! Poi possibilmente quel che mio è mio e quel che è tuo è pure mio!”.
Tutte qui le nostre speranze!? Poggiate su cose che non arrivano più in su del nostro naso!

Cosa ne pensate di quelle che perseguono per un vero rinnovamento?
“Non siate dunque in ansia, dicendo: Che mangeremo? Che berremo? Di che ci vestiremo? Perché sono i pagani che ricercano tutte queste cose, ma il Padre vostro celeste sa che avete bisogno di tutte queste cose. 
Cercate prima il regno e la giustizia di Dio e tutte queste cose vi saranno date in più. 
Non siate dunque in ansia per il domani, perché il domani si preoccuperà di sé stesso, basta a ciascun giorno il suo affanno. 
Non fatevi tesori sulla terra, dove la tignola e la ruggine consumano, e dove i ladri scassinano e rubano, ma fatevi tesori in Cielo, dove né tignola né ruggine consumano, e dove i ladri non scassinano né rubano; perché dov’è il tuo tesoro, lì sarà anche il tuo cuore” (Gesù) - (Matteo 6:31-34; 19-21).
E con il salmista ogni cuore che spera in Dio con fiducia, con lode e con ringraziamento per questo Nuovo anno possa esclamare: “Sia benedetto il Signore! Giorno per giorno porta per noi il nostro peso, il Dio della nostra salvezza” (Salmo 68:19).

Una Riflessione di Nicola Scorsone









Una Poesia di Rosaria Schimmenti.

Terra arida, terra mortale, terra di lacrime, di dolore e di ogni male,
non vi è speranza per il futuro, tutto muore: uomo, piante, animali.
Il bimbo nel mio grembo, lo sento muovere, gioisco,
ma, quando lo do alla luce, anche lui non ha scampo,
l’attende il triste destino di tutti i viventi e il rischio di imprevisti dolorosi.
La vita breve, insicura e mortale, genera nelle creature: timore, ansia, avidità di possedere e dominare.
Intolleranza, guerre e sangue sparso, sono il pane di questa vita.

Dio guarda dal cielo ed ha compassione dell’umanità.
Egli ha creato ogni cosa buona ed ha concesso all’uomo l’indipendenza a cui anelava.
Scende sul Sinai, chiamando un uomo Ebreo: Mosè.
Gli da comandamenti e statuti, da seguire, per purificare e preparare una nazione ad accogliere in futuro il Suo Figlio prediletto, nostro Signore.

Il Figlio di Dio, Gesù, è il cuore del Padre, e ci e stato donato,
a sua volta, il Padre dimorava nel cuore del Figlio, e ci è stato rivelato.
Sono venuti sulla terra per soccorrerla, illuminarla e indicare il sentiero della vita.
Dio ha donato il Suo cuore al mondo, il Figlio,
e noi dobbiamo donare il nostro cuore a Dio, che è nostro Padre,
affinché si realizzi comunione ed unità,
che è necessaria per sconfiggere ogni sorta di sofferenza e mortalità.

Questa e la verità e la via della vita, che fa sbocciare i fiori della salute e della sicurezza.
Non vi sarà più il debole, perché è rafforzato,
non esisterà più l’afflitto, perché è consolato,
non vi sarà più il malato, perché è sanato.
Il miracolo della gioia della vita si è realizzato,
perché abbiamo accolto il dono di Dio Gesù nel nostro cuore,
nelle nostre case, nelle nostre famiglie,
ci siamo dissetati alla fonte di vita,
accettando di partecipare alla sua stessa mensa e nutrirci del suo  pane.
Egli dichiarò: “Il mio cibo è fare la volontà del Padre mio".
I suoi seguaci si nutrono del loro Signore: consiste  fare la sua volontà.

Il profeta  Mosè dichiarò:
“Il Signore Iddio, in futuro, vi invierà un Profeta come me,
voi lo ascolterete e farete tutto ciò che egli vi dirà;
e chiunque non ascolterà  quel  Profeta sarà reciso”.
I cristiani accolgono Gesù, e collaborano perchè si realizzi la pace e la vita.
Essi proclamano:
“Onore e gloria a Dio nell’alto dei cieli,
che è venuto in soccorso all’umanità mortale,
inviando Gesù ad indicare il sentiero della vita eterna”.
Pregare (dal latino PRECARI) significa chiedere umilmente. 
Il significato di questo verbo comprende l’adorazione, il ringraziamento, la confessione e l’invocazione.
Il modello di preghiera per eccellenza ce l’ha lasciato Gesù col “Padre Nostro” (Matteo 6:9-13).
Nella Bibbia troviamo disposizioni chiare e dettagliate sulla preghiera, che il Signore stesso nella Sua immensa bontà ci ha voluto dare, affinché chiunque desideri riporre in Lui la propria vita, possa vivere serenamente alla Sua volontà, e camminare per sempre alla luce della verità, evitando così di scivolare in inutili tradizioni pagane.
Tramite la Bibbia Dio ci parla, e tramite la preghiera noi abbiamo l’opportunità, anzi il privilegio di parlare con Lui.

Dio non ci ha dato questo mezzo per comunicare con gli uomini dell’al di là, infatti i centinaia di salmi e di preghiere contenute nella Bibbia sono tutte preghiere, suppliche e lodi indirizzate esclusivamente all’Unico ed Eterno Dio.
Quali sono a tal riguardo le indicazioni di Dio?
La Sua Parola non ci parla di mediatori, ma dell’Unico Mediatore, Gesù, il Messia, il Figlio unigenito di Dio, il solo onniveggente, onnisciente, onnipresente e onnipotente, il solo dunque che può ascoltare e veramente soccorrere tutti (1 Timoteo 2:5).
Gesù stesso ci ha insegnato che, se vogliamo che tutte le nostre richieste giungano al Padre, debbono esser espresse nel Suo nome, l’unica Via (Giovanni 14:6/13; 15:16; 16:23-26).
Per avvicinarci al Padre, il Suo Sangue, i Suoi meriti, sono il solo fondamento, la sola fonte di santità e grazia!

Non c’è nessun uomo, per quanto pio e buono, che possa sostituirsi a Lui davanti agli occhi santissimi di Dio (Atti 4:12).
Ricordiamoci che siamo tutti peccatori e che non c’è nessun giusto fra gli esseri umani! (Romani 3:21/28). La preghiera non è una recita, un obbligo, o peggio, una penitenza, ma è aprire il nostro cuore alla presenza di Dio.
Gesù diceva: “Nel pregare non usate troppe parole come fanno i pagani, i quali pensano di essere esauditi per il gran numero delle parole… poiché il Padre vostro sa le cose di cui avete bisogno, prima che gliele chiediate” (Matteo 6:7-8).
Recitare belle composizioni poetiche, che magari non sono nemmeno rivolte al Suo Nome, secondo voi è gradito a Dio?
Per questo l’apostolo Paolo esortava a pregare con lo spirito, ma anche con l’intelligenza (1 Corinzi 14:15).

La preghiera che Dio gradisce deve esser fatta con fede, perseveranza, secondo la volontà di Dio (Matteo 21:22) e nel nome prezioso di Gesù.
Allo stesso modo ancora, lo Spirito Santo ci aiuta a pregare come si conviene, intercedendo per noi con sospiri ineffabili, secondo il volere di Dio (Romani 8:26-27).
La preghiera più urgente e più importante in mezzo ad un mondo che muore, è quella che riguarda l’avanzamento del Regno di Dio e la salvezza dell’anima.
Allora si, come diceva il re Davide: “Noi canteremo di gioia per la Tua vittoria, alzeremo le nostre bandiere nel nome del nostro Dio” (Salmo 20).
Che il Signore esaudisca tutte le vostre richieste e vi risponda dal Suo santo trono celeste.

Una Meditazione di Nicola Scorsone
La Bibbia è piena d'errori:
· il primo errore fu quando Eva dubitò della Parola di Dio;
· il secondo errore fu quando il suo sposo (Adamo) fece lo stesso;
· e così sono commessi in continuazione errori dopo errori… in quanto le persone insistono nel dubitare della Parola di Dio.

La Bibbia è piena di contraddizioni:
· contraddice l’orgoglio e il preconcetto;
· contraddice la lascivia e la disobbedienza;
· contraddice il tuo peccato e il mio.

La Bibbia è piena di difetti:
· perché descrive fatti di persone che sbagliarono molte volte;
· così fu con lo sbaglio di Adamo;
· con gli sbagli di Caino e di Mosè;
· anche con lo sbaglio di Davide e di molti altri che ugualmente sbagliarono.
· ma la stessa Bibbia descrive anche l’amore infallibile di Dio.

Dio non scrisse la Bibbia:
· per le persone che vogliono giocare con le parole;
· per quelli a cui piace esaminare quel che è buono, senza però farlo;
· per l’uomo che non crede perché non vuole.

L’uomo moderno ha scartato gli insegnamenti della Bibbia:
· per la sola ragione che altri uomini nel corso della storia scartarono tali insegnamenti;
· per grande ignoranza al Suo vero messaggio e contenuto;
· per intransigente apatia e rifiuto a considerare le Sue dichiarazioni;
· per le parole dei famosi pseudo scienziati nelle vesti di critici onesti;
· per la convinzione segreta che questo Libro ha ragione e che gli uomini sono fallibili, e che questo fatto potrebbe cambiare tutto in loro.

Soltanto una persona con delle riserve precostituite crederebbe che:
· gli insegnamenti biblici sono superati e irrazionali con principi arcaici e senza proposito;
· la Bibbia è piena di discrepanze e affermazioni inaccettabili;
· La Bibbia potrebbe essere soltanto un lavoro irrilevante e non ispirato da Dio, ma solo lavoro di meri uomini.

La Bibbia è, in fine, solamente un altro libro religioso:
· per tanti individui che non vogliono rischiare di essere onesti con se stessi e con Dio;
· per quelli che hanno paura di accettare la sfida di Dio ad un esame onesto;
· per quelli che non vogliono esaminarLa in fondo, perché Lei dice realmente come sono gli uomini...
· e che tu non possa capire o aver fiducia in quello che la Bibbia dice...
a meno che tu sia disposto a considerare le evidenze e riconoscerne l’Autore!

Una Riflessione di Winkie Pratney
"Così Dio creò l'uomo a sua immagine e somiglianza; lo creò a immagine di Dio; li creò maschio e femmina" (Genesi 1:27).
"Allora Dio vide tutto ciò che aveva fatto,ed ecco era molto buono..." (Genesi 1:31).
Così inizia la storia dell'uomo sulla terra.
La Bibbia racconta che la creazione di Dio era molto buona, e che Dio aveva creato l'uomo a Sua immagine, perciò tutto ciò che c'era andava bene.
Ma allora, mi domando, se l'uomo è stato creato a immagine di Dio, come è possibile che al giorno d'oggi ci siano persone corrotte e cattive?

Soffermiamoci con il pensiero un momento su quello che dice la Parola in Genesi: immagine di Dio.
Questa espressione, per chi ci crede veramente, è qualcosa di grande: Dio ha un immagine una caratteristica.
Ma voi come lo immaginate Dio?
Potete immaginare come l'uomo di oggi gli assomigli?

Sinceramente, per chi ha una vera relazione con Lui e conosce il Suo carattere, sa che non è così come viene descritto nella Sua Parola, dove anche ci viene descritta la persona di Gesù con il suo carattere: una persona dolce e saggia, ma anche decisa, che al bisogno ha compiuto resurrezioni, guarito malati, insegnato egregiamente come un rabbino di quel tempo, lo chiamavano maestro; essendo vero Dio, ha perdonato peccati, ma soprattutto si è sacrificato sulla croce per noi, per darci vita eterna.
Questo è vero amore! L'uomo non è certo così.

Sono successe delle cose nell'Eden: l'uomo e la donna hanno disubbidito a Dio, e disubbidendo hanno dato il potere in mano al Diavolo; loro avevano dominio su tutta la creazione, ma, peccando contro Dio, lo hanno perso, dandolo volontariamente al Diavolo, il quale, diventato il padrone, ha potuto instaurare il suo regno fatto di paura, morte e distruzione.
L'uomo, subendo l'influenza diretta di tutto questo, ha incominciato a peggiorare, ma, quello che più conta, ha incominciato a morire.

Questa breve introduzione è stata doverosa per chiarire biblicamente le cause della corruzione estrema e della cattiveria che oggi viviamo.
E' stato profetizzato dall'Apostolo Paolo, che negli ultimi tempi, prima del ritorno di Gesù sulla terra, gli uomini sarebbero stati proprio come li vediamo oggi e, con l'andare del tempo, sarà ancora peggio (2 Timoteo 3:1-4).
Non passa giorno che sentiamo notizie terribili di bambini abbandonati, seviziati, sequestrati; truffe, omicidi, degrado sociale, mafia e non parliamo poi del Terzo mondo, dove intere nazioni soffrono la fame, l'indigenza, le malattie, l'Aids, pestilenze varie, etc..

Ma anche nel nostro quotidiano si può vedere un peggioramento: si ha paura ormai di tutto, uscendo di casa non sai mai chi puoi incontrare; le persone sono diventate amanti di se stesse, avide di denaro, vanagloriose, superbe, bestemmiatrici, figli che sono disubbidienti ai propri genitori, ingrati, scellerati, senza affezione naturale verso i figli, implacabili, calunniatori, intemperanti, crudeli, senza amore per il bene, traditori, orgogliosi, amanti dei piaceri invece che amanti di Dio.
Questa è la nostra generazione descritta, parola per parola, dalla Bibbia: non è certo un bel vivere!

Ma, ora vi domando: "Vorreste avere una vita, adesso, degna di essere vissuta e un futuro eterno con Dio?".
Se la vostra risposta è SI, accettate, allora, Gesù come vostro Signore e Salvatore, cambiate la vostra vita, adattandola alla volontà di Dio, così potete nascere di nuovo, come dice Gesù nel vangelo di Giovanni al cap.3.

Una Riflessione di Monica Origano
"Perché se uno si sarà vergognato di me e delle mie parole in questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell'uomo si vergognerà di lui quando verrà nella gloria del Padre suo con i santi angeli" (Marco 8:38).
Il Battesimo è la scelta più grande e più importante che un credente può fare, riconoscendosi ingiusti e peccatori di fronte ad un Dio giusto, accettando con gioia la Sua volontà a discapito della propria.
Il verso che segue dimostra purtroppo che non tutti abbandonano il trono del proprio egoismo per scegliere quello di Dio: "Tutti quelli che hanno udito la predicazione di Giovanni Battista, anche i più malvagi, hanno riconosciuto la giustizia di Dio, facendosi battezzare; ma i farisei e i maestri della legge, non facendosi battezzare da lui, hanno respinto la volontà di Dio per loro" (Luca 7:29-30).
Anche Gesù si è battezzato, e per lui il battesimo fu un uscire allo scoperto per iniziare la Sua testimonianza come Messia, Figlio Unigenito di Dio.

Per il credente ha un significato analogo: lanciare al mondo la sfida della sua fede.
Il battesimo portò Gesù alle sofferenze della croce; per molti cristiani significò essere sbranati dai leoni.
Oggi, dalle nostre parti, il costo maggiore è essere derisi.
AI confronto dei primi cristiani non c'è paragone, ma per entrambi, Gesù esterna questa bella promessa: "Beati voi, quando vi insulteranno e vi perseguiteranno; rallegratevi e giubilate, perché I il vostro premio è grande nei cieli" (Matteo 5:11-12).
Avere un grande premio in Cielo... Quale più grande beatitudine!
Perciò non ti vergognare di Gesù e del Suo insegnamento che è santo e, per questo, un giorno Egli non si vergognerà di Te.

Una Meditazione di Nicola Scorsone
Spesso siamo abituati a scaricare le nostre responsabilità o le nostre colpe sugli altri. 
Fin dal principio della storia umana, vediamo che quando Dio rimproverò Adamo per aver mangiato il frutto proibito, questi rispose che era per colpa di Eva che lui lo aveva mangiato, in quanto era stata proprio lei ad offrirglielo.
A sua volta, Eva, quando Dio le chiese delle spiegazioni, ella rispose che era colpa del serpente che l’aveva ingannata e sedotta.

Un giorno un tale andò a visitare un orfanotrofio in una nazione povera, e lì assistette ad una scena molto triste.
L’orfanotrofio era già abbastanza pieno di bambini e non era permesso ad altri bambini di entrare.
In quel momento c’era fuori una bambina che voleva entrare nell’orfanotrofio ma le veniva impedito l’accesso dal personale.
Talché quell’uomo domandò: “Perché non fate entrare anche quella bambina?”.

Gli fu risposto che a causa dell’aumento considerevole del numero degli orfani, per dare da mangiare a tutti i bambini  si erano già ridotte notevolmente le razioni di cibo, per cui ormai la situazione era talmente precaria che non si potevano più diminuire le razioni, altrimenti sarebbero state troppo insufficienti.
Al che quell’uomo, con un pò di rabbia, disse: “Ma perché nessuno fa qualcosa?”.
Una delle impiegate replicò: “...e perché non fa lei qualcosa?”.
Il suo cuore fu toccato da quelle parole e da quel momento la sua vita non fu più la stessa.

Un uomo andava per la strada che da Gerusalemme portava a Gerico. 
All’improvviso dei ladri lo assalirono, lo picchiarono e lo derubarono di tutto quello che aveva, lasciandolo a terra mezzo morto.
Poco dopo passò per quella strada un sacerdote, vide a terra l’uomo dolorante, ma non se ne curò affatto e proseguì per la sua via.
Poi passò di là un levita, cioè uno di quelli che svolgevano il servizio sacro nel tempio di Dio; anche costui, vedendo quell'uomo a terra, passò oltre.

Ma ecco che un Samaritano, ossia un nativo della città o della regione di Samaria, che era in viaggio, passando per quella strada vide quell'uomo e ne ebbe pietà, versò olio e vino sulle sue piaghe e sulle sue ferite; poi lo mise sul suo cavallo e lo portò in un albergo e si prese cura di lui.
Il giorno dopo prese del denaro e lo diede all'albergatore dicendogli: "Prenditi cura di lui, e tutto ciò che spenderai di più, al mio ritorno te lo restituirò” (Luca 10:30-35).

La prima parte di questa storia accade frequentemente in questo mondo.
Gente che cade nelle mani di ladroni o di criminali senza scrupoli; i giornali sono pieni di notizie come queste.
L’uomo della nostra storia che giaceva a terra mezzo morto, aveva disperato bisogno di aiuto, ma coloro che erano qualificati a farlo mancarono di soccorrerlo.
Un altro uomo, invece, che apparentemente non aveva i requisiti necessari, si fece avanti dando a quell’uomo tutto l’aiuto di cui aveva bisogno.

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