Il Blog di Incontrare Gesù

Articoli di attualità, esperienze personali e meditazioni su argomenti etici morali, sulla fede cristiana e sulla religione in generale.

  • Home
  • Informazioni personali
  • Argomenti
    • Attualità
    • Cattolicesimo
    • Confronti
    • Etica
    • Evangelizzazione
    • Islam
    • Meditazioni
    • Natale
    • Pasqua
    • Perseguitati
    • Poesie
    • Testimonianze
  • Autori degli articoli
  • Glossario
  • Testimonianze
Una domanda: "Avete incontrato mai una di quelle persone che sanno sempre tutto, riprendono aspramente chiunque non la pensi come loro, sospettano sempre il male e rifiutano, sdegnati, qualsiasi riprensione?".
Se la vostra risposta è si, spero che non abbiate riposto in loro la vostra FIDUCIA.

Premessa.
Qualcuno ricorda l’aneddoto del carrettino vuoto? No?
Niente di male, ve lo racconto.
Un padre ed un figlio si erano inoltrati di poco in un bosco per raccogliere funghi quando, entrambi sentirono un forte rumore provenire dalla vicina strada.
Il padre si rivolse al figlio e gli disse: “Senti, sta passando un carrettino vuoto”.
Il figliolo, fatti pochi passi, volse lo sguardo verso la vicina strada e si mise in attesa di veder comparire il carrettino.
Quale meraviglia! Dopo pochi minuti passò veramente un carrettino vuoto trainato da un asinello.
Il bambino, stupito, si rivolse al padre e gli disse: “Che tu abbia capito che il rumore sentito prima fosse prodotto da un carrettino non mi stupisce tanto, ma l’aver intuito anche che fosse vuoto mi lascia senza parole!”.
Il padre gli rispose: ”I carrettini, quando sono vuoti, fanno sempre molto più rumore di quelli pieni!”.
Quando il figliolo diventò adulto, tenne conto di questa considerazione e ne trasse la giusta lezione di vita; egli capì, infatti, che le persone, più sono vuote, più fanno rumore (parlano)!

La Parola di Dio.
Nella Scrittura troviamo: “Se qualcuno insegna una dottrina diversa e non s'attiene alle sane parole del Signor nostro Gesù Cristo e alla dottrina che è secondo pietà, esso è gonfio e non sa nulla; ma langue intorno a questioni e dispute di parole, dalle quali nascono invidia, contenzione, maldicenza, cattivi sospetti, acerbe discussioni d'uomini corrotti di mente e privati della verità, i quali stimano la pietà esser fonte di guadagno” (1 Timoteo 6:3-5).

Lo scopo della Parola.
Questi versetti sottolineano l’importanza di accettare la “sana” dottrina e di attenersi ad essa.
Ma come individuare la sana dottrina?
Attraverso esegesi diverse, proposte da uomini più o meno noti e/o dotti?
A mio modesto avviso: certamente NO; poiché questo metodo non è adatto alle anime semplici che si sono appena avvicinate alla Verità, anzi le trae maggiormente in confusione.
Bisogna ricorrere al metodo più semplice che proprio la stessa Scrittura ci insegna.

Il “cuore” della Parola.
Nei versetti che abbiamo appena letti, troviamo l’indicazione di tale semplice metodo.
Ci dice, infatti, la Scrittura che la VERA dottrina, quella secondo le parole di Gesù Cristo, è … “ secondo pietà”, quindi, qualsiasi altra dottrina diversa (priva di pietà) è falsa.
Oggi si trascura questo avvertimento e si dà modo a folle di maestri, predicatori, professori e dottori di progredire nell’empietà.
Essi, infatti, con molto rumore, spargono veleno, dottrine prive della caratteristica essenziale: la pietà.
Quali sono i frutti di questi maestri che generano solo “rumore” e non pietà?
“ … questioni e dispute di parole, dalle quali nascono invidia, contenzione, maldicenza, cattivi sospetti, acerbe discussioni”.

La preghiera.
Che Iddio ci dia sapienza (non quella terrena, diabolica, che possiamo definire meglio, astuzia)... “ma la sapienza che è da alto, prima è pura; poi pacifica, mite, arrendevole, piena di misericordia e di buoni frutti, senza parzialità senza ipocrisia” (Giacomo 3:17).

Una Riflessione di Antonio Strigari
Talvolta nella vita bisognerebbe trovare il coraggio di cambiare direzione, prendere una rotta diversa, dare un nuovo senso alla propria esistenza, una sterzata decisa e temeraria.
Capisco che scriverlo può risultare semplice, poi metterlo in pratica è molto complicato, ma mi domando: sarà davvero così difficile provarci?
Gettare via tutto, salvare poche cose e fare piazza pulita di tutto quanto il resto?
Liberarsi delle vecchie abitudini che sino a ieri credevamo indispensabili e che invece poi scopriamo completamente inutili e che, in molte occasioni, sono state le prime cause dei nostri fallimenti?

Un giorno, incontrando un signore con il quale discutevo di lavoro, mi disse una cosa che ancora oggi è impressa nella mia memoria: "Ho appena 56 anni, mi sento fortunato, e so che sarà così ancora per molti anni... grazie a Dio".
Una frase questa che mi fece riflettere, e che inevitabilmente mi riportò a pensare ai tanti sacrifici che sino ad allora avevo fatto per migliorare la mia condizione.
All’epoca avevo trent’anni, credevo di aver raggiunto il punto d’arrivo della mia vita professionale; pensavo di aver messo un punto: quella sarebbe stata la mia unica strada da perseguire senza pensare di dover più cambiare.
Sciocchezze! Avevo appena iniziato. Avevo soltanto trent’anni!

Il coraggio di rimettersi in gioco, poter dare agli altri ancora qualcosa di proprio, dimostrare a se stessi che non sei affatto finito, gridare a pieni polmoni la tua felicità e poter ancora dir la tua, fare del bene a chi ti è accanto attraverso le tue nuove idee.
Ma per fare tutto questo è indispensabile un elemento: l’autenticità della propria fede, senza mai farla vacillare, anzi, è necessario che abbia solide radici.
Apparentemente tutto ciò che ci accade attorno (tendiamo a credere per istinto) sia causato da eventi contingenti a chissà cosa o a chi.
Ma nulla di tutto questo: il benessere e il successo dei grandi cambiamenti sono sorretti unicamente da una grande fede interiore, oltre che dalla forza e dall’umiltà di chiedere al Signore di poterle realizzare.

“Bussa e ti sarà aperto, chiedi e ti sarà dato”, ricordiamocelo sempre.
E' proprio su questo profondo concetto di nostro Signore Gesù che verte tutta la mia riflessione, nella capacità di prendere per mano con forza le sorti del proprio futuro, portarlo dinanzi al Signore e chiedere accoratamente e con animo pulito che possa cambiare in positivo quello che oggi vedi come qualcosa di irraggiungibile.
Garantisco che lo si otterrà!
Esiste per caso qualcuno che possa testimoniare del contrario? No! Mai!
Il Signore, secondo i suoi piani, nega soltanto ciò che non ritiene buono per amor nostro, per il semplice motivo che ha in serbo cose ben più importanti.
Quindi, con amore cristiano, ti dico, se ne senti il bisogno, porta tutti i tuoi drammi davanti al Signore con fede e coraggio e incomincia a cambiare la tua vita.

Una Riflessione di Luca Pinna
Nella mia infanzia, coi miei coetanei, parlando dei cimiteri, li pensavamo come luoghi paurosi; da grande, le statue, i monumenti, le fotografie, le luci, mi hanno dato sempre un senso di tristezza, angoscia e mancanza di speranza.
Grande è stata la meraviglia, quando mi trovai per la prima volta a visitare un cimitero in Germania.
La maggior parte delle lapidi delle tombe hanno un messaggio di fede e di speranza, anche quando la morte è stata preceduta da malattie, tempi difficili, guerra, deportazione, disgrazie, incidenti, etc..
Le frasi e i messaggi sono tratti dalla Bibbia e solo Dio e Cristo sono oggetto di lode; sono invocati come Signore e Salvatore e sono oggetto di speranza per il futuro.
All'uscita da un cimitero del genere ci si sente edificati e rafforzati nella fede.

Nella mente mi ritornano le frasi bibliche lette:
"Io so che il mio Redentore vive" (Giobbe 19:25);
"Il Signore è il mio pastore, nulla mi mancherà" (Salmo 23);
"Io sono la via, la verità e la vita..." (Giovanni 14:6);
"Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me anche se muore, vivrà" (Giovanni 11:25);
"Io vengo presto. Amen! Vieni Signor Gesù!" (Apocalisee 22:20);
"O morte, dov'è la tua vittoria?" (1 Corinzi 15:55);
"Per me vivere è Cristo e morire guadagno" (Filippesi 1:21);
e così via.

Per ore, tali versetti restano vivi nella mia mente, percependo l'essenziale e il vero valore della vita, divenendo sereni e pieni di speranza, in grande contrasto con stress, ambizioni, egocentrismo, pretese del vivere quotidiano.
I temi sulle tombe dei veri cristiani, sono quelli della certezza che Dio non abbandonerà il credente, neppure ora che è morto, e quelli dell'attesa fiduciosa che il Signore farà risorgere i corpi dei credenti, per vivere sempre con Lui nel suo regno.

Nell'evangelismo tedesco e mondiale i morti non sono per nulla oggetto di venerazione e i cimiteri sono dei veri e propri giardini.
I morti sono tumulati nella terra, come breve dimora in attesa della risurrezione.
In tali cimiteri è inusuale vedere lumini; una tale luce ai credenti non serve a nulla, visto che dormono in Cristo.
Infatti cimitero dal latino "cimiterium", dal greco "koimetérion", vuol dire: "luogo in cui si dorme".
I familiari credenti non vi portano fiori recisi da mettere in vasi, ma le tombe stesse sono curate come un mini-giardino.
Così le piante sono poste direttamente nella terra, sulla tomba, ornandola così in modo personale.

In una lapide si legge semplicemente: "Rudolf Binder - Amato da Dio".
Era stato un uomo di Dio che ha servito il Signore come predicatore del Vangelo.
Mi domandai, come mai un uomo della Bibbia come lui senza un verso biblico?
Tale motto però è il centro della Bibbia stessa: "Dio ha tanto amato..." (Giovanni 3:16).
"Amato da Dio", dunque, anche nella morte (Salmo 116:15).
Chi è "amato da Dio" non verrà lasciato nella tomba!

La persuasione del credente è che neppure la morte "potrà separarlo dall'amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore" (Romani 8:38).
Delusioni, avversità, malattie, morte, in ogni circostanza si rimane "amati da Dio".
Se Dio mi ha così amato da dare per me Suo Figlio, sono prezioso per Lui in vita e nella morte, posso confidare in Lui e attendere che Egli mi sveglierà.
Sarà così anche per te?

Una Meditazione di Nicola Scorsone
Di solito si incomincia così a scrivere una lettera: "Cara/o ... io sto bene, e così spero di voi, che stiate tutti bene...".
La cosa più bella è sapere le notizie dei propri cari che si trovano lontano, spesso, per lavoro, costretti ad emigrare in paesi lontani.
Oggi forse non si scrivono più lettere come una volta, perché c'è il telefono e si viaggia più spesso in aereo.
Prima il mezzo per comunicare con i propri cari era la lettera, che veniva recapita agli interessati tramite corrieri.

Caro amico...
È proprio così che Dio ci scrive dandoci notizie di Lui e della sua volontà, facendoci sapere come stanno le cose, tenendoci bene informati riguardo alla nostra salute, al nostro lavoro, alla nostra gioia, alla nostra pace e alla nostra salvezza.
Certe volte pensi di essere lontano da Dio, che Lui non ti pensa e non si prende cura di te, ma non è così!
Dio ti ama, per questo ha scritto personalmente a te tramite la Sua Parola, la Bibbia.
Dio ha parlato tramite i Profeti, tramite degli uomini guidati dallo Spirito Santo che hanno scritto sotto la Sua ispirazione.
Oggi, Dio parla tramite il Suo Figliolo Gesù Cristo.
Oggi grazie a Dio si sa leggere e scrivere si impara prima e si vede più chiaro come vanno le cose nel mondo.

Caro amico...
Dio sa di tutto e di tutti; magari penserai: "Come sa tutto? Vede tutto quello che succede? Dov'è? E se c'è perché non si fa vedere? Abbiamo molte cosa da dirgli!".
Sappi una cosa: è certo che Dio, il Creatore ha già parlato e non ha più nulla da dire a tutti coloro che lo respingono; invece, per coloro che lo cercano, Egli ha preparato qualcosa di speciale, si perché, mentre eravamo lontani da Dio, Egli ha dato il Suo Figliolo Gesù Cristo per togliere la lontananza fra noi e Lui.
Se lo accetti per fede lo conoscerai come Salvatore e Signore dell'anima tua, altrimenti lo incontrerai come tuo giudice.

Caro amico...
Dio non è nella religione degli uomini, che hanno fatto un dio a proprio piacimento, il vero Dio è il Dio della Bibbia.
Adesso Gesù Cristo sta tornando per tutti coloro che lo hanno accettato per fede e aspettano di andare con Lui.
La Sua venuta sconvolgerà le cose della terra, ma i veri credenti non pensano a ciò che avverrà, si preoccupano piuttosto di mantenere l'integrità cristiana, secondo la Sua Parola, vivendo una vita santa in questo mondo egoista senza amore per il prossimo, corrotto, scellerato che va alla deriva.
Gesù Cristo tornerà nella maniera visibile, così come lo hanno visto andare in Cielo i suoi primi discepoli.
Sarai tu uno di loro?

Una Meditazione di Antonio Gandolfo
C’è chi crede di sprecare il proprio tempo in una vita spirituale, e questa non è una cosa cattiva, cattivo piuttosto sarebbe farlo senza amore.
Tra tutte le cose che crediamo di sapere, molto di esse non sono poi così importanti, mentre molte di quelle che crediamo di non sapere, in realtà le possediamo già a nostra insaputa.
Una di queste è la presenza di Gesù nella nostra vita con il suo amore indissolubile ed incondizionato fino all’atto estremo della vita.
Dobbiamo soltanto cominciare a guardarlo, basterebbe pensare di meno e ascoltare di più le nostre emozioni.

Mi domando quale sia stata l’ultima volta che ci si è ritrovati a piangere liberamente, senza alcuna vergogna di farlo, di fronte ad una persona cara, un figlio magari, o tra la gente, lasciandosi andare ad uno sfogo: la prima chiave di svolta verso l’umiltà, il passaporto che ci conduce diretti verso Gesù.
Nessuno ha veramente davvero bisogno di quello che facciamo, ma qualcuno avrà certamente bisogno di quello che riusciamo ad essere.
Penso davvero che l’amore sia cieco, ma forse lo è soltanto perché non ha alcun bisogno degli occhi per orientarsi, inevitabilmente molte cose hanno un senso, ma solo dopo un pò di tempo.

Dio soltanto sa, attraverso i Suoi piani divini, quanto durerà il nostro cammino terreno, ma questo prende ampiamente le distanze dall’impegno che ognuno di noi deve assumersi per renderlo interessante ogni giorno di più ai Suoi occhi.
Cominciamo allora a camminare fiduciosi nella Grazia del Signore!
Potrà mai tradirci chi ci ama?
Non dimentichiamo mai che non siamo soli, e che, talvolta, tutte le risposte che ci diamo sono la strada sbagliata verso la vera conoscenza.

L’apprendimento di una vita in armonia con il Signore si trova nella semplicità delle parole dell’Evangelo.
La bellezza delle cose ha tante forme e la semplicità è una di quelle.
E’ bello poter contare sugli altri, ma davanti ai nostri limiti sarà sempre una questione personale.
La saggezza non va confusa con l’intelligenza; se qualcosa non si riesce a cambiare di certo non possiamo dannarci l’anima; dove non arriviamo noi, sappiamo bene chi ci aiuterà.

Talvolta quando penso di prendermi cura di qualcuno, per un bene superiore, mi capita di cadere nella folle idea che possa diventare inutile, sterile, senza tornaconto, ma inevitabilmente raggiungo poi l’idea che quel qualcuno un giorno potrei essere proprio io... e il gioco è fatto.
Allora cominciamo a fare qualcosa per gli altri, non importa cosa, basta iniziare, portando una prima goccia, il mare intero lo porterà per noi sicuramente il Signore.
Il tutto, con nostro grande stupore, diventerà una cosa meravigliosa.

Una Meditazione di Luca Pinna
Quanti uomini credenti dopo i vari insuccessi e cadute spirituali si sono auto-confortati con un pensiero che si è affacciato alla propria mente: “In fondo sono un essere umano limitato … fatto anche di carne...”?
Questo pensiero, accompagnato da altri, quali: “Non sono perfetto...”; “Il giusto pecca sette volte al giorno...”; “Iddio perdona sempre...”, che così facilmente si insinuano nella mente del credente, senza che quest’ultimo faccia alcun approfondimento sul caso, al fine di una giusta valutazione ed interpretazione spirituale, producendo così un frutto dotato di un profumo inebriante ed anestetizzante dal sapore dolcissimo ma velenosissimo il cui nome è APATIA.
Se chiediamo a Dio il “discernimento” e la “sapienza”, che Egli dà liberalmente a chi li desidera per la propria salvezza, comprenderemo facilmente l’origine di questi pensieri!
Con questo termine “APATIA” (dal greco apátheia, απάθεια, considerato esclusivamente dal punto di vista psicologico e non filosofico), indichiamo uno stato d’animo, privo di alcun sentimento, che manifesta indifferenza, inerzia fisica e mancanza di reazione.
Il destino dell’uomo che vive in questa situazione è segnato: si lascerà trasportare dalla corrente turbinosa della vita fino alla morte spirituale.
L’uomo che pensa così è destinato ad addormentarsi alla guida della propria vita spirituale con gli stessi effetti devastanti di chi si addormenta alla guida di un’autovettura.
Ma Iddio non dà alcun limite ai Suoi figli.
Leggiamo nella lettera agli Efesini: “Ed è lui che ha dato gli uni, come apostoli; gli altri, come profeti; gli altri, come evangelisti; gli altri, come pastori e dottori, per il perfezionamento dei santi, per l'opera del ministerio, per la edificazione del corpo di Cristo, finché tutti siamo arrivati all'unità della fede e della piena conoscenza del Figliuol di Dio, allo stato d'uomini fatti, all'altezza della statura perfetta di Cristo“ (Efesini 4:11-13).
Credi tu questo?

Una Riflessione di Antonio Strigari
I 4 cavalieri dell'Apocalisse
Il mondo è molto malato, è pieno di brutalità, di paura, di delitti.
Mai, come in questi anni, si è assistito a tragedie disumane come quelle di cui siamo spettatori oggi: figli che uccidono i propri genitori e viceversa, ragazzi che si imbottiscono di ecstasy perché, dicono, si sentono "incompresi"... e che dire di coloro che abusano dei bambini per il loro vergognoso piacere?
E quanto ancora ci sarebbe da aggiungere!
Le sofferenze e le preoccupazioni stanno guadagnando sempre più terreno, invadendo anche i nostri cuori.
La guerra imperversa in quasi tutto il mondo; ovunque c'è corruzione, perché la natura dell'uomo è corrotta e peccatrice.
Nel corso dei secoli il peccato non è cambiato; abbiamo progredito tecnologicamente, tutto si è evoluto, ma il peccato non è cambiato.

Ai tempi di Mosè il Faraone, figura dell'avversario, voleva offrire ad Israele una religione secondo regole da lui imposte, ma Mosè non scese a compromessi.
Anche oggi il diavolo vuole imporre agli uomini le sue regole.
Il Faraone disse che potevano offrire l'adorazione a Dio nel paese d'Egitto, cioè nel territorio sottoposto al suo controllo (Esodo 8:25).
In quello spazio di terra il popolo d'Israele sarebbe stato circondato da ogni sorta di idoli e di abominazioni, e la sua offerta al vero Dio sarebbe stata in un certo senso "contaminata" da quanto aveva intorno.
Purtroppo, sono molti quelli che non sono disposti a rinunciare agli agi e alle comodità a favore della propria consacrazione a Dio e alla Sua volontà.
La "religione" non è un supermercato delle offerte speciali, dove anche il diavolo espone i suoi prodotti (lo fece persino con Gesù, che però seppe resistere ad ogni allettante proposta).

Una Bibbia
Romani 5:3-6
"Ci gloriamo nelle afflizioni, sapendo che l’afflizione, produce pazienza, la pazienza esperienza, e l’esperienza speranza. Or la speranza non delude, perché l’amore di Dio è stato sparso nei nostri cuori mediante lo Spirito Santo che ci è stato dato.
Infatti, mentre eravamo ancora senza forza, Cristo, a suo tempo, è morto per gli empi
".

Le afflizioni quante sono nella vita! 

La Parola di Dio parla delle afflizioni o problemi che il cristiano incontra nella propria vita, e ne parla per dare soluzione incoraggiamento e consolazione. 
La Scrittura dice che l’afflizione produce pazienza, la pazienza esperienza e l’esperienza speranza. 
Voi vi chiederete: "In che senso? Io, quando sono pieno di problemi, penso solo a quelli! Cerco di avere una speranza, ma i problemi sono talmente grandi che mi sento sopraffatto". 

Una processione cattolica romana dietro una statuta.
Che fatica essere santi!
Per l’iter burocratico e l’enorme costo di denaro pubblico, fare qualcuno “santo subito” è improbabile, per i comuni mortali impossibile.
Infatti in primis, si dovrà appurare l’eroismo della virtù del candidato e, da come dichiara la Bibbia, che siamo tutti peccatori, sarà un pò difficile.
Infatti, la causa di Pio di Pietrelcina è durata più di 30 anni, con una spesa di bolle, notai, avvocati e giudici di circa 5 miliardi di vecchie lire.
Poi il vescovo nominerà un Postulatore, che preparerà il “Supplex Libellus”, ossia la richiesta motivata della fama di santità, che dovrà essere accolta dalla Conferenza Episcopale.

Al via, si dovranno trovare dei testimoni attendibili e istituire la commissione dei “Censori Teologici”, che dovranno esaminare tutti gli scritti editi dal candidato, per appurare che non vi sia nulla contro la dottrina romana (chi la pensa diversamente dal romanesimo, se lo può scordare di diventare santo).
Solo allora si potrà richiedere il “Nulla Osta” alla Congregazione delle Cause dei Santi di Roma.
Poi, finalmente, si costituirà il Tribunale, composto da un delegato vescovile, un promotore di giustizia ed un notaio.

I tre crocifissi
Pasqua è la festa della resurrezione e il ricordo del sacrificio di Gesù, del suo corpo straziato, del suo sangue versato.
Pasqua è il ricordo di Gesù Cristo, l’innocente che pagò per noi colpevoli, il Santo che si fa peccato per trasformare dei peccatori in santi, la vita che muore per dare vita a un’umanità morta nei propri peccati.
Pasqua (parola ebraica che in Italiano significa “passaggio”) viene indicata da Gesù in queste parole: “In verità, in verità vi dico: «Chi ascolta la mia parola e crede a Colui che mi ha mandato, ha vita eterna; e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita»” (Giovanni 5:24).
Ci sono promesse più grandi di queste?
Allora:
1) Chi ascolta e crede ha vita eterna; non solo chi ascolta, ma chi crede!
2) Scampa dal giudizio. Secondo la legislazione italiana, non si può essere condannati due volte per lo stesso reato.
Gesù è stato condannato e giudicato al posto nostro, quindi chi ha creduto non andrà al giudizio, dove invece andrà chi non avrà creduto.
3) Per i credenti si realizza la vera Pasqua: il passaggio dalla morte alla vita, la resurrezione spirituale.
4) Queste parole di Gesù affermano con certezza che “Chi crede in Colui che lo ha mandato ha vita eterna”; “ha”, e non “avrebbe” o “potrebbe avere” vita eterna!

Pane di Pasqua con uovo
Come la festa del Natale anche Pasqua e Pasquetta si riducono sempre a buoni giorni consumistici: regali, dolci, memorabile abbuffate, uova, colombe, panettoni e fiumi di spumante.
Tutti vestiti a festa, con un “Buona Pasqua!” ci si vuole augurare di tutto e di più.
Con l’aggiunta, poi, di diversi riti religiosi, sembra tutto perfetto.
La religione dice che va bene così.
Ma, Dio, tramite la Bibbia, ci dice che non va bene per niente.
Dopo aver osservato tutte le feste comandate, quel che varrà veramente è il seguente monito: “Gesù ritorna, sei tu pronto?”.


Perché Gesù sceglie un malfattore e non Nicodemo, uno dei più zelanti religiosi del suo tempo? 
Perché il primo a varcare la soglia del Paradiso è un omicida, e non Maria o uno dei suoi discepoli?
Cosa vuole insegnarci Gesù?
L’Apostolo Paolo apre la porta alla risposta: “Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio, non in virtù di opere, affinché nessuno se ne vanti” (Efesini 2:8-9).

La Grazia è il punto centrale, l’inizio e la fine dell’opera di Salvezza operata da Gesù in favore di una umanità perduta.
Invero, gli uomini desiderano un Vangelo gradevole, che dia soccorso e consolazione, ma che, in fondo, non vada a risvegliare la coscienza; quella stessa coscienza che ci accomuna tutti di fronte alla croce,  tutti ci possiamo rispecchiare nei due ladroni e capire, in definitiva, che cosa veramente vogliamo da Gesù.

Finalmente donna.
Avevo tre anni quando mia madre mi abbandonò, a sei anni anche mio padre mi lasciò e così fui allevata dai nonni.
Cominciai il viaggio della vita, affamata di comprensione e affetto femminile.
Ero ancora ragazza quando mi accorsi di essere attratta dalle donne, avevo un comportamento mascolino e preferivo la compagnia dei ragazzi.
Divenni una brava atleta, e fu durante una trasferta che ebbi la mia prima esperienza lesbica.

Dopo altre esperienze del genere, decisi di sposare un uomo meraviglioso che mi offrì sicurezza, stabilità e amore; ma dopo due anni lo lasciai, andai a vivere all’estero, apertamente lesbica.
Attraversai esperienze tristi e traumatiche e infine accettai l’invito di mio marito di tornare da lui.
Il mio ritorno non fu facile e non riuscii mai a spiegargli il mio tormento interiore.
Dopo la nascita di mio figlio, cominciai a pensare a Dio e in seguito, dopo aver studiato la Bibbia, divenni una nuova creatura in Cristo Gesù.

Dio perdonò i miei peccati, compresi in un modo tutto nuovo il valore della donna davanti al Creatore e finalmente capii il piano divino per il matrimonio: una relazione meravigliosa tra uomo e donna.
La Parola di Dio e la preghiera mi aiutarono nel cammino cristiano a superare le lotte interiori.
Avevo deciso di vivere nelle vie del Signore e per la Sua grazia ci sono riuscita fino a questo momento e (lo so con certezza) finché, liberata da questo corpo, sarò nella perfezione alla presenza del Signore.
Esther
Tutti i credenti che hanno letto il passo del vangelo di Giovanni (Giovanni 3:1-21), nel quale Nicodemo va a Gesù, sanno della "nuova nascita".
Fra queste persone ne troviamo alcune che: 
  • avendone capito l'importanza, umiliato il loro cuore, chiesto perdono al Signore dei propri peccati, ne hanno fatto l'esperienza diretta; 
  • altre, vivendo in un lassismo spirituale abitudinario, non si sono poste alcun problema; 
  • altre ancora che si sono pacificamente auto-convinte di essere "nate di nuovo" solo perché credono di credere in Gesù.
Gesù con due discepoliDico "credono di credere" perché queste ultime persone sono convinte di "credere in Gesù Cristo" solo perché credono che Gesù sia esistito.
Quando, poi, faccio notare loro che anche il diavolo sa benissimo che Gesù è esistito ma non per questo possiamo considerarlo un "credente" in Cristo, allora vanno in crisi.

Una nave nella tempesta
È sera, l’oceano è in tempesta.
Una nave, la Rosa Mary, con a bordo 76 persone, all’improvviso viene squarciata da una tremenda esplosione.
Il fuoco si sviluppa mentre l’acqua comincia a penetrare nella stiva.
L’affondamento è inevitabile, è solo questione di pochi minuti.
Immediatamente viene lanciato l’allarme alle navi vicine per soccorrere i poveri passeggeri colti alla sprovvista.
Una nave, la Christ Church, si trova proprio nelle vicinanze.
La nave dispone di 24 scialuppe di salvataggio e di un equipaggio di 64 uomini.
Il comandante della Christ Church dirama gli ordini necessari per effettuare l’operazione di salvataggio.
E così, uno degli ufficiali, John Brock, senza perdere un attimo, si avvia precipitosamente verso il ponte di coperta, nella sala riunioni, dove in quel momento gran parte dell’equipaggio insieme ai passeggeri sono riuniti  per una funzione religiosa.

Angelo
“Mi chiamo Gabriele Francesco. 
Sono nato a Novara l’11 aprile 2013 e oggi, se fossi ancora vivo, avrei un anno. 
Invece sono morto lo stesso giorno in cui sono nato. 
Adesso tutti starete pensando che mamma e papa non si sono com­portati bene. 
In effetti, mi hanno lasciato solo, sotto un cavalcavia, con indosso pochi stracci e senza biberon nei paraggi. 
Non mi permetto di giudicarli, certo è che noi neonati siamo indi­fesi: ci buttano dai ponti, ci vendono per po­chi soldi.

Athet Pyan Shintaw Paul, un ex-monaco buddista del Myanmar (Burma), racconta come nel 1998 resuscitò dai morti mentre si svolgeva il suo funerale, dopo tre giorni, tornando dall'Inferno.

Convertitosi a Cristo cominciò subito ad avvertire tutti che se continuavano ad adorare Buddha e altri dei sarebbero finiti all'Inferno, proclamando che solo Gesù è il vero Dio.
Ecco le sue parole:
«Mi chiamo Athet Pyan Shintaw Paulu, sono nato nel 1958 in Bogale nel Irrawaddy Delta, Myanmar del Sud (Burma).
Quando raggiunsi i 18 anni, i miei genitori Buddisti mi mandarono come novizio in un monastero.
A 19 anni, diventai un monaco, entrando nel monastero di Mandalay Kyaikasan Kyaing, dove fui istruito da U Zadila Kyar Ni Kan Sayadaw, probabilmente il più famoso insegnante buddista del tempo, che è morto in un incidente stradale nel 1983.
Quando entrai nel monastero mi fu dato un nome nuovo: U Nata Pannita Ashinthuriya.

Paesaggio immaginario dell'Inferno
Cercai di sacrificare i miei propri pensieri e desideri egoistici, persino quando le zanzare si posavano sul mio braccio, io invece di cacciarle via gli permettevo di morsicarmi.
Mi ammalai molto gravemente, e i medici diagnosticarono una combinazione di Malaria e Febbre gialla.
Dopo un mese in ospedale, essi mi dissero che non potevano fare altro per me, e mi dimisero dall'ospedale in modo che potessi prepararmi per la morte.
Di ritorno al monastero, io diventai sempre più debole, e alla fine persi i sensi.
Scoprii, più tardi, che ero morto, il mio corpo cominciò ad imputridirsi e odorava di morte, il mio cuore aveva cessato di battere.

Kenneth Hagin racconta come quando ancora ragazzo, lontano da Dio è morto, sceso all'Inferno e poi risuscitato  per la misericordia di Dio.

Ecco le sue parole.
«Nel tardo pomeriggio, il mio cuore cessò di battere e l'uomo spirituale che viveva nel mio corpo mi abbandonò.
Quando la morte si è impadronita di me, la nonna, mio fratello minore e mia madre accorsero in casa ed ebbi solo il tempo di dire loro addio che l'uomo interiore scivolò via, lasciando il mio corpo esanime, gli occhi fissi e la carne gelida.

Scesi giù, giù, giù al punto che vidi le luci sulla terra dissolversi.
Non è esatto dire che svenni, neppure che fossi in coma; posso provare che clinicamente ero morto: gli occhi erano fissi, il cuore aveva cessato di battere e il polso era fermo.
Le Scritture parlano del servo disutile gettato fuori nelle tenebre, dove c'è il pianto, e lo stridor dei denti (Matteo 25:30).

Più scendevo e più si faceva buio, finché fui nell'oscurità più assoluta: non avrei scorto la mia mano ad un palmo dagli occhi.
Più andavo giù e più sentivo il caldo intorno a me, l'atmosfera si faceva soffocante.
Finalmente sotto di me scorsi delle luci guizzanti, riflesse sulle pareti delle caverne dov'erano i dannati, causate dal fuoco infernale.
L'immensa sfera fiammeggiante, dai bianchi contorni, mi trascinava e mi attraeva come la calamita attira il metallo.
Non volevo andare!
Non camminavo, era il mio spirito che si comportava come il metallo in presenza di una calamita.
Non potevo staccare gli occhi dalla sfera, sentivo il calore sul viso.

Bernada Fernandez racconta come il Signore la portò a vedere l'Inferno, e come lì vide anche un giovane che aveva evangelizzato tempo prima, ma che aveva rifiutato il Vangelo.

Ecco le sue parole: «... Credevo che Gesù mi stesse portando in Cielo, perché avevo la certezza della mia salvezza, invece scendemmo in un tunnel nel cuore della terra.
Ci avvicinammo ad un certo luogo dove si sentiva un odore pestilente, qualche cosa che mi faceva orrore.
Mi girai verso il Signore, e gli dissi: "Non voglio andare in questo posto".
Con una voce molto forte, il Signore mi rispose: "E' necessario che tu veda prima; bisogna che tu veda cosa c'e in questo luogo".

Entrammo in un luogo molto oscuro e terribile, sentivo dei gemiti come ne parla la Parola di Dio.
Non potrò mai dimenticarli!
Quando arrivammo in fondo al tunnel, ci siamo seduti sopra una roccia, e il Signore mi disse: "Guarda!".
Dinanzi a me, si estendeva quel terribile spettacolo dell'Inferno: anime che si lamentavano e urla terribili. Laggiù, ognuno pensa a se stesso, nessuno si occupa di nessuno.
Non c'è nient'altro che pianti, lamenti e odio.
L'Inferno è veramente reale! Non è un racconto, come molti credono, ne un'invenzione della Chiesa.

Gesù è amore. 
La mia testimonianza è per dare gloria al Signore Gesù.
Premetto col dire che sono un ragazzo ancora non arreso completamente al Signore, ma vi voglio raccontare lo stesso come Gesù si sta rivelando nella mia vita.
Sono un ragazzo di 19 anni e da un po di tempo mi trovo in una situazione triste e scoraggiante.
Sono di origini napoletane, figlio di un padre camorrista.
Fin da piccolo ho vissuto nei dolori: mio padre quando rincasava si ubriacava e si drogava davanti ai miei occhi, e spesse volte litigava con mia madre, arrivando anche alle mani...

Sono cresciuto con queste situazioni e nella mia famiglia non c'erano regole: a 8-9 anni uscivo e tornavo la sera tardi; stavo con i miei amici giocando a calcio e non andavo a scuola; dicevo le parolacce.
Andavo anche nei parcheggi dei supermecati per rubare i pneumatici delle auto e spesso facevamo le risse tra noi ragazzetti... insomma non crescevo come dovevo.
In poco tempo divenni un ragazzo troppo vispo, ma mi consideravo bravo; amavo la famiglia, ma i litigi in casa non finivano mai.
Un giorno mio padre si pentii della sua vita e ando dalla legge, dichiarandosi "pentito".

Chris ci racconta come in un momento tragico della sua vita ha trovato la salvezza in Gesù. 
Sono cresciuto in una famiglia stupenda, ma come teenager ho cominciato a sperimentare le droghe e l'alcool.
Dopo diversi periodi di alti e bassi, mi sono trovato ad un punto nella vita in cui "tenevo il Signore a bada", anche se Lui era sempre lì per me.

Una sera sono andato in un ristorante ed ho bevuto troppo.
Alla fine della cena mi sono messo al volante per tornare a casa.
Ero quasi arrivato a casa quando, con mio stupore, sono passato sopra la ringhiera di legno che circondava un giardino privato e ho investito il bel terrazzo della casa.
Mi sono incamminato a piedi verso casa, sentendomi disperato per il fatto che avevo bevuto troppo e, pensando a tutto il danno causato, sono stato preso dal panico: avevo distrutto la mia macchina, una ringhiera e un terrazzo, ed ero sicuro di finire in galera, perché ho guidato da ubriaco.
Come per gli ebrei al tempo di Mosè, molti cristiani sono costretti a costruire mattoni per i propri oppressori; ma peggio ancora è oggi in Pakistan.

Azra Bibi
Azra Bibi
In Pakistan, molte persone come Azra Bibi portano il doppio fardello della povertà e della persecuzione.
Azra, 20 anni, è nata nella fabbrica di mattoni Malik Saleem.
La sua famiglia, gli unici cristiani in questa comunità musulmana, passava ogni giorno in questo lavoro durissimo fabbricando centinaia di mattoni.
Azra racconta: "lo non ho ricevuto una educazione.
Mi piaceva vedere gli altri bambini andare a scuola, volevo diventare un insegnante della Parola di Dio, ma mia madre guadagnava meno di un euro al giorno.
Mio padre morì, e vivevamo di stenti.
Un giorno decisi di aiutare mia madre; le chiesi: "Mamma, mi insegni a fare i mattoni?".
Avevo sette anni quando fabbricai il mio primo mattone.
Insieme fabbricavamo 1.000 mattoni al giorno. Al venerdì mia madre e io andavamo al mercato per comprare le cose di prima necessità.
Qualche volta potevo anche comprarmi dei fermagli per i capelli".

Un commento di Jack Hayford. 

Essere dalla parte d'Israele. 
Israele è una terra della quale Dio dice in modo unico, profetico, redentivo e ripetuto, che si tratta della Sua Terra.
Dio si riferisce ad Israele come a nessun'altra area del mondo, e che doveva essere la luce per i gentili.
La chiesa, al suo inizio, era virtual­mente ebrea e così rimase finché il Vangelo cominciò a propagarsi.
Infine, la Buona novella arrivò ad Antiochia, il luogo nel quale per la prima volta i credenti furono chiamati "cristiani"; e da qui, si propagò in tutto il mondo.
Nell'epistola ai Romani, dal capitolo nono all'undicesimo, l'apostolo Paolo tratta degli Ebrei nel progetto di Dio.

Questi tre capitoli sono gli unici che trattano del rapporto di Dio con il suo popolo eletto, in tutta la Bibbia.
Gli Ebrei furono "i primi"... il primo popolo (che viene da Abramo) a ricevere il patto di Dio.
Poi, fecero in modo che tutto il mondo allora conosciuto apprezzasse le ricchezze della verità di Dio, e nel loro mezzo venne anche il Messia.
La Parola di Dio chiama gli ebrei "la radice" ed i gentili "i rami".
Ci vien detto che "essi sono stati troncati per la loro incredulità e tu rimani stabile per la fede"; non dobbiamo insuperbir­ci, ma temere, poiché: "Se Dio non ha risparmiato i rami naturali, non rispar­mierà neppure te".
E quando verrà la pienezza dei gentili "tutto Israele sarà salvato" (Romani 11:16-26). 

Perché dovremmo oggi essere dalla parte di Israele?
Viviamo un momento storico difficile, in cui, come cristiani, dobbiamo prendere posizione per Israele.
Siamo "quelli dell'ultima ora", per cui non dobbiamo essere passivi riguardo alla profezia biblica.
Siamo chiamati a pregare con passione, a intercedere, a svolgere il nostro mini­stero secondo la Parola di Dio, che ci suggerisce che non è nostro compito sapere quando verrà l'ultima ora, e che è nostro dovere invece occuparci delle cose del Regno, finché Dio verrà.
La politica non c'entra nulla, è una questione legata alla Parola di Dio.
La Sacra scrittura afferma che verrà un tempo in cui tutte le nazioni si rivolteranno contro Israele e, siccome molti fatti ci portano a pensare che questo avver­rà molto presto, è importante sapere perché dobbiamo prendere posizione per Israele.

Dal Senegal in Sicilia per trovare Gesù. 
A cura di Nicola Andrea Scorsone. 

Giovedì 7 Aprile 2005 - Mercato di Ribera (AG).
Quella mattina, arrivato al posto dove allestiamo il nostro banco di letteratura cristiana evangelistica, i vari ambulanti vicini, e diversi senegalesi, mi domandavano il perché non fossi andato ai funerali del Papa a Roma.
"Io" dissi, alzando la mano al cielo, "preferisco andare dal Padre del Cielo, il divino Creatore, Lui sì che può aiutarmi in tutto.
Quello di Roma, una creatura, un piccolo uomo come me, morto per giunta, sono sicuro che non potrebbe fare nulla per me".

Dicendo questo vedevo la compiaciuta approvazione di Modou, un ragazzo senegalese che vende CD nella bancarella accanto, un senegalese che ha ben capito che non tutti i cristiani italiani sono cattolici-romani.
Modou, per ottenere dal console italiano il visto per poter venire in Sicilia, ha dovuto pagare 6.000,00 Euro.
Come tutti i senegalesi, sfruttati come veri "schiavi moderni", ha lasciato il suo paese senza nulla, anzi, indebitato fino al collo e, come se non bastasse, per avere il soggiorno dal prefetto di Agrigento (impresa molto difficile anche a pagamento), dovrebbe sborsare circa 3.000,00 Euro.

Sin dalla nascita della Chiesa i martirio ha accompagnato la vita dei credenti, come i santi antichi del Vecchio patto.
E questa è una realtà ancora oggi, anche se siamo nel XXI secolo dopo la nascita di Cristo.

Esempi nell'Antico Testamento.
Quando capiamo che la parola "martire" deriva dal vocabolo greco "martus", che significa "testimone", riusciamo a co­gliere la testimonianza, e quindi il martirio, anche di coloro che hanno preceduto Stefano.
Nei primissimi istanti della storia, Caino, in un accesso d'ira, a cau­sa del favore accordato da Dio all'offerta di Abele e al rifiuto della sua propria offerta, uccise per gelosia suo fratello: "Il Signore non guardò con favo­re Caino e la sua offerta. Caino ne fu molto irritato, e il suo viso era abbattuto.
Il Signore disse a Caino: «Perché sei irritato? E perché hai il volto abbattuto? Se agisci bene, non rialzerai il volto? Ma se agisci male, il pec­cato sta spiandoti alla porta, e i suoi desideri sono rivolti contro di te; ma tu dominalo!».
Un giorno Caino parlava con suo fratello Abele e, trovandosi nei campi, si avventò contro di lui e lo uccise" (Genesi 4:5-8).
Proprio prima di uccidere Abele, Caino ''parlava con suo fratello Abele".
Ovviamente, non era una conversazione cor­diale, e possiamo immaginare che la rabbia di Caino cresceva mentre Abele spiegava i suoi propositi e la sua attitudine nel portare l'offerta a Dio.
Caino, geloso della relazione di Abele con Dio, perpetrò l'uccisione del suo proprio fratello.

Una lettera di Rotem Yacobi, di qualche anno fa, purtroppo ancora attuale. 

Cari cittadini del mondo, l'altro mercoledì, vigilia del nuovo anno, me ne stavo seduto nel mio appartamento a Beer Sheva e si considerava se uscire o no per festeggiare il Capodanno.
Improvvisamente sono suonate le sirene.
Sono corso giù per le scale nel rifugio del nostro edificio, dove sono stato raggiunto da altre due famiglie coi bambini terrorizzati, una coppia di anziani e due studenti universitari vestiti a festa che a quel punto hanno deciso starsene a casa.
Siamo rimasti seduti in silenzio, ascoltando la sirena e aspettando di sentire l'esplosione.

Qualche minuto dopo la detonazione, siamo tornati ai nostri appartamenti.
Andando a letto ho sentito che dei missili erano caduti anche su Ashkelon, e mi dicevo: "Speriamo che non colpiscano qualche locale affollato, anche se quasi nessuno era uscito a festeggiare il Capodanno".
Giovedì, primo giorno dell'anno, sarei dovuto andare in università, ma le lezioni erano state sospese.
Evidentemente le autorità accademiche non volevano prendersi nessun rischio.

Mentre parlavo al telefono con la mia preoccupatissima madre, guardavo gruppi di studenti salire sugli autobus diretti verso località più lontane.
Ho detto a mia madre che anche la nostra casa non è sicura, però per il momento sarei rimasto qui.
Ogni rumore mi fa sobbalzare, penso che possa essere caduto un altro raz­zo.
Navigo per i siti di notizie, leg­go che le Forze di Difesa Israeliane combattono Hamas nella striscia di Gaza e penso alla gente su entrambi i lati del confine.

Post più recenti Post più vecchi Home page

Ultimo articolo

Gesù è Dio

Ci sono molti passi delle Scritture che attestano in una maniera o nell'altra che Gesù Cristo è Dio.  Ma i traduttori dei Testimoni di G...

Incontrare Gesù

Incontrare Gesù

Sperimenta anche tu l'amore di Dio!

Articoli più letti

  • La testimonianza di Vittorio Fiorese
    Al tramonto vi sarà luce.  Sono nato a Cismon alle pendici del Monte Grappa. Dopo la laurea in “Sociologia delle Religioni” presso...
  • Ebrei e cristiani
    Una Riflessione di Silvia Baldi Cucchiara.  Solo ora che possono abitare la loro terra e che non hanno più timore della persecuzion...
  • Gesù è Dio
    Ci sono molti passi delle Scritture che attestano in una maniera o nell'altra che Gesù Cristo è Dio.  Ma i traduttori dei Testimoni di G...

Articoli su Israele

Articoli su Israele

Argomenti

Attualità (42) Cattolicesimo (7) Confronti (15) Etica (1) Evangelizzazione (28) Islam (14) Meditazioni (112) Natale (7) Pasqua (18) Perseguitati (20) Poesie (26) Su Israele (36) Testimonianze (40)

Autori degli articoli

  • Alessia Pasquino (1)
  • Alfredo Reitano (3)
  • Amedeo Bruno (5)
  • Anna Cipollaro (5)
  • Antonio Strigari (13)
  • Francesca Tavani (3)
  • Franco Previte (4)
  • John Kidd (3)
  • Luca Pinna (6)
  • Manuela Giannini (2)
  • Melchiorre Briganti (2)
  • Monica Origano (6)
  • Nicola Scorsone (43)
  • Paolo Fonte (3)
  • Paolo Moretti (3)
  • Patrizia Eydallin (9)
  • Rosaria Schimmenti (18)
  • Rudy Lack (2)
  • Silvia Baldi Cucchiara (9)
  • Simona Paciello (2)
  • willem glashouwer (5)

Tutti gli Articoli

Storie della Bibbia

Storie della Bibbia

Storie e disegni della Bibbia per i più piccoli.

Iesurun

Iesurun

Articoli e riflessioni su Israele: attualità, storia, religiosità, tradizioni ed altro.

Modulo di contatto






Copyright © 2007-2024 Il Blog di Incontrare Gesù

Created By ThemeXpose