Il Blog di Incontrare Gesù

Articoli di attualità, esperienze personali e meditazioni su argomenti etici morali, sulla fede cristiana e sulla religione in generale.

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Giù-la-maschera
I terroristi islamici commettono i loro atti sempre, o principalmente per motivo e scopo religioso?

Da quando sono iniziati gli attacchi terroristici contro l'Occidente e le sue rappresentative, abbiamo creduto che essi sono stati concepiti e realizzati a scopo religioso, che gli estremisti islamici considerassero i loro misfatti come parte della loro "guerra santa", la Jihad.

Ma è sempre stato così?
Gli attentati di "matrice islamica" sono stati sempre animati dalla devozione religiosa: dei promotori, dei sostenitori economici e dei realizzatori militanti?
Prendendo in considerazione anche gli ultimi casi di attentati avvenuti in vari parti dell'Europa e altrove, possiamo vedere una facciata da scopo religioso con un presunto "movimento" politico, anarchico-insurrezionalista islamico (le cosiddette Primavere arabe) che sembra manipolato dietro le quinte da menti fini con obbiettivi che superano quelle religiosi.

Negli attacchi terroristici "contro" l'Occidente, dall'inizio ad oggi, si è visto una graduale deviazione dal messaggio originale che si voleva presentare; come se il tempo ha smascherato (e sta smascherando ancora) il vero scopo di questi atti.
Anche in questi deplorevoli azioni viene applicata la regola psicologica dell'Adattamento graduale: si passa, gradualmente da un fattore (concetto, veduta, opinione, etc.) iniziale ad un altro, e alla fine ci si può trovare anche all'opposto dall'inizio.

Già dalle Torri Gemelle, oltre al fatto di attaccare e danneggiare l'intruso americano in Medio Oriente, si è voluto colpire nel cuore dell'economia americana, nel simbolo della gestione dell'economia mondiale.
Quindi, con uno sguardo all'indietro, negli attentati terroristici di "matrice islamica", vediamo un evolversi di un mix di religiosità, economia, politica ed altro.
Prima era velato, ma adesso si va delineando sempre più chiaramente lo scopo che sta dietro questi attacchi (o attentati).

Dunque le motivazioni religiose, in molti casi di attentati, sono una copertura per scopi diversi.
La copertura religiosa, invece, serve molto per gli "interni", cioè per i correligionari.
Vi è un indottrinamento della dottrina dell'Islam per gli islamici!
I primi ad essere influenzati da questo apparente ideologico religioso sono proprio loro, quelli che forniscono mano d'opera, l'humus locale, nel quale, essendo dello stesso composto, la falsa radice prende subito vigore.

Naturalmente questa copertura deve avere delle solide fondamenta, dei presupposti, proprio in quell'organo che per i musulmani (natura dei militanti) viene riconosciuta come massima autorità, cioè il Corano.
Avendo quello si è più che certi che tutta l'opera avrà i risultati sperati.

I risultati immediati li vediamo proprio nella militanza; quelli sugli "esterni" li vediamo anche bene.
Nella politica, nelle associazioni, nei circoli culturali islamici e cristiani, nelle moschee, nelle chiese, nell'uomo della strada del mondo occidentale si è radicalizzato ormai il concetto del fine religioso: vi è in corso una guerra tra Allah e il Dio dei cristiani (dell'Occidente), una moderna crociata, ma all'incontrario.
Ma, come le prime crociate avevano uno scopo economico, così è anche ora.
Tutto ruota attorno al denaro e il denaro fa girare tutti!

Naturalmente il potere mediatico (anch'esso gestito e controllato) contribuisce in questo.
I mass-media comuni riportano le notizie superficialmente, con una certa leggerezza che lascia trapelare proprio la volontà di manipolazione del pensiero: dobbiamo avere tutti quel specifico concetto su questi fatti, dobbiamo fare tutti la stessa valutazione, quella che vogliono loro, cioè quelli che l'hanno originata e quelli che ci vanno dietro.

Dal punto di vista religioso che risultato può avere la morte di centinaia di persone indifese e impreparate trucidate per mezzo di un camion?
O l'uccisione di giovani che trascorrono delle ore di svago o di festa in una discoteca o in un ristorante?
La distruzione delle Torri Gemelle ha portato più proseliti all'Islam di quanti ne aveva prima?
Le torture e le sevizie che hanno inflitto ai lavoratori - imprenditori (sottolineiamo: imprenditori) italiani in Bangladesh, prima di ucciderli, sono serviti per convertirli all'Islam?

Il colmo, poi, è che questi fantomatici osservanti seguaci dell'Islam non seguono neanche l'esempio del loro profeta, di colui che richiamano la memoria per giustificare le loro brutalità.
Maometto ai suoi oppositori iniziali dava la possibilità di essere risparmiati, proponendo prima la loro adesione alla nuova dottrina, come ha fatto con gli ebrei di Medina.

Se questi agiscono a scopo religioso perché non usano gli stessi metodi del loro defunto capo?
Hanno dato la possibilità di convertirsi all'Islam a quelli che lavoravano nelle Torri Gemelle, o a quelli che passeggiavano a Nizza...?
I teologi e le autorità religiose islamiche sicuramente queste cose li sanno, ma l'inghippo sta nell'uomo della strada, nel semplice "credente", che magari nella sua vita non ha letto il Corano neanche una volta e forse non è andato neanche a La Mecca.

I furbi ideatori e manipolatori giostrano sull'ignoranza e sui sentimenti di rivalsa e di insoddisfazione di ragazzi in cerca di un ideale, di qualcosa che li valorizza e li fa sentire degli eroi, proprio quello che non potranno mai realizzare con una vita tranquilla di musulmani semplici e indecisi.

La storia si ripete: la religione è un buon sostegno per arrivare ai propri scopi.
Il voler controllare o governare altri (poco o assai) è sempre stato un tarlo corrosivo nel cuore dell'uomo, a prescindere la religione, la cultura, la geografia e le origini storiche.

L'antisemitismo visto dal lato spirituale. 
Una breve analisi di John Kidd.

Sulla cupola della moschea di Al-Aksa, sul Monte del Tempio, sono scritte le seguenti parole in arabo, che in Italiano si leggono "Allah non ha alcun figlio".

Perché una dichiarazione così negativa da parte del dio dell'Islam?
Perché non scrivere, specialmente in quel luogo tra i più significativi di tutta la terra, la ricorrente invocazione del Muezzin: "Allah è il più grande?".

La ragione, così credo, è che si tratta di una dichiarazione di sfida.
Anche questa è una affermazione di Maometto, il quale ha frainteso le Sacre Scritture e successivamente le ha disprezzate.
Tali parole così urlate, più che scritte, sono l'essenza di due versetti Koranici rispettivamente; Sura 39:4 e Sura 6:101, e sono quindi il rigetto stesso della dottrina Cristiana della Trinità che Maometto ha visto come una forma di politeismo.

Nel creare una nuova religione, supposta essere monoteistica, Maometto ha voluto in realtà cancellare quella precedente, chiaramente politeistica e idolatra, nella quale è stato allevato dalla sua famiglia.
Per almeno 5.000 anni, prima di Maometto, la religione dominate dell'intero Medio Oriente, era basata sul culto del dio-Luna; Allah, sposatosi con la dea-Sole ebbe delle figlie che a loro volta erano altre dee.

Maometto riuscì a persuadere gli Arabi che Allah, non fosse il capo degli dei, ma il solo dio, il supremo essere e il creatore di tutte le cose.
Invece il suo sforzo verso gli Ebrei e i Cristiani di convincerli che Allah fosse lo stesso dio della Bibbia è fallito.

Quelle parole sulla moschea, accertata la loro reale intenzione, significano perciò, "Dio non ha alcun Figlio". Sono delle frecce ben mirate.
In effetti rappresentano la primitiva sfida faccia a faccia lanciata a Dio da Satana nei primordi dello spazio-tempo.
La Bibbia è risoluta sul fatto che Dio abbia un Figlio.
Tale verità è il tema che la pervade in tutto il suo sviluppo; è anche il fatto centrale dell'Universo.
Il significato della vita e la speranza del genere umano si possono trovare solo nel Figlio di Dio.

In queste mie affermazioni non vi è alcuna traccia di mitologia, di razzismo, di iperbole o di poesia.
Sto parlando di realtà che debbono essere prese in considerazione dai politici e dai giudici.
Ma questi li evitano, e molti li rigettano come pura e semplice mitologia.
Il problema del diavolo nel mondo, e non meno della situazione nel Medio Oriente, non può essere compreso senza prendere coscienza del mondo dell'invisibile, o meglio del trascendente.

Fanno eccezione alcuni articoli di un giornale israeliano, in cui ho letto che uno dei membri della Knesset (il Parlamento israeliano) richiamava i propri colleghi alla preghiera ai piedi del Dio d'Israele al fine di calmare la situazione Israelo/palestinese.
All'infuori di quello non ho mai letto, ne ho mai visto alcunché di dominio pubblico che ricolleghi la critica situazione in Medio Oriente alla luce dell'esistenza di Dio e di Satana come oppositore ai piani di Dio.

Inizio un po da lontano, dalla radice del soggetto.
L'applicabilità delle parole scritte sulla cupola di quella moschea è diretta agli Israeliani, e vi si rivolgono direttamente con aggressività.
Nella scrittura ebraica di Osea11:1 Dio dice: "Quando Israele era infante, io lo amavo e ho chiamato mio figlio fuori dall'Egitto".
Anche questa applicazione, in cui Israele è chiamato figlio di Dio, viene negata dalle parole di Maometto ed è una spiegazione succinta di tutto quello che sta succedendo nel Medio Oriente, e che viene erroneamente chiamata "Conflitto nel Medio Oriente".

Ciò che sta succedendo è un nudo e datato (almeno 2.500 anni) Antisemitismo*.
Se Dio non avesse alcun figlio e quindi Israele non fosse figlio di Dio, allora Israele non dovrebbe esistere. Questo convincimento viene ingegnosamente portato avanti, in questi tempi, dalla distruzione programmata da parte dei palestinesi, di siti archeologici insostituibili della storia biblica ebraica, dalla "modificazione" della geografia palestinese e dalla manipolazione della storia riportata anche nei libri scolastici.

Ovviamente questo giustifica il sistematico e giornaliero assassinio di Ebrei solo per il fato di essere tali, e che non presta alcuna differenza se siano militati o civili, uomini o donne, adulti o bambini; il loro torto è semplicemente quello di esistere.
Zaccaria 14:7 dice: "Io (Dio) riunirò tutte le nazioni contro Israele per combatterle contro...".
Da questo può sembrare che l'Antisemitismo dovrebbe essere la forza dominante alla fine di quest'epoca, e che coloro che non seguono una tale moda verranno annientati.

Abramo è il padre della stirpe Ebraica, e la maggior parte della gente sa che gli Ebrei sono "Il popolo scelto da Dio".
Le scritture dicono: "Tu sei il popolo sacro del Signore tuo Dio. Il Signore tuo Dio ti ha scelto per essere uno speciale popolo ai suoi occhi, al di sopra di tutti i popoli che sono sulla faccia della Terra" (Deuteronomio 7:6).
Ma questo potrebbe lasciare l'impressione che Dio dopo aver guardato a tutti i popoli della Terra abbia detto: "Io sceglierò quello"; o anche più provocatoriamente: "Quello è il migliore, sceglierò quello".

Il fatto è che il prescelto da Dio non fu un Ebreo, e quindi la nazione Ebrea (anche perché non ve ne era ancora una), ma un Gentile come tutti gli altri.
Dio scelse un uomo che era un Gentile, e rese quell'uomo, Abramo, Ebreo.
Solo più tardi Dio ha dichiarato la sua scelta della nazione di cui Abramo sarebbe divenuto il capostipite con i suoi diretti discendenti Isacco e Giacobbe.

Ho voluto enfatizzare tutto ciò per puntualizzare il collegamento tra Ebrei e Gentili, fondato in Abramo e dichiarato nella promessa che Dio fece: "Abramo diventerà sicuramente una grande e potente nazione e tutte le altre nazioni della terra saranno benedette in Lui" (Genesi 18:18).
Gli Ebrei, dunque, non furono scelti per escludere alcuno, ma piuttosto come strumento per includere tutti gli altri popoli.
Loro, gli Ebrei, furono creati dalle nazioni a beneficio di tutte le altre nazioni.

Questa verità fu profetizzata molto tempo prima da Noè, l'undicesimo antenato di Abramo: "Jafet dimorerà nelle tende di Sem" (Genesi 9:27).
Tradotto nel suo significato etnico corrente, dice: "La stirpe indoeuropea dimorerà nelle tende dei semiti (riferito in particolare agli Ebrei)".
"Dimorare nelle tende di", si è realizzato nel tempo, a mio avviso, in particolare con l'Occidente, molto di più del resto del mondo, che ha beneficiato dalla convivenza, molto cospicua, con gli Ebrei.

Abramo, anche se probabilmente non era un fedele del culto del dio-Luna, vi era socialmente e pericolosamente esposto in quanto cittadino di Ur dei Caldei, la quale città era il più importante centro di adorazione di quell'idolo.
Per questa ragione, si può tranquillamente dire che Abramo, udita la chiamata del Signore e lasciata Ur, si rifugiò avventurosamente al di fuori del "territorio" dell'Islam (futuro).
(Mi chiedo proprio se Abramo non abbia determinato un precedente nel conflitto con il dio-Luna, di cui le conseguenze sono la contane prova di forza con cui sono impegnati i rispettivi discendenti?)

Più chiara però è la furia provocata da Satana contro la discendenza della stirpe Ebraica.
Sono stati perseguitati ovunque, non solo nelle terre Islamiche.

*[Alla data della creazione di questo articolo l'autore NON era a conoscenza dell'ultima nefanda risoluzione dell'UNESCO dell'ottobre 2016, che non riconosce i legami ebraici con i luoghi santi della città Vecchia di Gerusalemme: il Monte del Tempio (noto anche come spianata delle moschee), e il Muro Occidentale conosciuto come “Muro del pianto”]
Un venditore ambulante di Bibbie e di libri cristiani, di nome Davide, allevato in Birmania, arriva per la prima volta in una piccola città, di cui peraltro conosce la lingua parlata.
È giorno di mercato.
Sulla piazza offre dei Vangeli e si mette a leggerne qualche riga a quelli che vi si trovano.
In breve tempo si forma un piccolo gruppo e tutti ascoltano con stupore Davide che parla di Gesù Cristo.

All'improvviso un contadino lo interrompe, premuroso e sorridente: «Conosco quell'uomo di cui parla quel libro, abita nel mio villaggio; vieni, te lo mostrerò».
Interessato, Davide decide di seguirlo.
Arrivato al villaggio, nota una capanna diversa da tutte le altre: non c’è immondizia nei dintorni, al posto del fango calpestato ci sono delle piante verdi.
«E’ qui», gli dice la sua guida.

L’uomo che si presenta alla porta è diverso, anche lui: il suo viso è sereno e benevolo; invita il suo visitatore a bere il te e la conversazione prende inizio.
Quando viene a sapere che Davide vende dei libri che parlano del Figlio di Dio, Gesù Cristo, il suo volto si illumina.
Poi va a cercare un vecchio Vangelo di Marco a brandelli.

«Ecco il libro che parla del mio Gesù», dice tutto commosso, «alcuni anni fa, un uomo me lo ha venduto al mercato; da allora lo leggo tutti i giorni. 
Non ho mai conosciuto nessuno come Gesù. 
È lo stesso Gesù che conoscete voi?».
Davide risponde con gioia: «Sì, è lo stesso: Egli è Unico».

Noi che conosciamo Gesù come nostro Salvatore personale, siamo riconosciuti come Suoi discepoli?
Gli rassomigliamo un po?











Una poesia di Nicola Scorsone.

Sulla lapide c'era scritto:
«Sfacciata incredulità, impallidisci e muori.
Sotto questa pietra giacciono quattro bambini addormentati.
Dimmi, sono perduti o salvati?
Se la morte è a causa del peccato, essi hanno peccato, perché sono qui!
Se il Cielo è per opere, essi non possono apparirvi.
Ragione, oh, quanto depravata!
Và alla pagina sacra della Bibbia, il nodo è sciolto.
Essi sono morti, perché Adamo peccò.
Essi vivono, perché Gesù morì».
Che cos'è la Teologia della Sostituzione? 
E perché crea gravi danni al nostro rapporto con Dio?
La Teologia della Sostituzione non è solamente una falsa dottrina teologica o filosofica, ma è un peccato di fronte a Dio, perché trasforma Dio in un bugiardo.
La Teologia della Sostituzione ha creato nei secoli un ambiente dove si è reso possibile l'umiliazione, la negazione e la privazione dell'identità culturale e religiosa per milioni di Ebrei; che ha reso possibile la persecuzione e la conversione forzata al Cristianesimo per moltissimi Ebrei; che ha fatto sì che un numero incredibile di Ebrei fossero picchiati, derubati, violentati, massacrati.

E anche oggi, dopo 2.000 anni di vergognosa storia della Chiesa, la cristianità è quasi completamente indifferente quando gli Ebrei sono minacciati, persino quando l'estremismo islamico minaccia l'esistenza stessa dello Stato di Israele.
In certe occasione, "la cristianità" pronuncia quattro parole sul diritto degli Israeliani a vivere in pace nella Terra Promessa e di difendersi dagli attacchi terroristici del nemico; ma in realtà sostiene anche i nemici mortali di Israele; alcuni la chiamano "doppia solidarietà".

Un grave errore teologico.
Ma che cos'è la Teologia della Sostituzione?
Ronaldo Diprose la definisce con la concezione che "Israele è stato ripudiato da Dio ed è stato sostituito dalla Chiesa nello sviluppo del suo Piano".
R. Kendall Soulen afferma: "La Sostituzione è un problema teologico serio perché minaccia di rendere l'esistenza del popolo ebraico una questione indifferente al Dio d'Israele".
Hanno entrambi ragione!

La Chiesa è stata impegnata per secoli a insegnare che essa fosse la "Nuova Israele Spirituale" (termine non troverete mai nella Bibbia) dal momento che la maggioranza dei Giudei aveva rifiutato Gesù.
La Chiesa, invece, che aveva detto "sì" a Gesù era allora diventata l'autentico strumento di Dio, attraverso la quale Dio stesso insegna e governa il mondo tramite il suo Regno terreno.
E le incredibili e atroci persecuzioni degli Ebrei nella loro diaspora mondiale attraverso i secoli sembrano proprio suggerire che a Dio non importa nulla di loro.
Addirittura, alcuni pensano che queste persecuzioni siano il giudizio di Dio sugli Ebrei perché sono colpevoli di "deicidio" (che significa omicidio di Dio, come la Chiesa chiamava la crocifissione di Gesù).

Una grave offesa a Dio.
Perché questo pensiero non è solamente un concetto teologico errato?
Perché fa di Dio un bugiardo!
Ascoltate a ciò che Dio dice nella Bibbia: "Egli si ricorda per sempre del suo patto, della parola da lui data per mille generazioni, del patto che fece con Abramo, del giuramento che fece a Isacco, che confermò a Giacobbe come uno statuto, a Israele come un patto eterno, dicendo: Vi darò il paese di Canaan come vostra eredità" (Salmi 105:8-11).

Cosa significa per sempre?
Fino all'arrivo di Gesù Cristo e poi basta, come hanno detto alcuni teologi?
No, ovviamente no!
Per sempre significa all'infinito.
Se Dio potesse a un certo punto cambiare opinione per qualsiasi ragione, come potremmo essere sicuri che un giorno, per qualsiasi ragione, non possa cambiare idea anche su di noi e sulle promesse che ci ha fatto?

Numeri 23:19 dice: "Dio non è un uomo, da poter mentire, ne un figlio d'uomo, da doversi pentire. Quando ha detto una cosa non la farà? O quando ha parlato non manterrà la parola?".
La Chiesa, raccontando a tutti che Dio ha sostituito gli Ebrei e Israele con Essa, dà del bugiardo a Dio.
Ma Dio ha un patto eterno con il popolo ebraico.
Solo uno? No, più di uno!
Quando l'Apostolo Paolo elenca i vantaggi di essere Ebrei, afferma: "...cioè gli Israeliti, ai quali appartengono l'adozione, la gloria, i patti (plurale), la legislazione (Legge), il servizio sacro e le promesse; ai quali appartengono i Padri (Lui è il Dio dei patriarchi: Abramo, Isacco e Giacobbe) e dai quali proviene, secondo la carne, il Cristo, che è, sopra tutte le cose, Dio benedetto in eterno. Amen!" (Romani 9:4-5).
Tutti i patti menzionati nella Bibbia furono fatti con Israele, nessuno di essi è stato fatto con la Chiesa.

Il Nuovo Patto con gli Ebrei.
"Ma allora, il Nuovo Patto?", qualcuno potrà chiedere.
Non è stato quel patto stabilito con la Chiesa? No!
La prima volta che sentiamo parlare del Nuovo Patto è in Geremia 31:31, "Ecco, i giorni vengono", dice il Signore, "in cui io farò un nuovo patto con... (chi, la Chiesa? No!) ...con la casa d'Israele e con la casa di Giuda".

Quando allora è stato stabilito questo Nuovo Patto?
Quando Gesù, l'Ebreo, seduto con i suoi amici Ebrei intorno a un tavolo, celebrando la ebraicissima festa di Pesach (Passaggio-Pasqua) ha sollevato il calice e ha detto: "Questo calice è il Nuovo Patto nel mio sangue, che è versato per voi".
Il suo corpo spezzato e il suo sangue versato sono i segni del Nuovo Patto.
Ma di Gentili, al momento, neppure l'ombra: È un affare tra Ebrei.

Anche l'effusione dello Spirito Santo in Atti 2, il sigillo di questo Nuovo Patto, è un affare interno agli Ebrei. Chi erano i presenti in Gerusalemme, la capitale dello stato Ebraico, con il Tempio, il centro della vita religiosa ebraica, che celebravano la ebraicissima festa di Shevouoth (Pentecoste)?
Chi pensate che fossero?
Ma Ebrei, naturalmente, e Gentili che erano divenuti Giudei, i cosiddetti Proseliti.

Attraverso la conversione (e per i maschi la circoncisione) si può ancora oggi diventare un autentico "Ebreo". Atti 2:11 dice "...tanto Giudei che Proseliti... ".
Su circa 120 di essi scese lo Spirito Santo.
Anche in questo caso, di Gentili neppure l'ombra.
Resta ancora un affare esclusivamente Ebraico.

Innestati sulla radice antica.
Quando noi Gentili entriamo a far parte di questo Nuovo Patto con Dio?
Dobbiamo ancora aspettare fino al capitolo 10 degli Atti, dove ci dice di Cornelio il Romano, l'uomo che veniva dall'Italia, e la sua famiglia.
Pietro predica il Vangelo e lo Spirito Santo scende su tutti loro, con grande sorpresa dei credenti circoncisi che avevano accompagnato Pietro: "Anche agli stranieri...?", si meravigliano in Atti 10:44-46.

Più tardi Paolo spiega in Romani 11, che noi come Gentili siamo stati innestati nella vecchia radice. Attraverso il Nuovo Patto di Dio con Israele, i cui segni sono il corpo spezzato e il sangue versato del nostro Signore, i Gentili possono entrare in questa relazione del Patto insieme a Israele.
È il compimento della parte spirituale del Patto che Dio fece con Abramo per le nazioni Gentili: "...e in te saranno benedette tutte le famiglie della terra" (Genesi 12:3).

Prima del ritorno di Cristo.
Che la Chiesa possa essere sufficientemente onesta con se stessa da riconsiderare e abbandonare le sue teologie errate da secoli.
Il nostro Signore arriva presto!
Come possiamo incontrarlo con le mani sporche di sangue Ebreo, il sangue di persecuzioni secolari, rese possibili dall'antisemitismo "cristiano" e da teologie come quella della Sostituzione?

Sono colpe che dobbiamo confessare.
E la vera conversione deve dare prova di se stessa con frutti degni di pentimento, come l'amore e la solidarietà incondizionata con il popolo Ebraico e con Israele.
Solo così ci sarà speranza per la Chiesa.

Uno studio di Wìllem Glashouwer.
Era inverno.
Una notte fredda, nevicava e il vento sferzava il viso.
Tra le case della grande città un piccolo strillone stava cercando un riparo dove trascorrere la notte.
Nel suo vagare incontrò un poliziotto e gli chiese: “Conosci un posto dove posso andare per la notte? Fa troppo freddo per restare all'aperto”.
Il poliziotto ci pensò su e rispose: “Segui la strada e troverai una casa con la porta verde; bussa e quando ti apriranno dì semplicemente: Giovanni 3:16”.

Il ragazzino dopo aver trovato facilmente la porta, bussò.
Una donna aprì e rimase a fissarlo con sguardo interrogativo.
Senza saperne il significato, lo strillone ripeté ciò che il poliziotto gli aveva suggerito: “Mi hanno detto che lei può aiutarmi se io dico: Giovanni 3:16”.
La donna gli sorrise e lo fece entrare in casa.

Per prima cosa gli fu preparato un bagno caldo; mentre si lavava pensava: “Non so cosa Giovanni 3:16 significhi, ma può riscaldare un ragazzo come me!".
Quando uscì dal bagno vide che i suoi vestiti erano stati sostituiti con altri nuovi e andò in cucina, dove lo aspettava un lauto pasto.
La donna non poté nascondere un sorriso quando vide gli occhi del ragazzino: “Vieni, mangia, devi avere fame”.

Mentre il ragazzo mangiava, sazio per la prima volta dopo tanto tempo, pensava: “Non so cosa Giovanni 3:16 significhi, ma può sfamare un ragazzino come me!".
Dopo aver mangiato, la donna lo accompagnò in una stanza con un grande letto e gli disse: “Qui puoi dormire e riposare”.
Poco prima di addormentarsi pensò: “Non so cosa Giovanni 3:16 significhi, ma può dare riposo e serenità a un ragazzino come me!".

La mattina dopo si svegliò a giorno inoltrato, si vestì in fretta e scese in cucina, dove lo aspettava una ricca colazione.
Subito dopo la donna lo fece sedere accanto al caminetto e gli chiese se conosceva il significato di Giovanni 3:16.
Lui scosse il capo, ma era curioso di saperlo.

La donna prese una Bibbia, la aprì nel Vangelo di S.Giovanni al capitolo 3 e lesse il versetto 16: “Dio ha tanto amato il mondo che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in Lui non perisca ma abbia vita eterna”.
“Vedi", continuò la donna, "Dio è come un padre che ci ama e che si occupa di noi, ma c’è qualcosa che ci separa da Lui, tutte le cose che non sono giuste ai suoi occhi, cioè il peccato. 
Dio ha mandato Suo Figlio, che era senza peccato, per noi tutti, così da poterci perdonare. 
Se accettiamo Gesù, riconosciamo quello che ha fatto per noi e crediamo in Lui, possiamo andare a Dio, perché grazie al sacrificio che Gesù ha fatto alla croce, Lui può perdonarci".

Così quella mattina quel ragazzo accettò Gesù vicino al caminetto e pensò: “Adesso so che cosa Giovanni 3:16 significhi, so che può cambiare la vita di un ragazzino come me!”.
Giovanni 3:16 può cambiare anche la tua vita, perché accettare o meno Gesù è la decisione più importante della tua vita.

Un racconto di Nicola Scorsone.
Il sole sta sorgendo su un orfanotrofio di bambini portatori di handicap.
È Natale.
Un piccolo infermo chiede: “Perché festeggiare il Natale se qui tutto va male?”.
Un'altra bambina risponde con voce dolce: “È proprio perché tutto va male che Gesù è venuto sulla terra”.

Ha ragione, possiamo infatti ringraziare Dio che guardando dall'alto del suo santuario, dal Cielo, osservando la terra e ascoltando i gemiti dei prigionieri, dei desolati ha mandato Gesù, il meglio del Cielo per liberare il peggio della Terra, i condannati a morte (Salmi 102:19-20).

Egli lasciò la gloria e miriadi di angeli che lo servivano per venire a nascere in una stalla; visse in povertà, lavorò con le proprie mani, e tuttavia divise la storia; neonato fece tremare un re; bambino mise in imbarazzo gli eruditi; uomo maturo comandò alle forze della natura; aprì gli occhi dei ciechi e risuscitò i morti.

Non compose mai un canto, eppure è stato il soggetto di innumerevoli canti per migliaia di compositori. Nomi di grandi uomini, sono apparsi e poi scomparsi, ma il nome di Gesù, superando i millenni, non è mai stato considerato come qualcosa del passato, ma sempre del presente.
Se togliessimo tutti i nomi più illustri dalla storia dell’umanità, il mondo continuerebbe a girare ugualmente, ma se togliessimo quello di Gesù, non rimarrebbe niente altro che niente.

Il Natale storico della Bibbia è di capitale importanza, perché nasceva il Messia atteso, la speranza dell’umanità, la redenzione, il perdono, la pace, la vita e la salvezza...
La Sua vita, dalla nascita alla resurrezione, ha avuto il Suo culmine all'ascensione, con l’entrata gloriosa nel regno dei Cieli.
Ieri, quando Egli nasceva non era nell'albergo, non era nel palazzo del re, non era in nessuna casa d’Israele.

Non sarà sotto l’albero di nessuno, in nessun presepe come in nessuna cattedrale magnificamente addobbata.
Sarà solo, come sempre nell'umile cuore del credente.
Quel credente, chiunque esso sia: che sente il vuoto del suo cuore, che si sente desolato e prigioniero da una vita senza senso e che sente il bisogno del Salvatore e di essere salvato.

Il valore della nascita di Gesù, a nostro riguardo, si concretizza però nelle parole che ancora oggi Egli ci rivolge: “In verità, in verità vi dico che se uno non è nato di nuovo non può vedere il Regno di Dio” (Giovanni 3:3).
Ecco il culmine della nostra nascita spirituale, del nostro natale: l’entrata nel Suo regno.

Una meditazione di Nicola Scorsone.
Guardavo con dispiacere la mia piantina di bonsai, comprata mesi fa e adesso morta, mi piaceva molto e per questo non mi decidevo a buttarla, a farle il funerale.
La tenevo quindi, così... morta.
Ogni tanto la guardavo, la spostavo, dicevo: "Non si può mai sapere...", nonostante tutti mi dicevano che sono piante delicate e che, se non si sanno curare, una volta morte sono morte.
Ebbene, stamattina ho visto che ha alcune foglioline verdi.
Sono molto contenta, non solo perché è tornata vivere, ma perché quella mia fiducia nel "non si sa mai" è una realtà che posso toccare con mano.

Così è per noi, come credenti, che siamo nel Signore.
Il mio bonsai e stato per un periodo nel riposo e poi si è risvegliato...
E' stupendo vedere tornare in vita qualcosa, o qualcuno, che sembrava essere morto.
Passiamo periodi dove sembra che la nostra vita cristiana perda le foglie e va sempre decadendo, un sacco di avversità si sovrappongono e vorremmo non viverle, ma con Dio tutto ha un senso, se lo vediamo sotto la giusta luce, come Lui vuole, perché Lui è presente in tutti i nostri momenti... se solo ne tenessimo più conto...

Come ci insegna la Parola di Dio, nella vita avremo momenti per ridere e momenti per piangere, non andrà tutto liscio, ma Dio ci libererà e agirà a nostro favore nelle varie situazioni, perché stiamo in comunione con Lui.
Ognuno di noi ha sperimentato l'amore di Dio nella propria vita, per questo dovremmo essere grati, protendendoci con fiducia nel nostro miglioramento (santificazione), infatti a volte, anche con motivazioni valide, abbiamo fatto i nostri sbagli e nonostante questo Lui è stato sempre vicino a noi.
Gesù sarà sempre Colui che ci custodirà, opererà in noi per farci crescere su ogni aspetto della nostra vita, anche con cambiamenti sorprendenti, perché abbiamo detto di sì a Lui con sincerità, e non solo per le benedizioni, allora lo Spirito Santo apporterà miglioramenti in noi, giorno dopo giorno, anno dopo anno.

Quindi se abbiamo qualcuno da perdonare incominciamo a farlo, come ha fatto Dio con noi, e il nostro carico sarà tolto per dare posto alla pace di Dio.
Il cammino con Lui è stupendo e pieno di sorprese, ed è la cosa più bella della vita e che abbia avuto un senso.
Se sino ad ora vi siete sentiti "morti", come la mia piantina, non arrendetevi, perché la Sua Parola che opera in noi ci farà tornare a vivere e a dare parole di vita ad altri che sono ancora nelle tenebre e nella sofferenza senza speranza.

Noi siamo chiamati a dare speranza e anche la nostra vita deve trasmettere ciò, perché Dio è in noi. Vogliamo desiderare di aiutare chi soffre, quelle persone che hanno bisogno di aiuto, Dio vuole questo, non solo con i fratelli, ma anche con tutte le persone che ci circondano.
Se questo ci viene difficile, allora chiediamo al Signore che riscaldi il nostro cuore freddo ed egoista in modo che possa portare frutto per la Sua gloria e poter testimoniare che apparteniamo a Lui.

Una meditazione di Patrizia Eydallin.
Voi che amate Israele non state in silenzio!
Antisemitismo, antisionismo, antigiudaismo, odio contro Israele: sono le diverse facce di un'offensiva contro Israele che sempre più si sta facendo strada nel mondo.
Noi da che parte stiamo?
La Bibbia è molto chiara al riguardo; infatti così parla il Signore degli eserciti: "È per rivendicare la sua gloria che egli mi ha mandato verso le nazioni che hanno fatto di voi la loro preda; perché chi tocca voi, tocca la pupilla dell'occhio suo" (Zaccaria 2:8).

E' con un profondo senso di urgenza che ho sentito il dovere di riprendere quello che ritengo un manifesto universale contro l'antisemitismo.
E' necessaria infatti la massima chiarezza sulla posizione che, in quanto cristiani, dobbiamo avere in accordo alla Parola di Dio, verso Israele.
Anche gli attacchi terroristici ci ricordano l'attualità del passo della Scrittura: "...il nostro combattimento infatti non è contro sangue e carne, ma contro i principati, contro le potenze, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro le forze spirituali della malvagità, che sono nei luoghi celesti" (Efesini 6:12).
Siamo consapevoli che la battaglia è in atto per questo gridiamo, beShem Yeshua, nel Nome di Gesù.

Cristiani per Israele.
L'antisemitismo, l'antisionismo, l'antigiudaismo e l'odio contro Israele stanno crescendo a livello mondiale in modo spaventevole.
Nel Medio Oriente, in Europa, in Francia, in Germania....
Queste non sono altro che espressioni diverse dell'odio eterno contro gli Ebrei.
Le conseguenze sono devastanti e catastrofiche, mettono a repentaglio ciascun Ebreo proprio nella sua esistenza, il popolo ebraico, lo Stato d'Israele e la loro madrepatria.
Nello stesso tempo, distruggono l'umanità intera; sono una minaccia per la pace e un pericolo per la cristianità.

L'Antisemitismo è:

    - dare la colpa agli Ebrei per ogni disastro nel mondo;

    - nutrire pregiudizi contro il popolo ebraico;

    - dare la colpa agli Ebrei per ogni tipo di malvagità;

    - diffamare e insultare verbalmente gli Ebrei;

    - sospettare degli Ebrei per una cospirazione universale massonico- capitalistica;

    - incolpare gli Ebrei di essere dei continui elementi disturbatori e nemici nel del mondo;

    - minimizzare le sofferenze del popolo ebraico durante il periodo nazista o glorificare il nazismo;

    - negare la morte dei sei milioni di Ebrei nell'Olocausto (rifiuto dell'Olocausto);

    - negare agli Ebrei il diritto di vivere, desiderare la loro distruzione, annientare tutto ciò che sia ebraico.

L' Antisemitismo si basa principalmente su stereotipi medievali riguardo agli Ebrei e ha motivazioni razziste.

L'Antisionismo è:

    - rifiutare il ritorno, ordinato divinamente, degli Ebrei alla terra dei loro padri e della loro fede;

    - negare agli Ebrei il diritto di vivere in Israele in libertà, pace e dignità umana;

    - negare allo Stato di Israele il diritto di vivere e di esistere;

    - volere l'esodo degli Ebrei da Israele;

    - desiderare la cancellazione dello Stato di Israele dalla cartina geografica e volere gettare gli Ebrei nel mare.

L' Antisionismo nega agli Ebrei il diritto biblico e storico di tornare alla loro madrepatria (Israele) e di vivere in quella terra con uno Stato sovrano in libertà e dignità.

L'odio contro Israele è:

    - dare la colpa solo a Israele per il conflitto nel Medio Oriente;

    - accusare Israele di nazismo, fascismo, imperialismo e razzismo;

    - giustificare teologicamente l'Intifada (la rivolta dei Palestinesi) come "lotta per la libertà, divinamente ispirata" e glorificarla come "divina intifada" contro il male (Israele);

    - accettare tacitamente il terrore arabo-palestinese contro Israele egli Ebrei di tutto il mondo;

    - negare allo Stato di Israele e al suo governo il diritto fondamentale alI' esistenza;

    - non riconoscere allo Stato di Israele e alla sua capitale, Gerusalemme, di sottostare al diritto internazionale;

    - diffondere deliberatamente mezze verità e informazioni false su Israele e fare propaganda ostile ad Israele attraverso i media (tv, radio, giornali e internet).

Odio contro Israele significa mirare alla diffamazione e alla distruzione dello Stato di Israele e discriminare i sostenitori del mandato ebraico.

L'Antigiudaismo è:

    - accusare gli Ebrei per la morte di Gesù;

    - accusare gli Ebrei di essere "assassini di Dio sul Golgota";

    - tacciare gli Ebrei di essere "maledetti" e "rigettati" da Dio;

    - ritenere le sofferenze del popolo ebraico come "la giusta punizione di Dio";

    - diseredare spiritualmente gli Ebrei e proclamare la Chiesa Cristiana come Nuovo e Vero Israele;

    - interpretare tutte le benedizioni di Dio in riferimento alla Chiesa e tutte le maledizioni in riferimento agli Ebrei;

    - rifiutare il significato del popolo, dello Stato e della Terra di Israele nella storia del mondo e nella storia della salvezza;

    - proclamare che gli Ebrei di oggi non sono più il popolo scelto da Dio ma una nazione proprio come le altre.

L' Antigiudaismo è un peccato originale del Cristianesimo tradizionale, una dichiarazione morale e spirituale del fallimento della Chiesa.

Chiunque è contro gli Ebrei è contro l'Ebreo Gesù di Nazaret.
Salmo 71:13 "...Siano confusi e vengano annientati gli avversari della mia vita (Israele)...";
Isaia 41:11 "...Ecco, tutti quelli che si sono infuriati contro di te saranno svergognati e confusi; quelli che combattono contro di te saranno ridotti a nulla e periranno...";
Genesi 12:3 "...Maledirò chi ti maledirà...".

Queste sono dure parole che si sono già adempiute e continueranno ad adempiersi anche in futuro!
Ogni forma di ostilità contro gli Ebrei deve perciò provocare la nostra protesta forte e determinata.
Noi diciamo no all'antisemitismo, all'antisionismo, all'antigiudaismo e a ogni cosa che mini le fondamenta di Israele!
Anche coloro che restano in silenzio sono colpevoli di essere contro il popolo ebraico e, inoltre, danneggiano se stessi.

Una riflessione di Silvia Baldi Cucchiara.
Il viaggio della vita è difficile, duro.
Ricordiamo l'uragano Katrina negli Stati Uniti, il devastante tsunami nell'Asia Meridionale, gli ultimi terremoti in Italia... che hanno costretto centinaia dì migliaia di persone a fuggire via dalle proprie case, spesso scappando con nient'altro che i vestiti che avevano addosso.
A volte la sua durezza ci piomba addosso all'improvviso e senza avvertimento; a volte è nostra compagna per gran parte dell’esistenza.
La vita ha la sua parte di gioie e felicità, sappiamo pure che il suo sentiero è spesso molto accidentato.
Siamo assaliti dalle tentazioni, delusi dalle persone, indeboliti dalle malattie e dal tempo, sopraffatti dal male e dalle ingiustizie.

Sì, la vita è difficile... ma Dio è buono, e il Cielo è qualcosa di reale!
Una delle grandi verità della Bibbia è che non eravamo destinati solo per questo mondo.
La morte non è la fine della vita; è solo la via per l'eternità.
Noi siamo destinati a vivere per sempre, e la morte è solo un passaggio da questa vita alla prossima.

Ma la domanda non è se ci sia o no vita dopo la morte.
Il vero problema è dove andremo a trascorrere l'eternità: con Dio, in quel luogo di gioia eterna che la Bibbia chiama Paradiso, o separati da Lui in quel luogo di disperazione infinita chiamato Inferno?

Perché la morte non è la fine, così come sembra essere?
Giobbe si lamentava: "L’uomo, nato di donna, vive pochi giorni, ed è sazio d'affanni; spunta come un fiore, poi è reciso; fugge come un'ombra, e non dura... 
Ma l'uomo muore e perde ogni forza; il mortale spira, e dov'è egli?" (Giobbe 14:1-2, 10).
Ma da credente aggiunse: “Ma io so che il mio Redentore vive e che alla fine si alzerà sulla polvere. 
E quando, dopo la mia pelle, sarà distrutto questo corpo, senza la mia carne, vedrò Dio. 
Sì, lo vedrò a me favorevole; lo contempleranno i miei occhi, non quelli d'un altro. 
Il cuore, dal desiderio, mi si consuma!” (Giobbe 19:25-27).

Per il cristiano la morte segna l'inizio di una nuova vita con Dio che durerà per sempre.
Paolo lo ha espresso così: "Le cose che occhio non vide, e che orecchio non udì, e che mai un uomo ha immaginato, sono quelle che Dio ha preparate per coloro che lo amano" (1 Corinzi 2:9-10).

In mezzo alle delusioni e alle sofferenze della vita, il Cielo è la nostra raggiante speranza.
"Per quanto mi riguarda il cielo è solo un mito", mi diceva una persona, "mi piacerebbe pensare che vivremo per sempre, ma una volta morti, è la fine".
Ha ragione lui o la Bibbia?

Una ragione a favore è dovuta dal nostro profondo anelito verso l'infinito.
In pratica ogni religione crede in qualche tipo di vita dopo la morte, e nell'intimo del cuore sentiamo tutti che deve esserci qualcosa dopo questa vita.
Questa vita è incompleta, e noi bramiamo sentirci realizzati.
Da dove proviene questo profondo desiderio?

La Bibbia afferma che l'ha messo Dio dentro di noi: "Egli ha perfino messo nei loro cuori il pensiero dell'eternità" (Ecclesiaste 3:11).
Noi siamo stati fatti per Dio, e bramiamo essere con Lui per sempre.
Possiamo soffocare questo sentimento o convincerci che non è vero, ma il Cielo rimarrà ugualmente reale, anche per le promesse di Dio.

Dal principio alla fine della Bibbia, Dio ci assicura che siamo destinati a vivere con Lui per sempre.
Una bella promessa di quando saremo alla Sua presenza nel Cielo sta scritta in Apocalisse 21:4-8, “Egli asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e non ci sarà più la morte, né cordoglio, né grido, né dolore, perché le cose di prima sono passate...", e "... ogni cosa è compiuta, io sono l'alfa e l'omega, il principio e la fine, a chi ha sete io darò gratuitamente della fonte dell'acqua della vita, chi vince erediterà queste cose, io gli sarò Dio ed egli mi sarà figlio. 
Ma per gli increduli, gli idolatri e tutti i bugiardi, la loro parte sarà nello stagno ardente di fuoco e di zolfo, che è la morte seconda”.

Una meditazione di Nicola Scorsone.
Stanno riemergendo soprattutto in Europa tracce di antisemitismo, un odio mai sopito per tutto ciò che è Ebreo.
Non è un crimine comune: è un attentato contro il popolo di Dio.
Dobbiamo denunciarlo con franchezza nonostante citare i comandamenti di Dio sia diventata un'attività decisamente impopolare.

Tempo fa (2003) l'ex sindaco di New York Giuliani lanciava un allarme al nostro continente, L'Europa, ammonendo di non tollerare e non sottovalutare gli atti di violenza di antisemitismo, e di considerare in modo specifico il pregiudizio anti-ebraico per poterlo combattere alla radice; un fenomeno tutt'altro che normale.
Questo è l'argomento che sottolineava: "Come europei, in modo particolare, perché sul vostro continente pesa la responsabilità del genocidio nazista, non si deve continuare a considerare le aggressioni contro gli Ebrei alla stregua di una qualunque forma di violenza o di vandalismo. 
L'antisemitismo è un fenomeno tutt'altro che normale, e gli europei dovrebbero approvare leggi che prevedono pene più severe per questi crimini. 
Infatti, tutti i sistemi giuridici di qualsiasi paese civile, in Europa, come in America, contemplano sanzioni aggiuntive per i crimini più odiosi".

Il verso della Bibbia: "Non abbandonate la vostra franchezza che ha una grande ricompensa!" (Ebrei 10:35), accompagna il monito di Giuliani.
L'ex sindaco di New York non sentiva il bisogno di avvalorare la sua tesi con versetti biblici, che certamente non avrebbero avuto presa sul pubblico di massa, ma, anzi, avrebbero gettato discredito sull'autore, visto il clima di avversità contro Dio in cui giace il nostro mondo.
Come dire, la nostra stessa coscienza dovrebbe gridarci la vergogna di quegli atti.
Del resto, nella nostra società, fino ad oggi, qual è il sindaco o il consigliere comunale che si azzarderebbe a dire che rubare, uccidere e testimoniare il falso sono crimini verso cui la Bibbia per prima ci mette in guardia? Guai a parlare di Dio!

Paradossalmente e vergognosamente, sapete chi sono i soli che osano nominarlo e infangarne così l'immagine?
Chi sono i soli che con tanta sfacciataggine osano riferirsi a dio come l'ispiratore dei loro crimini?
I terroristi e i kamikaze!
Loro gridano al mondo la menzogna più grossa del secolo.
E noi dobbiamo fare attenzione a dire che le nostre Scritture ci impongono di benedire Israele!?
Ma dobbiamo dirlo sottovoce, se no, qualcuno si offende...
Con questo, lungi da me fare una critica a Giuliani, non mi fraintendete, tali interventi possono suscitare solo apprezzamenti.

Semmai è ai cristiani d'Europa che mi rivolgo.
Dov'è la franchezza che i cristiani della Chiesa primitiva, tra l'altro tutti ebrei, non si stancavano di usare?
"Pregando... anche per me", dice Paolo, "affinché, quando apro la mia bocca mi sia dato di esprimermi con franchezza per far conoscere il mistero dell' Evangelo, per il quale sono ambasciatore in catene, affinché lo possa annunziare con franchezza, come è mio dovere fare" (Efesini 6:19-20).
"Ed ora, Signore, considera le loro minacce e concedi ai tuoi servi di annunziare la tua parola con ogni franchezza, stendendo la tua mano per guarire e perché si compiano segni e prodigi nel nome del tuo santo Figlio Gesù" (Atti 4:29-31).

Ma cosa sta succedendo di così terribile e perverso?
Perché chi professa menzogne può permettersi di farlo liberamente servendosi di tutti i mezzi, con una propaganda ad ampio raggio, che comincia fin dal grembo materno, arruolando nel suo esercito dell'odio migliaia di bambini?
Cosa sta succedendo alla nostra coscienza che non è più in grado di distinguere tra bene e male, giustificando magari quest'ultimo con vaghi riferimenti alla politica internazionale?
Quanto ad episodi di antisemitismo come profanazioni di monumenti in memoria di vittime nei campi di concentramento, scritte antisemite negli stadi, profanazione di tombe ebraiche, atti di violenza nei confronti di bambini e adulti ebrei, solo per citarne alcuni, l'Europa non ha di che dormire sonni tranquilli.

Necessario è distinguere, vigilare e pregare.
"Poi Gesù tornò dai discepoli e li trovò che dormivano, e disse a Pietro: Così non avete potuto vegliare neppure un'ora con me? Vegliate e pregate per non cadere in tentazione; poiché lo spirito è pronto ma la carne è debole" (Matteo 26:40-41).

"AL-TIRA'KI YMKHA'ANI (Non temere, perché io sono con te). 
AL-TISHTA' KI ANI' ELHOEIKHA (Non ti smarrire, perché io sono il tuo Dio)" (Isaia 41:10).

Una meditazione di Silvia Baldi Cucchiara.











Una Poesia di Rosaria Schimmenti

La neve scende bianca e silenziosa,
i bambini guardano con gioia ed hanno un'aria festosa,
con le loro giacche a vento colorate
riempiono le strade tutte imbiancate,
giocando con la neve
e stando insieme in allegria
rendono l'ambiente più festoso che ci sia.












Una Poesia di Patrizia Eydallin

Signore...Desideravo i doni del mondo:mi hai donato le tue grandi benedizioni!

Desideravo avere amici veri...Mi hai donato l'unico VERO AMICO: GESU'

Desideravo avere un padre colmo d'amore: Ti sei rivelato come l'unico vero Padre!!

Desideravo non mi mancasse nulla: Ed ora con Te, ho tutto.

Desideravo non soffrire di solitudine: Con la tua presenza ora, non sono più sola!

Desideravo non avere più paura: Ed hai operato perchè la superassi !

Desideravo non commettere più gli stessi errori: e Tu mi correggi con pazienza e amore, guidandomi!

Desideravo dare un senso alla mia vita: Mi hai donato non solo la Tua vita, con essa, la salvezza eterna!

Desideravo ricevere dagli altri: Ed al contrario...mi hai insegnato a dare!

Desideravo tante e tante cose...Invece..Tu mi hai DONATO TUTTO!!!!

L'unico desiderio che mi è rimasto, è...Amarti, come meriti di essere amato e fare la tua volontà.

Ad ognuno è sufficiente avere Te, per avere tutte le cose!!

Con grande gratitudine... La tua figliuola Patrizia.
Cronaca di un viaggio da Odessa (Ucraina) a Haifa (Israele), su una nave che porta immigranti ebrei in Israele.
Voglio raccontarvi dell'ultimo mio viaggio in Israele avvenuto lo scorso mese di Giugno.
La storia inizia in primavera, quando vengo informato che l'Associazione Ebenezer ha organizzato uno dei suoi viaggi che portano gli immigranti ebrei in Israele.

Pescatori di Olim.
Analogamente ad altre iniziative simili, come per esempio l'Operazione Jabotinsky, Ebenezer è un fondo d'aiuto per sostenere gli Ebrei dell'ex Unione Sovietica e aiutarli a rientrare nella Terra Promessa, in conformità alle profezie bibliche per gli ultimi giorni: "Così parla il Signore Dio: Ecco, io alzerò la mia mano verso le nazioni, innalzerò la mia bandiera verso i popoli, ed essi ti ricondurranno i tuoi figli in braccio, ti riporteranno le tue figlie sulle spalle" (Isaia 49:22).

Dalla Parola di Dio appare evidente che per gli ultimi giorni il Signore ha deciso che i popoli delle nazioni aiuteranno gli Ebrei a ritornare nella patria da Lui promessa ad Abramo.
Per contribuire a realizzare questa Parola vengono inviati dei team di "pescatori" in tutte le repubbliche ex sovietiche.
I pescatori sono cristiani e provengono dalle più diverse nazioni del mondo; dovunque arrivano, cercano gli Ebrei per condividere con loro l'amore del Padre e la possibilità di rientrare in Israele, e li aiutano nel disbrigo delle pratiche amministrative.

Rotta verso Israele. 
Arrivo dunque a Odessa, nel centro dove vengono accolte le famiglie ebree che giungono da tutte le parti in treno o in autobus.
Dopo un paio di giorni ci imbarchiamo sulla Jasmine, una bella nave da crociera, secondo Isaia 60:9.
Su questa gli immigranti ebrei (Olim) vengono serviti e aiutati.
È commovente osservare come una ragazza russa cristiana racconta storie bibliche dell'Antico Testamento a bambini ebrei, figli di immigranti.
In questo viaggio, il numero degli olim è al minimo, sono soltanto una cinquantina.
Durante altri viaggi erano sovente molte centinaia per volta.

In totale, in 10 anni di attività, Ebenezer ha aiutato oltre 100.000 Ebrei a ritornare in patria!
Molti di questi si pongono domande sul perché dell'aiuto dei cristiani, e cercano la risposta.
Il viaggio trascorre bene.
I punti più critici sono il Bosforo e lo stretto dei Dardanelli.
Sono due punti strategici, e i gruppi d'intercessione sulla nave e in diverse nazioni pregano più intensamente. L'equipaggio della nave è al corrente del lavoro di Ebenezer, e in caso di bisogno si rivolgono al coordinatore che accompagna gli olim.

Un paio d'anni fa, durante una traversata del Mar Nero c'era una forte tempesta, per cui il capitano aveva deciso di costeggiare la riva dell'Ucraina e della Romania.
Dopo due giorni tutti i passeggeri stavano veramente male.
Il gruppo d'intercessione si è allora messo a pregare più intensamente.
Dopo un po la nave ha cominciato a navigare come se il mare fosse calmo, ma guardando fuori dagli oblò si vedeva la tempesta...
Esperienze come queste si ripetono regolarmente, assieme a miracoli nella vita degli Ebrei che ritornano in patria.

La protezione di Dio. 
Arrivato a Haifa trovo un Bed & Breakfast presso una sorella messianica (una ebrea che crede che Gesù è il Messia tanto atteso dal suo popolo).
Lei mi racconta di aver lasciato un buon lavoro perché il Signore l'ha chiamata al Suo servizio.
Ha il ministero di visitare: va a trovare famiglie povere ebree ed arabe, portando conforto e aiuto materiale; visita le vittime di attentati terroristici negli ospedali, portando sostegno e preghiera; distribuisce volantini per offrire il film "Jesus" e lo consegna personalmente a chi ne fa richiesta.

Un gruppo della sua chiesa va regolarmente su un'altura sopra Haifa per cantare, testimoniare e intercedere per la città.
Se qualcuno vuole passare da Haifa, il suo alloggio è conveniente e molto simpatico, si chiama The Quiet Place.
Trascorro poi qualche giorno a Gerusalemme, la città del Re, alloggiando nel convento delle Clarisse.
Non è lontano dalla città vecchia e usufruisco di una camera modesta a un prezzo molto contenuto.
Le suore parlano francese.
Al momento della partenza mi rammentano di pregare per la pace di Gerusalemme (Salmo 122:6).

Quando prendo il bus a Gerusalemme, sono sempre più consapevole di essere vivo.
Ma la mano del Signore è sopra quelli che Lo temono, lo dimostra l'esperienza di una Ebrea messianica di Haifa.
La ragazza aspettava l'autobus per andare al lavoro, quando si fermò un taxi e le chiese di salire.
Lei rispose di no, poiché aveva già il biglietto e non voleva pagare due volte.
Il tassista le disse: "Non devi pagare, sali pure".
Allora la ragazza salì.
Poco dopo arrivò il bus che lei avrebbe dovuto prendere ed esplose, perché un kamikaze vi era appena salito per fare una strage... il Signore ha misericordia dei Suoi.

Un popolo speciale.
Perché Israele è speciale?
Perché Dio ha scelto questa terra per manifestarsi!
Questa è la terra sulla quale ha camminato il Messia; la terra sulla quale Gesù ritornerà per regnare su tutte le nazioni (siamo sempre più vicini al "grande giorno").
È la terra che Dio ha dato ad Abramo e ai suoi discendenti per rivelarsi in modo particolare.
Nel Suo agire nei confronti di Israele possiamo scorgere la natura e il carattere di Dio: un Dio giusto e fedele alle Sue promesse; un Dio potente che chiama alla vita i morti e all''esistenza le cose che non sono.

Ma Dio ama forse gli ebrei più degli italiani o dei palestinesi?
In Deuteronomio 33:3 è scritto: "II Signore ama i popoli!".
Ma è scritto anche: "II Vangelo è potenza di Dio per la Salvezza di chiunque crede, del Giudeo prima e poi del Greco!" (Romani 1:16); e ancora: "Tribolazione e angoscia sopra ogni uomo che fa il male, sul Giudeo prima e poi sul Greco!" (Romani 2:9); "Ma gloria, onore e pace a chiunque opera bene, al Giudeo prima e poi al Greco!" (Romani 2:10).

Nella Sua sovranità, Dio ha scelto di dare la preminenza agli Ebrei, sia nelle benedizioni che nei giudizi.
Se noi gentili accettiamo questa priorità, ci mettiamo sotto la Sua volontà; se la rifiutiamo, ci mettiamo contro.
I Suoi piani per gli ultimi giorni comprendono, oltre all'evangelizzazione mondiale, anche la restaurazione di Israele, poiché Gesù ha detto che non ritornerà prima che sia stato proclamato il Vangelo a tutte le nazioni, e prima che gli Ebrei, rivolti a Lui, dicano: "Benedetto Colui che viene nel nome del Signore!" (Matteo23:39).

Che cosa possiamo fare?
Nel frattempo, se vogliamo seguire i Suoi piani, possiamo confortare, aiutare, pregare per Israele; rallegrarci con lui e sostenerlo.
Ecco alcuni passi biblici a riguardo: "Consolate, consolate il mio popolo, dice il vostro Dio" (Isaia 40:1);
"Benedirò quelli che ti benediranno e maledirò chi ti maledirà, e in te saranno benedette tutte le famiglie della terra" (Genesi 12:3);
"La Macedonia e I'Acaia si sono compiaciute di fare una colletta per i poveri che sono tra i santi di Gerusalemme" (Romani 15:26);
"Pregate per la pace di Gerusalemme! Quelli che ti amano vivano tranquilli!" (Salmo 122:6);
"Esultate, cieli, e tu, terra,festeggia! Prorompete in grida di gioia, monti, poiché il Signore consola il suo popolo e ha pietà dei suoi afflitti" (Isaia 49:13).

Oggi, più che mai, Israele ha bisogno dell'aiuto e della preghiera dei cristiani, perché sta per entrare nella fase più critica e drammatica di tutta la sua storia.
Ma, grazie a Dio, Lui rimarrà fedele al Suo popolo e lo sosterrà.
Mettiamoci dunque decisamente dalla Sua parte!

Sandro Ribi
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