Il Blog di Incontrare Gesù

Articoli di attualità, esperienze personali e meditazioni su argomenti etici morali, sulla fede cristiana e sulla religione in generale.

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Hai sentito dell’orologio che ha avuto un esaurimento nervoso? 
Un giorno incominciò a pensare a quanto avrebbe dovuto ticchettare durante l’anno successivo. 
Calcolando due ticchettii al secondo, 120 al minuto, 7200 all'ora, 172.800 al giorno e 1.209.600 ogni settimana, l'orologio si rese subito conto che per i 12 mesi successivi avrebbe dovuto ticchettare quasi 63 milioni di volte... 

Più ci pensava e più diveniva ansioso. 
Alla fine la pressione fu troppa e l’orologio ebbe un esaurimento nervoso. 
Allo psichiatra confidò di non avere la forza di ticchettare tanto. 
Il medico chiese: “Ma quanti ticchettii devi fare alla volta?”. 
L’orologio rispose: “Soltanto uno”. 
“Bene, allora fanne uno alla volta e non ti preoccupare di quello seguente”, consigliò il medico, “sono sicuro che te la caverai bene". 
L’orologio fece proprio così... e continuò la sua vita felice e contento.


Anche tu a volte ti trovi di fronte a qualche problema che ti sembra insormontabile? 
Il peso che da tanto tempo stai portando ti appare troppo gravoso? 
Il futuro appare minaccioso? 
Getta il tuo peso sul Signore, chiedigli di aiutarti oggi. 
Come disse Gesù: “Non siate dunque in ansia per il domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. Basta a ciascun giorno il suo affanno” (Matteo 6:34). 
Prendi un ticchettio alla volta! 

Quando ogni preoccupazione viene portata a Dio con fede, non abbiamo più il terreno sul quale fondare le nostre ansietà. 
In questo anno che si sta concludendo, come quello che comincia, forse come l’orologio depresso siamo passati e passeremo attraverso tante prove, ma eccoci ancora qui, vivi! (Lo dimostra il fatto che stai leggendo questo scritto). Una fortuna? 
No, un favore da parte di Dio, che concede ancora del tempo per riconciliarci con Lui.


Chi confida in Gesù ha messo il futuro nelle Sue mani e sa che, qualunque cosa accada, il suo Dio e Padre gli sarà al fianco per incoraggiarlo, aiutarlo, consolarlo... 
Sa che si avvicina sempre di più il momento in cui Gesù ritornerà per prendere tutti i Suoi e portarli alla presenza del Padre, dove la felicità è infinita ed eterna. 
Allora sì, veramente, “il meglio è davanti”.


Per chi non conosce ancora Gesù personalmente, incomincia un nuovo anno di opportunità... per farlo. 
Caro amico, se non hai certezze riguardo l'avvenire, se oggi sei dominato dalla paura, allora ti diciamo: "Vai ora a Gesù". 
Egli vuole trasformare il tuo duolo in gioia e riempire il tuo cuore del Suo amore e della Sua pace.


Una Meditazione di Andrea Scorsone

Una Poesia di Rosaria Schimmenti.

Il Figlio di Dio, Gesù era il cuore del Padre, e ci e stato donato. 
A sua volta il Padre dimorava nel cuore del Figlio,
e ci e stato rivelato.
Sono venuti sulla terra per soccorrerla, illuminarla,
ed indicare il sentiero della vita.

Dio ha donato il suo cuore al mondo: il Figlio,
e noi dobbiamo donare il cuore a Dio,
che è nostro Padre,
affinché si realizzi comunione ed unità,
che è necessaria per sconfiggere ogni sorta di sofferenza e mortalità.

Questa è la verità e la via della vita,
che fa sbocciare i fiori della salute e della sicurezza.

Non vi sarà più il debole, perché è rafforzato.
Non esisterà più l’afflitto, perché è consolato.
Non vi sarà più il malato, perché è sanato.
Ed il miracolo della gioia  della vita  si è realizzato,
perché abbiamo accolto il dono di Dio: Gesù,
nel nostro cuore,
nelle nostre case,
nelle nostre famiglie.
Uniamoci al coro degli angeli e cantiamo:

“GLORIA A DIO NELL'ALTO DEI CIELI”

Perché la sua volontà si compia anche sulla terra,
e tutti gli uomini di buona volontà costruiranno sulle fondamenta di Cristo,
e la pace si propagherà nel mondo intero.
Così sia!
(Apocalisse 21:3-7)
E’ risaputo che Gesù non nacque il 25 dicembre.
Questa data fu scelta dalla Chiesa in Occidente, perché era già una festività pagana.
Il 25 dicembre ricorreva la festa romana Dies Natalis Invicti Solis del compleanno del sole "non conquistato dalle tenebre", che al solstizio invernale iniziava a prolungare la luce del giorno.
Prima del 336 d.C., non potendo estirpare questa festività pagana, la Chiesa di Roma la spiritualizzò come festa della natività "del Sole di giustizia sorto a Betlemme".

Ma allora quando nacque Gesù? Che indicazioni ci dà la Scrittura?
Elisabetta rimane incinta quando il marito Zaccaria, levita del turno di Abija, serviva al Tempio (Luca 1:5-25).
C’erano 24 famiglie di Leviti che servivano a turno nel Tempio, due ogni mese: Abija era nell’ottavo turno (1 Cronache 24:10).
L’anno religioso Ebraico inizia il primo giorno del mese di Nisan (Marzo-Aprile), (Esodo 12:2-6), "il primo dei mesi", il mese della Pesah, la Pasqua (il 15° giorno).
Quindi il turno di Zaccaria discendente della famiglia di Abija era nel mese di Tammuz (Giugno-Luglio), (l’anno civile Ebraico inizia il primo giorno di Tishri (Settembre-Ottobre), con la festa di Rosh Hashanah - Capodanno).

Maria andò a fare visita ad Elisabetta sua parente incinta di sei mesi, mentre lei rimase incinta in quei giorni (Luca 1:26-45), cioè tra la fine del mese di Kislev (Dicembre) e l’inizio del mese di Tevet (Dicembre-Gennaio).
Giovanni il battista, cugino di Gesù, nacque nel mese di Nisan (Marzo-Aprile) mentre Gesù, molto probabilmente, nacque sei mesi dopo, nel mese di Tishri (Settembre-Ottobre).

Poiché Dio non ha stabilito le Feste Ebraiche a caso, ma le ha collegate ad uno specifico evento significativo per la salvezza dell’umanità (la Pasqua = morte e risurrezione di Gesù; la Pentecoste = discesa dello Spirito Santo) è molto probabile che Gesù, essendo nato nel mese di Settembre, sia nato durante la Festa dei Tabernacoli, magari nel settimo e più importante giorno della Festa, chiamato "Hoshana Raba" o "il Grande Osanna" (Salmi 118:25).

Sia nella Bibbia che negli scritti rabbinici la Festa dei Tabernacoli simboleggia i giorni del Messia: "Quel giorno io rialzerò la capanna (tabernacolo, tenda) di Davide che è caduta" (Amos 9:11), vuol dire che la linea regale di Davide sarà ristabilita, che il Messia siederà sul trono di Davide e governerà la Terra con una verga di ferro.
"E la Parola (Gesù Cristo) è divenuta carne ed ha abitato (letteralmente dal greco: "ha abitato come in un tabernacolo" o "ha tabernacolato" o "ha abitato in un rifugio temporaneo") per un tempo fra di noi" (Giovanni 1:14); "Egli (Gesù) è lo splendore della Sua (di Dio) gloria" (Ebrei 1:3).

Nella carne di Gesù la gloria di Dio ha "tabernacolato" tra di noi.
Gesù fu concepito a Dicembre, ma nacque a Settembre; la Parola è diventata carne al momento del suo concepimento non alla sua nascita.
La Chiesa celebra la cosa sbagliata nel momento giusto.
Il 25 Dicembre si festeggia la nascita di Gesù nel tempo in cui invece si dovrebbe festeggiare il suo concepimento, la Parola che diventa carne.

Uno studio di Corrado Maggia
L'arte del vasaio è una delle più antiche del mondo, e i suoi metodi, con il passare del tempo, sono cambiati assai poco.
Il profeta Geremia, come del resto Isaia, ne fanno accenno (Geremia 18:1-4).
Mentre il profeta stava osservando, il vasaio prese un pezzo di argilla bagnata da una zolla che stava al suo fianco, la mise sulla ruota ed iniziò a plasmarla secondo la foggia che aveva in mente.
Mentre la completava, l'argilla prendeva forma sotto le sue mani, alcune parti cadevano per terra ed altre sulla ruota.
Con grande sorpresa di Geremia, il vasaio non gettava via i frammenti di argilla, ma li raccoglieva e li trasformava nuovamente in un altro vaso.
Il concetto di Low Cost (basso costo) è ormai noto alla pubblica opinione. 
Inizialmente fu usato per definire quelle compagnie aeree che, abbattendo tutti i costi superflui e riducendo i servizi, erano in grado di vendere biglietti a prezzi molto bassi.
In seguito, il concetto di Low Cost è stato applicato a una miriade di beni e servizi (dagli alberghi, agli abiti, alle autovetture e perfino a computer e telefonini).
L'idea, vecchia come il mondo, è quella di soddisfare il desiderio del compratore di ottenere il massimo col minimo sforzo.
Come ci insegna la cronaca, non sempre il Low Cost lascia i clienti soddisfatti e non sempre questo business porta profitti.

Nel campo morale e spirituale l'idea di avere senza pagare o di abbassare il prezzo causa molte amarezze e dolori, allontanando le persone dalla Grazia e dalla benedizione di Dio.
Per esempio, l'arresa e, di conseguenza, il servizio a Dio NON può essere Low Cost.
". ..io non offrirò al Signore ciò che è tuo, ne offrirò un olocausto che non mi costi nulla" (1° Cronache 21:24).

A proposito dell'essere Suoi discepoli, Gesù un giorno disse: "Chi di voi, infatti, volendo costruire una torre, non si siede prima a calcolare la spesa per vedere se ha abbastanza per poterla finire?" (Luca 14:28).
Quanta gente oggi pensa di poter dire "Signore, Signore. ..", e poi vivere la propria vita ignorando i costi di una tale dichiarazione?

Essere discepoli di Cristo non è semplicemente una questione di etichetta o di sentimenti; è qualcosa di più concreto, definitivo e totalizzante: "Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, e la moglie, i fratelli, le sorelle e persino la sua propri vita, non può essere mio discepolo; e chi non porta la sua croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo" (Luca 14:26-27).

Qui non si parla di opere meritorie, ne di acquisire un qualche vanto agli occhi di Dio, è qualcosa di diverso; significa sapere che seguire Cristo ha un costo, che non è per nulla "Iow".
Molti cristiani sono disposti a dare a Cristo soltanto briciole del loro tempo, delle loro forze, dei loro desideri e dei loro pensieri; essi dimenticano (talvolta volontariamente) che seguire Gesù significa tagliare certi ponti, rinunziare a certe cose per sempre, apprezzando il valore della chiamata ricevuta.

Ascoltiamo l'Apostolo Paolo: "Ma ciò che per me era un guadagno, l'ho considerato come un danno, a causa di Cristo; anzi, a dire il vero, ritengo che ogni cosa sia un danno di fronte all'eccellenza della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore, per il quale ho rinunciato a tutto. 
Io considero queste cose come tanta spazzatura, alfine di guadagnare Cristo!" (Filippesi 3:7- 8).
Signore aiutaci!

Dovunque siamo e dovunque andremo, nei giorni a venire, non lasciamoci trarre in inganno dalla mentalità del Low Cost nelle cose vere ed eterne della vita.
Siamo saggi!
Impariamo a riconoscere la tentazione e a rifiutare il peccato, perché, altrimenti cedendovi, pagheremo costi altissimi.

Apprezziamo il grande valore del sacrificio di Cristo per goderne, mediante la fede, gli effetti e per odiare il male e il peccato!
Dedichiamoci a Cristo e al Suo servizio, costi quel che costi, non ci rimetteremo mai, perché il nostro Signore è "... ricco verso tutti quelli che lo invocano" (Romani 10:12).

Una Meditazione di Aniello Esposito
Vangelo di Giovanni 3:1-5 
"Se vuoi essere salvata e andare in paradiso devi nascere di nuovo!". 
Questo mi disse mia mamma già "convertita", quando io le dissi che credevo in Dio, ma che, secondo me, ogni religione andava bene a Lui; purché la persona fosse sincera e non facesse del male al prossimo.
Quante volte ho sentito queste frasi anche da altre persone!
Ed esse credono di essere nel giusto!
Le religioni sono ormai tantissime, come sono tantissimi i modi di pensare; l'Ecumenismo è dilagante, perché fa moda il buonismo a tutti i costi, e se non si pensa come la massa si è fanatici!

Voglio farmi (e farvi) una domanda: "Ma Dio cosa ne pensa? Siamo sicuri che il nostro modo di agire e di pensare gli piaccia?".
Volutamente ho inserito in questo mio scritto, più volte, la parola pensare, perché, purtroppo, ci facciamo condizionare da quello che pensano gli altri e ci costruiamo un credo basato solamente sul sentito dire e non su una propria meditazione e ricerca.

Voglio raccontarvi cosa disse Gesù, il Figlio Dio ad un maestro della Legge di allora, che lo aveva interpellato circa i miracoli che lui compiva: "Rabbi noi sappiamo che tu sei un dottore venuto da Dio, perché nessuno può fare questi miracoli che tu fai se Dio non è con Lui". 
Gesù rispose a Nicodemo: "In verità, in verità ti dico se uno non nasce di nuovo non può vedere il regno di Dio". 
Nicodemo meravigliato risponde: "Come può un uomo rinascere quando è già vecchio? Può egli entrare una seconda volta nel grembo di sua madre?". 
Gesù rispose: "In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di acqua e di Spirito non può entrare nel regno di Dio".

Gesù per la seconda volta ha parlato della Nuova Nascita come della cosa più importante per un uomo; spiega ad un uomo istruito nella Legge, un fariseo, cosa si deve fare per ottenere la Salvezza eterna, e ripete due volte "Acqua e Spirito", dove Acqua è la Parola di Dio e Spirito è lo Spirito Santo, e sono le sole "cose" che permettono a colui che crede di entrare nel Regno di Dio ed essere salvato.

Ma cos'è, effettivamente, questa Nuova Nascita, e come si può essere salvati?
Molte persone sulla terra, o in Italia, dicono di leggere i Vangeli e di conoscere Gesù, ma come Nicodemo non riescono a capire questo passo del Vangelo di Giovanni, dando mille spiegazioni, ma nessuna è convincente.
Come quel dottore della Legge, pensano di sapere, ma non riescono a penetrare nella Scrittura, perché per farlo ci vuole l'aiuto dello Spirito Santo, il quale apre il cuore e la mente.

Ma con l'aiuto dello Spirito Santo ci rivolgiamo umilmente a Gesù riconoscendo che siamo peccatori, perciò bisognosi di perdono, di conseguenza crediamo con tutto il nostro cuore che Gesù è il Signore (cioè Dio che salva), e con la nostra bocca facciamo pubblica dichiarazione: questa è la Salvezza.(Romani 10:9).

Dopo aver fatto questo, avremo la testimonianza interiore (naturalmente avvallata dalle Sacre Scritture) che il nostro spirito è stato vivificato direttamente da Dio, e che siamo divenute nuove creature.
Questo è quello che pensa Dio.
Lui vorrebbe che tutti la pensassimo così, come Lui, che lo accettassimo nel nostro cuore per diventare suoi figli.
Vuoi farlo anche tu?

Una Riflessione di Monica Origano

C’è una grande ricerca e una aspettativa solo per i miracoli fisici, anche se alla fine, il corpo andrà sempre alla polvere; nessun interesse, invece, per quello più importante ed eterno: la salvezza dell’anima, che è eterna.
Gesù, e solo Lui, può farlo; fa grazia e guarisce il corpo, ma Egli però è venuto principalmente per salvare l’uomo dal cancro del peccato.
“Io sono venuto” disse Gesù, “ perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza” (Giovanni 10:10); sia quella fisica che quella spirituale ed eterna.
Quanto è il suo costo? Il cielo è gratuito o niente! La vita eterna è gratuita o niente!
A noi non costa nulla, ma Gesù ha pagato duramente il nostro debito in croce, per questo Dio Padre, che ti ha tanto amato da far morire il Suo unico Figlio al posto tuo, fa dichiarare solennemente nella Bibbia: “Come scamperemo noi se trascuriamo una così grande salvezza?” (Ebrei 2:3).
Desidera, cerca, chiedi la salvezza dell’anima, ed Egli non mancherà di benedire anche la tua vita fisica.
La Bibbia si conclude con un bel desiderio di Dio per te: “La grazia del Signore Gesù sia con tutti voi” (Apocalisse 22:21).
Che anche il tuo più grande desiderio sia per Lui.

Una Riflessione di Nicola Scorsone












Una poesia di Rosaria Schimmenti.

Amare la vita, e tutto ciò che è bello.

Arricchire i nostri occhi, alimentare la nostra mente con i doni del creato,
che  rivelano amore e generosità,
e a sua volta ci trasmettono gioia e serenità.

Amare i  fiori,
con la varietà dei colori e i suoi profumi soavi.

Amare il mare con le sue onde spumeggiante,
che ci alimenta dell’ossigeno e dello iodio in ogni istante.

Amare il cielo azzurro e limpido,
che rispecchia la purezza del Creatore,
e  il sole che ci dona luce, vita e calore, arricchendoci  di bellezza e di splendore.

Amare i prati verdi, i ruscelli, i fiumi, i laghi, le montagne e le colline,
che sembrano dirci: noi  viviamo ed esistiamo per rendervi felici.

Amare la varietà delle creature volatili del cielo e tutti  gli animali dei campi,
che con la loro bellezza e i  cuccioli giocherelloni ci rallegrano, trasmettendoci gioia e tenerezza.

E che dire ancora degli altri buoni doni e talenti con cui  Dio ha arricchito l’uomo?
Della buona musica, l’arte, la varietà delle razze, costumi e il dono di procreare?
Le coppie di fidanzati che si amano, si sposano e formano  famiglie?
La bellezza dei  bambini, con i loro sorrisi dolci e genuini che sensibilizzano i nostri cuori?

Questi e altri buoni doni, Dio ci ha donato come alimento di vita,
per incamminarci nel suo sentiero e poter ottenere anche noi un'esistenza infinita.

La personalità e il carattere del Creatore è evidente.
Egli è luce, gioia, bellezza, generosità e amore,
per questo è vitale è immortale.

A noi sue creature, ci ha anche donato un'anima, il Signore,
ci ha donato un cuore, ci ha donato dei sentimenti,
per esprimere la pace e il suo divino amore.

Assimilare la Sua personalità è necessario,
per sconfigge sofferenza e mortalità,
infatti è il primo comandamento datoci da Gesù,
il secondo comandamento è simile: ama il prossimo tuo come te stesso,
che sono doti e qualità del Divino.

Apriamo la finestra del nostro cuore
e lasciamo entrare il sole della bellezza, della gioia,
e dell’amore del nostro Divin Signore.
Da quel lontano primo festeggiamento della Pasqua cristiana ne abbiamo fatta di strada. 
In verità pero, anche se sono passati meno di 2.000 anni dalla morte di Gesù, le feste pasquali festeggiate sono molte di più di 2.000: sin dalla prima, festeggiata con Gesù stesso e nel modo come Lui la istituita, ad oggi, ne saranno passate circa 104.364. Se calcoliamo poi che i primi discepoli spesso la festeggiavano quasi ogni giorno, arriveremo ad un numero ancor più alto.
Il fulcro di questa festività è il ricordare la morte e la resurrezione di Gesù per la salvezza di un’umanità perduta.
Gesù insegnò ai suoi discepoli di mantenere vivo questo ricordo in adorazione e ringraziamento, prendendo il pane e il vino, rappresentazioni del Suo corpo straziato sulla croce e del sangue versato.

“Mentre mangiavano, Gesù prese del pane e, dopo aver detto la benedizione, lo ruppe e lo diede ai suoi discepoli dicendo: «Prendete, mangiate, questo è il mio corpo». Poi, preso un calice e rese grazie, lo diede loro, dicendo: «Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue, il sangue del patto, il quale è sparso per molti per il perdono dei peccati. Vi dico che da ora in poi non berrò più di questo frutto della vigna, fino al giorno che lo berrò nuovo con voi nel regno del Padre mio»” (Matteo 26:26-29).
Nel corso dei secoli però, mentre Gesù insegno che i credenti dovevano prenderne tutti, si arrivò che il vino lo beve solo il clero, e i fedeli prendono solo una specie di pane.
Altri, invece, riservano i simboli del pane e del vino soltanto ad una casta speciale di 144.000 uomini, mentre tutti gli altri se li fanno passare davanti non prendendone parte.

I gesti così semplici e gli insegnamenti così chiari di Gesù sono purtroppo stati resi tanto irraggiungibili e complicati.
Nel prendere questi simboli, diciamo al Padre con sospiri ineffabili per mezzo dello Spirito Santo: “Grazie che ci hai salvati, dal giudizio, dalla morte e dall'inferno, per mezzo del sacrificio del Tuo unico Figlio Gesù”.
Pasqua, infatti, vuol dire “Passaggio”: il passaggio dalla morte spirituale alla resurrezione con Gesù.
Se non si è stati realmente salvati, con la conseguente certezza del Paradiso, diventa un rito senza valore.

Un altro bel significato della Pasqua è il seguente: “Poiché ogni volta che mangiate questo pane e bevete da questo calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga” (1 Corinzi 11:26).
L’annuncio dell'imminente ritorno di Gesù, quando, come disse Lui stesso, berremo di nuovo insieme il frutto della vigna nel regno del Padre Suo.
Senza la piena consapevolezza di esserci quel giorno - o peggio ancora di non credere al Suo ritorno - rimane solo una funzione senza vita.
Il ladrone in croce dopo la sua morte festeggiò la sua prima Pasqua col vivente Salvatore in Paradiso.
Presto a quella Pasqua celeste ed eterna ci saremo pure noi.
Ci sarai anche tu?
Questo è il nostro migliore augurio dal cuore.
Buona Pasqua con Gesù!

Una meditazione di Nicola Scorsone
La passione di nostro Signore Gesù Cristo è un sacrificio prezioso offerto da Dio in nostro favore.
Prima che Gesù desse la vita fisica vi è stato il dono interiore, infine ha dato il suo corpo adempiendo la Legge divina del donarsi per la salvezza del prossimo.
Le sue ultime parole “TUTTO E’ COMPIUTO”, confermano un amore completo da parte di Dio Padre e di Gesù Cristo, in armonia con la legge universale, che ci insegna che ogni essere vivente deve esistere per il bene comune, fino a donarsi.
Ed è stato proprio questo donarsi a manifestare la risurrezione ad una nuova vita immortale.
Cristo non è morto perché continuassimo a peccare, ma perché smettessimo di seguire le nostre vie e seguissimo le Sue, se vogliamo ereditare la vera vita.

La Vita eterna è un dono gratuito di Dio, ma noi dobbiamo "collaborare" con Lui, dobbiamo rispondere al Suo gesto d'amore.
Gesù stesso dice: “Non chiunque mi dice "Signore, Signore" entrerà nel Regno dei cieli, ma chi avrà fatto la volontà del Padre mio che è nei cieli” (Matteo 7:21-23).
La fedeltà alla Legge del Signore porta benedizione, ma è rigida, esige l’amore, l’unione e l’armonia, mentre se la si profana si subiranno serie conseguenze, perché Essa non tollera la trasgressione e si difende eliminando il male (Deuteronomio cap.28).
Dio per primo è stato fedele alla sua legge venendoci in soccorso tramite il Figlio.
E Gesù, a sua volta, l’ha adempiuta, sottomettendosi alla volontà del Padre, fino a donarsi per noi, insegnandoci l’amore e l’unione.

Se non realizziamo questo non usciremo mai dal tunnel della sofferenza e della mortalità.
La Parola di Dio ci dice anche che per l’espiazione delle trasgressioni è richiesto il sangue (Ebrei 9:22); infatti il popolo di Dio per espiare i propri peccati offriva sacrifici di animali.
Con la venuta di Cristo e stata abolita la Vecchia alleanza e si è entrati nella Nuova, tramite il sangue di Cristo.
Questo da inizio alla preparazione della restaurazione di cui hanno parlano tutti i profeti.
Per primo vi è stato il sacrificio del Figlio di Dio, che trae a se, con la risurrezione, il nuovo popolo eletto, che deve regnare in futuro con Lui; e da questo, l’invito a usufruire del sangue di Gesù per il perdono dei peccati e a seguire il suo insegnamento, che è per tutte le genti.

Dal momento che Gesù Cristo ha offerto il suo sangue per redimerci, proponendoci questa Nuova alleanza, viene richiesto da parte nostra una prova di accettazione, confidando in Cristo e accettarlo come nostro Signore, Salvatore e Maestro, seguendo il suo insegnamento; diversamente, il suo sangue non ha valore, confermandoci la condanna di morte eterna per le nostre trasgressioni.
Gesù è venuto anche per radunare i figli di Dio dispersi, ci ha insegnato l’unità con Dio e fra di noi.
Noi siamo stati portati all'esistenza per far parte di un corpo unito; questa verità è una legge eterna che vi è in ogni realtà creata, a partire dal nostro organismo all'atomo, il quale è composto di tante particelle unite, e questo, a sua volta, è unito ad altri formando atri organismi più grandi, e così via.

Questo è il principio della creazione divina: l’Unione.
Quindi affinché ogni cosa si armonizzasse, protendendosi verso la perfezione, il Signore Gesù si è impegnato, e ci ha insegnato, affinché si realizzi questa Unione, la quale fa anche parte delle fondamenta della Legge di Dio, portando armonia, pace e vita, e il tutto, collegato con lo Spirito Santo, che procede da Dio, avendo come risultato vita alla creazione: uomo, piante, animali.

Una Riflessione di Rosaria Schimmenti

Ci poniamo delle domande: "In noi, come nel mondo, Dio è presente o è assente? La Sua pace, il Suo amore, le Sue leggi dimorano in noi? Nelle nostre famiglie? Nelle nostre case? Nelle nostre città?
O stiamo correndo in cerca di benessere, pace e felicità senza la bussola dei Suoi comandamenti? (Proverbi capitolo 3).
Non possiamo risolvere i problemi che ci affliggono se non usiamo la chiara e sicura bussola morale che Dio ci ha fornito tramite la Sua parola.
Il peccato non da mai felicità, la malvagità non da mai felicità, la trasgressione non da mai felicità, perché violiamo la sacra Legge di Dio che governa tutta la creazione; ed essendo noi parte di questa ne siamo coinvolti.

Noi uomini siamo stati creati per vivere nella legalità, nella rettitudine e nel rispetto reciproco, per custodire e far moltiplicare i doni che Dio ci ha elargito.
La prova tangibile del nostro bisogno di bene viene evidenziato nella nostra vita quando abbiamo veri amici e buoni rapporti con il prossimo; siamo più sereni e felici, perché il bene è l'alimento principale di cui abbiamo bisogno, e quindi dobbiamo fare del nostro meglio per realizzarlo, per stare bene con noi e con quelli che ci circondano.
Gesù, riguardo a questo, ha detto: “IO SONO IL PANE DELLA VITA... CHI BEVE L’ACQUA CHE IO GLI DARO’ NON AVRA’ PIU’ SETE”.
Dio, nel corso della storia umana, ha inviato i Suoi profeti, alla fine ha mandato Suo Figlio per istruirci.

Nell'occasione della trasfigurazione di Gesù, il Padre ha parlato direttamente dal Cielo.
Abbiamo dei testimoni a riguardo, i tre Apostoli: Pietro, Giacomo e Giovanni.
Questi sono stati invitati da Gesù a salire con lui sul monte, e lì apparvero Mosè ed Elia, i quali parlarono con il Signore, essendo avvolti da una luce incandescente; e udirono una voce dal Cielo che diceva: “QUESTO E’ IL MIO FIGLIO DILETTO, ASCOLTATELO!” (Luca 9:35).
E' una questione di vita o di morte per noi ascoltare e fare nostro l’insegnamento del Figlio di Dio.
Gesù ci ha indicato la Via percorrendola Lui per primo; adempiendo la Legge d'amore ha superato la morte, perché ha vinto il male con il bene; risorgendo immortale ci ha indicato il sentiero da seguire per poter ottenere anche noi la Vita eterna.

Come vediamo, non si tratta di appartenere ad una religione senza vivere il Vangelo!
La vita, che Dio ci offre in Cristo, o si accetta, o si rifiuta, non vi sono vie di mezzo.
Per chi ama il bene questa è una Buona notizia che procura gioia, pace è felicità.
Il soccorso e l’amore di Dio, quando viene accettato, ci apre la porta a una nuova vita da figli di Dio anche qui sulla terra.
Gli Apostoli e altri fedeli sono morti da martiri per difendere questa verità e trasmetterla a noi, hanno preferito morire che rinunciare alla Vita eterna donata dal Messia.

Una Riflessione di Rosaria Schimmenti

Carissimo,
può darsi che tu non mi conosca, però io ti conosco bene:
so quando ti siedi e quando ti alzi;
io intendo il tuo pensiero da lontano.
Tutto ciò che fai è da me conosciuto,
perfino i capelli del tuo capo sono tutti contati, perché sei stato creato a mia immagine.
La tua vita è nascosta in me, tu vivi e ti muovi in me.
Io ti ho procreato, non sei nato per sbaglio.
Io ti ho formato nel ventre di tua madre,
e quando sei nato io ti ho dato un caldo benvenuto!

Non sono lontano da te;
non sono arrabbiato con te,
io sono l'Amore perfetto e desidero grandemente colmarti del mio immenso amore,
semplicemente perché sono tuo Padre e tu sei mio figlio.
Io ti dono molto più di quello che può darti un padre terrestre, perché io sono Padre perfetto.
Tutte le cose buone e perfette vengono dalla mia mano.

Io ti do ciò di cui hai bisogno.
Il mio piano per il tuo futuro è sempre pieno di speranza, perché ti amo di un amore eterno.
Lo sai che ti penso sempre?
Spesso canto un canto di gioia per te,
non mi fermo mai di cercare il tuo bene,
perché sei il mio tesoro prezioso.
Desidero anche rendere forte la tua fede,
mostrandoti cose ancora più grandi e meravigliose.

Se mi cerchi con tutto il tuo cuore, mi troverai.
Rallegrati in me e io esaudirò i desideri del tuo cuore,
anzi farò molto di più di quello che tu pensi e desideri!
Sono anche il Padre della consolazione e quando ti senti abbattuto,
io sono vicino a te per incoraggiarti.
Come un pastore porta la sua pecora in braccio, così io ti stringo al mio cuore.

Asciugherò tutte le tue lacrime e porterò via tutte le sofferenze e i dolori che hai subito nella tua vita.
Io sono tuo Padre e ti amo così tanto quanto amo mio Figlio, Gesù Cristo.
Guarda a lui e vedrai il mio amore per te; egli è l'immagine perfetta ed esatta di me.
Egli è venuto per mostrarti che io sono benevolo verso di te e non sono contro di te.
Non guardo più ai tuoi peccati, perché Gesù morì per perdonarti e liberarti.

Adesso tu ed io possiamo vivere insieme!
La morte di mio Figlio Gesù è stata la massima espressione del mio amore per te,
ho rinunciato a tutto ciò che mi era più caro per te.
Se accetti mio Figlio Gesù nel tuo cuore, e ti impegni a realizzare la mia volontà sulla terra,
un giorno faremo una grande festa in Cielo, tutti insieme.

A presto,
tuo Padre, Dio Onnipotente.
Tutti i cittadini di Sodoma e di Gomorra, vecchi e giovani, andarono a bussare a casa di Lot, chiedendo di avere relazione sessuale con i suoi ospiti (Genesi 19:4-8).
Lì, allora, era normale fare una richiesta del genere!
Immaginatevi qualcuno che viene a bussarvi e vi chieda di poter avere rapporti sessuali con un vostro ospite, immediatamente chiedereste l’intervento dei Carabinieri o della Polizia; ma a Sodoma era legale, tanto che Lot offrì le sue figliuole in cambio, pur di salvare gli ospiti.

Nell’esercizio del nostro mandato di evangelizzazione si riscontrano spesso persone che si sono avvicinate a noi con situazioni familiari precarie, a volte promiscue, senza esserci mai stato nessun cenno di autocritica o ravvedimento.
La chiesa ufficiale, apertamente è contraria al divorzio, ma prevede un’escamotage: l’annullamento tramite il ricorso alla Sacra Rota.
Un mio amico, ha avuto annullato il matrimonio dopo undici anni, con un figlio di dieci anni, per potersi risposare in Chiesa Cattolica con l’amante vent’anni più piccola di lui.
Occhio di popolo? O pretendere di portare la benedizione di Dio nella propria vita?

Qualche anno fa hanno fondato in Olanda il partito dei pedofili; in Italia sono stati eletti a governare regioni e comuni omosessuali e transessuali.
In Italia è legale eleggere qualcuno dal sesso indefinibile; sarà tra poco possibile legalizzare anche il comportamento dei pedofili, per adeguarci agli altri Paesi europei?
Quel bussare all’uscio di Lot fu l’ultimo atto che si compì prima della distruzione di Sodoma!
La pretesa dei pedofili di legalizzare un abominio sarà la goccia che farà traboccare il vaso?

Dobbiamo convertirci, vergognandoci dei nostri peccati e invitare Dio a farci fare la Sua volontà, prendendo la nostra croce e seguirlo, o preferite chiedere a Dio la benedizione dei vostri peccati, invitandolo ad avallare le vostre vie malvagie e a seguirvi?
Tra la confusione tipica degli ultimi tempi, peggiore dell’ateismo c’è il sincretismo religioso e lo spirito di religiosità che fa buone tutte le cose, presenta un dio comune a tutti, accomodante, i cui comandamenti sono stati relativizzati dal modernismo dei tempi, un'evoluzione in cui dio si è anch’egli evoluto adeguandosi ai costumi degli uomini.

Proprio così: ”...dottori secondo le loro proprie voglie” (2ª Timoteo 4:3).
Predichiamo la croce, annunciamo il vero Dio; verranno tempi difficili, dove non si potrà apertamente evangelizzare; l’apostasia è gia arrivata; chi ha occhi da vedere e orecchie da udire prenda posizione: Gesù è alle porte.

Una Riflessione di Nicolò Sardo
Ogni anno speriamo sempre in un cambiamento al meglio, principalmente per la salute, poi nell’economia, poi una bella vincita al totip o titap, non farebbe male.
Teresa spera in un bel principe azzurro; Gianni in un buon posto di lavoro... basta trovare l’onorevole giusto!
Chi non ha un sogno da realizzare!?
Si continuerà a protestare contro le guerre con nuove marce per la pace, ma nella storia dell’umanità, ad iniziare dal signor Caino, fino ai signori della guerra di oggi, non è cambiato nulla.
Si protesterà contro tutti i forum e i G8 di questo mondo per gridare: “La terra non è in vendita!!!”.
Ci si batterà per salvare i fagioli da mostruose manipolazioni genetiche, dal rischio di farli diventare topi di fogna; giù le zampe anche dalle nostre patate, tutto D.O.C.

Si faranno scioperi per il buco nell’ozono e nelle nostre tasche per il caro vita.
Tutte le maggioranze e le opposizioni del mondo faranno finalmente a gara per garantire il loro prossimo, o continueranno a mordersi e divorarsi gli uni gli altri, fino a consumarsi!? (Galati 5:14-15).
Chi resterà e chi sarà trapassato? Tu, io!?
“Anno nuovo, vita nuova!”, ma qual è il significato di questo slogan?
In linea di massima, per tutto l’anno, credo, significhi: “Prima di tutto io, il mio benessere! Questa è casa mia e qui comando io, guai a chi la tocca! Poi possibilmente quel che mio è mio e quel che è tuo è pure mio!”.
Tutte qui le nostre speranze!? Poggiate su cose che non arrivano più in su del nostro naso!

Cosa ne pensate di quelle che perseguono per un vero rinnovamento?
“Non siate dunque in ansia, dicendo: Che mangeremo? Che berremo? Di che ci vestiremo? Perché sono i pagani che ricercano tutte queste cose, ma il Padre vostro celeste sa che avete bisogno di tutte queste cose. 
Cercate prima il regno e la giustizia di Dio e tutte queste cose vi saranno date in più. 
Non siate dunque in ansia per il domani, perché il domani si preoccuperà di sé stesso, basta a ciascun giorno il suo affanno. 
Non fatevi tesori sulla terra, dove la tignola e la ruggine consumano, e dove i ladri scassinano e rubano, ma fatevi tesori in Cielo, dove né tignola né ruggine consumano, e dove i ladri non scassinano né rubano; perché dov’è il tuo tesoro, lì sarà anche il tuo cuore” (Gesù) - (Matteo 6:31-34; 19-21).
E con il salmista ogni cuore che spera in Dio con fiducia, con lode e con ringraziamento per questo Nuovo anno possa esclamare: “Sia benedetto il Signore! Giorno per giorno porta per noi il nostro peso, il Dio della nostra salvezza” (Salmo 68:19).

Una Riflessione di Nicola Scorsone
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