Il Blog di Incontrare Gesù

Articoli di attualità, esperienze personali e meditazioni su argomenti etici morali, sulla fede cristiana e sulla religione in generale.

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Da quel lontano primo festeggiamento della Pasqua cristiana ne abbiamo fatta di strada. 
In verità pero, anche se sono passati meno di 2.000 anni dalla morte di Gesù, le feste pasquali festeggiate sono molte di più di 2.000: sin dalla prima, festeggiata con Gesù stesso e nel modo come Lui la istituita, ad oggi, ne saranno passate circa 104.364. Se calcoliamo poi che i primi discepoli spesso la festeggiavano quasi ogni giorno, arriveremo ad un numero ancor più alto.
Il fulcro di questa festività è il ricordare la morte e la resurrezione di Gesù per la salvezza di un’umanità perduta.
Gesù insegnò ai suoi discepoli di mantenere vivo questo ricordo in adorazione e ringraziamento, prendendo il pane e il vino, rappresentazioni del Suo corpo straziato sulla croce e del sangue versato.

“Mentre mangiavano, Gesù prese del pane e, dopo aver detto la benedizione, lo ruppe e lo diede ai suoi discepoli dicendo: «Prendete, mangiate, questo è il mio corpo». Poi, preso un calice e rese grazie, lo diede loro, dicendo: «Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue, il sangue del patto, il quale è sparso per molti per il perdono dei peccati. Vi dico che da ora in poi non berrò più di questo frutto della vigna, fino al giorno che lo berrò nuovo con voi nel regno del Padre mio»” (Matteo 26:26-29).
Nel corso dei secoli però, mentre Gesù insegno che i credenti dovevano prenderne tutti, si arrivò che il vino lo beve solo il clero, e i fedeli prendono solo una specie di pane.
Altri, invece, riservano i simboli del pane e del vino soltanto ad una casta speciale di 144.000 uomini, mentre tutti gli altri se li fanno passare davanti non prendendone parte.

I gesti così semplici e gli insegnamenti così chiari di Gesù sono purtroppo stati resi tanto irraggiungibili e complicati.
Nel prendere questi simboli, diciamo al Padre con sospiri ineffabili per mezzo dello Spirito Santo: “Grazie che ci hai salvati, dal giudizio, dalla morte e dall'inferno, per mezzo del sacrificio del Tuo unico Figlio Gesù”.
Pasqua, infatti, vuol dire “Passaggio”: il passaggio dalla morte spirituale alla resurrezione con Gesù.
Se non si è stati realmente salvati, con la conseguente certezza del Paradiso, diventa un rito senza valore.

Un altro bel significato della Pasqua è il seguente: “Poiché ogni volta che mangiate questo pane e bevete da questo calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga” (1 Corinzi 11:26).
L’annuncio dell'imminente ritorno di Gesù, quando, come disse Lui stesso, berremo di nuovo insieme il frutto della vigna nel regno del Padre Suo.
Senza la piena consapevolezza di esserci quel giorno - o peggio ancora di non credere al Suo ritorno - rimane solo una funzione senza vita.
Il ladrone in croce dopo la sua morte festeggiò la sua prima Pasqua col vivente Salvatore in Paradiso.
Presto a quella Pasqua celeste ed eterna ci saremo pure noi.
Ci sarai anche tu?
Questo è il nostro migliore augurio dal cuore.
Buona Pasqua con Gesù!

Una meditazione di Nicola Scorsone
La passione di nostro Signore Gesù Cristo è un sacrificio prezioso offerto da Dio in nostro favore.
Prima che Gesù desse la vita fisica vi è stato il dono interiore, infine ha dato il suo corpo adempiendo la Legge divina del donarsi per la salvezza del prossimo.
Le sue ultime parole “TUTTO E’ COMPIUTO”, confermano un amore completo da parte di Dio Padre e di Gesù Cristo, in armonia con la legge universale, che ci insegna che ogni essere vivente deve esistere per il bene comune, fino a donarsi.
Ed è stato proprio questo donarsi a manifestare la risurrezione ad una nuova vita immortale.
Cristo non è morto perché continuassimo a peccare, ma perché smettessimo di seguire le nostre vie e seguissimo le Sue, se vogliamo ereditare la vera vita.

La Vita eterna è un dono gratuito di Dio, ma noi dobbiamo "collaborare" con Lui, dobbiamo rispondere al Suo gesto d'amore.
Gesù stesso dice: “Non chiunque mi dice "Signore, Signore" entrerà nel Regno dei cieli, ma chi avrà fatto la volontà del Padre mio che è nei cieli” (Matteo 7:21-23).
La fedeltà alla Legge del Signore porta benedizione, ma è rigida, esige l’amore, l’unione e l’armonia, mentre se la si profana si subiranno serie conseguenze, perché Essa non tollera la trasgressione e si difende eliminando il male (Deuteronomio cap.28).
Dio per primo è stato fedele alla sua legge venendoci in soccorso tramite il Figlio.
E Gesù, a sua volta, l’ha adempiuta, sottomettendosi alla volontà del Padre, fino a donarsi per noi, insegnandoci l’amore e l’unione.

Se non realizziamo questo non usciremo mai dal tunnel della sofferenza e della mortalità.
La Parola di Dio ci dice anche che per l’espiazione delle trasgressioni è richiesto il sangue (Ebrei 9:22); infatti il popolo di Dio per espiare i propri peccati offriva sacrifici di animali.
Con la venuta di Cristo e stata abolita la Vecchia alleanza e si è entrati nella Nuova, tramite il sangue di Cristo.
Questo da inizio alla preparazione della restaurazione di cui hanno parlano tutti i profeti.
Per primo vi è stato il sacrificio del Figlio di Dio, che trae a se, con la risurrezione, il nuovo popolo eletto, che deve regnare in futuro con Lui; e da questo, l’invito a usufruire del sangue di Gesù per il perdono dei peccati e a seguire il suo insegnamento, che è per tutte le genti.

Dal momento che Gesù Cristo ha offerto il suo sangue per redimerci, proponendoci questa Nuova alleanza, viene richiesto da parte nostra una prova di accettazione, confidando in Cristo e accettarlo come nostro Signore, Salvatore e Maestro, seguendo il suo insegnamento; diversamente, il suo sangue non ha valore, confermandoci la condanna di morte eterna per le nostre trasgressioni.
Gesù è venuto anche per radunare i figli di Dio dispersi, ci ha insegnato l’unità con Dio e fra di noi.
Noi siamo stati portati all'esistenza per far parte di un corpo unito; questa verità è una legge eterna che vi è in ogni realtà creata, a partire dal nostro organismo all'atomo, il quale è composto di tante particelle unite, e questo, a sua volta, è unito ad altri formando atri organismi più grandi, e così via.

Questo è il principio della creazione divina: l’Unione.
Quindi affinché ogni cosa si armonizzasse, protendendosi verso la perfezione, il Signore Gesù si è impegnato, e ci ha insegnato, affinché si realizzi questa Unione, la quale fa anche parte delle fondamenta della Legge di Dio, portando armonia, pace e vita, e il tutto, collegato con lo Spirito Santo, che procede da Dio, avendo come risultato vita alla creazione: uomo, piante, animali.

Una Riflessione di Rosaria Schimmenti

Ci poniamo delle domande: "In noi, come nel mondo, Dio è presente o è assente? La Sua pace, il Suo amore, le Sue leggi dimorano in noi? Nelle nostre famiglie? Nelle nostre case? Nelle nostre città?
O stiamo correndo in cerca di benessere, pace e felicità senza la bussola dei Suoi comandamenti? (Proverbi capitolo 3).
Non possiamo risolvere i problemi che ci affliggono se non usiamo la chiara e sicura bussola morale che Dio ci ha fornito tramite la Sua parola.
Il peccato non da mai felicità, la malvagità non da mai felicità, la trasgressione non da mai felicità, perché violiamo la sacra Legge di Dio che governa tutta la creazione; ed essendo noi parte di questa ne siamo coinvolti.

Noi uomini siamo stati creati per vivere nella legalità, nella rettitudine e nel rispetto reciproco, per custodire e far moltiplicare i doni che Dio ci ha elargito.
La prova tangibile del nostro bisogno di bene viene evidenziato nella nostra vita quando abbiamo veri amici e buoni rapporti con il prossimo; siamo più sereni e felici, perché il bene è l'alimento principale di cui abbiamo bisogno, e quindi dobbiamo fare del nostro meglio per realizzarlo, per stare bene con noi e con quelli che ci circondano.
Gesù, riguardo a questo, ha detto: “IO SONO IL PANE DELLA VITA... CHI BEVE L’ACQUA CHE IO GLI DARO’ NON AVRA’ PIU’ SETE”.
Dio, nel corso della storia umana, ha inviato i Suoi profeti, alla fine ha mandato Suo Figlio per istruirci.

Nell'occasione della trasfigurazione di Gesù, il Padre ha parlato direttamente dal Cielo.
Abbiamo dei testimoni a riguardo, i tre Apostoli: Pietro, Giacomo e Giovanni.
Questi sono stati invitati da Gesù a salire con lui sul monte, e lì apparvero Mosè ed Elia, i quali parlarono con il Signore, essendo avvolti da una luce incandescente; e udirono una voce dal Cielo che diceva: “QUESTO E’ IL MIO FIGLIO DILETTO, ASCOLTATELO!” (Luca 9:35).
E' una questione di vita o di morte per noi ascoltare e fare nostro l’insegnamento del Figlio di Dio.
Gesù ci ha indicato la Via percorrendola Lui per primo; adempiendo la Legge d'amore ha superato la morte, perché ha vinto il male con il bene; risorgendo immortale ci ha indicato il sentiero da seguire per poter ottenere anche noi la Vita eterna.

Come vediamo, non si tratta di appartenere ad una religione senza vivere il Vangelo!
La vita, che Dio ci offre in Cristo, o si accetta, o si rifiuta, non vi sono vie di mezzo.
Per chi ama il bene questa è una Buona notizia che procura gioia, pace è felicità.
Il soccorso e l’amore di Dio, quando viene accettato, ci apre la porta a una nuova vita da figli di Dio anche qui sulla terra.
Gli Apostoli e altri fedeli sono morti da martiri per difendere questa verità e trasmetterla a noi, hanno preferito morire che rinunciare alla Vita eterna donata dal Messia.

Una Riflessione di Rosaria Schimmenti

Carissimo,
può darsi che tu non mi conosca, però io ti conosco bene:
so quando ti siedi e quando ti alzi;
io intendo il tuo pensiero da lontano.
Tutto ciò che fai è da me conosciuto,
perfino i capelli del tuo capo sono tutti contati, perché sei stato creato a mia immagine.
La tua vita è nascosta in me, tu vivi e ti muovi in me.
Io ti ho procreato, non sei nato per sbaglio.
Io ti ho formato nel ventre di tua madre,
e quando sei nato io ti ho dato un caldo benvenuto!

Non sono lontano da te;
non sono arrabbiato con te,
io sono l'Amore perfetto e desidero grandemente colmarti del mio immenso amore,
semplicemente perché sono tuo Padre e tu sei mio figlio.
Io ti dono molto più di quello che può darti un padre terrestre, perché io sono Padre perfetto.
Tutte le cose buone e perfette vengono dalla mia mano.

Io ti do ciò di cui hai bisogno.
Il mio piano per il tuo futuro è sempre pieno di speranza, perché ti amo di un amore eterno.
Lo sai che ti penso sempre?
Spesso canto un canto di gioia per te,
non mi fermo mai di cercare il tuo bene,
perché sei il mio tesoro prezioso.
Desidero anche rendere forte la tua fede,
mostrandoti cose ancora più grandi e meravigliose.

Se mi cerchi con tutto il tuo cuore, mi troverai.
Rallegrati in me e io esaudirò i desideri del tuo cuore,
anzi farò molto di più di quello che tu pensi e desideri!
Sono anche il Padre della consolazione e quando ti senti abbattuto,
io sono vicino a te per incoraggiarti.
Come un pastore porta la sua pecora in braccio, così io ti stringo al mio cuore.

Asciugherò tutte le tue lacrime e porterò via tutte le sofferenze e i dolori che hai subito nella tua vita.
Io sono tuo Padre e ti amo così tanto quanto amo mio Figlio, Gesù Cristo.
Guarda a lui e vedrai il mio amore per te; egli è l'immagine perfetta ed esatta di me.
Egli è venuto per mostrarti che io sono benevolo verso di te e non sono contro di te.
Non guardo più ai tuoi peccati, perché Gesù morì per perdonarti e liberarti.

Adesso tu ed io possiamo vivere insieme!
La morte di mio Figlio Gesù è stata la massima espressione del mio amore per te,
ho rinunciato a tutto ciò che mi era più caro per te.
Se accetti mio Figlio Gesù nel tuo cuore, e ti impegni a realizzare la mia volontà sulla terra,
un giorno faremo una grande festa in Cielo, tutti insieme.

A presto,
tuo Padre, Dio Onnipotente.
Tutti i cittadini di Sodoma e di Gomorra, vecchi e giovani, andarono a bussare a casa di Lot, chiedendo di avere relazione sessuale con i suoi ospiti (Genesi 19:4-8).
Lì, allora, era normale fare una richiesta del genere!
Immaginatevi qualcuno che viene a bussarvi e vi chieda di poter avere rapporti sessuali con un vostro ospite, immediatamente chiedereste l’intervento dei Carabinieri o della Polizia; ma a Sodoma era legale, tanto che Lot offrì le sue figliuole in cambio, pur di salvare gli ospiti.

Nell’esercizio del nostro mandato di evangelizzazione si riscontrano spesso persone che si sono avvicinate a noi con situazioni familiari precarie, a volte promiscue, senza esserci mai stato nessun cenno di autocritica o ravvedimento.
La chiesa ufficiale, apertamente è contraria al divorzio, ma prevede un’escamotage: l’annullamento tramite il ricorso alla Sacra Rota.
Un mio amico, ha avuto annullato il matrimonio dopo undici anni, con un figlio di dieci anni, per potersi risposare in Chiesa Cattolica con l’amante vent’anni più piccola di lui.
Occhio di popolo? O pretendere di portare la benedizione di Dio nella propria vita?

Qualche anno fa hanno fondato in Olanda il partito dei pedofili; in Italia sono stati eletti a governare regioni e comuni omosessuali e transessuali.
In Italia è legale eleggere qualcuno dal sesso indefinibile; sarà tra poco possibile legalizzare anche il comportamento dei pedofili, per adeguarci agli altri Paesi europei?
Quel bussare all’uscio di Lot fu l’ultimo atto che si compì prima della distruzione di Sodoma!
La pretesa dei pedofili di legalizzare un abominio sarà la goccia che farà traboccare il vaso?

Dobbiamo convertirci, vergognandoci dei nostri peccati e invitare Dio a farci fare la Sua volontà, prendendo la nostra croce e seguirlo, o preferite chiedere a Dio la benedizione dei vostri peccati, invitandolo ad avallare le vostre vie malvagie e a seguirvi?
Tra la confusione tipica degli ultimi tempi, peggiore dell’ateismo c’è il sincretismo religioso e lo spirito di religiosità che fa buone tutte le cose, presenta un dio comune a tutti, accomodante, i cui comandamenti sono stati relativizzati dal modernismo dei tempi, un'evoluzione in cui dio si è anch’egli evoluto adeguandosi ai costumi degli uomini.

Proprio così: ”...dottori secondo le loro proprie voglie” (2ª Timoteo 4:3).
Predichiamo la croce, annunciamo il vero Dio; verranno tempi difficili, dove non si potrà apertamente evangelizzare; l’apostasia è gia arrivata; chi ha occhi da vedere e orecchie da udire prenda posizione: Gesù è alle porte.

Una Riflessione di Nicolò Sardo
Ogni anno speriamo sempre in un cambiamento al meglio, principalmente per la salute, poi nell’economia, poi una bella vincita al totip o titap, non farebbe male.
Teresa spera in un bel principe azzurro; Gianni in un buon posto di lavoro... basta trovare l’onorevole giusto!
Chi non ha un sogno da realizzare!?
Si continuerà a protestare contro le guerre con nuove marce per la pace, ma nella storia dell’umanità, ad iniziare dal signor Caino, fino ai signori della guerra di oggi, non è cambiato nulla.
Si protesterà contro tutti i forum e i G8 di questo mondo per gridare: “La terra non è in vendita!!!”.
Ci si batterà per salvare i fagioli da mostruose manipolazioni genetiche, dal rischio di farli diventare topi di fogna; giù le zampe anche dalle nostre patate, tutto D.O.C.

Si faranno scioperi per il buco nell’ozono e nelle nostre tasche per il caro vita.
Tutte le maggioranze e le opposizioni del mondo faranno finalmente a gara per garantire il loro prossimo, o continueranno a mordersi e divorarsi gli uni gli altri, fino a consumarsi!? (Galati 5:14-15).
Chi resterà e chi sarà trapassato? Tu, io!?
“Anno nuovo, vita nuova!”, ma qual è il significato di questo slogan?
In linea di massima, per tutto l’anno, credo, significhi: “Prima di tutto io, il mio benessere! Questa è casa mia e qui comando io, guai a chi la tocca! Poi possibilmente quel che mio è mio e quel che è tuo è pure mio!”.
Tutte qui le nostre speranze!? Poggiate su cose che non arrivano più in su del nostro naso!

Cosa ne pensate di quelle che perseguono per un vero rinnovamento?
“Non siate dunque in ansia, dicendo: Che mangeremo? Che berremo? Di che ci vestiremo? Perché sono i pagani che ricercano tutte queste cose, ma il Padre vostro celeste sa che avete bisogno di tutte queste cose. 
Cercate prima il regno e la giustizia di Dio e tutte queste cose vi saranno date in più. 
Non siate dunque in ansia per il domani, perché il domani si preoccuperà di sé stesso, basta a ciascun giorno il suo affanno. 
Non fatevi tesori sulla terra, dove la tignola e la ruggine consumano, e dove i ladri scassinano e rubano, ma fatevi tesori in Cielo, dove né tignola né ruggine consumano, e dove i ladri non scassinano né rubano; perché dov’è il tuo tesoro, lì sarà anche il tuo cuore” (Gesù) - (Matteo 6:31-34; 19-21).
E con il salmista ogni cuore che spera in Dio con fiducia, con lode e con ringraziamento per questo Nuovo anno possa esclamare: “Sia benedetto il Signore! Giorno per giorno porta per noi il nostro peso, il Dio della nostra salvezza” (Salmo 68:19).

Una Riflessione di Nicola Scorsone









Una Poesia di Rosaria Schimmenti.

Terra arida, terra mortale, terra di lacrime, di dolore e di ogni male,
non vi è speranza per il futuro, tutto muore: uomo, piante, animali.
Il bimbo nel mio grembo, lo sento muovere, gioisco,
ma, quando lo do alla luce, anche lui non ha scampo,
l’attende il triste destino di tutti i viventi e il rischio di imprevisti dolorosi.
La vita breve, insicura e mortale, genera nelle creature: timore, ansia, avidità di possedere e dominare.
Intolleranza, guerre e sangue sparso, sono il pane di questa vita.

Dio guarda dal cielo ed ha compassione dell’umanità.
Egli ha creato ogni cosa buona ed ha concesso all’uomo l’indipendenza a cui anelava.
Scende sul Sinai, chiamando un uomo Ebreo: Mosè.
Gli da comandamenti e statuti, da seguire, per purificare e preparare una nazione ad accogliere in futuro il Suo Figlio prediletto, nostro Signore.

Il Figlio di Dio, Gesù, è il cuore del Padre, e ci e stato donato,
a sua volta, il Padre dimorava nel cuore del Figlio, e ci è stato rivelato.
Sono venuti sulla terra per soccorrerla, illuminarla e indicare il sentiero della vita.
Dio ha donato il Suo cuore al mondo, il Figlio,
e noi dobbiamo donare il nostro cuore a Dio, che è nostro Padre,
affinché si realizzi comunione ed unità,
che è necessaria per sconfiggere ogni sorta di sofferenza e mortalità.

Questa e la verità e la via della vita, che fa sbocciare i fiori della salute e della sicurezza.
Non vi sarà più il debole, perché è rafforzato,
non esisterà più l’afflitto, perché è consolato,
non vi sarà più il malato, perché è sanato.
Il miracolo della gioia della vita si è realizzato,
perché abbiamo accolto il dono di Dio Gesù nel nostro cuore,
nelle nostre case, nelle nostre famiglie,
ci siamo dissetati alla fonte di vita,
accettando di partecipare alla sua stessa mensa e nutrirci del suo  pane.
Egli dichiarò: “Il mio cibo è fare la volontà del Padre mio".
I suoi seguaci si nutrono del loro Signore: consiste  fare la sua volontà.

Il profeta  Mosè dichiarò:
“Il Signore Iddio, in futuro, vi invierà un Profeta come me,
voi lo ascolterete e farete tutto ciò che egli vi dirà;
e chiunque non ascolterà  quel  Profeta sarà reciso”.
I cristiani accolgono Gesù, e collaborano perchè si realizzi la pace e la vita.
Essi proclamano:
“Onore e gloria a Dio nell’alto dei cieli,
che è venuto in soccorso all’umanità mortale,
inviando Gesù ad indicare il sentiero della vita eterna”.
Pregare (dal latino PRECARI) significa chiedere umilmente. 
Il significato di questo verbo comprende l’adorazione, il ringraziamento, la confessione e l’invocazione.
Il modello di preghiera per eccellenza ce l’ha lasciato Gesù col “Padre Nostro” (Matteo 6:9-13).
Nella Bibbia troviamo disposizioni chiare e dettagliate sulla preghiera, che il Signore stesso nella Sua immensa bontà ci ha voluto dare, affinché chiunque desideri riporre in Lui la propria vita, possa vivere serenamente alla Sua volontà, e camminare per sempre alla luce della verità, evitando così di scivolare in inutili tradizioni pagane.
Tramite la Bibbia Dio ci parla, e tramite la preghiera noi abbiamo l’opportunità, anzi il privilegio di parlare con Lui.

Dio non ci ha dato questo mezzo per comunicare con gli uomini dell’al di là, infatti i centinaia di salmi e di preghiere contenute nella Bibbia sono tutte preghiere, suppliche e lodi indirizzate esclusivamente all’Unico ed Eterno Dio.
Quali sono a tal riguardo le indicazioni di Dio?
La Sua Parola non ci parla di mediatori, ma dell’Unico Mediatore, Gesù, il Messia, il Figlio unigenito di Dio, il solo onniveggente, onnisciente, onnipresente e onnipotente, il solo dunque che può ascoltare e veramente soccorrere tutti (1 Timoteo 2:5).
Gesù stesso ci ha insegnato che, se vogliamo che tutte le nostre richieste giungano al Padre, debbono esser espresse nel Suo nome, l’unica Via (Giovanni 14:6/13; 15:16; 16:23-26).
Per avvicinarci al Padre, il Suo Sangue, i Suoi meriti, sono il solo fondamento, la sola fonte di santità e grazia!

Non c’è nessun uomo, per quanto pio e buono, che possa sostituirsi a Lui davanti agli occhi santissimi di Dio (Atti 4:12).
Ricordiamoci che siamo tutti peccatori e che non c’è nessun giusto fra gli esseri umani! (Romani 3:21/28). La preghiera non è una recita, un obbligo, o peggio, una penitenza, ma è aprire il nostro cuore alla presenza di Dio.
Gesù diceva: “Nel pregare non usate troppe parole come fanno i pagani, i quali pensano di essere esauditi per il gran numero delle parole… poiché il Padre vostro sa le cose di cui avete bisogno, prima che gliele chiediate” (Matteo 6:7-8).
Recitare belle composizioni poetiche, che magari non sono nemmeno rivolte al Suo Nome, secondo voi è gradito a Dio?
Per questo l’apostolo Paolo esortava a pregare con lo spirito, ma anche con l’intelligenza (1 Corinzi 14:15).

La preghiera che Dio gradisce deve esser fatta con fede, perseveranza, secondo la volontà di Dio (Matteo 21:22) e nel nome prezioso di Gesù.
Allo stesso modo ancora, lo Spirito Santo ci aiuta a pregare come si conviene, intercedendo per noi con sospiri ineffabili, secondo il volere di Dio (Romani 8:26-27).
La preghiera più urgente e più importante in mezzo ad un mondo che muore, è quella che riguarda l’avanzamento del Regno di Dio e la salvezza dell’anima.
Allora si, come diceva il re Davide: “Noi canteremo di gioia per la Tua vittoria, alzeremo le nostre bandiere nel nome del nostro Dio” (Salmo 20).
Che il Signore esaudisca tutte le vostre richieste e vi risponda dal Suo santo trono celeste.

Una Meditazione di Nicola Scorsone
La Bibbia è piena d'errori:
· il primo errore fu quando Eva dubitò della Parola di Dio;
· il secondo errore fu quando il suo sposo (Adamo) fece lo stesso;
· e così sono commessi in continuazione errori dopo errori… in quanto le persone insistono nel dubitare della Parola di Dio.

La Bibbia è piena di contraddizioni:
· contraddice l’orgoglio e il preconcetto;
· contraddice la lascivia e la disobbedienza;
· contraddice il tuo peccato e il mio.

La Bibbia è piena di difetti:
· perché descrive fatti di persone che sbagliarono molte volte;
· così fu con lo sbaglio di Adamo;
· con gli sbagli di Caino e di Mosè;
· anche con lo sbaglio di Davide e di molti altri che ugualmente sbagliarono.
· ma la stessa Bibbia descrive anche l’amore infallibile di Dio.

Dio non scrisse la Bibbia:
· per le persone che vogliono giocare con le parole;
· per quelli a cui piace esaminare quel che è buono, senza però farlo;
· per l’uomo che non crede perché non vuole.

L’uomo moderno ha scartato gli insegnamenti della Bibbia:
· per la sola ragione che altri uomini nel corso della storia scartarono tali insegnamenti;
· per grande ignoranza al Suo vero messaggio e contenuto;
· per intransigente apatia e rifiuto a considerare le Sue dichiarazioni;
· per le parole dei famosi pseudo scienziati nelle vesti di critici onesti;
· per la convinzione segreta che questo Libro ha ragione e che gli uomini sono fallibili, e che questo fatto potrebbe cambiare tutto in loro.

Soltanto una persona con delle riserve precostituite crederebbe che:
· gli insegnamenti biblici sono superati e irrazionali con principi arcaici e senza proposito;
· la Bibbia è piena di discrepanze e affermazioni inaccettabili;
· La Bibbia potrebbe essere soltanto un lavoro irrilevante e non ispirato da Dio, ma solo lavoro di meri uomini.

La Bibbia è, in fine, solamente un altro libro religioso:
· per tanti individui che non vogliono rischiare di essere onesti con se stessi e con Dio;
· per quelli che hanno paura di accettare la sfida di Dio ad un esame onesto;
· per quelli che non vogliono esaminarLa in fondo, perché Lei dice realmente come sono gli uomini...
· e che tu non possa capire o aver fiducia in quello che la Bibbia dice...
a meno che tu sia disposto a considerare le evidenze e riconoscerne l’Autore!

Una Riflessione di Winkie Pratney
"Così Dio creò l'uomo a sua immagine e somiglianza; lo creò a immagine di Dio; li creò maschio e femmina" (Genesi 1:27).
"Allora Dio vide tutto ciò che aveva fatto,ed ecco era molto buono..." (Genesi 1:31).
Così inizia la storia dell'uomo sulla terra.
La Bibbia racconta che la creazione di Dio era molto buona, e che Dio aveva creato l'uomo a Sua immagine, perciò tutto ciò che c'era andava bene.
Ma allora, mi domando, se l'uomo è stato creato a immagine di Dio, come è possibile che al giorno d'oggi ci siano persone corrotte e cattive?

Soffermiamoci con il pensiero un momento su quello che dice la Parola in Genesi: immagine di Dio.
Questa espressione, per chi ci crede veramente, è qualcosa di grande: Dio ha un immagine una caratteristica.
Ma voi come lo immaginate Dio?
Potete immaginare come l'uomo di oggi gli assomigli?

Sinceramente, per chi ha una vera relazione con Lui e conosce il Suo carattere, sa che non è così come viene descritto nella Sua Parola, dove anche ci viene descritta la persona di Gesù con il suo carattere: una persona dolce e saggia, ma anche decisa, che al bisogno ha compiuto resurrezioni, guarito malati, insegnato egregiamente come un rabbino di quel tempo, lo chiamavano maestro; essendo vero Dio, ha perdonato peccati, ma soprattutto si è sacrificato sulla croce per noi, per darci vita eterna.
Questo è vero amore! L'uomo non è certo così.

Sono successe delle cose nell'Eden: l'uomo e la donna hanno disubbidito a Dio, e disubbidendo hanno dato il potere in mano al Diavolo; loro avevano dominio su tutta la creazione, ma, peccando contro Dio, lo hanno perso, dandolo volontariamente al Diavolo, il quale, diventato il padrone, ha potuto instaurare il suo regno fatto di paura, morte e distruzione.
L'uomo, subendo l'influenza diretta di tutto questo, ha incominciato a peggiorare, ma, quello che più conta, ha incominciato a morire.

Questa breve introduzione è stata doverosa per chiarire biblicamente le cause della corruzione estrema e della cattiveria che oggi viviamo.
E' stato profetizzato dall'Apostolo Paolo, che negli ultimi tempi, prima del ritorno di Gesù sulla terra, gli uomini sarebbero stati proprio come li vediamo oggi e, con l'andare del tempo, sarà ancora peggio (2 Timoteo 3:1-4).
Non passa giorno che sentiamo notizie terribili di bambini abbandonati, seviziati, sequestrati; truffe, omicidi, degrado sociale, mafia e non parliamo poi del Terzo mondo, dove intere nazioni soffrono la fame, l'indigenza, le malattie, l'Aids, pestilenze varie, etc..

Ma anche nel nostro quotidiano si può vedere un peggioramento: si ha paura ormai di tutto, uscendo di casa non sai mai chi puoi incontrare; le persone sono diventate amanti di se stesse, avide di denaro, vanagloriose, superbe, bestemmiatrici, figli che sono disubbidienti ai propri genitori, ingrati, scellerati, senza affezione naturale verso i figli, implacabili, calunniatori, intemperanti, crudeli, senza amore per il bene, traditori, orgogliosi, amanti dei piaceri invece che amanti di Dio.
Questa è la nostra generazione descritta, parola per parola, dalla Bibbia: non è certo un bel vivere!

Ma, ora vi domando: "Vorreste avere una vita, adesso, degna di essere vissuta e un futuro eterno con Dio?".
Se la vostra risposta è SI, accettate, allora, Gesù come vostro Signore e Salvatore, cambiate la vostra vita, adattandola alla volontà di Dio, così potete nascere di nuovo, come dice Gesù nel vangelo di Giovanni al cap.3.

Una Riflessione di Monica Origano
"Perché se uno si sarà vergognato di me e delle mie parole in questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell'uomo si vergognerà di lui quando verrà nella gloria del Padre suo con i santi angeli" (Marco 8:38).
Il Battesimo è la scelta più grande e più importante che un credente può fare, riconoscendosi ingiusti e peccatori di fronte ad un Dio giusto, accettando con gioia la Sua volontà a discapito della propria.
Il verso che segue dimostra purtroppo che non tutti abbandonano il trono del proprio egoismo per scegliere quello di Dio: "Tutti quelli che hanno udito la predicazione di Giovanni Battista, anche i più malvagi, hanno riconosciuto la giustizia di Dio, facendosi battezzare; ma i farisei e i maestri della legge, non facendosi battezzare da lui, hanno respinto la volontà di Dio per loro" (Luca 7:29-30).
Anche Gesù si è battezzato, e per lui il battesimo fu un uscire allo scoperto per iniziare la Sua testimonianza come Messia, Figlio Unigenito di Dio.

Per il credente ha un significato analogo: lanciare al mondo la sfida della sua fede.
Il battesimo portò Gesù alle sofferenze della croce; per molti cristiani significò essere sbranati dai leoni.
Oggi, dalle nostre parti, il costo maggiore è essere derisi.
AI confronto dei primi cristiani non c'è paragone, ma per entrambi, Gesù esterna questa bella promessa: "Beati voi, quando vi insulteranno e vi perseguiteranno; rallegratevi e giubilate, perché I il vostro premio è grande nei cieli" (Matteo 5:11-12).
Avere un grande premio in Cielo... Quale più grande beatitudine!
Perciò non ti vergognare di Gesù e del Suo insegnamento che è santo e, per questo, un giorno Egli non si vergognerà di Te.

Una Meditazione di Nicola Scorsone
Spesso siamo abituati a scaricare le nostre responsabilità o le nostre colpe sugli altri. 
Fin dal principio della storia umana, vediamo che quando Dio rimproverò Adamo per aver mangiato il frutto proibito, questi rispose che era per colpa di Eva che lui lo aveva mangiato, in quanto era stata proprio lei ad offrirglielo.
A sua volta, Eva, quando Dio le chiese delle spiegazioni, ella rispose che era colpa del serpente che l’aveva ingannata e sedotta.

Un giorno un tale andò a visitare un orfanotrofio in una nazione povera, e lì assistette ad una scena molto triste.
L’orfanotrofio era già abbastanza pieno di bambini e non era permesso ad altri bambini di entrare.
In quel momento c’era fuori una bambina che voleva entrare nell’orfanotrofio ma le veniva impedito l’accesso dal personale.
Talché quell’uomo domandò: “Perché non fate entrare anche quella bambina?”.

Gli fu risposto che a causa dell’aumento considerevole del numero degli orfani, per dare da mangiare a tutti i bambini  si erano già ridotte notevolmente le razioni di cibo, per cui ormai la situazione era talmente precaria che non si potevano più diminuire le razioni, altrimenti sarebbero state troppo insufficienti.
Al che quell’uomo, con un pò di rabbia, disse: “Ma perché nessuno fa qualcosa?”.
Una delle impiegate replicò: “...e perché non fa lei qualcosa?”.
Il suo cuore fu toccato da quelle parole e da quel momento la sua vita non fu più la stessa.

Un uomo andava per la strada che da Gerusalemme portava a Gerico. 
All’improvviso dei ladri lo assalirono, lo picchiarono e lo derubarono di tutto quello che aveva, lasciandolo a terra mezzo morto.
Poco dopo passò per quella strada un sacerdote, vide a terra l’uomo dolorante, ma non se ne curò affatto e proseguì per la sua via.
Poi passò di là un levita, cioè uno di quelli che svolgevano il servizio sacro nel tempio di Dio; anche costui, vedendo quell'uomo a terra, passò oltre.

Ma ecco che un Samaritano, ossia un nativo della città o della regione di Samaria, che era in viaggio, passando per quella strada vide quell'uomo e ne ebbe pietà, versò olio e vino sulle sue piaghe e sulle sue ferite; poi lo mise sul suo cavallo e lo portò in un albergo e si prese cura di lui.
Il giorno dopo prese del denaro e lo diede all'albergatore dicendogli: "Prenditi cura di lui, e tutto ciò che spenderai di più, al mio ritorno te lo restituirò” (Luca 10:30-35).

La prima parte di questa storia accade frequentemente in questo mondo.
Gente che cade nelle mani di ladroni o di criminali senza scrupoli; i giornali sono pieni di notizie come queste.
L’uomo della nostra storia che giaceva a terra mezzo morto, aveva disperato bisogno di aiuto, ma coloro che erano qualificati a farlo mancarono di soccorrerlo.
Un altro uomo, invece, che apparentemente non aveva i requisiti necessari, si fece avanti dando a quell’uomo tutto l’aiuto di cui aveva bisogno.

Una domanda: "Avete incontrato mai una di quelle persone che sanno sempre tutto, riprendono aspramente chiunque non la pensi come loro, sospettano sempre il male e rifiutano, sdegnati, qualsiasi riprensione?".
Se la vostra risposta è si, spero che non abbiate riposto in loro la vostra FIDUCIA.

Premessa.
Qualcuno ricorda l’aneddoto del carrettino vuoto? No?
Niente di male, ve lo racconto.
Un padre ed un figlio si erano inoltrati di poco in un bosco per raccogliere funghi quando, entrambi sentirono un forte rumore provenire dalla vicina strada.
Il padre si rivolse al figlio e gli disse: “Senti, sta passando un carrettino vuoto”.
Il figliolo, fatti pochi passi, volse lo sguardo verso la vicina strada e si mise in attesa di veder comparire il carrettino.
Quale meraviglia! Dopo pochi minuti passò veramente un carrettino vuoto trainato da un asinello.
Il bambino, stupito, si rivolse al padre e gli disse: “Che tu abbia capito che il rumore sentito prima fosse prodotto da un carrettino non mi stupisce tanto, ma l’aver intuito anche che fosse vuoto mi lascia senza parole!”.
Il padre gli rispose: ”I carrettini, quando sono vuoti, fanno sempre molto più rumore di quelli pieni!”.
Quando il figliolo diventò adulto, tenne conto di questa considerazione e ne trasse la giusta lezione di vita; egli capì, infatti, che le persone, più sono vuote, più fanno rumore (parlano)!

La Parola di Dio.
Nella Scrittura troviamo: “Se qualcuno insegna una dottrina diversa e non s'attiene alle sane parole del Signor nostro Gesù Cristo e alla dottrina che è secondo pietà, esso è gonfio e non sa nulla; ma langue intorno a questioni e dispute di parole, dalle quali nascono invidia, contenzione, maldicenza, cattivi sospetti, acerbe discussioni d'uomini corrotti di mente e privati della verità, i quali stimano la pietà esser fonte di guadagno” (1 Timoteo 6:3-5).

Lo scopo della Parola.
Questi versetti sottolineano l’importanza di accettare la “sana” dottrina e di attenersi ad essa.
Ma come individuare la sana dottrina?
Attraverso esegesi diverse, proposte da uomini più o meno noti e/o dotti?
A mio modesto avviso: certamente NO; poiché questo metodo non è adatto alle anime semplici che si sono appena avvicinate alla Verità, anzi le trae maggiormente in confusione.
Bisogna ricorrere al metodo più semplice che proprio la stessa Scrittura ci insegna.

Il “cuore” della Parola.
Nei versetti che abbiamo appena letti, troviamo l’indicazione di tale semplice metodo.
Ci dice, infatti, la Scrittura che la VERA dottrina, quella secondo le parole di Gesù Cristo, è … “ secondo pietà”, quindi, qualsiasi altra dottrina diversa (priva di pietà) è falsa.
Oggi si trascura questo avvertimento e si dà modo a folle di maestri, predicatori, professori e dottori di progredire nell’empietà.
Essi, infatti, con molto rumore, spargono veleno, dottrine prive della caratteristica essenziale: la pietà.
Quali sono i frutti di questi maestri che generano solo “rumore” e non pietà?
“ … questioni e dispute di parole, dalle quali nascono invidia, contenzione, maldicenza, cattivi sospetti, acerbe discussioni”.

La preghiera.
Che Iddio ci dia sapienza (non quella terrena, diabolica, che possiamo definire meglio, astuzia)... “ma la sapienza che è da alto, prima è pura; poi pacifica, mite, arrendevole, piena di misericordia e di buoni frutti, senza parzialità senza ipocrisia” (Giacomo 3:17).

Una Riflessione di Antonio Strigari
Talvolta nella vita bisognerebbe trovare il coraggio di cambiare direzione, prendere una rotta diversa, dare un nuovo senso alla propria esistenza, una sterzata decisa e temeraria.
Capisco che scriverlo può risultare semplice, poi metterlo in pratica è molto complicato, ma mi domando: sarà davvero così difficile provarci?
Gettare via tutto, salvare poche cose e fare piazza pulita di tutto quanto il resto?
Liberarsi delle vecchie abitudini che sino a ieri credevamo indispensabili e che invece poi scopriamo completamente inutili e che, in molte occasioni, sono state le prime cause dei nostri fallimenti?

Un giorno, incontrando un signore con il quale discutevo di lavoro, mi disse una cosa che ancora oggi è impressa nella mia memoria: "Ho appena 56 anni, mi sento fortunato, e so che sarà così ancora per molti anni... grazie a Dio".
Una frase questa che mi fece riflettere, e che inevitabilmente mi riportò a pensare ai tanti sacrifici che sino ad allora avevo fatto per migliorare la mia condizione.
All’epoca avevo trent’anni, credevo di aver raggiunto il punto d’arrivo della mia vita professionale; pensavo di aver messo un punto: quella sarebbe stata la mia unica strada da perseguire senza pensare di dover più cambiare.
Sciocchezze! Avevo appena iniziato. Avevo soltanto trent’anni!

Il coraggio di rimettersi in gioco, poter dare agli altri ancora qualcosa di proprio, dimostrare a se stessi che non sei affatto finito, gridare a pieni polmoni la tua felicità e poter ancora dir la tua, fare del bene a chi ti è accanto attraverso le tue nuove idee.
Ma per fare tutto questo è indispensabile un elemento: l’autenticità della propria fede, senza mai farla vacillare, anzi, è necessario che abbia solide radici.
Apparentemente tutto ciò che ci accade attorno (tendiamo a credere per istinto) sia causato da eventi contingenti a chissà cosa o a chi.
Ma nulla di tutto questo: il benessere e il successo dei grandi cambiamenti sono sorretti unicamente da una grande fede interiore, oltre che dalla forza e dall’umiltà di chiedere al Signore di poterle realizzare.

“Bussa e ti sarà aperto, chiedi e ti sarà dato”, ricordiamocelo sempre.
E' proprio su questo profondo concetto di nostro Signore Gesù che verte tutta la mia riflessione, nella capacità di prendere per mano con forza le sorti del proprio futuro, portarlo dinanzi al Signore e chiedere accoratamente e con animo pulito che possa cambiare in positivo quello che oggi vedi come qualcosa di irraggiungibile.
Garantisco che lo si otterrà!
Esiste per caso qualcuno che possa testimoniare del contrario? No! Mai!
Il Signore, secondo i suoi piani, nega soltanto ciò che non ritiene buono per amor nostro, per il semplice motivo che ha in serbo cose ben più importanti.
Quindi, con amore cristiano, ti dico, se ne senti il bisogno, porta tutti i tuoi drammi davanti al Signore con fede e coraggio e incomincia a cambiare la tua vita.

Una Riflessione di Luca Pinna
Nella mia infanzia, coi miei coetanei, parlando dei cimiteri, li pensavamo come luoghi paurosi; da grande, le statue, i monumenti, le fotografie, le luci, mi hanno dato sempre un senso di tristezza, angoscia e mancanza di speranza.
Grande è stata la meraviglia, quando mi trovai per la prima volta a visitare un cimitero in Germania.
La maggior parte delle lapidi delle tombe hanno un messaggio di fede e di speranza, anche quando la morte è stata preceduta da malattie, tempi difficili, guerra, deportazione, disgrazie, incidenti, etc..
Le frasi e i messaggi sono tratti dalla Bibbia e solo Dio e Cristo sono oggetto di lode; sono invocati come Signore e Salvatore e sono oggetto di speranza per il futuro.
All'uscita da un cimitero del genere ci si sente edificati e rafforzati nella fede.

Nella mente mi ritornano le frasi bibliche lette:
"Io so che il mio Redentore vive" (Giobbe 19:25);
"Il Signore è il mio pastore, nulla mi mancherà" (Salmo 23);
"Io sono la via, la verità e la vita..." (Giovanni 14:6);
"Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me anche se muore, vivrà" (Giovanni 11:25);
"Io vengo presto. Amen! Vieni Signor Gesù!" (Apocalisee 22:20);
"O morte, dov'è la tua vittoria?" (1 Corinzi 15:55);
"Per me vivere è Cristo e morire guadagno" (Filippesi 1:21);
e così via.

Per ore, tali versetti restano vivi nella mia mente, percependo l'essenziale e il vero valore della vita, divenendo sereni e pieni di speranza, in grande contrasto con stress, ambizioni, egocentrismo, pretese del vivere quotidiano.
I temi sulle tombe dei veri cristiani, sono quelli della certezza che Dio non abbandonerà il credente, neppure ora che è morto, e quelli dell'attesa fiduciosa che il Signore farà risorgere i corpi dei credenti, per vivere sempre con Lui nel suo regno.

Nell'evangelismo tedesco e mondiale i morti non sono per nulla oggetto di venerazione e i cimiteri sono dei veri e propri giardini.
I morti sono tumulati nella terra, come breve dimora in attesa della risurrezione.
In tali cimiteri è inusuale vedere lumini; una tale luce ai credenti non serve a nulla, visto che dormono in Cristo.
Infatti cimitero dal latino "cimiterium", dal greco "koimetérion", vuol dire: "luogo in cui si dorme".
I familiari credenti non vi portano fiori recisi da mettere in vasi, ma le tombe stesse sono curate come un mini-giardino.
Così le piante sono poste direttamente nella terra, sulla tomba, ornandola così in modo personale.

In una lapide si legge semplicemente: "Rudolf Binder - Amato da Dio".
Era stato un uomo di Dio che ha servito il Signore come predicatore del Vangelo.
Mi domandai, come mai un uomo della Bibbia come lui senza un verso biblico?
Tale motto però è il centro della Bibbia stessa: "Dio ha tanto amato..." (Giovanni 3:16).
"Amato da Dio", dunque, anche nella morte (Salmo 116:15).
Chi è "amato da Dio" non verrà lasciato nella tomba!

La persuasione del credente è che neppure la morte "potrà separarlo dall'amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore" (Romani 8:38).
Delusioni, avversità, malattie, morte, in ogni circostanza si rimane "amati da Dio".
Se Dio mi ha così amato da dare per me Suo Figlio, sono prezioso per Lui in vita e nella morte, posso confidare in Lui e attendere che Egli mi sveglierà.
Sarà così anche per te?

Una Meditazione di Nicola Scorsone
Di solito si incomincia così a scrivere una lettera: "Cara/o ... io sto bene, e così spero di voi, che stiate tutti bene...".
La cosa più bella è sapere le notizie dei propri cari che si trovano lontano, spesso, per lavoro, costretti ad emigrare in paesi lontani.
Oggi forse non si scrivono più lettere come una volta, perché c'è il telefono e si viaggia più spesso in aereo.
Prima il mezzo per comunicare con i propri cari era la lettera, che veniva recapita agli interessati tramite corrieri.

Caro amico...
È proprio così che Dio ci scrive dandoci notizie di Lui e della sua volontà, facendoci sapere come stanno le cose, tenendoci bene informati riguardo alla nostra salute, al nostro lavoro, alla nostra gioia, alla nostra pace e alla nostra salvezza.
Certe volte pensi di essere lontano da Dio, che Lui non ti pensa e non si prende cura di te, ma non è così!
Dio ti ama, per questo ha scritto personalmente a te tramite la Sua Parola, la Bibbia.
Dio ha parlato tramite i Profeti, tramite degli uomini guidati dallo Spirito Santo che hanno scritto sotto la Sua ispirazione.
Oggi, Dio parla tramite il Suo Figliolo Gesù Cristo.
Oggi grazie a Dio si sa leggere e scrivere si impara prima e si vede più chiaro come vanno le cose nel mondo.

Caro amico...
Dio sa di tutto e di tutti; magari penserai: "Come sa tutto? Vede tutto quello che succede? Dov'è? E se c'è perché non si fa vedere? Abbiamo molte cosa da dirgli!".
Sappi una cosa: è certo che Dio, il Creatore ha già parlato e non ha più nulla da dire a tutti coloro che lo respingono; invece, per coloro che lo cercano, Egli ha preparato qualcosa di speciale, si perché, mentre eravamo lontani da Dio, Egli ha dato il Suo Figliolo Gesù Cristo per togliere la lontananza fra noi e Lui.
Se lo accetti per fede lo conoscerai come Salvatore e Signore dell'anima tua, altrimenti lo incontrerai come tuo giudice.

Caro amico...
Dio non è nella religione degli uomini, che hanno fatto un dio a proprio piacimento, il vero Dio è il Dio della Bibbia.
Adesso Gesù Cristo sta tornando per tutti coloro che lo hanno accettato per fede e aspettano di andare con Lui.
La Sua venuta sconvolgerà le cose della terra, ma i veri credenti non pensano a ciò che avverrà, si preoccupano piuttosto di mantenere l'integrità cristiana, secondo la Sua Parola, vivendo una vita santa in questo mondo egoista senza amore per il prossimo, corrotto, scellerato che va alla deriva.
Gesù Cristo tornerà nella maniera visibile, così come lo hanno visto andare in Cielo i suoi primi discepoli.
Sarai tu uno di loro?

Una Meditazione di Antonio Gandolfo
C’è chi crede di sprecare il proprio tempo in una vita spirituale, e questa non è una cosa cattiva, cattivo piuttosto sarebbe farlo senza amore.
Tra tutte le cose che crediamo di sapere, molto di esse non sono poi così importanti, mentre molte di quelle che crediamo di non sapere, in realtà le possediamo già a nostra insaputa.
Una di queste è la presenza di Gesù nella nostra vita con il suo amore indissolubile ed incondizionato fino all’atto estremo della vita.
Dobbiamo soltanto cominciare a guardarlo, basterebbe pensare di meno e ascoltare di più le nostre emozioni.

Mi domando quale sia stata l’ultima volta che ci si è ritrovati a piangere liberamente, senza alcuna vergogna di farlo, di fronte ad una persona cara, un figlio magari, o tra la gente, lasciandosi andare ad uno sfogo: la prima chiave di svolta verso l’umiltà, il passaporto che ci conduce diretti verso Gesù.
Nessuno ha veramente davvero bisogno di quello che facciamo, ma qualcuno avrà certamente bisogno di quello che riusciamo ad essere.
Penso davvero che l’amore sia cieco, ma forse lo è soltanto perché non ha alcun bisogno degli occhi per orientarsi, inevitabilmente molte cose hanno un senso, ma solo dopo un pò di tempo.

Dio soltanto sa, attraverso i Suoi piani divini, quanto durerà il nostro cammino terreno, ma questo prende ampiamente le distanze dall’impegno che ognuno di noi deve assumersi per renderlo interessante ogni giorno di più ai Suoi occhi.
Cominciamo allora a camminare fiduciosi nella Grazia del Signore!
Potrà mai tradirci chi ci ama?
Non dimentichiamo mai che non siamo soli, e che, talvolta, tutte le risposte che ci diamo sono la strada sbagliata verso la vera conoscenza.

L’apprendimento di una vita in armonia con il Signore si trova nella semplicità delle parole dell’Evangelo.
La bellezza delle cose ha tante forme e la semplicità è una di quelle.
E’ bello poter contare sugli altri, ma davanti ai nostri limiti sarà sempre una questione personale.
La saggezza non va confusa con l’intelligenza; se qualcosa non si riesce a cambiare di certo non possiamo dannarci l’anima; dove non arriviamo noi, sappiamo bene chi ci aiuterà.

Talvolta quando penso di prendermi cura di qualcuno, per un bene superiore, mi capita di cadere nella folle idea che possa diventare inutile, sterile, senza tornaconto, ma inevitabilmente raggiungo poi l’idea che quel qualcuno un giorno potrei essere proprio io... e il gioco è fatto.
Allora cominciamo a fare qualcosa per gli altri, non importa cosa, basta iniziare, portando una prima goccia, il mare intero lo porterà per noi sicuramente il Signore.
Il tutto, con nostro grande stupore, diventerà una cosa meravigliosa.

Una Meditazione di Luca Pinna
Quanti uomini credenti dopo i vari insuccessi e cadute spirituali si sono auto-confortati con un pensiero che si è affacciato alla propria mente: “In fondo sono un essere umano limitato … fatto anche di carne...”?
Questo pensiero, accompagnato da altri, quali: “Non sono perfetto...”; “Il giusto pecca sette volte al giorno...”; “Iddio perdona sempre...”, che così facilmente si insinuano nella mente del credente, senza che quest’ultimo faccia alcun approfondimento sul caso, al fine di una giusta valutazione ed interpretazione spirituale, producendo così un frutto dotato di un profumo inebriante ed anestetizzante dal sapore dolcissimo ma velenosissimo il cui nome è APATIA.
Se chiediamo a Dio il “discernimento” e la “sapienza”, che Egli dà liberalmente a chi li desidera per la propria salvezza, comprenderemo facilmente l’origine di questi pensieri!
Con questo termine “APATIA” (dal greco apátheia, απάθεια, considerato esclusivamente dal punto di vista psicologico e non filosofico), indichiamo uno stato d’animo, privo di alcun sentimento, che manifesta indifferenza, inerzia fisica e mancanza di reazione.
Il destino dell’uomo che vive in questa situazione è segnato: si lascerà trasportare dalla corrente turbinosa della vita fino alla morte spirituale.
L’uomo che pensa così è destinato ad addormentarsi alla guida della propria vita spirituale con gli stessi effetti devastanti di chi si addormenta alla guida di un’autovettura.
Ma Iddio non dà alcun limite ai Suoi figli.
Leggiamo nella lettera agli Efesini: “Ed è lui che ha dato gli uni, come apostoli; gli altri, come profeti; gli altri, come evangelisti; gli altri, come pastori e dottori, per il perfezionamento dei santi, per l'opera del ministerio, per la edificazione del corpo di Cristo, finché tutti siamo arrivati all'unità della fede e della piena conoscenza del Figliuol di Dio, allo stato d'uomini fatti, all'altezza della statura perfetta di Cristo“ (Efesini 4:11-13).
Credi tu questo?

Una Riflessione di Antonio Strigari
I 4 cavalieri dell'Apocalisse
Il mondo è molto malato, è pieno di brutalità, di paura, di delitti.
Mai, come in questi anni, si è assistito a tragedie disumane come quelle di cui siamo spettatori oggi: figli che uccidono i propri genitori e viceversa, ragazzi che si imbottiscono di ecstasy perché, dicono, si sentono "incompresi"... e che dire di coloro che abusano dei bambini per il loro vergognoso piacere?
E quanto ancora ci sarebbe da aggiungere!
Le sofferenze e le preoccupazioni stanno guadagnando sempre più terreno, invadendo anche i nostri cuori.
La guerra imperversa in quasi tutto il mondo; ovunque c'è corruzione, perché la natura dell'uomo è corrotta e peccatrice.
Nel corso dei secoli il peccato non è cambiato; abbiamo progredito tecnologicamente, tutto si è evoluto, ma il peccato non è cambiato.

Ai tempi di Mosè il Faraone, figura dell'avversario, voleva offrire ad Israele una religione secondo regole da lui imposte, ma Mosè non scese a compromessi.
Anche oggi il diavolo vuole imporre agli uomini le sue regole.
Il Faraone disse che potevano offrire l'adorazione a Dio nel paese d'Egitto, cioè nel territorio sottoposto al suo controllo (Esodo 8:25).
In quello spazio di terra il popolo d'Israele sarebbe stato circondato da ogni sorta di idoli e di abominazioni, e la sua offerta al vero Dio sarebbe stata in un certo senso "contaminata" da quanto aveva intorno.
Purtroppo, sono molti quelli che non sono disposti a rinunciare agli agi e alle comodità a favore della propria consacrazione a Dio e alla Sua volontà.
La "religione" non è un supermercato delle offerte speciali, dove anche il diavolo espone i suoi prodotti (lo fece persino con Gesù, che però seppe resistere ad ogni allettante proposta).

Una Bibbia
Romani 5:3-6
"Ci gloriamo nelle afflizioni, sapendo che l’afflizione, produce pazienza, la pazienza esperienza, e l’esperienza speranza. Or la speranza non delude, perché l’amore di Dio è stato sparso nei nostri cuori mediante lo Spirito Santo che ci è stato dato.
Infatti, mentre eravamo ancora senza forza, Cristo, a suo tempo, è morto per gli empi
".

Le afflizioni quante sono nella vita! 

La Parola di Dio parla delle afflizioni o problemi che il cristiano incontra nella propria vita, e ne parla per dare soluzione incoraggiamento e consolazione. 
La Scrittura dice che l’afflizione produce pazienza, la pazienza esperienza e l’esperienza speranza. 
Voi vi chiederete: "In che senso? Io, quando sono pieno di problemi, penso solo a quelli! Cerco di avere una speranza, ma i problemi sono talmente grandi che mi sento sopraffatto". 

Una processione cattolica romana dietro una statuta.
Che fatica essere santi!
Per l’iter burocratico e l’enorme costo di denaro pubblico, fare qualcuno “santo subito” è improbabile, per i comuni mortali impossibile.
Infatti in primis, si dovrà appurare l’eroismo della virtù del candidato e, da come dichiara la Bibbia, che siamo tutti peccatori, sarà un pò difficile.
Infatti, la causa di Pio di Pietrelcina è durata più di 30 anni, con una spesa di bolle, notai, avvocati e giudici di circa 5 miliardi di vecchie lire.
Poi il vescovo nominerà un Postulatore, che preparerà il “Supplex Libellus”, ossia la richiesta motivata della fama di santità, che dovrà essere accolta dalla Conferenza Episcopale.

Al via, si dovranno trovare dei testimoni attendibili e istituire la commissione dei “Censori Teologici”, che dovranno esaminare tutti gli scritti editi dal candidato, per appurare che non vi sia nulla contro la dottrina romana (chi la pensa diversamente dal romanesimo, se lo può scordare di diventare santo).
Solo allora si potrà richiedere il “Nulla Osta” alla Congregazione delle Cause dei Santi di Roma.
Poi, finalmente, si costituirà il Tribunale, composto da un delegato vescovile, un promotore di giustizia ed un notaio.

I tre crocifissi
Pasqua è la festa della resurrezione e il ricordo del sacrificio di Gesù, del suo corpo straziato, del suo sangue versato.
Pasqua è il ricordo di Gesù Cristo, l’innocente che pagò per noi colpevoli, il Santo che si fa peccato per trasformare dei peccatori in santi, la vita che muore per dare vita a un’umanità morta nei propri peccati.
Pasqua (parola ebraica che in Italiano significa “passaggio”) viene indicata da Gesù in queste parole: “In verità, in verità vi dico: «Chi ascolta la mia parola e crede a Colui che mi ha mandato, ha vita eterna; e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita»” (Giovanni 5:24).
Ci sono promesse più grandi di queste?
Allora:
1) Chi ascolta e crede ha vita eterna; non solo chi ascolta, ma chi crede!
2) Scampa dal giudizio. Secondo la legislazione italiana, non si può essere condannati due volte per lo stesso reato.
Gesù è stato condannato e giudicato al posto nostro, quindi chi ha creduto non andrà al giudizio, dove invece andrà chi non avrà creduto.
3) Per i credenti si realizza la vera Pasqua: il passaggio dalla morte alla vita, la resurrezione spirituale.
4) Queste parole di Gesù affermano con certezza che “Chi crede in Colui che lo ha mandato ha vita eterna”; “ha”, e non “avrebbe” o “potrebbe avere” vita eterna!

Pane di Pasqua con uovo
Come la festa del Natale anche Pasqua e Pasquetta si riducono sempre a buoni giorni consumistici: regali, dolci, memorabile abbuffate, uova, colombe, panettoni e fiumi di spumante.
Tutti vestiti a festa, con un “Buona Pasqua!” ci si vuole augurare di tutto e di più.
Con l’aggiunta, poi, di diversi riti religiosi, sembra tutto perfetto.
La religione dice che va bene così.
Ma, Dio, tramite la Bibbia, ci dice che non va bene per niente.
Dopo aver osservato tutte le feste comandate, quel che varrà veramente è il seguente monito: “Gesù ritorna, sei tu pronto?”.


Perché Gesù sceglie un malfattore e non Nicodemo, uno dei più zelanti religiosi del suo tempo? 
Perché il primo a varcare la soglia del Paradiso è un omicida, e non Maria o uno dei suoi discepoli?
Cosa vuole insegnarci Gesù?
L’Apostolo Paolo apre la porta alla risposta: “Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio, non in virtù di opere, affinché nessuno se ne vanti” (Efesini 2:8-9).

La Grazia è il punto centrale, l’inizio e la fine dell’opera di Salvezza operata da Gesù in favore di una umanità perduta.
Invero, gli uomini desiderano un Vangelo gradevole, che dia soccorso e consolazione, ma che, in fondo, non vada a risvegliare la coscienza; quella stessa coscienza che ci accomuna tutti di fronte alla croce,  tutti ci possiamo rispecchiare nei due ladroni e capire, in definitiva, che cosa veramente vogliamo da Gesù.

Finalmente donna.
Avevo tre anni quando mia madre mi abbandonò, a sei anni anche mio padre mi lasciò e così fui allevata dai nonni.
Cominciai il viaggio della vita, affamata di comprensione e affetto femminile.
Ero ancora ragazza quando mi accorsi di essere attratta dalle donne, avevo un comportamento mascolino e preferivo la compagnia dei ragazzi.
Divenni una brava atleta, e fu durante una trasferta che ebbi la mia prima esperienza lesbica.

Dopo altre esperienze del genere, decisi di sposare un uomo meraviglioso che mi offrì sicurezza, stabilità e amore; ma dopo due anni lo lasciai, andai a vivere all’estero, apertamente lesbica.
Attraversai esperienze tristi e traumatiche e infine accettai l’invito di mio marito di tornare da lui.
Il mio ritorno non fu facile e non riuscii mai a spiegargli il mio tormento interiore.
Dopo la nascita di mio figlio, cominciai a pensare a Dio e in seguito, dopo aver studiato la Bibbia, divenni una nuova creatura in Cristo Gesù.

Dio perdonò i miei peccati, compresi in un modo tutto nuovo il valore della donna davanti al Creatore e finalmente capii il piano divino per il matrimonio: una relazione meravigliosa tra uomo e donna.
La Parola di Dio e la preghiera mi aiutarono nel cammino cristiano a superare le lotte interiori.
Avevo deciso di vivere nelle vie del Signore e per la Sua grazia ci sono riuscita fino a questo momento e (lo so con certezza) finché, liberata da questo corpo, sarò nella perfezione alla presenza del Signore.
Esther
Tutti i credenti che hanno letto il passo del vangelo di Giovanni (Giovanni 3:1-21), nel quale Nicodemo va a Gesù, sanno della "nuova nascita".
Fra queste persone ne troviamo alcune che: 
  • avendone capito l'importanza, umiliato il loro cuore, chiesto perdono al Signore dei propri peccati, ne hanno fatto l'esperienza diretta; 
  • altre, vivendo in un lassismo spirituale abitudinario, non si sono poste alcun problema; 
  • altre ancora che si sono pacificamente auto-convinte di essere "nate di nuovo" solo perché credono di credere in Gesù.
Gesù con due discepoliDico "credono di credere" perché queste ultime persone sono convinte di "credere in Gesù Cristo" solo perché credono che Gesù sia esistito.
Quando, poi, faccio notare loro che anche il diavolo sa benissimo che Gesù è esistito ma non per questo possiamo considerarlo un "credente" in Cristo, allora vanno in crisi.

Una nave nella tempesta
È sera, l’oceano è in tempesta.
Una nave, la Rosa Mary, con a bordo 76 persone, all’improvviso viene squarciata da una tremenda esplosione.
Il fuoco si sviluppa mentre l’acqua comincia a penetrare nella stiva.
L’affondamento è inevitabile, è solo questione di pochi minuti.
Immediatamente viene lanciato l’allarme alle navi vicine per soccorrere i poveri passeggeri colti alla sprovvista.
Una nave, la Christ Church, si trova proprio nelle vicinanze.
La nave dispone di 24 scialuppe di salvataggio e di un equipaggio di 64 uomini.
Il comandante della Christ Church dirama gli ordini necessari per effettuare l’operazione di salvataggio.
E così, uno degli ufficiali, John Brock, senza perdere un attimo, si avvia precipitosamente verso il ponte di coperta, nella sala riunioni, dove in quel momento gran parte dell’equipaggio insieme ai passeggeri sono riuniti  per una funzione religiosa.

Angelo
“Mi chiamo Gabriele Francesco. 
Sono nato a Novara l’11 aprile 2013 e oggi, se fossi ancora vivo, avrei un anno. 
Invece sono morto lo stesso giorno in cui sono nato. 
Adesso tutti starete pensando che mamma e papa non si sono com­portati bene. 
In effetti, mi hanno lasciato solo, sotto un cavalcavia, con indosso pochi stracci e senza biberon nei paraggi. 
Non mi permetto di giudicarli, certo è che noi neonati siamo indi­fesi: ci buttano dai ponti, ci vendono per po­chi soldi.

Athet Pyan Shintaw Paul, un ex-monaco buddista del Myanmar (Burma), racconta come nel 1998 resuscitò dai morti mentre si svolgeva il suo funerale, dopo tre giorni, tornando dall'Inferno.

Convertitosi a Cristo cominciò subito ad avvertire tutti che se continuavano ad adorare Buddha e altri dei sarebbero finiti all'Inferno, proclamando che solo Gesù è il vero Dio.
Ecco le sue parole:
«Mi chiamo Athet Pyan Shintaw Paulu, sono nato nel 1958 in Bogale nel Irrawaddy Delta, Myanmar del Sud (Burma).
Quando raggiunsi i 18 anni, i miei genitori Buddisti mi mandarono come novizio in un monastero.
A 19 anni, diventai un monaco, entrando nel monastero di Mandalay Kyaikasan Kyaing, dove fui istruito da U Zadila Kyar Ni Kan Sayadaw, probabilmente il più famoso insegnante buddista del tempo, che è morto in un incidente stradale nel 1983.
Quando entrai nel monastero mi fu dato un nome nuovo: U Nata Pannita Ashinthuriya.

Paesaggio immaginario dell'Inferno
Cercai di sacrificare i miei propri pensieri e desideri egoistici, persino quando le zanzare si posavano sul mio braccio, io invece di cacciarle via gli permettevo di morsicarmi.
Mi ammalai molto gravemente, e i medici diagnosticarono una combinazione di Malaria e Febbre gialla.
Dopo un mese in ospedale, essi mi dissero che non potevano fare altro per me, e mi dimisero dall'ospedale in modo che potessi prepararmi per la morte.
Di ritorno al monastero, io diventai sempre più debole, e alla fine persi i sensi.
Scoprii, più tardi, che ero morto, il mio corpo cominciò ad imputridirsi e odorava di morte, il mio cuore aveva cessato di battere.

Kenneth Hagin racconta come quando ancora ragazzo, lontano da Dio è morto, sceso all'Inferno e poi risuscitato  per la misericordia di Dio.

Ecco le sue parole.
«Nel tardo pomeriggio, il mio cuore cessò di battere e l'uomo spirituale che viveva nel mio corpo mi abbandonò.
Quando la morte si è impadronita di me, la nonna, mio fratello minore e mia madre accorsero in casa ed ebbi solo il tempo di dire loro addio che l'uomo interiore scivolò via, lasciando il mio corpo esanime, gli occhi fissi e la carne gelida.

Scesi giù, giù, giù al punto che vidi le luci sulla terra dissolversi.
Non è esatto dire che svenni, neppure che fossi in coma; posso provare che clinicamente ero morto: gli occhi erano fissi, il cuore aveva cessato di battere e il polso era fermo.
Le Scritture parlano del servo disutile gettato fuori nelle tenebre, dove c'è il pianto, e lo stridor dei denti (Matteo 25:30).

Più scendevo e più si faceva buio, finché fui nell'oscurità più assoluta: non avrei scorto la mia mano ad un palmo dagli occhi.
Più andavo giù e più sentivo il caldo intorno a me, l'atmosfera si faceva soffocante.
Finalmente sotto di me scorsi delle luci guizzanti, riflesse sulle pareti delle caverne dov'erano i dannati, causate dal fuoco infernale.
L'immensa sfera fiammeggiante, dai bianchi contorni, mi trascinava e mi attraeva come la calamita attira il metallo.
Non volevo andare!
Non camminavo, era il mio spirito che si comportava come il metallo in presenza di una calamita.
Non potevo staccare gli occhi dalla sfera, sentivo il calore sul viso.

Bernada Fernandez racconta come il Signore la portò a vedere l'Inferno, e come lì vide anche un giovane che aveva evangelizzato tempo prima, ma che aveva rifiutato il Vangelo.

Ecco le sue parole: «... Credevo che Gesù mi stesse portando in Cielo, perché avevo la certezza della mia salvezza, invece scendemmo in un tunnel nel cuore della terra.
Ci avvicinammo ad un certo luogo dove si sentiva un odore pestilente, qualche cosa che mi faceva orrore.
Mi girai verso il Signore, e gli dissi: "Non voglio andare in questo posto".
Con una voce molto forte, il Signore mi rispose: "E' necessario che tu veda prima; bisogna che tu veda cosa c'e in questo luogo".

Entrammo in un luogo molto oscuro e terribile, sentivo dei gemiti come ne parla la Parola di Dio.
Non potrò mai dimenticarli!
Quando arrivammo in fondo al tunnel, ci siamo seduti sopra una roccia, e il Signore mi disse: "Guarda!".
Dinanzi a me, si estendeva quel terribile spettacolo dell'Inferno: anime che si lamentavano e urla terribili. Laggiù, ognuno pensa a se stesso, nessuno si occupa di nessuno.
Non c'è nient'altro che pianti, lamenti e odio.
L'Inferno è veramente reale! Non è un racconto, come molti credono, ne un'invenzione della Chiesa.

Gesù è amore. 
La mia testimonianza è per dare gloria al Signore Gesù.
Premetto col dire che sono un ragazzo ancora non arreso completamente al Signore, ma vi voglio raccontare lo stesso come Gesù si sta rivelando nella mia vita.
Sono un ragazzo di 19 anni e da un po di tempo mi trovo in una situazione triste e scoraggiante.
Sono di origini napoletane, figlio di un padre camorrista.
Fin da piccolo ho vissuto nei dolori: mio padre quando rincasava si ubriacava e si drogava davanti ai miei occhi, e spesse volte litigava con mia madre, arrivando anche alle mani...

Sono cresciuto con queste situazioni e nella mia famiglia non c'erano regole: a 8-9 anni uscivo e tornavo la sera tardi; stavo con i miei amici giocando a calcio e non andavo a scuola; dicevo le parolacce.
Andavo anche nei parcheggi dei supermecati per rubare i pneumatici delle auto e spesso facevamo le risse tra noi ragazzetti... insomma non crescevo come dovevo.
In poco tempo divenni un ragazzo troppo vispo, ma mi consideravo bravo; amavo la famiglia, ma i litigi in casa non finivano mai.
Un giorno mio padre si pentii della sua vita e ando dalla legge, dichiarandosi "pentito".

Chris ci racconta come in un momento tragico della sua vita ha trovato la salvezza in Gesù. 
Sono cresciuto in una famiglia stupenda, ma come teenager ho cominciato a sperimentare le droghe e l'alcool.
Dopo diversi periodi di alti e bassi, mi sono trovato ad un punto nella vita in cui "tenevo il Signore a bada", anche se Lui era sempre lì per me.

Una sera sono andato in un ristorante ed ho bevuto troppo.
Alla fine della cena mi sono messo al volante per tornare a casa.
Ero quasi arrivato a casa quando, con mio stupore, sono passato sopra la ringhiera di legno che circondava un giardino privato e ho investito il bel terrazzo della casa.
Mi sono incamminato a piedi verso casa, sentendomi disperato per il fatto che avevo bevuto troppo e, pensando a tutto il danno causato, sono stato preso dal panico: avevo distrutto la mia macchina, una ringhiera e un terrazzo, ed ero sicuro di finire in galera, perché ho guidato da ubriaco.
Come per gli ebrei al tempo di Mosè, molti cristiani sono costretti a costruire mattoni per i propri oppressori; ma peggio ancora è oggi in Pakistan.

Azra Bibi
Azra Bibi
In Pakistan, molte persone come Azra Bibi portano il doppio fardello della povertà e della persecuzione.
Azra, 20 anni, è nata nella fabbrica di mattoni Malik Saleem.
La sua famiglia, gli unici cristiani in questa comunità musulmana, passava ogni giorno in questo lavoro durissimo fabbricando centinaia di mattoni.
Azra racconta: "lo non ho ricevuto una educazione.
Mi piaceva vedere gli altri bambini andare a scuola, volevo diventare un insegnante della Parola di Dio, ma mia madre guadagnava meno di un euro al giorno.
Mio padre morì, e vivevamo di stenti.
Un giorno decisi di aiutare mia madre; le chiesi: "Mamma, mi insegni a fare i mattoni?".
Avevo sette anni quando fabbricai il mio primo mattone.
Insieme fabbricavamo 1.000 mattoni al giorno. Al venerdì mia madre e io andavamo al mercato per comprare le cose di prima necessità.
Qualche volta potevo anche comprarmi dei fermagli per i capelli".

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