Il Blog di Incontrare Gesù

Articoli di attualità, esperienze personali e meditazioni su argomenti etici morali, sulla fede cristiana e sulla religione in generale.

  • Home
  • Informazioni personali
  • Argomenti
    • Attualità
    • Cattolicesimo
    • Confronti
    • Etica
    • Evangelizzazione
    • Islam
    • Meditazioni
    • Natale
    • Pasqua
    • Perseguitati
    • Poesie
    • Testimonianze
  • Autori degli articoli
  • Glossario
  • Testimonianze

Testimonianze

Al tramonto vi sarà luce. 

Sono nato a Cismon alle pendici del Monte Grappa.
Dopo la laurea in “Sociologia delle Religioni” presso l’università Federico II di Napoli, vivevo il travaglio della generazione del ‘68.
Dalla militanza politica all’esperienza psichedelica con la droga, cercai incessantemente nel grande viaggio della vita, un senso più profondo e vero per la mia propria esistenza.
Allora lo spinello si chiamava joint, che paradossalmente significava unire: seduti in cerchio lo facevamo girare per prenderne ognuno qualche boccata di fumo.
Poi iniziò a circolare l’eroina, l’LSD e robacce simili, che distrussero tante giovani vite, che si schiantavano su quel muro dei Pink Floyd.

Barba e capelli lunghi, una mattina partii improvvisamente per la mia grande avventura verso il grande sud, Bologna, Roma, Napoli, in autostop, arrivai a costeggiare il mare della meravigliosa Sicilia, che sembrava un incanto.
Arrivato a Ribera, gustai arance così grosse come non ne avevo mai viste.
Fui ospitato da alcuni ragazzi seguaci di Hare Krisna, seduti a gambe incrociate in una stanza azzurra con gli affreschi di Visnù e un forte odore d’incenso.
Scocciato da quell’atmosfera artificiosa e forzata dal desiderio del mistico, partì subito verso l’Africa, Afganistan, Pakistan, India, Nepal, Israele…

Una Meditazione di Franco Previte. 

La depressione, il “male oscuro” così definito dai mass media, comporta disturbi del tono dell’umore, distrugge il morale, lo spirito della persona, ma soprattutto miete, in numero crescente, vittime innocenti nella società.
E’ il “volano”, pare, di quanto sta avvenendo in particolare in questi giorni in Italia, dove madri uccidono i propri figli, mariti uccidono le mogli e viceversa, figli che uccidono i genitori, situazioni derivanti da crisi depressive secondo il mondo scientifico.

In genere queste “persone” vengono “piantonate” dalle Forze di Polizia in qualche Reparto di psichiatrica negli Enti Ospedalieri e poi “ricoverate scandalosamente” negli Ospedali Psichiatrici Giudiziari od in quelli Privati Convenzionati, i quali non solo contrastano con la legge 180, ma configgono con i dettami della Carta Costituzionale.
Ma nella quasi totalità dei “casi”, di persone depressive ricoverate nei Reparti Ospedalieri, dopo qualche pillola, vengono dimesse, e così finisce, ancora una volta, il rituale eclatante episodio di sanità malata.

A questo proposito dobbiamo sperare, visto il disinteresse della politica, che il problema degli OPG e PC, problema di degrado, susciti l’interesse di qualche solerte Procura delle Repubblica o l’intervento della Corte dei Conti, su una situazione così paradossale che costituisce, anche, una lesione allo spirito di solidarietà e di altruismo della pubblica opinione.
Dobbiamo aprire una parentesi e considerare che se i compiti dei NAS dei Carabinieri sono indirizzati alla tutela dei diritti e della dignità dei “malati”, come è avvenuto fin oggi, allora la Benemerita svolge un’opera meritoria, umanitaria di garanzia giuridica e di “spinta” per la soluzione del gravissimo problema dei disagiati psico-fisici.

Una riflessione di Nicola Scorsone. 

Maria, umile ragazza ebrea, condivideva la fede di Israele nelle promesse divine sulla venuta del Messia.
Scelta per dare alla luce il Messia, si rese subito conto di essere stata oggetto di una particolare grazia di Dio, a cui bisogna rispondere con il libero assenso di fede (Luca 1:26-33).
Perciò Maria è per noi esempio di fede, come Sara, Deborah, Rut e tante altre pie donne d’Israele, e l’Evangelo per la sua particolare chiamata, la chiama BEATA.
Portiamo dunque a Maria il medesimo rispetto che ebbe per lei l’angelo della annunciazione.

Maria umile ancella del Signore si riconobbe subito, povera è bisognosa della grazia divina, confermando ciò nel suo Magnificat: “Lo spirito mio esulta in Dio mio Salvatore” (Luca 1:47).
Per questo indicherà Cristo dicendo: “Fate tutto quello che Egli vi dirà” (Giovanni 2:5).
Poiché, giustamente, replicherà l’apostolo Pietro: “In nessun altro è la salvezza; perché non vi è sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini, per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati” (Atti 4:12).
Sembrerebbe un contro senso, ma in un mondo sempre più mariano e meno cristiano, in cui si vuol fare di un’umile fanciulla di Nazareth una figura sempre meno umana e più divina, da sostituirla a Cristo come oggetto di fede, speranza e salvezza, noi seguiremo l’esempio di Maria, e Colui che ci ha indicato, Gesù.

Una Riflessione di Nicola Scorsone. 

Continuando con la matematica, nel mese di maggio dedicato alla recita del rosario, moltiplicando 1550 per milioni nel mondo si arriva a miliardi di recite.
Di fronte a queste astronomiche cifre, Gesù, riguardo alla preghiera, ci dà un chiaro insegnamento: “Nel pregare non usate troppe parole come fanno i pagani, i quali pensano di essere esauditi per il gran numero delle loro parole… perché il Padre vostro sa le cose di cui avete bisogno, prima che gliele chiediate” (Matteo 6:7-8).

La Maria della Bibbia alle nozze di Cana, disse: “Fate tutto quel che vi dirà (Gesù)” (Giovanni 2:5).
Stranamente e contrariamente però, le varie Marie di Fatima, Medjugorje… incitano i fedeli a recitare più rosari possibili invitandoli in tal modo a riporre nelle loro mani la loro vita, nonché le sorti di tutto il mondo.
A chi dobbiamo dare ascolto?
Gesù insegna: “...qualsiasi cosa domanderete al Padre nel MIO nome, Egli ve la darà” (Giovanni 16:23).
Mentre le varie apparizioni mariane richiedono preghiere, suppliche, penitenze, sacrifici (o fioretti) rivolti al loro nome!

Meditazioni

Una Riflessione di Melchiorre Briganti. 

Noi tutti, nella nostra vita quotidiana, abbiamo le nostre piccole croci, di cui non
ci dobbiamo per niente preoccupare, e che anzi dobbiamo e vogliamo accettare e offrire a Gesù.
Noi tutti, inoltre, siamo in qualche modo dei peccatori e quindi siamo destinati a morire (anagraficamente), in quanto il frutto del peccato è la morte.
Ognuno di noi, però, a un certo punto della sua vita incontra Gesù e si trova a tu per tu con Lui, che, pur essendo senza peccato, è stato ingiustamente condannato alla stessa sorte nostra della Croce e che - vittima innocente - è morto sulla Croce per noi e per i nostri peccati.

A questo punto subentra la nostra risposta: sta a noi, che abbiamo questa grandissima occasione offerta dalla misericordia di Dio, compiere una scelta.
L'atteggiamento del ladrone "cattivo" è: "Salva te stesso e noi", quasi come se volesse "usare" Gesù per i propri fini comodi ed egoistici, per evitare la Croce, strada dalla quale dobbiamo invece passare.
L'atteggiamento del buon ladrone è invece: Gesù è al primo posto rispetto a lui, protagonista della storia; la morte attraverso la Croce e le sofferenze relative ad essa costituiscono l'entrata nel Regno dei Cieli e sono un passaggio obbligatorio.

Inoltre il buon ladrone riconosce che c'è il Regno di Gesù (che naturalmente non è di questo mondo).
Tutto ciò salva il buon ladrone, che va direttamente in Paradiso con Gesù.
Che fine ha fatto l'altro ladrone?...
Personalmente ritengo che la differenza stia proprio tra il peccato che viene perdonato, perché c'è sincero pentimento e il peccato che non può essere perdonato, perché non c'è ravvedimento; ossia, come conseguenza di ciò, rispettivamente nell'accettare o rifiutare Dio, cosa che comporta la vita o la morte eterna.
Siamo tutti noi di fronte a questa scelta, fin dalle nostre azioni che si compiono su questa terra.
Una Riflessione di Franco Previte. 

Nel terzo millennio cristiano, il rapporto fede-ragione e condizione sociale, deve porsi alla luce della situazione storica e culturale nella quale si trova l’uomo oggi.
Prendiamo, in breve, a considerare nel rapporto fede e ragione, la Lettera Enciclica Fide et Ratio, del Sommo Pontefice Giovanni Paolo II° su esigenze e compiti della situazione dell’epoca, fa un’analisi molto approfondita dell’affermarsi del fenomeno della frammentarietà del sapere e del conoscere considerando, molto importante, essere difficile e spesso vana la ricerca del senso (81.cap.7°).

In sostanza una degradazione della ragione senza ricercare la verità una argomentazione dottrinale molto profonda che ci viene consigliata per conoscere ed interpretare il mondo e la vita dell’uomo moderno.
La condizione sociale dell’uomo d’oggi, in una sorte di solidarietà, è capire chi è il nostro prossimo, chi si trova nella necessità di esigenze e se possiamo diventare prossimo dell’altro nella misura in cui condividiamo le sue difficoltà: in una parola come ci comportiamo di fronte a chi è nel bisogno?
Il nostro tempo pare inaridirsi! Forse, per non dire, siamo allo sfascio totale e delle coscienze e del presente?

Una Meditazione di Franco Previte . 

I mass media del 21 febbraio hanno riportato una notizia davvero scioccante in cui un gruppo persone, circa 800, operanti su Facebook hanno posto in mostra una foto di profilo di una bambino down in un gioco di tiro al bersaglio con un proclamato delirio di frasi offensive e denigratorie, protette dall'anonimato, nei confronti di questi sfortunati della vita.
Naturalmente, in tempi brevi sul web è partita una controffensiva a difesa di questi innocenti che si trovano in situazione di maggior debolezza e fragilità.
Purtroppo una certa parte del nostro tempo considera la persona umana pienamente autonoma e svincolata da ogni rapporto con la legge religiosa e con quella sociale, mentre l’uomo tende a porsi al centro dell’universo.

Non possiamo non dimenticare il progressivo dissolversi dei valori etici che sfide pericolose, come nel caso esposto, tendono a distruggere le famiglie ed i singoli, ma amareggia ed angoscia che si va sviluppando e progressivamente aumentando, un relativismo, un permissivismo smodato che dilaga, modifica e mortifica la dimensione etica della vita.
Il materialismo, il consumismo, l’edonismo e l’erotismo più sfrenato corrono e concorrono a formare un superficialismo assoluto, un substrato privo di un fondamento di civiltà morale che non ci stupisce più di tanto, ma, ripeto, amareggia il constatare una siffatta realtà sociale che a volte viene accettata.
Tutti gli uomini di buona volontà, soprattutto noi cattolici, dobbiamo tenere alta la coscienza di tutela della dignità umana, la grandezza del carattere sacro della vita e di ogni vita ed in qualunque condizione di salute ci troviamo.


Meditazioni

Una Riflessione di Paolo Moretti. 

Rileggendo qualche giorno fa la parabola del figlio prodigo (Luca 15:11-32), mi sono sentito ripreso dal Signore attraverso una particolare riflessione sul comportamento incoerente del figlio-fratello maggiore.
Egli “si trovava nei campi” al momento del ritorno del fratello a casa, non era quindi in giro a passeggiare, né stava svolgendo altre attività con cui riempire il suo tempo libero.
Era “nei campi” a lavorare, a sudare nei terreni del padre, ad esprimere in questo modo impegno, fatica, servizio.

Chi lo avesse osservato con attenzione, lo avrebbe giudicato un eccellente servitore del padre, un vero modello da prendere come esempio!
Ma poi, quando, tornando come ogni sera a casa, udì un insolito suono di musica e di danze e venne informato che il padre stava facendo festa per il ritorno a casa di suo fratello, “egli si adirò e non volle entrare”.
Ovviamente questo rifiuto ha, nel contesto immediato della parabola, lo scopo di portare a riflettere i farisei e gli scribi sul loro analogo rifiuto di condividere la festa del Figlio di Dio che “accoglie i peccatori e mangia con loro“: una festa che si estende dalla terra al cielo, dove “v’è gioia davanti agli angeli di Dio”.

Una meditazione di Paolo Moretti. 

Mi è capitato più volte, negli ultimi mesi, di sentire commenti lusinghieri anche in ambito evangelico in relazione agli appelli ripetuti in più occasioni dal nuovo pontefice ad “aprire il cuore a Cristo”, appelli che si erano sentiti più volte anche sulla bocca del suo predecessore.
Quando si sente parlare di “centralità di Cristo” o del “bisogno dell’uomo di guardare a Cristo”, è possibile rimanere colpiti positivamente.
Non è, questo, lo stesso messaggio che anche noi annunciamo?
Non andiamo anche noi sulle piazze, per le strade e sotto le tende ad annunciare che gli uomini hanno bisogno di Cristo e che, se vogliono davvero conoscere il dono di una vita purificata e rinnovata devono convertirsi ed aprire il loro cuore a Lui?
Che finalmente anche a Roma qualcosa o qualcuno si stia muovendo verso nuove direzioni?

Purtroppo, niente di tutto questo.
Infatti, se andiamo al di là delle parole in sé pur belle e se scopriamo l’intenzione e l’obbiettivo che i due pontefici in questione hanno avuto nel pronunciarle, ci rendiamo conto che esse hanno un significato ben diverso da quello che noi normalmente pensiamo.
L’intenzione è quella di chiamare i fedeli ad accostarsi all’Eucarestia, nella quale “è racchiuso tutto il bene spirituale della Chiesa, cioè lo stesso Cristo” (art. 1324 Catechismo Chiesa Cattolica).
È nell’Eucarestia che Cristo si rende presente nella Chiesa (cattolica romana) ed è quindi attraverso l’Eucarestia che è possibile riceverlo nel cuore.

“Aprite i cuori a Cristo” equivale quindi a dire: “Accostate i cuori all’Eucarestia!”.
L’obbiettivo è invece quello di legare le persone alla Chiesa (cattolica romana).
Se infatti “Cristo è racchiuso nell’Eucarestia” e se l’Eucarestia è patrimonio della Chiesa che la possiede e la dispensa, è ovvio che per ricevere Cristo occorra entrare a far parte della Chiesa (cattolica romana).
Scopriamo così che, quando si parla di “centralità di Cristo”, in realtà si ha in mente “la centralità della Chiesa”, che lo “racchiude” e lo “dispensa”.
Il “Cristo”, al quale si invita ad aprire il cuore e ad accostarsi, è in realtà un oggetto, un idolo, un feticcio.

Qualche sera fa le campane del mio paese suonavano a distesa, in modo davvero inusuale.
Ho scoperto, qualche giorno dopo, che quella sera era in programma un incontro di “adorazione dell’Eucarestia”: tutti in ginocchio – immagino – a pregare davanti al cosiddetto “santissimo”!
Che tristezza!
Dopo la risurrezione di Gesù, due discepoli lo riconobbero nel momento in cui “prese il pane, lo benedisse e lo spezzò”, ma quando Gesù scomparve alla loro vista, pronunciarono queste note parole: “Non sentivamo forse ardere il nostro cuore dentro di noi mentre egli ci parlava per via e ci spiegava le Scritture?” (Luca 24:30-32).
Si rammaricavano perché i loro cuori non si erano infiammati durante l’ascolto della Parola, ma non fanno alcun accenno al momento della rottura del pane, dell’Eucarestia!?
È l’ascolto della Parola che fa ardere i cuori ed è attraverso l’ubbidienza ad essa che i cuori possono aprirsi a Cristo, per essere purificati, trasformati e radicalmente rinnovati.

In quello stesso racconto, Luca ci ricorda che Gesù, “cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture le cose che lo riguardavano” (24:27), e che più avanti ricordò ai discepoli: “Queste sono le cose che io vi dicevo quand’ero ancora con voi, che si dovevano compiere tutte le cose scritte di me nella legge di Mosè, nei profeti e nei Salmi” (24:44).
Cristo si rivela a noi come il Vivente, e cessa così di essere “un idolo”, soltanto quando lasciamo che egli parli ai nostri cuori attraverso la sua Parola illuminata dalla convinzione dello Spirito Santo.
È ascoltando la sua Parola che i cuori si aprono a lui per accoglierlo e per donargli la centralità nella propria vita.
È la stessa Parola che illumina la nostra mente e ci guida a discernere che parole giuste nascondono un significato errato.
Di questo discernimento abbiamo oggi quanto mai bisogno!

Evangelizzazione

Una messaggio di Rosaria Schimmenti. 

E' Dio vivo in noi e nel mondo?
La Sua pace, il Suo amore e le Sue leggi dimorano nel nostro cuore? Nelle nostre famiglie e nel nostro paese?
O stiamo correndo in cerca di benessere, pace e felicità senza la bussola dei Suoi comandamenti? (Proverbi capitolo 3).
Non possiamo eliminare i problemi che ci affliggono se non usiamo la chiara e sicura bussola morale che Dio ci ha fornito tramite la Sua Parola.
Il peccato non è stato mai felicità, così anche la malvagità, perché violano la legge sacra che governa tutta la creazione, inclusi noi che facciamo parte di essa.
Siamo stati creati per vivere nella legalità, nel rispetto reciproco e nel far moltiplicare i doni che Dio ci ha elargito.

La prova tangibile che abbiamo bisogno di bene è evidenziata anche dal fatto che, quando abbiamo dei veri amici e dei buoni rapporti con il prossimo, siamo più sereni.
Questo dovrebbe essere il nostro obbiettivo principale, impegnarci affinché questo si realizzi.
Nel corso della storia umana, Dio ha inviato per prima dei profeti per istruirci, infine ha mandato Suo Figlio.
Nell'occasione della trasfigurazione di Gesù, sul monte santo, Dio ci ha parlato direttamente dal cielo.
Abbiamo dei testimoni a riguardo, i tre Apostoli: Pietro, Giacomo e Giovanni; questi sono stati invitati da Gesù a salire sul monte, con Lui, e lì apparvero loro Mosè ed Elia, i quali parlarono con il Signore, avvolti da una luce, e si udì la voce dal cielo che diceva: “Questo è il mio Figlio diletto, ascoltatelo!” (Luca 9:35).


Testimonianze

Un Messaggio di Patrizia Eydallin. 

Dal natale mi aspetto di poter solo ringraziare Gesù perché è nato. Qualsiasi sia la data, sta di fatto che è nato, e dal momento che credo senza ombra di dubbio che Egli è il mio salvatore, voglio solo mostrargli la mia gratitudine per ogni benedizione, guida, amore, appagamento, consolazione e... felicità che solo lui mi ha dato.
Sono io ora che voglio fare un regalo a lui, poiché mi ha donato tutto ed è sempre con me, così gli voglio donare il mio cuore e portare l'amore a chi non l'ha, il Suo amore che ha messo in me, e voglio che tutti conoscano che meraviglioso Dio e meraviglioso Salvatore abbiamo, che la vita è vera vita, anche se non siamo ancora in paradiso, che vale la pena di viverla, perché dobbiamo e vogliamo dargli la gloria come Lui merita, e non è nulla in confronto al suo amore per noi.

La Sua parola ci narra la Sua storia, la Sua meravigliosa opera, e noi, che per grazia Sua l'abbiamo accettata, abbiamo una vita trasformata, abbiamo la Sua pace nel cuore e abbiamo la consapevolezza interiore che gli.
Le tenebre non ci appartengono più, Gesù ha dato la vita per noi, è risorto e noi siamo risorti con lui, non sono parole ma dati di fatto... che meraviglia è appartenere a Lui e aspettare il Suo ritorno!
Quindi Buon Natale a tutti!
Non pretendiamo solo doni, ma amiamo Gesù, come merita, infatti Lui ci ha fatto il dono più grande che ogni uomo possa ricevere.
Una riflessione di Amedeo Bruno. 

Cosa sta succedendo oggi in Iran?
In questo paese dove i cristiani sono duramente perseguitati e il cui presidente ha lanciato, sin dal suo insediamento, una campagna diffamatoria e denigratoria contro Israele?
Questa nazione è governata col pugno di ferro dagli ayatollah (capi religiosi) da quando, nel 1979, avvenne la cosiddetta rivoluzione islamica il cui massimo promotore fu l’ayatollah Khomeini.

Nel mese di giugno 2009 si sono tenute le elezioni presidenziali nelle quali è stato riconfermato il presidente uscente Ahmadinejad.
Ma da più parti si è parlato di brogli elettorali e si è detto che i risultati sono stati falsificati e, presumibilmente, se fossero stati attribuiti ai candidati il numero di voti effettivamente ricevuti, Ahmadinejad non sarebbe stato rieletto.
Il popolo iraniano, sfidando il regime, ha dato luogo a imponenti e continue proteste durate giorni e giorni, ma alla fine il verdetto non è cambiato.
Molti oppositori sono stati imprigionati, uccisi, torturati e processati.

Dopo un paio di mesi di proteste, la guida spirituale suprema dell’Iran, ayatollah Khamenei, ha incoronato Ahmadinejad quale presidente riconfermato della repubblica islamica.
Gli iraniani hanno mostrato grande coraggio dimostrando il loro dissenso e andando incontro alla dura reazione del regime, ma tutte queste manifestazioni di protesta, sebbene non hanno fatto cambiare il risultato delle elezioni, sicuramente hanno fatto tremare e impaurire la classe dirigente dell’Iran.


Meditazioni

Una Riflessione di Luca Pinna. 

Alla luce degli attuali risultati si può considerare questo dantesco dilemma come un vero e proprio dramma sociale che si consuma nel cuore degli uomini sin dalla notte dei tempi.
La storia del resto ci insegna che l'umanità, ha sempre avuto il malsano gusto o la necessità di apparire al di sopra del proprio prossimo, ma causandone così fatali discapiti di ogni genere.
L'uomo che per natura avverte la necessità di dover apparire, con molta probabilità è un debole o un insicuro verso tutto ciò che gli gira attorno.

Questa riflessione non ha assolutamente nessuna velleità di voler essere una lezioncina di psicologia, ma piuttosto ha lo scopo di porre l’attenzione su alcune persone che vivono ovunque, con chiunque, fuorché nella grazia del Signore, nostro Dio.
Viene naturale pensare che gli uomini che ricorrono all’esibizione del proprio essere, di certo non devono aver mai aperto un libro sacro, un testo qualsiasi dove fossero citate le sacre parole del Vangelo, e dove, leggendole, si sarebbero certamente accorti che il Signore pone sempre le Sue più misericordiose attenzioni verso i più deboli.
Proprio verso le anime come loro, le più bisognose, esattamente come colui che vi scrive.

Un articolo di Franco Previte. 

In senso riduttivo Welfare State è sinonimo di assistenza, interventi, aiuti di vario genere da parte dello Stato o dell’Ente Pubblico, “politiche”, oggi, che sono più che mai in crisi nel nostro Paese.
Alla legge finanziaria 2010 il Governo non può vantare di aver realizzato un “qualche cosa” in aiuto alla fragilità dell’uomo d’oggi, il quale soffre di disagio psichico.
Non facciamo politica e non siamo contro qualsiasi Governo! Solo evidenziamo emergenze!
Continuano i periodi bui dettati dal completo disinteressamento verso questa “problematica sociale”, per il mancato ricorso a risorse tese e rese disponibili per il loro indirizzo alle necessità emergenti.

Fin dall'ultima Finanziaria 2009 indetta al traguardo del risanamento dei conti pubblici non era presumibile aspettarsi periodi buoni in favore della situazione in cui “vivono” i malati colpiti nella psiche, il disagio nelle loro famiglie e le evidenti ripercussioni nella società, perché altri capitoli di spesa incombono nel basculante Bilancio dello Stato.
L’amaro in bocca pervade, peraltro, date le misere provvidenze economiche per i disabili.

Testimonianze

Trovata da Gesù. 

Voglio parlarvi di come ho incontrato Gesù, anzi devo dire che è Lui che mi ha sempre cercata.
Sono nata e vissuta sempre in una famiglia cattolica, e sin da piccola mi parlavano dell’amore di Dio, ma alla fine pensavo che tutto mi fosse dovuto.
Mi sono sposata ed ho avuto 5 figli, ed ho insegnato anche a loro ciò che era stato insegnato a me, ma dentro ero spenta e sentivo un grande vuoto.
In seguito ho avuto modo di conoscere una comunità del Rinnovamento nello Spirito ed ho incominciato a farne parte attiva.
In quell’ambiente e attraverso le preghiere che facevo con i fratelli della comunità, ho incontrato Colui che cercavo, Gesù Cristo: la mia guida, la mia forza; ho incontrato il Consolatore, Colui che mi sostiene sempre.

In questo periodo che sto attraversando, sento ogni giorno di non poter più vivere senza il Suo amore.
In questi anni molte cose non belle mi sono successe: ho perso uno dei miei figli, ho perso anche la mia sicurezza economica, e molte altre cose, ma non ho perso la forza e la tranquillità, perché Gesù non mi è sempre vicino.
Tutti mi hanno abbandonata, anche molte persone che mi erano vicino, ma leggendo nel vostro sito ho potuto capire che il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo parlano una sola lingua; parlano del loro grande amore per noi, creati a immagine di Dio.

Tanti saluti, vi voglio bene, che la benedizione di Dio sia su di voi sulle vostre comunità e sulle vostre famiglie.
Ciao da Sabina, che non sa più vivere senza l’amore di Dio.

Leggi altre testimonianze

Testimonianze

A cura di Nicola Scorsone. 

I morti per mafia da tempo non si contano più; molti sperano che lo Stato la sconfigga.
Purtroppo la situazione non migliora, anzi quel pò di morale mafiosa esistente, che considerava i riti religiosi e la famiglia cose sacre, è scomparsa del tutto.
Ne è prova l’uccisione di familiari di mafiosi; ne sanno qualcosa le strade che portano al capoluogo siciliano; strade che sono costate molte vite umane, e non parlo di incidenti stradali.
Hanno trovato i morti crivellati di lupara, gli occhi sbarrati al sole, un sasso in bocca.
Un sicario della mafia valuta poche migliaia di euro la vita di un uomo.
Da questo campo così rude può uscirne fuori una bella storia, quella di Salvatore, che con l’aiuto di Gesù, è riuscito completamente a sganciarsi dagli spietati tentacoli della piovra.

Così egli stesso racconta: «Per ordine della mafia all’alba dovevo uccidere un uomo che non avevo mai visto.
I primi barlumi del giorno per lui sarebbero stati gli ultimi, e a sole alto lo avrebbero trovato intriso di sangue, avvolto da uno sciame di mosche.
Quella sera mi sentivo stanco, oppresso, legato da quella vita senza sbocco.
Camminando, trovai per terra un volantino spiegazzato e imbrattato di fango.
Alla luce di un lampione lessi: “Ci deve pur essere una soluzione: la violenza e il crimine regnano nelle nostre città; sì, c’è una risposta: Gesù, il Salvatore del mondo.
Egli dice: «Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo; prendete su di voi il mio giogo e imparate da me, perché io sono mansueto e umile di cuore; e voi troverete riposo alle anime vostre; poiché il mio giogo è dolce e il mio carico è leggero»” (Matteo 11:28-30).


Meditazioni

Una Riflessione di Luca Pinna. 

Questa domanda l’ho posto alla mia coscienza diverse volte: la mia fede?
La qualità della mia osservanza religiosa.
Esatto, la propria qualità spirituale, è di questo che voglio parlare ed è proprio su questa riflessione che intendo soffermarmi.
Credo che ognuno di noi, anche soltanto per un attimo si sia soffermato a domandarsi se è davvero un buon cristiano e se davvero si considera un uomo di consolidata fede cristiana; se davvero sia stato “prescelto” a questa divina grazia.
Rabbrividisco, ad esempio, quando sento dichiarare nella maniera più semplice del mondo il proprio ateismo.
Nell’immediato, di fronte a certe affermazioni, la prima cosa che mi viene di fare è quella di pregare; pregare il Signore che doni loro un filo di speranza, uno spiraglio della Sua immensa luce, ma, inevitabilmente, subito dopo, mi domando, senza sapermi rispondere, il perché di tutto questo.
Si potrebbe immaginare che tali persone siano rigettate dai piani del Signore per una loro condotta abominevole, gente macchiata di colpe e peccati innominabili, invece ho scoperto che non è sempre così.


Meditazioni

Una Riflessione di Luca Pinna. 

Non è affatto vero che durante il percorso della vita non si debba decidere di chiudere capitoli talvolta importante.
Capita, eccome se capita!
Inesorabilmente di fronte a scelte estreme, si muovono una moltitudine di fattori, umani, psicologici, intimi ed infine, ma non ultimi, spirituali.
Darsi retta, agire per logica, molto spesso, non è facile, anzi, direi sia la cosa più difficile da mettere in pratica; in certe occasioni bisogna fare i conti con la propria anima, e perché no, con la propria insita codardia.
Lasciarsi morire per altruismo, non credo sia una scelta troppo cristiana.
Al contrario, il cristianesimo ci insegna proprio il rispetto di noi stessi, accompagnato a quello degli altri.
Non si dovrebbe mai permettere a nessuno di calpestare la dignità delle persone, approfittarsi del bene degli individui a proprio piacimento, magari per un nostro mero tornaconto.
Quando accade tutto ciò, bisogna raccogliere tutte le forze e far valere sopra ogni cosa l’amore per noi stessi, almeno nella misura in cui noi ne doniamo.

Una Riflessione di Amedeo Bruno. 

Dopo la crescita economica e industriale, cominciata negli anni sessanta, e proseguita negli anni settanta e ottanta, abbiamo assistito, dagli anni novanta in poi, ad un calo costante del benessere mondiale.
Gli ultimi mesi dell’anno 2007, hanno dato inizio a quella che possiamo chiamare la più grande crisi economica del nostro tempo, poi, con l’anno 2008, la crisi ha preso campo in quasi tutto il mondo: prima con l’aumento continuo e ingiustificato del prezzo del petrolio, che ha provocato il crollo di molti settori produttivi; poi con la crisi dei mutui, cominciata col fallimento della grande banca americana Lehman Brothers, che ha fatto tremare tutto il sistema bancario mondiale e infine con la caduta delle borse che ha gettato nell'incertezza tutta l’economia mondiale.

La Bibbia già da molto tempo ci avverte dell’arrivo di tempi difficili, ed ecco ora li vediamo arrivare. L’apostolo Paolo scrisse a Timoteo: “Or sappi questo, che negli ultimi giorni verranno tempi difficili, perché gli uomini saranno egoisti, amanti del danaro e del piacere, superbi, spietati, traditori …”.
Il Signore Gesù stesso, parlando dei tempi della fine, disse: “Voi udrete parlare di guerre e rumori di guerre, ma guardatevi di non turbarvi perché bisogna che questo avvenga, ma non sarà ancora la fine, poiché si leverà nazione contro nazione, regno contro regno, e ci saranno pestilenze, carestie e terremoti in vari luoghi, ma tutto questo non sarà che principio di dolori” (Matteo 24:6-8).

Meditazioni

Una Riflessione di Antonio Strigari. 

"Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? perché te ne stai lontano, senza soccorrermi, senza dare ascolto alle parole del mio gemito?" (Salmi 22:1).
Quanti di noi, nel corso di una lunga e dura prova, non avendo ancora ricevuto l’attesa e salutare risposta da parte dell’Eterno alle nostre suppliche, abbiamo pronunciato queste parole? Forse siamo in molti ad averle espresse perplessi ed in un certo senso delusi per tanto silenzio. Sembra, infatti, inspiegabile che Colui che ci ha detto: “Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; picchiate e vi sarà aperto” (Matteo 7:7), poi non risponda!

Premesso che la mancata risposta da parte di Dio può significare abbandono reale o presunto, la conseguenza che ne deriva per l’uomo è che:
1. alcuni cercano di analizzare la propria vita per trovare la causa di questo reale abbandono da parte di Dio,ed arrivano a scoprirne il motivo nel loro abbandono di Dio riuscendo ad emendarsi;
2. altri, sentendosi giusti come Giobbe, si scoraggiano facilmente, non riescono a rimanere fermi nella loro pur debole (o inesistente) fede, tornano indietro sul loro vecchio cammino senza Dio e perdono la fede assieme alla salvezza;
3. solo pochi, restando fermi nella fede, scopro no nel silenzio di Dio la verità dell’immenso Amore di Dio!

 Meditazioni

Una Riflessione di Nicola Scorsone. 

Un seno più prosperoso, un nasino doc, 10 cm. più alti, più grassi, più magri…
Restauri su restauri per essere sempre più IN.
Dulcis in fundo, un ritocco sul fondo schiena, un artistico tatuaggio, cinque altri sul braccio, sulla gamba… Poi, come una ciliegina sulla torta, un piercing sulla lingua (come si fa a mangiare?!?), sul naso, sull’ombelico…
Forse si vuole dare una mano a Dio a farci più belli; dopotutto non aveva detto: “Ama il tuo prossimo come te stesso” (Matteo 19:19)?
Quanto si vede in giro sono tutte tendenze moderne?
Macché! Tutte storie vecchie da più di 4000 anni.
A Babilonia, come a Sodoma, a Gomorra e nell’antica Roma, di dette trasformazioni contro natura, gli uomini da sempre ne hanno fatto un continuo abuso.



Una poesia di Rosaria Schimmenti. 

Il figlio di Dio Gesù, dimorava nel cuore del Padre, e ci e stato donato.
A sua volta, Dio dimorava nel cuore del Figlio, e c'è l’ha rivelato.
Unione perfetta.
Sono venuti sulla terra per soccorrerla, ristorarla
e indicare il sentiero della vita.

Dio ha donato il suo cuore al mondo: Suo Figlio,
e noi dobbiamo donare il nostro cuore a D, che è nostro Padre,
affinché si realizzino comunione e unità,
necessarie per realizzare
la Legge universale celeste di eternità.

Questa è la verità e la via della vita,
che fa sbocciare i fiori della salute e della sicurezza.
Non vi sarà più il debole, perché è rafforzato,
non esisterà più l’afflitto, perché è consolato,
non vi sarà più il malato, perché è sanato,
ed il miracolo della gioia della vita si è realizzato,
perché abbiamo accolto il Dono di Dio
nel nostro cuore, nelle nostre famiglie,
ci siamo rivestiti del vero cristianesimo originale.
E allora, ci uniamo al coro degli angeli, cantando:

“GLORIA A DIO NELL’ALTO DEI CIELI
E PACE IN TERRA AGLI UOMINI DI BUONA VOLONTA’”.

Che operano, affinché la volontà di Dio si compia.
COSI’ SIA! (Apocalisse 21:3-7)

“Buon Natale a tutti.”












Una poesia di Rosaria Schimmenti. 

Perché ti amo o mio Dio?
Questa domanda spesso mi sono posta,
come si può provare amore fino all’emozione, per una persona che non vedi?
Sei celato nella tua Parola scritta ma ti riveli senza veli nel creato e nel Figlio tuo diletto incarnato,
ed ho iniziato ha intravedere in Te: la luce, la trasparenza, la purezza l’amore e l’onestà,
valori che scarseggiano nell’odierna mortale umanità.
In Te o Dio non vi è ombra di falsità.

Ti amo perché ci insegni ad essere onesti e veritieri, come si addice ai membri della tua famiglia.
Ci educhi alla pace e alla solidarietà, a prenderci cura del povero, del debole, dell’afflitto, di chi non ha sostegno, orfani e vedove, non sei un Dio meraviglioso?
Si lo sei!
E non bisogna tacere, dobbiamo proclamarlo ad alta voce, farlo conoscere!
Perché molte deviazioni dalla Vita e dalla Verità si sono infiltrati in seno all’umanità e la luce divina è stata oscurata.

Il primo comandamento chiave di salvezza non viene evidenziato, perchè l’orgoglio umano si è insediato al posto di Dio;
mentre le vere opere buone non sono tali se non si da gloria a Dio da cui proviene ogni buono dono.
Chi anela al bene non può fare a meno di Te oh Dio!
Vive alla tua presenza non ha altre vie.
Sei Tu che alimenti la nostra vita, il tuo popolo sulla terra ti onora,
è come un albero buono che produce i tuoi frutti e da questi frutti buoni si riconosce.

Ti amo perché sei splendore, bellezza, gioia e santità,
ed hai stabilito che tutta la tua creazione rispecchiasse la meravigliosa legge universale
della tua immutabile personalità.

Ti amo perché sei sempre lo stesso, ieri oggi e in eterno, la tua Parola è stabile non cambia,
le tue vie sono fonte di salute e felicità, perché ci si riconcilia con Te, noi stessi e tutta l’umanità.
Non vi è più posto per il settarismo terreno, perché la luce ha squarciato le tenebre del nostro cuore.

Ti amo perché ci hai amato per primo, tracciando il sentiero della nostra vita.
Meditazioni

Una Riflessione di Rosaria Schimmenti. 

Gli esseri umani quando sono invasi da cataclismi e calamità, provocati dalla loro infedeltà,
anziché ravvedersi, alzano gli occhi al cielo e incolpano Dio che permette queste sofferenze all’umanità.
Dio, conoscendo a fondo l’uomo, sapeva della sua tendenza ad incolpare il prossimo, incluso Lui stesso, il Creatore, ed ha fatto riportare nella Sua Parola le testuali parole di Apocalisse 16:9-11: “Gli uomini gemevano nel dolore e bestemmiavano l’Iddio del cielo a causa delle loro sofferenze e lo stesso non si convertirono dalle loro opere”.
Ci parla anche in Proverbi 2: “Figlio mio accogli le mie parole e fai tesoro dei miei precetti e camminerai sulla via buona; sappi che i retti sono quelli che abiteranno la terra e vi dimoreranno per sempre, mentre i malvagi saranno sradicati da essa e gli empi ne verranno scacciati”.
E Gesù dice: “Beati i mansueti perché erediteranno la terra”.
Apologia

Una Riflessione di Linda. 

Dio ha creato tutto ciò che esiste? 
Ed il male esiste? Allora Dio ha creato il male?
Un Professore universitario di filosofia in un noto college sfidò i suoi studenti con la seguente domanda: “Dio ha creato tutto ciò che esiste?”
Un coraggioso studente rispose: “Sì, lo ha fatto!”.
“Dio ha davvero creato tutto?”, ribadì il Professore.
“Sì Signore, sicuramente!”, rispose lo studente.
Il Professore allora disse: “Se Dio ha creato tutto, allora ha creato il male; e, dato che il male esiste,  secondo il principio che le nostre opere definiscono chi siamo, allora possiamo supporre che Dio sia malvagio!”.
Lo studente rimase in silenzio e non poté rispondere alla definizione ipotetica del Professore.
Egli, fiero di sé, si vantò con la classe che, ancora una volta, aveva dimostrato l’inutilità di una fede religiosa.










Una Poesia di Rosaria Schimmenti.

Gesù nostro Redentore,
accettiamo la vita che ci hai donato ed il sangue che hai versato,
per purificarci e rivestirci di amore.
Come te, desideriamo essere figli fedeli del Padre santo ed immortale,
e uniti a te elimineremo dalla nostra vita ogni sorta di male,
che è in contrasto con la tua santa legge eterna universale.

Pregheremo e vivremo per santificare il nome di Dio,
perché venga il suo regno.

Questa preghiera perfetta, Signore, hai insegnato,
fondamento di vita eterna che hai proclamato,
modello che ci indirizza alla nuova nascita spirituale,
e all'infinito che dobbiamo realizzare.

E’ la porta che ci apre il sentiero verso la meta,
di un mondo nuovo di pace, gioia e serenità.
Eliminando ogni sorta di sofferenza e mortalità.

Come possiamo ricambiarti Signore,
per il grande amore che hai manifestato?
Eravamo morti senza speranza,
ci hai illuminati, indirizzando la nostra mente e il nostro cuore,
verso la fonte immortale di bene e di amore: Dio,
che ci ha fatto a sua immagine e somiglianza.

Viene il tempo di abolire la frase “siamo peccatori mortali”,
perché nella nostra mente rimane l’impronta di ciò che pensiamo ed esprimiamo a parole.
E’ necessario coltivare pensieri verso la vita nuova da realizzare,
è l’inizio del cammino che ci conduce alla meta,
infatti, Signore, ci hai insegnato la preghiera adatta alle nostre esigenze.

Il seme di vita è stato piantato,
il sangue versato, lo Spirito Santo donato,
e il messaggio di riconciliazione proclamato.
Siamo in attesa che si realizzi:
“SIA SANTIFICATO IL TUO NOME, OH DIO,
E VENGA IL TUO REGNO”.

Siamo consapevoli, e anche responsabili,
che non vi sarà vita, salute, pace e libertà,
se non ritorniamo ad immagine dell’Iddio di santità,
perché “TU, OH DIO, CI HAI FATTI PER TE”.
A cura di Nicola Scorsone. 

Il 27 Gennaio si celebra la “Giornata della Memoria”, per ricordare la Shoah, una parola ebraica che significa, “distruzione” e si riferisce ai sei milioni di ebrei uccisi, fra cui 1.500.000 di bambini. Finalmente grazie a Dio lo stesso giorno del 1945 venne liberato il campo di Auschwitz, in Polonia.
Per giustizia, con quanto segue, vogliamo ricordare anche una parte della situazione odierna, che viene presentata giornalmente da tutti i mass-media.
Regolarmente arrivano notizie sulle operazioni militari israeliane nella stri­scia di Gaza, ma raramente si parla dei quotidiani attacchi missilistici che partono da Gaza e mirano all’entroterra israeliano.
Ancora più rare sono le notizie degli aiuti israeliani per alleviare le sofferenze dei civili palestinesi.

L'AIUTO UMANITARIO D'ISRAELE PER GAZA IN CIFRE
L'esercito israeliano, in collaborazione con il «District Coordination and Liaison Office» (DCL) di Gaza, non si occupa sol­tanto di arginare il più possibile gli attacchi con missili Kassam contro la popolazione civile israeliana nella parte occidentale del deserto del Negev, e in particolare a Sderot.
Da quando, a metà giugno 2007, gli Hamas hanno assunto il controllo della striscia di Gaza con la violenza, Israele ha messo complessivamente a disposizione 54.000 tonnellate di beni di soccorso presso due passaggi di frontiera per alleviare la soffe­renza della popolazione civile palestinese.
Elenchiamo di seguito le consegne effet­tuate fino all'inizio di agosto 2007 (in sette settimane), le cui cifre parlano da sole: 5 775 t di zucchero, 3 255 t di sale, 1 792 t di olio com­mestibile, 1 725 t di farina, 1 652 t di riso, 2 035 t di carne e insaccati, 2 565 t di latticini, 6 733 t di frutta, 288 t di scatolame, 705 t di spezie, 4421 di caffè e te, 4621 di latte in polvere, 6601 di legu­mi, 1 225 t di cipolle, 260 t di carote, 11 t di aglio, 1 092 t di prodotti alimenti vari, 12 168 t di paglia, 182 t di piantoni, 155 t di uova da cova, 381 di pesce congelato, 468 t di pannoloni, 220 t di carta igienica, 150 t di medicinali, 168 t di accessori medici, 1 218 t di detersivi, 8 310 t di foraggio e mangime.

L’embargo di questi giorni da parte israeliana, non è arrivato per sadica estrema intolleranza, ma per desiderio di voler lavorare la terra in pace e che la giustizia sia estesa in tutto il territorio.
E per far riflettere il mondo palestinese con la domanda: “Se noi vi diamo pane, perché ci ripagate con le bombe!?”.
In effetti, le cifre parlano da sole: Israele segue a questo proposito la via di Gesù a da da mangiare e da bere ai suoi nemici. Anche questi fatti dimostrano ancora una volta che Israele è diversa da tut­te le altre nazioni.
I paesi arabi lascerebbero spietatamente morire di fame i loro nemici, anche se originari della stessa famiglia. È questa la realtà dei fatti. Israele non è il popolo del Corano, bensì il popolo della Bibbia.
Post più recenti Post più vecchi Home page

Ultimo articolo

Gesù è Dio

Ci sono molti passi delle Scritture che attestano in una maniera o nell'altra che Gesù Cristo è Dio.  Ma i traduttori dei Testimoni di G...

Incontrare Gesù

Incontrare Gesù

Sperimenta anche tu l'amore di Dio!

Articoli più letti

  • Ebrei e cristiani
    Una Riflessione di Silvia Baldi Cucchiara.  Solo ora che possono abitare la loro terra e che non hanno più timore della persecuzion...
  • La testimonianza di Vittorio Fiorese
    Al tramonto vi sarà luce.  Sono nato a Cismon alle pendici del Monte Grappa. Dopo la laurea in “Sociologia delle Religioni” presso...
  • Gesù è Dio
    Ci sono molti passi delle Scritture che attestano in una maniera o nell'altra che Gesù Cristo è Dio.  Ma i traduttori dei Testimoni di G...

Articoli su Israele

Articoli su Israele

Argomenti

Attualità (42) Cattolicesimo (7) Confronti (15) Etica (1) Evangelizzazione (28) Islam (14) Meditazioni (112) Natale (7) Pasqua (18) Perseguitati (20) Poesie (26) Su Israele (36) Testimonianze (40)

Autori degli articoli

  • Alessia Pasquino (1)
  • Alfredo Reitano (3)
  • Amedeo Bruno (5)
  • Anna Cipollaro (5)
  • Antonio Strigari (13)
  • Francesca Tavani (3)
  • Franco Previte (4)
  • John Kidd (3)
  • Luca Pinna (6)
  • Manuela Giannini (2)
  • Melchiorre Briganti (2)
  • Monica Origano (6)
  • Nicola Scorsone (43)
  • Paolo Fonte (3)
  • Paolo Moretti (3)
  • Patrizia Eydallin (9)
  • Rosaria Schimmenti (18)
  • Rudy Lack (2)
  • Silvia Baldi Cucchiara (9)
  • Simona Paciello (2)
  • willem glashouwer (5)

Tutti gli Articoli

Storie della Bibbia

Storie della Bibbia

Storie e disegni della Bibbia per i più piccoli.

Iesurun

Iesurun

Articoli e riflessioni su Israele: attualità, storia, religiosità, tradizioni ed altro.

Modulo di contatto






Copyright © 2007-2024 Il Blog di Incontrare Gesù

Created By ThemeXpose