Gesù vuole dimorare nel nostro cuore

C'è qualcuno che bussa alla porta del nostro cuore, ha portato un dono per noi: l'amore.
Non ci costringe ad accettarlo, non chiede nulla in cambio, siamo liberi di farlo entrare nel nostro cuore... solo perché lo vogliamo; non per obbedienza imposta.
Non viene da Onnipotente, ma è venuto sulla terra per farsi uomo tra gli uomini, povero fra i poveri, perseguitato tra i perseguitati, con un messaggio d'amore: "Ama il prossimo tuo come te stesso".
Apriamogli il nostro cuore, ma non perché abbiamo tanta paura dell'ignoto e del futuro, o perché cerchiamo rifugio in una fede, o nella rassicurante piattezza del credo, con i marmorei dogmatici canoni religiosi; ma perché l'amore del prossimo esclude ogni male.

Il prossimo sei tu, cioè colui che tu puoi diventare.
Non esiste un prossimo, si avrà un prossimo solo se si diventa prossimo di qualcuno.
Se fai male al prossimo odi la tua anima e fai male a te stesso.
Il dono che Lui porta è un messaggio universale d'amore, di pace e di giustizia da perpetuare nei secoli.
La sua idea-messaggio è sempre attuale, va “urlata” a noi uomini del nostro tempo, semplici, fragili, consumisti, peccatori, materialisti, egoisti, senza spirito di sacrificio, in preda a crisi esistenziali, sensi di colpa; spesso con desiderio di spiritualità, solo come tentativo di espiazioni delle colpe.

Al vuoto di valori, di morale, alla mancanza di compassione, di misericordia, di pietà, la risposta è il dono dell'amore, col quale Dio ci viene incontro.
Non dobbiamo avere fede solo per sperare di ottenere qualcosa, ma abbi fede e ama anche nell'assurdo della malvagità umana; ama senza alcun obbiettivo e non tenere conto dell'ingratitudine.
Quando il peso della croce è troppo, Dio ci sostiene, non ci abbandona, rimane, ci sarà sempre.

Amiamo senza condizioni, con generosità, sincerità, senza pregiudizi; doniamo il nostro amore in maniera limpida, perdoniamo anche se il perdono del malvagio è l'atto d'amore più difficile; amiamo in ogni situazione. L'amore sia come regola di vita per tutti e per sempre.

Guardiamo il mondo, non con gli occhi del corpo, ma con quelli della fede; concediamo spazio nel nostro cuore, affinché Gesù possa immergersi nel nostro animo, e allora otteniamo la grazia di essere in comunione con Cristo, riconciliandoci con la sua missione, trionfando sulla palpabilità delle fascinose voluttà dell'appagamento terreno.
Allora avremo vinto la lenta e logorante lotta contro i propri demoni e trovato l’unica verità.

Una Riflessione di Alfredo Reitano

Commenti

Post popolari in questo blog

Miracolo in Egitto

L'Abbandono.

Breve storia di martiri cristiani

Olocausto - Verità o menzogna?

La testimonianza di Ornella Vanoni