Amare il prossimo



“Amatevi gli uni agli altri come io ho amato voi” (Giovanni 15:12); “Quale merito avrete ad amare chi vi ama?” (Matteo 5:46).
In questi due brevi concetti dell’Evangelo, citati da nostro Signore Gesù Cristo, si racchiude, a tutto tondo, l’essenza e il pensiero della vera Cristianità.
Ma, per quanto questo pensiero possa sembrare semplice e naturale nella logica, con altrettanta difficoltà sembra essere difficile, talvolta impossibile, metterlo nella pratica di tutti i giorni, costruendoli come propria regola nella vita di tutti i giorni.
Neanche il sommo sacrificio costato la vita stessa al Redentore ci fa riflettere sull’importanza dell’amore verso il prossimo.
Ma poi inevitabilmente mi soffermo a delle riflessioni e mi pongo alcune domande, forse anche banali, alle quali non so trovare coscienziose risposte a rigor di logica.
Allora mi chiedo: "Perché si arriva quasi ad idolatrare calciatori stranieri? Perché beviamo con piacere bevande straniere? Perché ci vestiamo con abiti stranieri, come pure viaggiamo con auto straniere?".
E la lista potrebbe durare all’infinito.

Ma se poi incontriamo in strada un comune straniero, senza ne arte ne parte, che si ostina a volerci pulire il tergicristallo per sbarcare il suo triste lunario fuori patria, a quel punto l’amore, l’adorazione, la scelta dello straniero non cade più su di lui.
Gesù attraverso mille modi e maniere ci ha insegnato l’amore, quello vero, l’amore senza doppiezza d’animo, quell’amore disinteressato verso il prossimo, in breve, l’amore autentico, intoccabile.

Vivo in una grande città, dove quotidianamente assisto ad ogni tipo di bassezza del genere umano, come pure agli atti di grande misericordia della poca gente che, con grande dignità raccoglie la propria croce e in molti casi, come il fece il Cireneo nella Via Crucis, quella del SIGNORE GESU’.

Ciò che più mi sconvolge è l’indifferenza della gente verso il prossimo, i ciechi di spirito (e chi scrive è il più cieco tra tutti i ciechi), ma quando si arriverà a capire che soltanto decidendo di rimettere la propria vita nelle mani del SIGNORE possiamo salvare il nostro prossimo e noi stessi, soltanto allora, avremmo fatto tutto il necessario per quel che il Signore ci chiede: affidare le sorti del nostro cammino nella sua direzione; affinché la nostra anima sia pulita dalle zavorre che pesano sulle nostre coscienze.

Una Riflessione di Luca Pinna

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