La Turchia sarà influente negli ultimi tempi

Prendiamo in considerazione la Turchia, perché, secondo la Parola di Dio, sarà una nazione influente negli ultimi tempi, quelli che precederanno la Seconda Venuta di Gesù in terra, che avrà un ruolo importante nei confronti anche di Israele.
Il passo più rilevante, dove viene considerata la Turchia, è in  Ezechiele capitoli 38 e 39.
Il nome Turchia non è menzionato nella Bibbia per il solo fatto che nel periodo, quando i profeti hanno scritto, non esisteva come nazione, così come la conosciamo oggi; mentre viene menzionata con i nomi antichi, che si davano a quella regione dell'Asia Minore, dove ora esiste.

La Turchia era una volta il centro dell’impero Ottomano ed è stata fondata come repubblica secolare (laica) nel 1923 dal leader nazionalista Kemal Ataturk, che ne divenne il primo Presidente; carica che mantenne fino alla morte.
Sotto la sua guida il paese venne formalmente trasformato in uno stato moderno e secolare, sullo stampo delle democrazie occidentali.

Nel 1952 la Turchia entrò a far parte della NATO, diventando uno dei paesi cardine dell'alleanza, con un esercito convenzionale secondo, tra i paesi membri, soltanto a quello degli USA.
L'esercito turco ha giocato un ruolo centrale nella storia moderna della Turchia, assumendo il ruolo di custode ultimo dei principi di laicità ed occidentalità, arrivando ad interrompere la dinamica parlamentare con ben tre colpi di stato (1960, 1971, 1980), seguiti da brevi governi militari.

Nel cosiddetto colpo di stato post-moderno, alla fine degli anni novanta, venne disciolto il partito islamico allora al governo.
Lo Stato Maggiore delle Forze Armate controllava (fino al 2003) le dinamiche politiche attraverso l'MGK (Consiglio di Sicurezza Nazionale).
Il sistema elettorale turco prevede una soglia di sbarramento nazionale del 10%.
Alle elezioni legislative del 3 novembre 2002, gli elettori, a sorpresa, punirono il frazionismo dei partiti,
mandandone in parlamento soltanto due: il Partito per la Giustizia e lo Sviluppo (Adalet ve Kalkınma Partisi, l'AKP, liberale conservatore e islamici moderati) e il Partito Popolare Repubblicano (Cumhuriyet Halk Partisi, CHP, nazionalisti laici).
In questo modo, però, non solo in parlamento fu rappresentato meno del 54% degli elettori, ma
soprattutto il partito AKP con i 2/3 dei seggi ebbe la possibilità di modificare la costituzione da
solo, il che provocò notevoli tensioni con l'establishment nazionalista laico (il presidente della
repubblica, la corte costituzionale ed i militari).

Con le elezioni legislative del 22 luglio 2007 sono presenti tre formazioni: il Partito per la Giustizia e lo Sviluppo (il AKP con il 46,7% dei voti), il Partito Popolare Repubblicano (CHP con il 20,9% dei voti) e il Partito di Azione Nazionale (Millyetçi Hareket Partisi, MHP, braccio del gruppo di estrema destra nazionalista dei “Lupi Grigi” con il 14,3% dei voti).
Del nuovo Parlamento turco fanno parte anche 24 deputati indipendenti, eletti dalla comunità curda delle
regioni sudorientali che fanno riferimento al Partito della Società Democratica (DTP) curdo, sciolto perché considerato alleato del PKK (organizzazione terroristica curda).
Paradossalmente, l'AKP ha fortemente aumentato il consenso popolare, ma ha perso seggi (e la maggioranza dei 2/3), perché un terzo partito è entrato in parlamento.
Questo gli ha impedito di portare avanti una riforma costituzionale di grande portata, senza il sostegno degli altri partiti nel parlamento.

Nel marzo 2008 la Corte Costituzionale ha rifiutato, con un margine strettissimo, la petizione che chiedeva di interdire l'AKP e 71 dei suoi appartenenti, incluso il Presidente Abdullah Gul e il Primo Ministro Recep Tayyip Erdogan, accusati di cercare di stabilire uno stato Islamico.
Da parte sua, in questi ultimi anni, il governo ha accusato gli ufficiali militari di complottare il rovesciamento del governo attraverso un’organizzazione segreta.
Nell'estate del 2011 i capi dello Stato Maggiore dell’esercito hanno dato le dimissioni per protestare contro l’arresto degli ufficiali, permettendo per la prima volta ad un governo civile, anziché agli organi militari, di nominare i loro successori.
Le opposizioni accusano il partito AKP di mostrare tendenze all'autoritarismo, facendo riferimento alla crescente intolleranza nei confronti dei giornalisti, dei media e di altri che si sono espressi in modo critico nei confronti del governo.

Gli ultimi governi della Turchia (paese membro del Consiglio d'Europa, associato alla Comunità Economica Europea dal 1963 e successivamente all'Unione Europea) hanno introdotto alcune limitate riforme per entrare nell'Unione Europea, a cui il paese è ufficialmente candidato dal Consiglio Europeo di Helsinki del 1999.
Nel 2005 sono iniziati ufficialmente i negoziati per l'ingresso ma vi sono alcuni ostacoli: oltre alla non appartenenza della Turchia al continente europeo (solo il 3% del territorio è sul continente europeo, una piccolissima porzione), vi sono la questione del coinvolgimento turco a Cipro, la questione della minoranza curda (di cui ha riconosciuto l’esistenza solo nel 1991), repressa militarmente, economicamente e culturalmente a partire dagli anni venti, e il genocidio armeno, che la Turchia non riconosce.

I recenti fatti di cronaca dimostrano come le posizioni internazionali del governo turco stiano allineandosi sempre di più con quelle degli stati islamici.
Prendendo posizione contro il recente rapporto delle Nazioni Unite in cui veniva affermato il diritto di Israele, per motivi di difesa, a mantenere il blocco di Gaza, criticando Israele per eccessivo uso della forza da parte delle sue truppe, il Primo Ministro Erdogan ha affermato che la Turchia rafforzerà la propria presenza militare navale nel Mediterraneo, e nel futuro scorterà le navi di aiuti che andranno a Gaza.
Questo per impedire le operazioni di Israele contro gli attivisti, e che sfiderà il blocco di Gaza, da parte di Israele, presso la Corte Internazionale di Giustizia.
Nei giorni precedenti, il fatto della Flottiglia umanitaria, la Turchia aveva già espulso l’ambasciatore israeliano ed interrotto gli accordi militari con Israele.
I cristiani in Turchia sono oggetto di molestie e persecuzioni, che vanno sempre più aumentando: nell'aprile 2007 tre evangelici alla Zirve Publishing House in Malatya, che pubblica Bibbie e altra letteratura Cristiana, sono stati torturati e uccisi.

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