La Nigeria soffre a causa di musulmani fanatici

La Nigeria è lo stato più popoloso dell’Africa con una popolazione di 162,4 milioni di abitanti (Fonte:Nazioni Unite 2011). 
Passata da un colpo di stato all'altro, è tornata al governo civile nel 1999.
Da allora c’è stato un incremento di violenza da parte di militanti dei diversi gruppi etnici (ce ne sono circa 250 in Nigeria) e religiosi.
Migliaia di persone sono morte durante gli ultimi anni a causa delle rivalità etniche e religiose.
Nel 2000 l’imposizione della legge islamica della Sharia in diversi stati del nord ha causato divisioni nella popolazione, morte di centinaia di persone e fuga di migliaia di cristiani dal loro posto di origine.

In particolare, la Nigeria è stata colpita da un’ondata di violenza contro la comunità cristiana da parte del gruppo islamico militante Boko Haram, il cui scopo principale, sin dalla sua formazione, è quello di rovesciare il governo in carica e creare uno stato islamico in cui applicare la legge della Sharia.
I seguaci di questo movimento considerano “trasgressori” tutti coloro che non vivono secondo quello che Allah ha rivelato, promuovendo una versione dell’Islam che considera “haram”, cioè proibito, per i musulmani, prendere parte a qualsiasi attività politica e sociale associata con la società occidentale.

Ma com’è nato questo movimento?
Sin da quando il califfato Sokoto (che governava quella che oggi è la Nigeria del nord, il Niger e il Cameroon del sud) cadde sotto il controllo britannico nel 1903, c’è stata una resistenza, tra i musulmani residenti in quelle aree, all’educazione occidentale.
Ancora oggi molti musulmani si rifiutano di mandare i loro figli nelle scuole gestite dal governo, perché considerate “occidentali”.
Questo è un problema suscitato anche dall’elite dominante, che non considera l’educazione della popolazione come una priorità.
Di questa situazione ha approfittato un religioso musulmano, Mohammed Yusuf, che nel 2002 ha costruito un complesso religioso che includeva una moschea ed una scuola islamica.
Molte famiglie povere della Nigeria e dei Paesi vicini hanno mandato i loro figli in quella scuola.
Purtroppo, Boko Haram non era interessato solo all’educazione dei bambini, ma il suo obiettivo politico era quello di creare uno stato islamico, per cui la scuola è diventata una mezzo per reclutare bambini e ragazzi, e farli diventare dei jihadisti che combattono contro lo stato.
Nel 2009 questi militanti islamici condussero numerosissimi attacchi contro stazioni di polizia ed altri edifici governativi a Maiduguri, la capitale dello stato federale di Borno, proprio lì dove avevano la loro sede.

Le forze di sicurezza nigeriane reagirono e centinaia di combattenti di Boko Haram furono uccisi, il loro quartier generale conquistato, Yusuf ucciso e il movimento dichiarato chiuso.
Ma i suoi combattenti hanno formato un nuovo gruppo nel 2010, attaccando una prigione a Maiduguri, e liberando centinaia di loro sostenitori.
Da lì, hanno ricominciato con gli attacchi violenti che ha costata la vita a tante persone in diversi luoghi del paese, scontrandosi con le forze di sicurezza, i politici e chiunque li criticasse, compresi anche i religiosi di altre tradizioni musulmane e, naturalmente, i cristiani.

Il Boko Haram è come un esercito senza volto, formato da persone indottrinate sin dalla loro infanzia a odiare e non tollerare tutto ciò che è al di fuori del loro credo.
Il Paese, in questi giorni, è anche bloccato da una serie di scioperi contro la rimozione del sussidio sulla benzina, decisa recentemente dal governo.
La Nigeria è il principale produttore di petrolio dell’Africa, ma solo in pochi ne usufruiscono i benefici, e più della metà della sua popolazione vive nella povertà.
La violenza ha le proprie radici proprio nella povertà, nella disoccupazione e nella competizione per la terra.

Tratto da Italia in Preghiera

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