Cristiani in Cina

Un aspetto della vita cristiana in Cina oggi. 

La chiesa Shouwang, una chiesa "non registrata" di Beijing (Pechino), aveva tentato di riunirsi per il culto ormai da 10 settimane.
Ogni domeni­ca Shen guardava, mentre la polizia arrestava alcuni membri della sua chiesa e li portava via.
Quella settimana toccava a lui.
Shen si aspettava di passare al­cune ore in prigione da solo in attesa che le autorità lo avreb­bero rilasciato.
Il suo "crimine", dopotutto, era quello di partecipare ad un culto della chiesa Shouwang, della quale Shen ne era membro.

Trascorso un po di tempo in prigione, Shen venne portato in una sala per le visite e accolto da tre uo­mini vestiti bene.
Quei tre uo­mini, per sua sorpresa, erano membri della chiesa ufficiale di stato "Three-Self Patriotic Movement" (Movimento Patriotico delle Tre Autonomie, la chiesa di stato in Cina), fondata dal governo, in cui ogni pastore è istruito presso un seminario gestito dal Partito Comunista.
Quegli uomini suggerirono insistentemente a Shen di non frequen­tare più la chiesa Shouwang e di
unirsi alla chiesa di stato.

La crescente preoccupazione del governo per la stabilità politica e il suo attacco alle grandi chiese non registrate, viaggia parallela­mente all'agitazione politica nel Medio Oriente.
I governativi cinesi vedono la chiesa di Shouwang, la chiesa non registrata più grande di Beijing, come una minaccia pericolosa all'autorità governativa.
Questa chiesa iniziò nel 1993 in una casa, con studi biblici, ed è cresciuta fino a diventa­re una chiesa di 1.000 persone.
La chiesa di Shouwang ha fatto richiesta per la registrazione governativa già nel 2005, ma questa richie­sta è stata sempre negata.
Gli attriti con le autorità iniziarono il 10 aprile scorso, quando i credenti si riunirono per un culto all'aperto.
Allora era stata negata l'uso della sala presso un ristorante per celebrare il culto.
In oltre, la chiesa aveva precedentemente acquistato un'area presso un complesso per usarla a scopo di culto, ma le autorità impedirono di ottenere le chiavi per accedere alla sua pro­prietà legalmente acquistata.

Quando i credenti si prepararono per riunirsi all'aperto quel 10 aprile, delle guardie ufficiali della PSB (Pubblica Sicurezza) vennero davanti alle case dei leader della chiesa per impedi­re loro di uscire.
Alcuni vennero avvertiti di persona, altri telefonicamente.
Quella mattina la polizia circondava l'area dove avevano organizza­to la riunione.
Quando arrivarono, i credenti furono arrestati e condotti ad un centro temporaneo di detenzione presso una scuo­la elementare.
Più di 80 persone furono arrestati, in­cluso un uomo di 80 anni e un bambino di 2 anni.
I creden­ti rimasti si riunirono in gruppi, innalzando lodi a Dio e pregando per i loro compagni detenuti.
Questa scena si è ripetuta ogni dome­nica dal 10 aprile fino a metà di luglio scorso.
Alcuni responsabili di chiesa furono sottoposti agli arresti domicilia­ri e controllati 24 ore su 24; altri leader e diaconi persero il loro lavoro e vennero sfrattati dalle loro abitazioni.

In una lette­ra alla congregazione, datata 12 giugno 2011, uno degli Anziani del­la chiesa di Shouwang ha scritto: "Questa domenica era la deci­ma, nella quale abbiamo tenuto un incontro all'aperto.
Anche se abbiamo due mesi di contrasti alle spalle e ci sentiamo stanchi nel corpo e nell'anima, il nostro desiderio di lodare Dio non è cambiato.
In questo tra­vaglio non dobbiamo guardare la nostra debolezza o pensare alle nostre fatiche, ma dobbia­mo tenere gli occhi sempre fissi sul nostro Signore Gesù Cristo".
La chiesa di Shouwang è un esempio dell'incredibile cresci­ta del cristianesimo in Cina, du­rante gli ultimi dieci anni.
L'Ac­cademia Cinese delle Scienze Sociali stima che la popolazione di cristiani cinesi è di 23 milioni di persone, tenendo in considerazione solo i membri della chiesa statale.
Ma il numero dei cristiani delle chiese non registrate è aumentato, stimato di 80-130 milio­ni di credenti.

Con una crescita così rapida del cristianesimo e una popolazione che per il 91% è letterata, il bisogno di Bibbie è immenso.
"La Cina ha bisogno di Bibbie", dice il pastore Joel; "ne abbia­mo bisogno centinaia di migliaia ogni anno".
Considerando anche la produzione della più grande tipografia della Cina, la Nanjing Amity Printer Co., i collaboratori stimano che ogni anno servirebbero 12 milio­ni di Bibbie in più.
Le Bibbie che vengono stampate dalla Amity sono esclusivamente distribuite dalle librerie della chiesa stata­le, mentre la più gran­de catena libraria cinese, la Xing Hua, vende i libri sacri del Taoismo, dell'Islam e del Buddismo, ma non hanno il permesso di vendere la Bibbia.
Considerando che più della metà dei cinesi vivono nelle aree rurali e più povere, e anche se le Bibbie fossero disponibili, i credenti non sarebbero in grado di pa­garle.
Persino a studenti di scuole bibliche è difficile avere una propria Bibbia.

Il governo cinese ha pianificato l'"Operazione Deterrenza" per prevenire e ostacolare la formazione e la crescita delle chiese non governative, appunto, anche con il boicottaggio delle case editrici, ma in Cina oggi vi è l'effetto contrario, perché la vera chiesa cresce di numero e di conoscenza della Via del Signore.
Infatti i conduttori di chiese sono molto impegnati a formare i neo-convertiti con sapienza fino a farli diven­tare cristiani maturi, che non si lasciano scoraggiare dalle minacce di arresti, preparandoli anche per affrontare la persecuzione da parte del governo per avere il privilegio di seguire Cristo sino in fondo.

Tratto da Persecution.net

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