Ebrei e cristiani

Una Riflessione di Silvia Baldi Cucchiara. 

Solo ora che possono abitare la loro terra e che non hanno più timore della persecuzione dei cristiani, molti Ebrei riescono a scoprire Gesù come Signore e Messia.

Salmo 103:1-3
"BARKHI' NAFSHI' ET ADONAI VEKOL KRABAI ET SHEM KODSHO BARKHI' NAFSHI' ET ADONAI VEAL-TSHKHEKHI' KOL GMULAV HASOLEAKH LEKOL ONEKI' HAROFE' LEKOL TAKHLUAIKI'".
"Benedici anima mia l'Eterno, e tutto quello che è in me benedica il suo santo nome.
Benedici anima mia I 'Eterno, e non dimenticare alcuno dei suo benefici.
Egli perdona tutte le tue iniquità e guarisce tutte le tue infermità".

Vangelo secondo Matteo 5:17-18
"AL TAKHSHEVU' SHEBATI LEVATTEL ET HA-TORA' O ET HA-NEVIIM LO BATI LEVATTEL KI IM LEMALLE'  AMENOMERANI' LAKHEM AD ASHER YAAVRU' HA-SHAMAIM VEHA-ARETZ AF YOD ACHAT O TAG ECHAD LO YAAVRU' MIN HA-TORA' BETEREM ITKAYEM HAKOL".
"Non pensate che sia venuto per annullare la legge o i profeti, non sono venuto per annullare ma per portare a compimento.
In verità vi dico finché il cielo e la terra non passeran, neppure una yod, ne un solo apice passeranno della legge prima che tutto sia adempiuto".

C'è potenza nel pronunciare le parole di Gesù nella sua lingua e il nostro spirito lo avverte.
Ce lo insegnano i poeti di tutte le letterature: ogni traduzione implica una rivisitazione e in qualche senso un allontanamento dalla sua forma originale.
Ciò vale ancor di più per la Parola di Dio.
Pensateci bene: una lingua che fino a poco più di un secolo fa era rimasta confinata ad un solo popolo, quello ebraico, ed esclusivamente per uso di preghiera (allora non era nemmeno lontanamente immaginabile l'uso quotidiano), oggi viene parlata da sette milioni di persone, gli abitanti di Israele, e da membri di tutti i popoli e di tutte le nazioni, io inclusa, che con buona volontà si apprestano ad impararla.
Si è mai sentita una cosa simile?
Una lingua morta di fatto da duemila anni, che ad un certo punto si risveglia e riprende a vivere.
Ha dell'incredibile.

E lo Stato di Israele?
Quello sì che è umanamente inconcepibile.
E ancora mi chiedo come facciano gli israeliani a non essere tutti ravveduti e convertiti al Signore?
E' vero, la loro tenacia; è vero, la loro intelligenza; è vero, questa loro straordinaria volontà di vita, più forte di qualsiasi impulso di morte.
Ma da dove viene tutto questo?
Dove si è sentito dire di un piccolissimo stato, grande come un fazzoletto di terra, che tiene testa a nemici che lo circondano, che giorno e notte meditano che di annientarlo e che hanno, rispetto ad Israele, una forza numerica e territoriale nemmeno paragonabile?
Questo stato che fiorisce di giorno in giorno, di anno in anno?
Ha-Kinneret, il Mar di Galilea, oggi fornitura idrica di tutto il paese, al momento dell'insediamento dello Stato di Israele stava prosciugandosi.
Attualmente, il livello dell'acqua cresce di 4 centimetri all'anno, lo afferma il pastore messianico Tony Sperandeo, e Israele fiorisce come il giardino dell'Eden.
Mevurakh: questa è benedizione dal cielo!

Fioritura prodigiosa.
Era da quattro anni che non tornavamo in Israele con tutta la mia famiglia.
Le cartine stradali di allora non valgono più, sono insufficienti: strade nuove, e che strade!
Autostrade, gallerie, centri commerciali, scuole, ospedali nuovi, i giardini pubblici, e che giardini!
I giochi per i bambini, che impianti!
Viene da dire: sogno o son desta?
Come è possibile una tale fioritura in mezzo a tanto odio?
Dove mai si è sentito dire una cosa del genere?
Questo non è umano.
Poi mi riprendo: è scritto nella Parola di Dio, e la Sua Parola è verità.
Sta scritto: "Così parla Dio, il Signore: Sebbene io li abbia allontanati fra le nazioni e li abbia dispersi per i paesi, io sarò per loro, per qualche tempo, un santuario nei paesi dove sono andati; perciò dì: Così parla Dio, il Signore: lo vi raccoglierò in mezzo ai popoli, vi radunerò dai paesi dove siete stati dispersi, e vi darò la terra d'Israele" (Ezechiele 11:16-17).
"lo mi compiacerò di voi come di un profumo di odore soave, quando vi avrò condotti fuori dai popoli e vi avrò radunati dai paesi dove sarete stati dispersi; io sarò santificato in voi davanti alle nazioni.
Voi conoscerete che io sono il Signore, quando vi avrò condotti nella terra d'Israele, paese che giurai di dare ai vostri padri" (Ezechiele 20:41-42).
"Il Signore ti metterà alla testa e non alla coda" (Deuteronomio 28:13).

Il ritorno fisico di Israele nella sua terra precede e preannuncia quello spirituale: "Farò in modo che sarete abitati come eravate prima; vi farò del bene più che nei vostri primi tempi, e voi conoscerete che io sono il Signore. ...Vi darò un cuore nuovo e matterò dentro di voi uno spirito nuovo" (Ezechiele 36:11, 26).
E se la ricostruzione fisica di Israele è così eclatante e strabiliante, altrettanto lo è il ritorno spirituale. All'inizio degli anni '80 non si contavano più di trecento Ebrei messianici (credenti in Gesù), attualmente se ne stimano settemila.
Ogni sei mesi nasce una nuova congregazIone messianica, e non c'è città nel paese che non abbia un'assemblea di credenti messianici.

Ma chi sono gli Ebrei messianici?
Ebrei e cristiani: storia di un equivoco.
Il termine messianico deriva dalla radice ebraica MASCHACH, da cui abbiamo MASCHIAC, che significa UNTO, MESSIA.
E' l'equivalente del termine CRISTIANO, a noi più comune.
Ma qual è il nome dell'Unto?
Chi è il Messia? Chi è il Cristo?
Yeshua, Hu Ha-Maschiach: Gesù, Lui è I'Unto, il Messia, il Cristo.
Del resto "...ad Antiochia per la prima volta, i discepoli furono chiamati Cristiani" (Atti 11:26).
Fu ad Antiochia, nel bel mezzo del continente asiatico, che si pose il problema di come chiamare tutti quei gentili convertiti a Gesù.
Infatti, con la predicazione del Vangelo ai gentili, questi ultimi che un tempo erano senza Cristo, esclusi dalla cittadinanza d'Israele ed estranei ai Patti della promessa, non avendo speranza ed essendo senza Dio nel mondo (Efesini 2:12), sono stati avvicinati per mezzo del sangue di Cristo, e riconciliati con Dio.
I gentili innestati nella radice, nella cittadinanza di Israele non potevano chiamarsi Ebrei, perché non lo erano, ne tanto meno dovevano diventarlo carnalmente.
Furono così distinti dagli Ebrei e chiamati Cristiani.

Desidero sottolineare che questo non avvenne per gli Ebrei convertiti di Gerusalemme e di tutta la Giudea; avvenne per i Gentili che, per la gloria di Dio, in numero sempre maggiore, accoglievano il Vangelo predicato da Paolo e dai suoi collaboratori.
I gentili, dunque, furono chiamati Cristiani.
E gli Ebrei? Cosa accadde loro?
I primi credenti erano tutti Ebrei.
Secondo i libri del Nuovo Testamento, gli Ebrei rimasero Ebrei, anzi, una lettura mirata ci fa comprendere che i discepoli non ebbero mai difficoltà a confrontarsi tra loro: erano Ebrei che avevano ricevuto la rivelazione messianica di Gesù e con gioia l'avevano accolta nel loro cuore (Atti 2:46-47).
A quel tempo erano tutti Ebrei e problemi tra coloro che avevano ricevuto la rivelazione non ne nacquero in quel periodo, come invece avvenne in seguito, con l'innesto dei Gentili convertiti.
Prima della venuta di Gesù, i Gentili che si accostavano alla fede nel Dio d'Israele diventavano Proseliti.
Ma in Cristo, i discepoli compresero che qualcosa era veramente cambiato.
Ecco che nacquero le controversie, vista la novità del problema, mai presentatosi fino ad allora.

Atti 15:1-2: "Alcuni, venuti dalla Giudea, insegnavano ai fratelli, dicendo: Se voi non siete circoncisi secondo il rito di Mosè, non potete essere salvati.
E siccome Paolo e Barnaba dissentivano e discutevano vivacemente con loro, fu deciso che Paolo, Barnaba e alcuni altri fratelli salissero a Gerusalemme dagli apostoli e anziani per trattare la questione".
Il capitolo continua presentando un mirabile quadro degli avvenimenti, che si contrappone fortemente ai concetti pregiudiziali cristiani.
Si legge che il dibattito più grande avvenne con "alcuni della setta dei farisei, che erano diventati credenti" (Atti 15:5).
Dunque, al tempo di Paolo, c'erano Ebrei che rimanevano nella tradizione mosaica, ed Ebrei farisei che rimanevano farisei; e tutti avevano creduto in Gesù.
Ora, facciamo attenzione: non furono i Gentili a riunirsi per discutere su come dovevano comportarsi gli Ebrei, se potevano o meno continuare a praticare la loro fede.
Gesù non mise neanche un pagano tra i dodici, eppure ne aveva incontrati alcuni con una fede così grande che neppure in Israele era stata trovata (Matteo 8:10).

Silvia Baldi Cucchiara

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