A proposito di fede

Meditazioni

Una Riflessione di Antonio Strigari.

Fede: una parola troppo abusata e scarsamente compresa.
Vogliamo esaminare insieme alcuni aspetti di questa “chiave” che, se usata bene, apre ogni porta sui beni terreni e celesti. In sé e per sé la fede a nulla gioverebbe se non venisse riposta nella Verità.
Proviamo a fare qualche esempio per ciò che riguarda la nostra vita terrena:
Un uomo, nelle prime ore di un giorno invernale, pattina sul ghiaccio del lago che si trova nei pressi della sua abitazione.
Egli è convinto che il ghiaccio lo sosterrà come ha fatto nei giorni precedenti e non sa che, durante la notte passata, la temperatura si è innalzata per il passaggio di una corrente calda.
L’uomo è sicuro che il ghiaccio lo terrà ed in tutta “buona fede” si slancia verso il centro del lago ma … ad un tratto il ghiaccio si rompe ed egli si trova nelle gelide acque e muore.
La “fede” di quell’uomo nel ghiaccio (nella sua tenuta) c’era ma non lo salvò poiché lo spessore non era veramente idoneo a sostenerlo. Egli aveva riposto la sua fede in una cosa NON VERA.

Un uomo perse la vita per aver bevuto da una bottiglia d’acqua senza sapere che un malvivente vi aveva versato, con una siringa, del veleno. L’acqua non era VERA (non era semplice e pura acqua).
Un uomo che amava teneramente sua moglie solo dopo la morte di quest’ultima seppe che lo tradiva. L’amore della moglie non era VERO.
Un bambino perse una mano per aver raccolto quella che credeva una penna stilografica (non era una VERA penna).
Io presi un terribile colpo alla testa cercando di uscire dalla porta di un bar fatta con un trasparitissimo vetro antisfondamento (la porta non era VERAMENTE aperta).
Potremmo continuare all’infinito a citare esempi simili!
Tutte le azioni dei protagonisti degli esempi precedenti (me compreso) sono state compiute in piena FEDE ma quest’ultima non era riposta nella Verità; quello che ognuno pensava non era VERO.
Così, oggi, uomini ripongono la loro fede in maghi, stregoni, fattucchiere, oroscopi, idoli ed in tante altre cose NON VERE.

Se qualcuno, a questo punto, mi chiedesse con quale autorità dichiaro FALSE queste cose, non sarei imbarazzato nel rispondere perché direi che chi lo attesta è la Parola di Dio.
Mi rendo conto che questa mia risposta non sarebbe efficace per colui che non crede ma a quest’ultimo dico: “Caro lettore, poco importa se tu sei uno di quelli che affermano di non credere in Dio, un giorno, volente o nolente, ti troverai anche tu alla Sua presenza”.
Come abbiamo visto nei pochi esempi citati, la fede, non riposta nella Verità, tradisce amaramente!
Se allarghiamo l’orizzonte della nostra ricerca scopriamo che in qualunque cosa terrena riponiamo la nostra fede questa può essere tradita.
La nostra vita è, giorno per giorno, un azzardo.
Qualunque mezzo di trasporto usiamo, anche se all’avanguardia per tecnologia, può smettere di funzionare con gravissime conseguenze!
Se rivolgiamo la sguardo alle nostre azioni in funzione della nostra futura vita eterna le cose non cambiano, anzi gli effetti sono più gravi perché, in questo caso, non si tratta di perdere al massimo un centinaio di anni della nostra vita ma l’eternità.

Come facciamo a non dare ascolto a Dio che ci dice:
“ Maledetto L'uomo che confida nell'uomo e fa della carne il suo braccio, e il cui cuore si ritrae dall'Eterno!” (Geremia 17:5); e…: “Benedetto l'uomo che confida nell'Eterno, e la cui fiducia è l'Eterno!" (Geremia 17:7), dopo tutte le delusioni che qualsiasi uomo ha provato mettendo la propria fede nelle cose e negli uomini di questo mondo?
La definizione che la Scrittura ci dà della fede è: “Or la fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di cose che non si vedono” (Ebrei 11:1).
Una definizione che mette in luce due punti:
1. speranza;
2. dimostrazione. In merito al primo punto qualcuno potrebbe dirmi: “Vedi, se affronto un viaggio in aereo sperando di arrivare sano e salvo, non dimostro di aver fede?”.
Posso tranquillamente affermare “NO”; la “semplice speranza” non è fede perché, come dice la Scrittura, nella speranza ci deve essere il requisito essenziale della “certezza”, cosa che nelle opere umane non può trovarsi.
La certezza che permea la mia speranza poggia sulla solida base costituita dalle “promesse di Dio”, il solo ed unico Iddio che non può mentire (cfr. Tito 1:1-2); questa stessa “speranza certa” sarà anche tua se confidi solo in Dio.
Per quanto attiene al secondo punto (dimostrazione) vorrei dire che non deve essere inteso come un insistente eloquio per convincere altri su cose invisibili, poiché questo modo di fare risulterebbe un vano farneticare.
Così facendo, non solo non dimostreremmo alcunché delle cose invisibili ma allontaneremmo gli altri da noi e dalla fede.

Allora, cosa significa “dimostrazione di cose che non si vedono”?
Con l’aiuto dello Spirito di Dio ci convinceremo subito che ciò significa dimostrare agli altri, con la nostra vita, che:
la Parola di Dio ha purificato la nostra mente;
il sangue di Gesù Cristo, versato sulla croce, ci ha lavato e purificato dai nostri peccati;
la potenza invisibile di Dio ha trasformato la nostra vita.
Queste sono le cose che non si vedono il cui effetto sulla nostra vita dimostra agli altri una nuova innegabile realtà: ora, viviamo come figli di Dio.
La Scrittura ci dice: “Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie son passate: ecco, son diventate nuove” (2Corinzi 5:17).
Questo, se è avvenuto in noi, dimostrerà le “…cose che non si vedono”.
Un uomo che spera con certezza nelle promesse di Dio e dimostra con la propria vita gli ottimi effetti delle cose che non si vedono, farà dire agli altri: "Ecco la fede!".

Antonio Strigari

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