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Visualizzazione dei post da Giugno, 2010

La testimonianza di Giovanni Selcioni

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Ricordi dolorosi e tristi. 

Sono passati molti anni dai tempi in cui frequentavo l’oratorio di Locarno, non ricordo esattamente il periodo esatto, ricordo che erano gli anni tra l'infanzia e l'adolescenza.
Sono ricordi dolorosi e tristi, tenuti segreti per pudore, vergogna, per una cultura che all'epoca, molto diversa da quella odierna, da vittima oggettiva, vi era il rischio di apparire calunniatore e carnefice.
Parlo comunque con un profondo rispetto verso chi con questi fatti non c'entra nulla, ma inevitabilmente coinvolto in quanto rappresentante della categoria.
Dicevo, sono passati molti anni da quei fatti, e oggi ho il bisogno di parlarne per togliere finalmente quella pesante pietra che per anni ha schiacciato la mia dignità, la mia anima, la mia coscienza... ho il bisogno insomma di liberarmi dalle catene dell'omertà in un periodo in cui finalmente vi sono segnali di volontà, nel fare luce sul triste fenomeno della pratica pedofila negli ambienti clericali…

La testimonianza di Filippo

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Bruciato dall'alcool. 

Avevo 5 anni quando, per la prima volta, fui confrontato con l'abuso d’alcool.
Dovevo andare a pren­dere mio padre in un bar distante circa 3 chilometri da casa.
Ci andavo a piedi, così spensierato come solo un bambino può essere.
Mia madre preoc­cupata sperava che suo marito, al richiamo del proprio figlioletto, si lasciasse intenerire per ritornare a casa.
Ricordo ancora «l'odore» da bar e mio padre curvo sul suo bicchiere di vino.
Papà non volle ascoltarmi e bruscamente mi rimandò a casa.
Aveva iniziato a piovere, la camicetta mi si attaccava alla pelle, ma anche i miei pensieri pieni di rabbia: «Perchè quel bicchiere di vino era stato più importante di me?
Perchè preferire la puzza di fumo e la gente estranea alla nostra bella dimora e alla mamma?».
Un anno dopo mia madre morì. La nostra famiglia nume­rosa di 8 figli si ridusse a un padre con tre figli piccoli.
I grandi seguirono tutti la loro strada ed infine anche noi tre piccoli fummo consegna…

La testimonianza di Vittorio Fiorese

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Al tramonto vi sarà luce. 

Sono nato a Cismon alle pendici del Monte Grappa.
Dopo la laurea in “Sociologia delle Religioni” presso l’università Federico II di Napoli, vivevo il travaglio della generazione del ‘68.
Dalla militanza politica all’esperienza psichedelica con la droga, cercai incessantemente nel grande viaggio della vita, un senso più profondo e vero per la mia propria esistenza.
Allora lo spinello si chiamava joint, che paradossalmente significava unire: seduti in cerchio lo facevamo girare per prenderne ognuno qualche boccata di fumo.
Poi iniziò a circolare l’eroina, l’LSD e robacce simili, che distrussero tante giovani vite, che si schiantavano su quel muro dei Pink Floyd.

Barba e capelli lunghi, una mattina partii improvvisamente per la mia grande avventura verso il grande sud, Bologna, Roma, Napoli, in autostop, arrivai a costeggiare il mare della meravigliosa Sicilia, che sembrava un incanto.
Arrivato a Ribera, gustai arance così grosse come non ne avevo mai viste.
Fu…