Rami secchi


Meditazioni

Una Riflessione di Luca Pinna. 

Non è affatto vero che durante il percorso della vita non si debba decidere di chiudere capitoli talvolta importante.
Capita, eccome se capita!
Inesorabilmente di fronte a scelte estreme, si muovono una moltitudine di fattori, umani, psicologici, intimi ed infine, ma non ultimi, spirituali.
Darsi retta, agire per logica, molto spesso, non è facile, anzi, direi sia la cosa più difficile da mettere in pratica; in certe occasioni bisogna fare i conti con la propria anima, e perché no, con la propria insita codardia.
Lasciarsi morire per altruismo, non credo sia una scelta troppo cristiana.
Al contrario, il cristianesimo ci insegna proprio il rispetto di noi stessi, accompagnato a quello degli altri.
Non si dovrebbe mai permettere a nessuno di calpestare la dignità delle persone, approfittarsi del bene degli individui a proprio piacimento, magari per un nostro mero tornaconto.
Quando accade tutto ciò, bisogna raccogliere tutte le forze e far valere sopra ogni cosa l’amore per noi stessi, almeno nella misura in cui noi ne doniamo.

E’ importante credere, ma credere sul serio, iniziando ad ascoltare, allontanando la naturale permalosità, facendo prevalere il quieto vivere, riscoprire e dare un senso all’amor di pace, e amare a tutto tondo, come ci viene insegnato dalle Sacre Scritture.
Tuttavia, la vita ci riserva la possibilità di dover fare scelte che portano a dare un taglio a ciò che fino a ieri consideravamo nostri punti fermi.
Questa eventualità, per molti, quando si è costretti, gioco forza, ad attuarla, viene interpretata come una punizione divina (e credo che tutto ciò non sia una completa follia).
Il Signore ci ha fornito i mezzi necessari, il Suo verbo, ad indicarci la retta via da seguire.
Certamente, andare fuori strada, anche solo a causa di un eccessivo permissivismo, è solo affar nostro, quindi ci dobbiamo sentire i soli responsabili per fatti che alla fine amareggiano il nostro cuore e ci rendono la vita impossibile.
Avessimo dato ascolto e messo in pratica la dottrina insegnataci, probabilmente non sarebbe accaduto l’irreparabile con tutto ciò che ci ferisce.

Da qui il coraggio di riuscire a potare ciò che rischierebbe di far ammalare tutta una pianta.
Parole dure? Propositi crudi? Poco cristiani?
Per alcuni forse si, ma l’amore per il Signore ci porta a credere che ogni cosa accanto a noi, che sia lontana dai Suoi suggerimenti e dalle Sue attenzioni nei nostri confronti è male.
Ricordo una Sua parabola dove, appunto, indicava ai Suoi discepoli di andare nei villaggi tra la gente e portare la parola del Padre Suo, ma altresì di scuotere i sandali e andar via dai luoghi dove non erano ben accettati, sia loro che i loro insegnamenti Evangelici.
Cosa è questo se non tagliare fuori dalla propria vita il male?
Da qui la forza di amare ad oltranza, il bene oltre il limite; continuare ad amare lo stesso e con più forza anche chi crediamo non debba far più parte della nostra vita.
Se capissi che non potrei più essere d’aiuto a nessuno a causa di un elemento negativo che verte attorno alla mia esistenza, e che da solo non fossi capace di liberarmene, senza alcun indugio chiederei aiuto al mio Signore al fine che mi fosse allontanato l'oggetto dello scandalo.

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