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Visualizzazione dei post da Ottobre, 2007

Gesù Cristo: passaporto per il cielo.

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Un messaggio di Nicola Scorsone. 
Probabilmente, con un passaporto falso, se non si viene scoperti, si potrà raggiungere qualsiasi nazione, ma mai nessuno potrà raggiungere il paradiso di Dio.
Sette e religioni fanno a gara per proporre in fin dei conti un "falso passaporto", cambia il nome, ma il succo è sempre quello.
Arrivare in cielo col "passaporto" delle opere, i meriti umani...
Sin dalla seconda guerra mondiale si vedono arrivare dall’oriente kamikaze con diverse ideologie, a cui viene inculcato che le loro nefaste azioni li condurranno in paradiso.
In occidente le cose non sono state diverse.
Un anziano, che ha fatto la guerra in Africa, raccontava che il cappellano li aizzava all’attacco dicendo loro: "Siate buoni soldati, uccidete il nemico e avrete un posto in paradiso!"

Ultimamente, affacciato alla finestra, il prof. Ratzinger, annunciò il suo concetto di "passaporto", per come lo si può leggere in qualsiasi dizionario alla parola GR…

Un massacro di ebrei, negli ultimi giorni del Reich

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Ricostruzione di David Litchfield sull'Independent. 
Dal CORRIERE della SERA del 19 ottobre 2007.
BERLINO — Ci sono storie che, come i peggiori fantasmi, restano nell'aria per decenni.
Poi, all'improvviso, si materializzano e lasciano senza fiato.
Questa è una di quelle.
La notte tra il 24 e il 25 marzo 1945, le truppe dell'Armata Rossa erano a 15 chilometri dal castello di Rechnitz, sul confine tra Austria e Ungheria, residenza di Margit Thyssen-Bornemisza, maritata al conte Ivan Batthyany, quella contessa erede della famiglia di industriali tedeschi.
Che il Terzo Reich fosse al crollo era chiaro, ma gli dei caduti erano più sprezzanti e mostruosi che mai.

Margit organizzò l'ultima festa: 40 persone, tra Gestapo, SS e giovani nazisti.
Fino a mezzanotte, balli, vino, liquori.
A quel punto, però, serviva qualcosa di speciale che potesse fare ricordare quei momenti cruciali.
Franz Podezin, un amministratore della Gestapo, che aveva anche una relazione sessuale con la…

La luce nelle tenebre.

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Una poesia di Rosaria Schimmenti.
Era Una notte fredda e gelida, sola in cerca di un giaciglio,
m’inoltrai in una giungla, ma non vi trovai che periglio.
Aimè, mi accasciai a terra tramortita,
rimpiangendo la casa di mio padre, dove un tempo fui nutrita.
Il rullo dei tamburi, e le grida dei selvaggi, erano intensi,
quanto era il mio dolore, il freddo e la fame che riducii a stento.
Mi rialzai per proseguire il cammino,
quando ad un tratto, sentii da vicino,
una voce quieta e mite che mi sussurrava:
“Non temere abbi fede nel tuo Re, ché il suo occhio è su te”.
Incoraggiata e colma di speranza,
seguii una via angusta, che mi portava ad oltranza.
Quando a quel punto, sembrava ancora una volta che ero sfinita,
ecco la stessa voce quieta e mite che m' invita.
Alzai il capo e vidi da lontano una luce sfolgorante,
che mi era familiare e conoscevo già da tempo,
era la luce della casa di mio padre che venne a salvarmi in quel momento.
Ma mi mancavano le forze, e invocai aiuto,
quand’ecco …

Otto anni di orrore nelle prigioni libiche.

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La testimonianza dell'infermiera bulgara Kristiyana Valcheva. 

Da PANORAMA del 20 ottobre 2007.
Dietro le storiche colonne di Palazzo Borbone, i deputati francesi hanno creato la commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni in cui è avvenuta, lo scorso 24 luglio, la liberazione delle cinque infermiere bulgare e del medico palestinese, incarcerati in Libia con la delirante accusa d’aver inoculato il virus dell’Aids nel sangue di centinaia di bambini.
Il parlamento vuol sapere che cosa Parigi abbia promesso a Tripoli per sbloccare la drammatica situazione.
Ma la vicenda tiene banco anche nelle librerie.
È uscito in Francia (Oh! Editions, Parigi) un libro scritto dall’infermiera Kristiyana Valcheva, 48 anni, s’intitola J’ai gardé la tête haute (Non ho piegato la testa) e ha per sottotitolo: «Otto anni d’orrore nelle prigioni libiche».
Ecco qualche passo tratto dal libro denuncia.

La scoperta dell’infezione.
La scoperta dell’infezione all'ospedale infantile di Bengasi scon…

La testimonianza di Ornella Vanoni

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Gesù mi ha cambiata. 
Ornella Vanoni parla della sua conversione e della sua fede in un'intervista con Mario Luzzato Fegiz, critico musicale del Corriere della Sera, in occasione dell'uscita del cd 'Una bellissima ragazza'.

Vanoni: Gesù mi ha cambiata. Sono diventata un'evangelica.
A 72 anni Ornella Vanoni dedica un disco a Gesù, si chiama «Una bellissima ragazza», e in copertina c'è lei, adolescente, 14 anni, bellissima ragazza ("l'ha scattata mio padre a Paraggi, stavo sbocciando"), appunto come il titolo della canzone scritta per lei da Carlo Fava, che ha dato il via all'album.

In copertina i ringraziamenti: "A Gesù, con tutto il cuore. Noi due sappiamo perché".
Quella che per decenni è stata un sex symbol della canzone italiana, la voce sensuale, da qualche anno frequenta la chiesa evangelica di Milano, canta nei cori, partecipa alle funzioni e ha anche condotto le ultime edizioni del festival dei canti religiosi al Palalido di M…

Doni divini e libero arbitrio

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Una Meditazione di Rosaria Schimmenti

Tutto era buono quando un di creasti, Signore (Genesi 1).
Vi era l’armonia, la bellezza, la luce, la pace e la vita, e nel Tuo cuore di Padre vi era il desiderio di realizzare anche sulla terra un esistenza infinita.
L’uomo sentiva la Tua presenza e Tu comunicavi con Lui.
L’hai creato eterno, non mortale, ma con il libero arbitrio, affinché decidesse da se ciò che voleva realizzare e chi amare.
Gli hai dato un comandamento semplice ed elementare (Genesi 2: 16-17), come dice un proverbio: “Chi è fedele nel minimo è fedele nel molto”.
Come tutti i genitori, desideravi un rapporto fondato sulla fiducia e sull’amore, non volevi schiavi, ma dei figli che ti rispettassero, per poter condividere i tuoi beni e collaborassero per lo sviluppo e il progresso.

Inizialmente gli hai affidato il pianeta terra con tutte le risorse, perché ne avessero cura; lo hai creato a Tua immagine e somiglianza, con il grande privilegio di procreare, formare famiglie, popoli …

Esperienze di due uomini di fede: Giobbe e Davide

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Una Meditazione di Rosaria Schimmenti. 
Ieri sera partecipai ad un culto di preghiere e di intercessione per gli ammalati. Come sappiamo la chiave per guarire è la fede, che consiste nella sicurezza di ricevere ciò che si chiede.
Ma vi è un’altra chiave molto importante che ci apre la porta della guarigione.
La luce di questa verità viene dalla parola di Dio, dove il Padre Eterno ci insegna che per ricevere, dobbiamo per prima noi dare, con il cuore e per amore: "Date e vi sarà dato, rimettete i peccati e vi saranno rimessi".
Gesù ha dato la sua vita per amore.
Una grande lezione possiamo trarla dal libro di Giobbe.
Siamo consapevoli delle calamità e delle sofferenze che si sono abbattute nella sua vita, è stato spogliato da tutti i suoi averi, anche della salute.
Lui chiedeva la guarigione per se, e il Signore gli ordinò di offrire sacrifici per i suoi amici.
Poteva rispondere: “Ma come Signore! Io sono ridotto fino all’osso! E devo offrire sacrifici per loro?”.

Giobbe, non…

Un grande abbaglio

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Magdi Allam critica l'appello di 138 musulmani. 

Dal CORRIERE della SERA del 19 ottobre 2007.
Se si chiedesse ai musulmani «Voi siete per la vita dell'umanità e per l'amore degli uomini?», la stragrande maggioranza risponderebbe indubbiamente: «Sì».
Ma se si chiedesse loro: «Voi siete per la vita di Israele e per l'amore degli israeliani? », ebbene, state certi che la stragrande maggioranza risponderebbe: «No», perché li considerano «il nemico da eliminare, conformemente alla Sharia, la legge islamica».

Ugualmente se si chiedesse loro: «Voi siete contro il terrorismo?», la stragrande maggioranza risponderebbe indubbiamente: «Sì».
Ma se si chiedesse loro: «Voi siete contro il terrorismo palestinese, iracheno o afghano? », ebbene state certi che la stragrande maggioranza risponderebbe «No», perché non lo considerano terrorismo bensì «resistenza, il livello supremo della Jihad, la guerra santa, legittimata dal Corano».

Che cosa significa?
Che i musulmani, lo dico con ramm…

Se l'Iran avrà l'atomica, si rischia la guerra mondiale

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Un articolo di Maurizio Molinari. 
Da La STAMPA del 18 settembre 2007.
«Per evitare la Terza Guerra Mondiale bisogna impedire all'Iran di avere l’atomica». E’ la prima volta che George W. Bush lega il programma nucleare di Teheran ad un conflitto di dimensioni planetarie e lo fa durante una inattesa conferenza stampa, convocata nella Bradley Room della Casa Bianca per rispondere alle sfide diplomatiche arrivate da Mosca e da Pechino.
Al mattino Bush ha visto campeggiare sui quotidiani le foto del sorridente Vladimir Putin a Teheran, vicino a Mahmud Ahmadinejad.

All'abbraccio fra i presidenti di Russia e Iran unito al monito del Cremlino contro l’uso della forza, Bush risponde alla sua maniera, va al contrattacco.
«Finora la Russia ha sempre votato con il Consiglio di Sicurezza le sanzioni contro il programma nucleare - esordisce - e più che alle foto stampate crederò a quanto mi dirà Putin sui colloqui avuti a Teheran».
Ma in attesa che ciò avvenga l’inquilino della Casa Bianc…

Fakhte Samadi, impiccata in Iran per essersi difesa da uno stupro

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Un articolo di Dimitri Buffa. 
Da L'OPINIONE del 18 ottobre 2007.
In Iran, se sei donna e sei costretta a commettere un omicidio, preterintenzionale, per legittima difesa da qualcuno che tenta di stuprarti, vieni giustiziata senza pietà.
La vita della povera Fakhte Samadi ieri si è conclusa così, con un’impiccagione pubblica a Teheran, senza che un cane occidentale le avesse dato una mano a sfuggire alla morsa in cui era stata cacciata dalla legislazione shariatica e maschilista dello stato canaglia degli ayatollah.

Solo pochi giorni fa la resistenza iraniana in esilio aveva lanciato un appello per la donna, ma nessuno ha voluto aiutarla.
Certo non il ministro degli esteri Massimo D’Alema che non risulta essersi interessato del caso nonostante le numerose segnalazioni.
La storia di lei, Fakhte Samadi, si esaurisce in poche righe di biografia, prima della tragedia: la donna aveva alle spalle un matrimonio fallito e si era trasferita dalla sua città nativa, Isfahan, dopo il divorzio…

Le statuette di Acambaro

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Nel 1945 Waldemar Julsrud, un immigrato tedesco, nonché esperto archeologo, scoprì delle statuette di argilla, sepolte ai piedi del monte El Toro, nelle vicinanze di Acambaro, presso Guanajuato, in Messico.
Vicino a El Toro e dall'altra parte della cittadina, presso il monte Chivo, furono scoperte oltre 33.000 figurine in ceramica.
Manufatti simili, trovati in zona, furono associati alla cultura pre-classica di Chupicuaro (dall'800 a.C. al 200 d.C.).

L'autenticità dei ritrovamenti di Julsrud fu messa in discussione in quanto l'enorme collezione includeva dei dinosauri.
La maggior parte degli archeologi ritiene che i dinosauri siano estinti da 65 milioni di anni, e la loro conoscenza da parte dell'uomo é limitata agli ultimi 200 anni.
Se questo é vero, non é possibile che l'uomo li abbia visti e raffigurati 2.500 anni fa.

Tra il 1945 e il 1946, il direttore di archeologia della zona di Acambaro, per conto del Museo Nazionale di Antropologia di Città del Messico…

In Palestina vita più dura con l'Apartheid

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Un commento di Umberto De Giovannangeli. 
Per lui la vita degli ebrei vale meno della "libertà di movimento" degli arabi, ma quello di John Dugard, inviato dell'Onu, non è antisemitismo, e nemmeno "pregiudizio antisraeliano".

Il Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, del quale fanno parte stati come Cuba, l’Arabia Saudita e la Cina, è notoriamente un'entità da farsa che si dedica in modo esclusivo alla messa in scena di un continuo processo contro Israele.
Non soddisfatte, le Nazioni Unite hanno anche un "inviato speciale delle Nazioni Unite per la tutela dei diritti umani nei Territori palestinesi", il signor John Dugard.
Non hanno ritenuto di inviare nessuno per tutelare i diritti umani degli israeliani minacciati dal terrorismo a Tel Aviv o ad Haifa, e Dugard non si preoccupa minimamente dei diritti umani degli israeliani di Ariel o Kiryat Arba, che pure vivono nei "Territori".
Sono "coloni", dunque bersagli legi…

La testimonianza di Nicola Legrottaglie

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La fede mi ha rilanciato. 
14 ottobre 2007   "Ogni uomo, così come ogni calciatore, può attraversare un momento di crisi, a me è successo per tanti motivi, forse anche perché sono arrivato alla Juventus a 25 anni e pensavo di essere arrivato. Mi è mancata l'umiltà, poi è arrivato qualche guaio fisico che ha disturbato la mia crescita".

A parlare è Nicola Legrottaglie che torna indietro di qualche anno, ai tempi in cui conquista la Nazionale e la maglia bianconera per poi collezionare delusioni e stagioni da dimenticare.
Adesso Legrottaglie lavora per tornare ad essere quello di una volta, intanto ha riconquistato una maglia da titolare nella Juventus.

"La voglia di reagire - spiega Legrottaglie ai microfoni di Quelli che...Il calcio -, la famiglia e alcuni veri amici mi hanno aiutato in quel momento di crisi, ma la vera forza che mi ha permesso di reagire a tutto è stata la fede in Dio, una cosa meravigliosa che ho sperimentato e che ti aiuta nella vita di tutti i gi…

Ritorna il film "Shoah"

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Intervista di Bernardo Valli al regista Claude Lanzmann. 
Da La REPUBBLICA del 15 ottobre 2007 - PARIGI
L'incontro comincia male.
Claude Lanzmann si impenna. Si inalbera, non tanto perché risentito dalle mie domande, ma perché le trova stupide.
"Non capisco perché mi pone questi interrogativi storici stravecchi e super trattati, io vorrei che lei parlasse di Shoah, del mio film che è un capolavoro cinematografico, un'opera d'arte riconosciuta come tale...".
In altre occasioni ha parlato del suo film come di una sinfonia o di una grande opera architettonica, come se si trattasse di una tragedia shakespeariana.
In fatto di umiltà c'è di meglio; in fatto di egocentrismo è difficile fare di più.
Ma Lanzmann ha ragione; i superlativi che ti riversa addosso sono giustificati.
E' stato detto che Shoah è una "fiction della realtà": ha il ritmo e le immagini di una fiction, in cui sono protagonisti testimoni autentici, diventati naturalmente veri attori …

I giochi si fanno sempre più chiari

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L'opinione di Deborah Fait. 
Giù le mani da Gerusalemme, giù le mani da Kotel e giù le mani da Israele!
Mentre ci avviciniamo a grandi passi verso la conferenza di Annapolis, Abu Mazen e i suoi ministri stanno scoprendo le carte e lo fanno in un modo che più chiaro non si può.
Abu Mazen annuncia che non accetteranno meno di 6205 kmq di territorio, cioè un terzo dell'attuale Israele.
Un consigliere di Mahmud Abbas, Adnan Husseini, dichiara che il Muro del Pianto (Kotel) è palestinese: "Il Muro del Pianto fa parte della tradizione islamica, non può essere ceduto, deve essere sotto controllo musulmano".
Come Gesù (anche Gesù era palestinese, secondo questi fantasiosi e truffaldini personaggi), il Kotel è palestinese.
Gerusalemme è palestinese, tutto è palestinese.
Non sono mai esistiti come popolo, ma tutto appartiene a loro.

Israele diventò una Nazione duemila anni prima dell'avvento dell'Islam.
Gerusalemme è stata Capitale di Israele per 1.000 anni e di nessun…

Ritrovata la biblioteca di Hitler

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Da LA STAMPA.  "Hitler delira e Nostradamus è il suo profeta". 
Di Maurizio Molinari. 

Adolf Hitler leggeva le profezie di Nostradamus, conservava volumi di autori ebrei che aveva messo all’indice, riceveva in dono manuali vegetariani e divorava gli scritti del filosofo nazionalista tedesco Johann Gottlieb Fichte.
Ad averlo scoperto è Timothy Ryback, lo studioso di Harvard, storico dell’Olocausto e residente a Parigi, riuscito ad avere accesso alla biblioteca segreta del Führer e in procinto di pubblicare nel 2008 per l’editore Knopf il volume Hitler’s Secret Library.

Come ha trovato i libri?
«I libri si trovavano nel bunker sotterraneo di Hitler a Berlino; poco prima dell’arrivo dell’Armata Rossa li mise dentro enormi scatoloni spedendoli nel Sud della Germania, nella fortezza di Berchtesgaden, dove immaginava di poter resistere.
In quella fortezza vennero trovati dall’esercito americano che li spedì a Washington, dove sono custoditi ancora oggi in una sala riservata della Bi…

La testimonianza di Gaetano e Rosa

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Il nostro cambiamento. 

Gaetano e Rosa avevano finalmente ultimato la costruzione della propria abitazione.
Da buoni cattolici non mancarono di fare nel prospetto una nicchia per un “santo”.
Tra San Nicola e San Vincenzo scelsero la seconda, la più economica: £ 10.000.
Felici, tra fiori e candele ve la collocarono.
Oltre alla protezione e la benedizione della casa, San Vincenzo poteva essere un aiuto nel tempo del bisogno.
Educati nelle tradizioni, più che nella Parola di Dio, in quel tempo fecero ciò che Dio non vuole: "Non ti farai scultura alcuna né immagine alcuna... Non ti prostrerai davanti a loro e non le servirai, perché Io, l’Eterno, il tuo DIO, sono un Dio geloso...” (Esodo 20:4-6).
Ben ebbe a dire Gesù: “Così avete annullato la Parola di Dio a motivo della vostra tradizione” (Matteo 15:6).
Alla loro conversione, però, passarono dalle tradizioni alla Parola di Dio, e fecero dunque quello che Egli vuole: “Le mie parole li metterete nel cuore... le insegnerete ai vostri f…

La testimonianza di Maris Gheorghe

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Le vie del Signore per la mia salvezza. 

Maris Gheorghe, proveniente da Codlea Brasov, Romania, nel giorno del suo battesimo testimonia: “Oggi si compie un anno, da quando sono andato via da casa.
Lo sapevo che sarebbe stato difficile per me, perché sarei stato solo, qui.
Quando sono andato l’ultima volta nella chiesa (si riferisce alla chiesa ortodossa in Romania), nella mia inconsapevolezza, ho chiesto al Signore di aiutarmi, ed ecco che il Signore mi ha aiutato.
Lui mi ha fatto trovare questa grande famiglia che mi ha aiutato a capire quale è la verità.

L’anno scorso, in dicembre, quando lavoravo in campagna, un fratello è venuto e ci ha parlato del Signore Gesù, invitandoci a venire all’assemblea.
Prima non volevo andare, ma mi sono fatto coraggio e sono andato.
Sono scappato subito dopo la prima riunione.
Poi mi sono fatto coraggio e sono andato pure la domenica successiva.
I fratelli mi dissero: «Perché scappi così subito? Stai con noi, parliamo».

Mi dissero di leggere la Bibbia…